Tecnologia
I super manager tornano a guadagnare centinaia di milioni: l’Intelligenza artificiale riaccende la corsa ai mega stipendi
Nel 2025 tornano i compensi record per i manager americani. Spinta da intelligenza artificiale, cybersicurezza e data center, la corporate America riscopre gli stipendi da centinaia di milioni di dollari.
La rivoluzione dell’intelligenza artificiale non sta cambiando soltanto aziende e mercati. Sta riportando in auge anche una figura che sembrava appartenere al passato: il manager da centinaia di milioni di dollari l’anno.
Secondo la tradizionale classifica pubblicata dal Wall Street Journal sulla base dei dati elaborati da MyLogIQ, il 2025 segna il ritorno dei mega-compensi nella corporate America. Un fenomeno alimentato dalla corsa all’intelligenza artificiale, ai semiconduttori, alla cybersicurezza e alle infrastrutture digitali.
Dopo Musk, il record di Shankh Mitra
Al vertice assoluto continua a restare Elon Musk, il cui pacchetto retributivo potenziale da 158 miliardi di dollari rappresenta un caso unico nella storia del capitalismo moderno.
Dietro di lui emerge però una nuova generazione di super manager. Al secondo posto della classifica figura Shankh Mitra, amministratore delegato di Welltower, con un pacchetto da 821 milioni di dollari.
Seguono George Kurtz con 248 milioni, Hock Tan con 205 milioni e David Zaslav con 165 milioni.
Il ritorno dei “moonshot packages”
Alla base di questi numeri non ci sono semplicemente stipendi e bonus tradizionali. La nuova frontiera sono i cosiddetti moonshot packages, giganteschi piani di incentivazione in azioni che maturano soltanto al raggiungimento di obiettivi straordinariamente ambiziosi.
In molti casi i premi saranno effettivamente incassati solo tra cinque o dieci anni e solo se le aziende continueranno a sovraperformare il mercato.
Nel caso di Welltower, gran parte del compenso assegnato a Mitra dipende proprio dalla capacità della società di continuare a generare rendimenti superiori rispetto ai concorrenti.
L’effetto dell’intelligenza artificiale
La crescita dei compensi si concentra soprattutto nei comparti più direttamente coinvolti nel boom dell’AI. Aziende come Broadcom, CrowdStrike e altri gruppi tecnologici stanno beneficiando della domanda crescente di chip, data center, software e sistemi di sicurezza informatica.
I piani retributivi sono costruiti sulla convinzione che l’intelligenza artificiale genererà nei prossimi anni una crescita dei ricavi senza precedenti. Gli azionisti accettano quindi di promettere compensi enormi purché il valore delle aziende aumenti in misura ancora maggiore.
Mai così alti i compensi dei CEO americani
Il fenomeno non riguarda soltanto i vertici assoluti della classifica. Secondo il Wall Street Journal, il numero di amministratori delegati che ha superato i 100 milioni di dollari di compenso è tornato ai livelli più elevati degli ultimi anni.
Quasi una dozzina di manager ha oltrepassato la soglia dei 200 milioni di dollari, mentre la retribuzione mediana dei ceo delle società appartenenti all’indice S&P 500 ha sfiorato i 18 milioni di dollari nel 2025, il livello più alto mai registrato dall’indagine.
La nuova età dell’oro dei manager
Dopo anni caratterizzati da maggiore prudenza retributiva, la corporate America sembra essere entrata in una nuova fase. Gli investitori scommettono che l’intelligenza artificiale possa trasformare profondamente l’economia e sono disposti a premiare i manager che riusciranno a guidare questa transizione.
La domanda aperta è se questi compensi si tradurranno davvero in una creazione di valore proporzionata oppure se la corsa all’AI stia già alimentando una nuova stagione di euforia finanziaria simile a quelle che in passato hanno preceduto le grandi bolle speculative.
In Evidenza
Instagram e Facebook, l’Ue accusa Meta: «Design che favorisce la dipendenza, soprattutto tra i minori»
La Commissione europea ritiene in via preliminare che Instagram e Facebook violino il Digital Services Act perché dotati di funzioni capaci di favorire un utilizzo compulsivo. Meta contesta le conclusioni e rischia una sanzione fino al 6% del fatturato mondiale.
Video che partono automaticamente, scroll infinito, notifiche, contenuti continuamente aggiornati e algoritmi capaci di proporre a ogni utente materiale fortemente personalizzato.
Sono alcune delle caratteristiche di Instagram e Facebook che, secondo le conclusioni preliminari della Commissione europea, potrebbero favorire un utilizzo compulsivo delle piattaforme e mettere a rischio il benessere fisico e mentale degli utenti, in particolare dei minori.
Bruxelles ritiene, in questa fase, che Meta non abbia rispettato gli obblighi previsti dal Digital Services Act, il regolamento europeo che impone alle grandi piattaforme digitali di individuare e ridurre i rischi sistemici prodotti dai propri servizi.
L’indagine aperta nel 2024
Il procedimento formale era stato avviato nel maggio del 2024 per verificare se i sistemi di Facebook e Instagram, compresi gli algoritmi di raccomandazione, potessero stimolare forme di dipendenza comportamentale e creare il cosiddetto effetto “tana del coniglio”, spingendo gli utenti verso una fruizione sempre più prolungata e ripetitiva.
L’indagine riguarda anche l’efficacia dei sistemi utilizzati da Meta per verificare l’età degli iscritti e impedire l’accesso ai bambini con meno di tredici anni, limite previsto dalle condizioni delle due piattaforme.
La Commissione aveva già contestato in aprile a Meta di non avere adottato strumenti sufficienti per individuare e rimuovere tempestivamente gli account aperti da minori di tredici anni.
«Le misure adottate non sono sufficienti»
Secondo Bruxelles, gli strumenti messi a disposizione da Meta per limitare il tempo trascorso online non sarebbero abbastanza efficaci.
Le funzioni che ricordano agli utenti di fare una pausa, i limiti temporali e le pagine dedicate alla salute mentale potrebbero infatti essere facilmente ignorati, disattivati o aggirati.
Anche i sistemi di controllo parentale non garantirebbero una protezione adeguata, mentre l’impostazione complessiva delle piattaforme continuerebbe a privilegiare il coinvolgimento degli utenti e la permanenza davanti allo schermo.
La Commissione ritiene quindi che Meta debba modificare il design di Instagram e Facebook. Tra le possibili misure vengono indicate la disattivazione automatica dello scroll infinito e dell’autoplay, pause più efficaci e sistemi di raccomandazione meno orientati alla massimizzazione dell’interazione.
L’attenzione sui minori
Il principale motivo di preoccupazione riguarda bambini e adolescenti, considerati più vulnerabili agli effetti di un utilizzo eccessivo dei social network.
Il Digital Services Act stabilisce che le piattaforme accessibili ai minori debbano garantire elevati livelli di tutela della loro sicurezza, della privacy e del benessere psicologico.
Le linee guida europee sulla protezione dei minori, pubblicate nel 2025, indicano esplicitamente il design capace di creare dipendenza tra i rischi che le piattaforme devono contrastare.
La replica di Meta
Meta ha respinto le conclusioni preliminari della Commissione, sostenendo che non terrebbero adeguatamente conto degli interventi realizzati negli ultimi anni per proteggere gli adolescenti.
La società richiama in particolare l’introduzione degli account dedicati ai teenager, dotati di impostazioni più restrittive, controlli per i genitori, limitazioni ai contatti e possibilità di bloccare l’accesso notturno o ridurre il tempo giornaliero di utilizzo.
Il gruppo afferma di condividere l’obiettivo europeo di garantire ai ragazzi esperienze online più sicure e di voler continuare a collaborare con le autorità di Bruxelles.
Meta rischia una multa miliardaria
Le conclusioni comunicate dalla Commissione non costituiscono ancora una decisione definitiva. Meta potrà esaminare gli atti, presentare osservazioni e proporre ulteriori misure correttive.
Qualora la violazione fosse confermata, la Commissione potrebbe imporre alla società una sanzione fino al 6 per cento del fatturato mondiale annuo, oltre a ordinare modifiche strutturali alle piattaforme.
Considerati i ricavi globali di Meta, l’importo potrebbe raggiungere diversi miliardi di dollari. Il procedimento europeo potrebbe dunque incidere direttamente sul funzionamento di Instagram e Facebook per gli utenti dell’Unione.
Le cause negli Stati Uniti
Le contestazioni europee si inseriscono in un dibattito più ampio sugli effetti dei social network sulla salute mentale dei giovani.
Negli Stati Uniti, Meta e altre società tecnologiche sono coinvolte in numerosi procedimenti promossi da famiglie, scuole e amministrazioni locali. Le accuse riguardano anche YouTube, TikTok e Snapchat, ritenuti da alcuni ricorrenti corresponsabili dell’aumento di ansia, depressione e altri disagi tra bambini e adolescenti.
La responsabilità giuridica delle piattaforme dovrà essere accertata nei rispettivi processi. La valutazione preliminare di Bruxelles rafforza però il principio secondo cui la sicurezza online non dipende soltanto dai contenuti pubblicati, ma anche dal modo in cui i servizi digitali vengono progettati per catturare e mantenere l’attenzione.
In Evidenza
La scuola italiana sul podio mondiale della robotica: Catania e Giarre brillano alla Robocup
La scuola italiana sale sul tetto del mondo della robotica educativa. Ai mondiali Robocup, appena conclusi in Corea del Sud, gli studenti siciliani hanno conquistato risultati di grande rilievo, confermando la qualità del lavoro svolto negli istituti italiani sui temi dell’innovazione, della programmazione e dell’intelligenza artificiale.
Il Boggio Lera di Catania primo nella OnStage Advanced
Il risultato più importante arriva dal Liceo Scientifico “Boggio Lera” di Catania, primo classificato nella categoria OnStage Advanced, una disciplina che unisce robotica, recitazione, musica e spettacolo.
Il team composto da Emma Oddo, Simone Previti, Andrea Consalvo e Giovanni Misenti, guidato dai docenti Carmelo Maccora e Massimo Marletta, ha portato in gara la performance “Revenant”, ispirata agli Avengers. Sul palco non solo robot, ma un progetto complesso costruito con stampa 3D, schede elettroniche, videocamere, programmazione e algoritmi di intelligenza artificiale.
Terzo posto per il Fermi-Guttuso di Giarre
Sul podio anche l’Istituto Tecnico Industriale Statale “Fermi-Guttuso” di Giarre, in provincia di Catania, terzo classificato nella categoria Rescue Simulation.
Si tratta di una prova tecnica in cui i robot virtuali devono esplorare ambienti complessi, simulare scenari di soccorso, individuare vittime e affrontare percorsi con difficoltà crescenti. È una delle competizioni che più avvicinano la robotica educativa alle applicazioni concrete della ricerca e della protezione civile. La RoboCupJunior descrive infatti la Rescue Simulation come una sfida in cui il robot virtuale deve esplorare e mappare un labirinto, identificando le vittime lungo il percorso.
Valditara invita studenti e docenti al Ministero
Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara si è congratulato con le scuole vincitrici e ha invitato studenti e docenti al Ministero.
“È un grande risultato per la scuola italiana”, ha dichiarato il ministro, sottolineando come il percorso dei ragazzi dimostri che impegno, talento e passione possono portare a traguardi importanti.
Una competizione mondiale tra scuola, ricerca e futuro
I mondiali Robocup si sono svolti dal 30 giugno al 6 luglio al Songdo Convensia di Incheon, nei pressi di Seul. La RoboCup è una iniziativa internazionale nata per far avanzare lo sviluppo della robotica intelligente e autonoma.
La sezione Junior promuove la robotica e l’intelligenza artificiale tra gli studenti attraverso competizioni di robot autonomi, progettati e programmati dai ragazzi.
Per la scuola italiana, e in particolare per quella siciliana, il doppio podio in Corea del Sud è molto più di una medaglia: è il segnale di una didattica capace di trasformare la tecnologia in competenza, creatività e futuro.
Economia
ChatGpt resta il gigante dell’IA, ma Google e Claude aprono la prima crepa nel dominio di OpenAI
ChatGpt supera il miliardo di utenti attivi mensili, ma la sua quota di mercato scende sotto il 50%. Crescono Gemini di Google e Claude di Anthropic, mentre la fiducia degli utenti diventa un fattore decisivo nella nuova competizione globale dell’intelligenza artificiale.
Il primato resta solido, ma non più inattaccabile. ChatGpt ha superato il miliardo di utenti attivi mensili in tre anni e mezzo, un traguardo raggiunto con una velocità mai vista prima dalle grandi piattaforme digitali. Nessuna tra YouTube, Instagram, TikTok o Google Maps era cresciuta così rapidamente.
Eppure, proprio mentre conferma la propria forza globale, la piattaforma di OpenAI mostra le prime crepe. La quota di mercato è scesa sotto il 50%, mentre avanzano Gemini di Google e Claude di Anthropic. La corsa dell’intelligenza artificiale entra così in una fase nuova: non conta più soltanto chi offre il modello più potente, ma anche chi conquista fiducia, integrazione nei servizi quotidiani e capacità di monetizzare.
ChatGpt primo, ma non più solo
Secondo il rapporto di Sensor Tower sullo stato dell’intelligenza artificiale, ChatGpt conta oltre 1,1 miliardi di utenti attivi mensili. A febbraio erano circa 900 milioni. Il dato conferma la forza della piattaforma, ancora la più usata al mondo nel settore degli assistenti di intelligenza artificiale.
Alle sue spalle cresce però rapidamente Gemini, l’assistente IA di Google, arrivato a 662 milioni di utenti attivi mensili, più del doppio rispetto ai 326 milioni registrati pochi mesi prima. Una crescita favorita anche dall’integrazione nei prodotti e nell’ecosistema di Mountain View.
Ancora più marcata, in proporzione, la crescita di Claude di Anthropic, passato da 60 a 245 milioni di utenti attivi mensili. Un salto che segnala la capacità della società americana di intercettare una parte crescente del pubblico più attento a produttività, qualità delle risposte e posizionamento etico.
La quota di OpenAI scende sotto il 50%
Il dato simbolico è la discesa della quota di mercato di ChatGpt sotto la soglia del 50%. Alla fine di maggio la piattaforma di OpenAI si è fermata al 46,4%, mentre Gemini ha raggiunto il 27,7% e Claude il 10,3%.
Gli altri assistenti, tra cui Grok, Perplexity, DeepSeek e Meta AI, restano sotto il 5%. Il mercato, dunque, resta concentrato nelle mani di pochi grandi protagonisti, ma la distanza tra OpenAI e i principali inseguitori si sta riducendo.
Il peso della fiducia e delle scelte geopolitiche
A incidere non sono soltanto le funzioni offerte agli utenti. Il rapporto tra aziende tecnologiche, governi e difesa sta diventando un elemento sempre più sensibile.
L’accordo tra OpenAI e il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha provocato un picco di disinstallazioni dell’app ChatGpt negli Stati Uniti. Il segnale è chiaro: per una parte degli utenti la fiducia nel marchio e le scelte etiche e geopolitiche pesano quanto le prestazioni tecniche.
Lo sottolinea anche Vincenzo Cosenza, esperto di innovazione e intelligenza artificiale, secondo il quale non è più soltanto una corsa alle nuove funzionalità. La reputazione delle società che sviluppano IA diventa un fattore competitivo decisivo.
La sfida tra OpenAI e Google
Il mercato delle app di intelligenza artificiale continua comunque a crescere a ritmi impressionanti. Nella prima metà del 2026 gli utenti scaricheranno quasi 2,3 miliardi di app IA e spenderanno oltre 4,2 miliardi di dollari. Nel primo semestre 2025 la spesa era stata di 1,83 miliardi.
Il settore sta passando dalla fase della crescita esplosiva a quella della monetizzazione. Claude, in particolare, registra il tasso di conversione al pagamento più alto: il 13% degli utenti paga per utilizzare le funzioni premium.
Un mercato sempre più maturo
Anche il tempo trascorso sulle applicazioni IA è destinato a crescere. Gli analisti stimano un passaggio da 17,2 miliardi di ore nel primo semestre 2025 a circa 36 miliardi di ore nel primo semestre 2026.
I primi tre assistenti, ChatGpt, Gemini e Claude, concentrano l’89% del tempo trascorso dagli utenti sulle app di intelligenza artificiale. Negli Stati Uniti, in particolare, gli utenti usano questi strumenti soprattutto per attività di produttività e sono più propensi a pagare per le funzionalità avanzate.
La partita dell’intelligenza artificiale si restringe
La competizione resta aperta, ma la sfida consumer sembra concentrarsi soprattutto tra OpenAI e Google. Anthropic cresce rapidamente, ma potrebbe avere maggiori difficoltà a conquistare grandi quote nel mercato di massa.
ChatGpt resta il gigante dell’intelligenza artificiale. Ma il suo dominio non appare più solitario. L’avanzata di Gemini, la crescita di Claude e il peso crescente della fiducia degli utenti mostrano che la nuova fase dell’IA sarà meno prevedibile, più competitiva e sempre più legata anche alle scelte politiche e industriali delle grandi piattaforme tecnologiche.


