Politica
Il campo largo ad Atreju: Conte e Renzi infiammano la kermesse di FdI, assente Schlein
Il campo largo sbarca ad Atreju: Giuseppe Conte e Matteo Renzi protagonisti sul palco di Fratelli d’Italia tra contestazioni, applausi e scontri sulle riforme. Assente Elly Schlein.
Il campo largo irrompe ad Atreju, la tradizionale kermesse di Fratelli d’Italia, e accende il confronto politico davanti a una platea di militanti non sempre indulgente. Giuseppe Conte e Matteo Renzi sono i protagonisti più attesi e contribuiscono ad alzare la temperatura del dibattito, tra applausi sporadici, contestazioni e un clima da confronto diretto. Sul palco arrivano anche Angelo Bonelli, Carlo Calenda e Riccardo Magi. Assente invece la segretaria del Pd Elly Schlein, che rinuncia al confronto a tre con la premier Giorgia Meloni e il leader del M5S, scelta sottolineata più volte dal palco.
L’affondo su Schlein e l’intervento di Conte
Ad aprire l’intervista a Giuseppe Conte è la deputata di FdI Augusta Montaruli, che definisce l’incontro “uno dei momenti più attesi” della manifestazione e attacca direttamente Schlein: “C’è chi viene ad Atreju e chi scappa”. Parole accolte da applausi convinti. La platea, però, non risparmia neppure Conte, contestato quando parla di una Meloni “genuflessa a Washington”. Il leader pentastellato non si scompone e replica: se si voleva ascoltare “altra musica”, non lo si doveva invitare.
Qualche consenso in più arriva quando Conte affronta il tema del Superbonus e chiama in causa Mario Draghi, ricordando che green pass e obbligo vaccinale furono introdotti dal governo guidato dall’ex presidente della Bce. Al termine dell’intervista, l’applauso finale accompagna Conte che poi si concede anche selfie e strette di mano tra gli stand di Atreju.
Il nodo delle alleanze nel centrosinistra
Incalzato sull’assenza di Schlein, Conte rilancia la responsabilità sulla premier, ricordando che una “sedia vuota importante” è quella della padrona di casa. Non esclude in futuro un confronto a tre e ribadisce che il M5S non è alleato con nessuno: ogni possibile intesa con il Pd, avverte, dipenderà solo dai programmi e dai contenuti, dall’etica pubblica alla legalità. L’appuntamento per il “cantiere” sul programma e per la scelta del candidato premier del campo largo viene rinviato all’autunno.
Renzi all’attacco sulle riforme
Se Conte guarda agli equilibri del centrosinistra, Matteo Renzi sceglie lo scontro frontale sulle riforme. Sul palco si accende un duro botta e risposta con i ministri Elisabetta Casellati e Roberto Calderoli, tra accuse sul premierato e sull’autonomia definita da Renzi una “porcata”. Calderoli replica a tono, il clima si surriscalda e devono intervenire Giovanni Donzelli e il ministro Guido Crosetto per chiudere il confronto. Lo stesso Crosetto, scherzando, prende Renzi di peso per allontanarlo dallo scontro.
Renzi rivendica lo stile del confronto diretto: dialogare “a viso aperto”, senza sconti, anche nella “tana del lupo”. Sui social rivendica di non rinunciare mai a sostenere le proprie idee.
La posizione di Calenda
Nel frattempo Carlo Calenda difende la sua linea centrista in un panel con il ministro Adolfo Urso. Respinge l’accusa di essere una “stampella del governo” e ribadisce di essere all’opposizione, ma pronto a votare ciò che ritiene giusto nell’interesse nazionale. Non manca una stoccata interna al centrodestra: “Diffidate dai punisti come Salvini”.
Atreju si conferma così non solo vetrina di Fratelli d’Italia, ma anche arena di confronto diretto con l’opposizione, dove il campo largo si presenta diviso ma determinato a misurarsi sul terreno politico.
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