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I successi azzurri a Tokyo riaccendono la polemica su Roma 24, Raggi e M5s sotto attacco

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Rinvigorita dalle vittorie italiane a Tokyo, torna la polemica sulle olimpiadi sfumate di Roma 2024. Quel ‘no’ ai giochi pronunciato dalla sindaca Virginia Raggi come primo atto caratterizzante della consiliatura a 5 stelle ancora oggi fa discutere e finisce, inevitabilmente, per alimentare la campagna elettorale. Dal Pd a Forza Italia passando per Iv, il j’accuse e’ unanime: la Capitale avrebbe dovuto ospitare il grande evento sportivo e il no del Movimento ha danneggiato l’Italia. Ma la sindaca Virginia Raggi rispedisce la critiche al mittente: “La citta’ non avrebbe retto”. E’ Matteo Renzi a far partire il fuoco di fila, postando sui social un’immagine delle celebrazioni nella capitale francese in vista del 2024: “Questa e’ Parigi ieri: festa per l’arrivo delle Olimpiadi. Poteva essere Roma ma i Cinque Stelle hanno detto no. Funziona sempre cosi’: i populisti fanno danno ma di solito l’opinione pubblica se ne accorge quando e’ troppo tardi”. Dello stesso avviso la presidente dei senatori azzurri Anna Maria Bernini: “Dalle Olimpiadi esce un’Italia migliore, col record storico di medaglie conquistate e con una magnifica prova d’orchestra. Su questa pagina di storia resta pero’ un’ombra enorme: l’errore di non aver candidato Roma per le Olimpiadi del 2024 a causa dell’avversione del populismo nemico dello sviluppo. Ma ora investire sullo sport diventa un dovere inderogabile”. Al coro ben presto si unisce anche il Pd, con l’ex segretario e governatore del Lazio Nicola Zingaretti: “Oggi Roma poteva festeggiare le Olimpiadi del 2024. Lavoro, sport, impianti, speranza, futuro. Invece festeggia Parigi per colpa dell’ennesimo drammatico errore commesso dall’attuale sindaca Raggi”. Il no della prima cittadina a Roma 2024 fu pronunciato il 21 settembre del 2016, nel corso della sua prima vera conferenza stampa in Campidoglio. In quell’occasione, defini’ “da irresponsabili dire si’ alle Olimpiadi” sostenendo che la citta’ stava “pagando ancora i debiti di quelle del 1960”. E, ad oggi, non ha cambiato idea: “Per come avete ridotto Roma prima che arrivassi io era inimmaginabile – replica stizzita a Zingaretti -. La citta’ non avrebbe retto. Colpa dell’ennesimo e drammatico errore commesso dal Pd. Adesso, invece, dopo aver risanato i conti Roma puo’ correre. Infatti puntiamo a Expo 2030”. A meno di due mesi dal rinnovo dell’assemblea capitolina e del sindaco, i toni sono quelli della campagna elettorale. Carlo Calenda, leader di Azione e candidato alla prima poltrona di Palazzo Senatorio, posta su Facebook il video ufficiale francese pubblicato da Emmanuel Macron accompagnato da un tagliente sfotto’: “Complimenti Virginia Raggi. Fai una cortesia. Guardatelo fino alla fine”. Anche per lo sfidante di centrodestra, Enrico Michetti, “aver rinunciato alle Olimpiadi a Roma e’ stato un grave errore. Avremmo avuto investimenti straordinari, nuovi impianti, riqualificazione urbana, migliaia di turisti. Invece, il Campidoglio ha scelto la decrescita felice”. La risposta del Movimento non cambia: “Fu una scelta in quel momento necessaria, sofferta ma inevitabile. Roma non poteva permettersi l’organizzazione dei giochi olimpici: le casse comunali erano vuote, i servizi allo sbando, il rischio troppo grosso da poter correre”.

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Tumore epatico, in Campania è in fase di sperimentazione un vaccino

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 Uno studio su un vaccino contro il tumore epatico vede 23 partner dell’eccellenza biomedica campana nella lotta ai tumori, tra cui Fondazione Ebris, universita’ Federico II di Napoli, l’ateneo di Salerno, l’Istituto Pascale, la fondazione Ebris, il Cnr, la fondazione Telethon, l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, insieme a giovani ricercatori campani. Si tratta di una sperimentazione che potrebbe spalancare le porte a un nuovo percorso terapeutico. “Quello che abbiamo realizzato fino a questo momento – spiega Luigi Buonaguro del Pascale – e’ la sperimentazione di fase uno del vaccino terapeutico contro il tumore primitivo del fegato. In questo momento, grazie anche agli ulteriori fondi che abbiamo ottenuto dalla Regione Campania, stiamo ottimizzando il protocollo e dovremmo cominciare ad arruolare altri pazienti per fine di quest’anno”. “Tutto questo – precisa – e’ soltanto una prima fase per arrivare alla richiesta di registrazione di un farmaco, in questo caso di un vaccino. Bisogna fare almeno una fase 3 dove bisogna comparare gruppi di pazienti e andare a verificare l’efficacia clinica di questo vaccino. Non stiamo parlando di mesi, ma di anni”. Per il presidente del Cda della fondazione Ebris, Alessio Fasano, questo e’ “l’inizio e non l’arrivo di un percorso iniziato quattro anni fa”, quando “una squadra di ricercatori di grandissimo spessore ha raggiunto dei risultati inaspettati. Ma c’e’ ancora molto lavoro da fare. Adesso, infatti, bisogna effettuare una serie di trial clinici per valutare la sicurezza e l’efficacia della formulazione vaccinale contro il tumore al fegato”.

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Guerra Ucraina

Vittoria o tregua, Ue divisa sulla fine della guerra

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Nel silenzio festivo del giorno dell’Ascensione Bruxelles si prepara a un vertice europeo rischiosissimo per l’unita’ dell’Ue. Perche’, al di la’ dei dossier specifici, dall’energia al debito comune per la ricostruzione, c’e’ un principio superiore che, sottotraccia, sta dividendo i leader del Vecchio Continente: dove e come dovra’ finire la guerra tra Ucraina e Russia. A dimostrazione di cio’, c’e’ l’assenza delle parole ‘pace’, ‘tregua’ o ‘cessate il fuoco’ nella bozza di conclusioni del summit di lunedi’. La verita’, spiega una fonte europea, e’ che nell’Ue c’e’ chi vuole la vittoria dell’Ucraina ad ogni costo e chi no. Ed e’ un assunto dal quale, da qui alle prossime settimane, Bruxelles non potra’ prescindere. L’Italia, come dimostra la telefonata tra Mario Draghi e Vladimir Putin, si inscrive nell’insieme di quelle capitali convinte di dover tenere aperto il canale diplomatico. E, soprattutto, convinte che gli aiuti militari abbiano come primo obiettivo la cessazione delle ostilita’. Un punto che, al momento, nella bozza di conclusioni e’ assente. L’Ue “resta impegnata a rafforzare la capacita’ dell’Ucraina di difendere la propria integrita’ territoriale e sovranita’. Il Consiglio europeo accoglie la decisione di aumentare il sostegno militare nell’ambito dell’European peace Facility”, si legge nel testo. Si tratta di un documento provvisorio che verra’ discusso domenica in una nuova riunione degli ambasciatori dei 27. E, probabilmente, un incontro interlocutorio verra’ convocato anche venerdi’. Ma il tema resta. E i Paesi baltici sono pronti a puntare il dito contro chi, a loro parere, si accontenterebbe di una compromesso al ribasso alle spalle di Kiev. Degli aiuti all’Ucraina e della strategia diplomatica e militare da adottare rispetto alla guerra i leader dell’Ue ne parleranno nella giornata di lunedi’. Subito dopo sara’ l’energia a finire sul tavolo del vertice. E non saranno rose e fiori. Il RepowerEu e’ tra i punti delle conclusioni del summit, ma se in linea di principio il piano piace quasi a tutti e’ sui finanziamenti che si rischia lo scontro. Con Paesi come l’Italia pronti a rimettere sul tavolo anche il price cap: si tratta, spiegano fonti europee, di un’iniziativa che riguarderebbe solo il gas russo in arrivo in Europa attraverso i gasdotti. E’ una misura che Roma ritiene necessaria non solo come ulteriore sanzione anti-russa ma soprattutto per proteggere i piu’ fragili dal caro prezzi in un contesto in cui ai Paesi ad alto debito viene chiesta prudenza nella spesa corrente, a cominciare dall’evitare un nuovo scostamento di bilancio. Nel capitolo energia potrebbe rientrare anche quello del sesto pacchetto di sanzioni e di quell’embargo al petrolio sul quale, da quasi un mese, Viktor Orban tiene sotto scacco l’intera Ue. Secondo il vice cancelliere tedesco Robert Habeck o al summit si trovera’ la via per una soluzione o, di fatto, Bruxelles dovra’ prendere una strada diversa. C’e’ chi, come Charles Michel, ancora confida che un accordo si possa trovare da qui a lunedi’. Ma non sara’ facile. A Orban servono assicurazioni sulle forniture e fondi per riadattare le raffinerie. E, per ora, l’Ue non ha neanche dato il via libera al Pnrr di Budapest. Eppure per l’Ue la strada e’ tracciata: e’ quella che unira’ le rinnovabili all’obiettivo dell’indipendenza da Mosca. Venerdi’ il G7 del Clima confermera’ la volonta’ di uscire dal carbone in circa dieci anni. E, nell’emergenza energetica di questi mesi, si tratta comunque di un passo coraggioso.

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Esteri

Canada: uomo armato vicino a scuola, ucciso da polizia

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  Un uomo armato di fucile vicino ad una scuola di Toronto e’ stato ucciso dalla polizia. L’uomo, si legge sull’account Twitter della polizia, aveva circa 20 anni, indossava un berretto bianco e un lungo cappotto. A due giorni dalla strage nella Robb Elementary di Uvalde, in Texas, la presenza di un uomo armato ha creato il panico e tutte le scuole della zona sono state poste in lockdown fino all’intervento della polizia, ha riferito il capo delle forze dell’ordine della citta’, James Ramer, senza fornire altri dettagli. Un portavoce dell’Unita’ investigativa speciale della polizia di Toronto ha spiegato che due agenti di polizia hanno sparato all’uomo armato e lo hanno ucciso. Non e’ chiaro se l’uomo avesse in mano l’arma quando la polizia ha fatto fuoco. Il capo della polizia, James Ramer, non ha fornito ulteriori dettagli perche’ c’e’ un’inchiesta in corso. “Non c’e’ alcuna minaccia per la sicurezza pubblica”, ha assicurato. “A causa della vicinanza a una scuola, capisco quanto traumatico tutto questo debba essere stato per il personale, gli studenti e i genitori, visti i recenti eventi negli Stati Uniti”, ha aggiunto.

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