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I Queen sono la prima band inglese a finire su una moneta

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I Queen sono la prima band a finire su una moneta commemorativa coniata direttamente dalla zecca di stato del Regno Unito. La moneta avrà la forma delle 5 sterline  e sarà la prima della collezione ‘Music Legends’ inaugurata dalla Royal Mint, ovvero l’organismo autorizzato a coniare le monete in Gran Bretagna. Un onore quello di finire su una moneta che non è stato concesso nemmeno alle mitiche band dei Beatles, dei Rolling Stones e dei Pink Floyd.

Ogni moneta coniata renderà omaggio a ciascun membro della band, con tutti gli strumenti raffigurati su un lato e il pianoforte di Mercury su cui è segnato l’accordo di apertura di Bohemian Rhapsody. Il disegno è completato dalla Red Special di Brian May – l’iconica chitarra suonata ancora oggi da May proprio con una moneta utilizzata al posto del plettro –, il Fender Precision Bass di John Deacon e la grancassa della batteria di Roger Taylor, decorata con il logo della band.

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Esteri

La verità sul sistema sanitario inglese ai tempi dell’epidemia da COVID19

Sal Sparace

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In questi giorni ci sono state molte polemiche, soprattutto nei gruppi facebook degli italiani residenti nel Regno Unito, sull’approccio rilassato del sistema sanitario inglese verso il covid 19 rispetto ad altri paesi.

La nazione sembra non essere ancora pronta ad affrontare l’emergenza virus anche se sappiamo che nel background ci sono grossi meccanismi e strutture che si preparano e che partiranno a breve. L’Inghilterra è un paese lento che si studia il caso prima di mettere in moto i rimedi. Sembra ingiusto però che chi si ammala adesso non trovi aiuto facilmente.

Sebastiano Piga e sua moglie Evgeniia vivono in Inghilterra da 6 anni. Fino a che scoppiasse il coronavirus, soprattuto per Sebastiano, c’era una buona stima del sistema sanitario nel Regno Unito. Sebastiano mi dice:”Considera che io sono stato operato al cuore il 15 gennaio e il 31 gennaio mi hanno messo Il pacemaker. Ho avuto un infarto il 5 settembre, l’ambulanza è venuta subito e portato immediatamente all’ospedale di Reading dove mi hanno messo uno Stent che e’ un tubicino inserito in un passaggio bloccato per tenerlo aperto.. Poi mi hanno operato a Londra il 15 gennaio: due bypass, una valvola metallica ed il 31 gennaio il pacemaker.’’

Sua moglie Evgeniia invece si è ritrovata a vivere il dramma come possibile vittima di Covid 19. Evgeniia ha pubblicato un post sulla pagina facebook di ‘Italians in London’: “Da due settimane ho dei sintomi simili al coronavirus: non riesco a respirare bene, mi manca l’ossigeno, ho la debolezza ma non ho la febbre. Ho provato più volte a chiamare l’ambulanza: loro arrivano e non mi fanno niente, dicono solo di stare a casa e prendere il paracetamolo. L’ultima volta però mio marito non ce l’ha fatta più ed ha insistito che mi portassero all’ospedale. Ci sono andata, mi aspettavo di vedere l’ospedale tutto pieno come nei film, pensavo che ci dovesse esser un motivo per cui non volevano portarmi prima. Invece ho visto l’ospedale semivuoto, ci sono più medici che pazienti, ma comunque si vedeva che si preparavano all’arrivo di tantissimi malati visto che hanno messo più letti. Ed eccomi, sono arrivata! Curatemi! Sì, hanno fatto delle analisi generali di sangue, hanno analizzato i miei polmoni e basta. Poi il dottore mi dice che è molto probabile (80%) che io abbia il Coronavirus, perchè ci sono alcuni casi senza la febbre. Ok, chiedo di fare il test, ma mi rispondono che non si può farlo perchè non ho la febbre. Allora chiedo una medicina, una ricetta, qualcosa per curarmi, ma mi rispondano che non c’è la cura per il coronavirus e mi lasciano andare a casa. Anzi, volevano che io tornassi al lavoro. Considerando che lavoro in una casa di riposo non mi è sembrata una buona idea. La situazione si complica con il fatto che a casa ho mio marito che da poco ha subito un’operazione al cuore e quindi ha le difese immunitarie molto basse. Da un mese viviamo in stanze separate per paura che io lo contagi. Non riesco a respirare bene, non so come curarmi. La notizia che qualche giorno fa un ragazzo italiano di 19 anni è morto dal coronavirus perchè l’hanno “curato” con il paracetomolo mi fa solo spaventare.’’

La morte del ragazzo italiano è imperdonabile e ci sono forti sentimenti di rabbia nella comunità italiana a Londra ed in Italia. Nella mia conversazione con Sebastiano ho anche appreso la prassi che purtroppo subiscono le persone che non stanno bene: ‘’Parli con il 111 – ”Non possiamo fare niente – Chiama 999’’. Al 999: ”Hai i sintomi ma tanto se ti portiamo in ospedale non ti fanno il tampone perché ancora non sei in gravi condizioni. Chiedi una qualunque cura e non ti possono dare niente o ti mandano dal medico di base (GP) il quale ti dice: Non posso darti niente perché non ti vedo e tu non puoi venire a farti visitare quindi chiama il 111’’, Sembra un circolo chiuso insomma

L’NHS ha inoltre messo dei quesiti online per auto-controllare se i sintomi sono quelli del Virus.

https://111.nhs.uk/covid-19

Il governo ha svelato Giovedi 2 aprile un piano per controllare le condizioni di salute di 100.000 persone al giorno entro la fine di Aprile. Molti test saranno anche disponibili su Amazon. Il Ministro della Salute Matt Hancock ha definito la strategia per ottenere un “significativo” aumento dei test per COVID-19, nella conferenza stampa quotidiana del governo.

Ma per chi vive nel Regno Unito da molti anni e parlo di residenti che conoscono bene le istituzioni inglesi, le esperienze con la NHS sono state tante ed in qualche modo c’è sempre un senso di affetto a questo sistema sanitario. Mi piace così concludere con un evento di speranza.

Rebecca Campbell, un’infermiera di Chester, ha dato alla luce durante questa situazione drammatica, una bambina martedì mattina presso il Chester Hospital. La madre che ha partorito da sola elogia l’NHS definendola un”esperienza positiva”. Parlando con Sky News, Rebecca Campbell ha dichiarato di essere grata per il sostegno ricevuto dallo staff durante la nascita.  Per chi ha avuto figli in questo paese sa bene che i parti avvengono con i futuri papà accanto.

Rebecca ha detto a Sky News: “Ho fatto il parto da sola perché mio marito è in una condizione critica di salute che lo renderebbe ad alto rischio se avesse contratto il coronavirus, quindi non è potuto entrare in un ospedale ad assistermi. “Avevo la mia stanza ed il personale indossava i DPI [dispositivi di protezione individuale] ogni volta che ricevevo un contatto faccia a faccia.

Quindi caro ministro della salute qual’e’ il piano futuro?

Il piano di Matt Hancock prevede:

  • Test di tampone presso i laboratori di sanità pubblica d’Inghilterra e NHS;
  • Utilizzo di partner commerciali, comprese università e aziende private, per stabilire ulteriori test di tampone;
  • Presentazione degli esami del sangue degli anticorpi per determinare se le persone hanno avuto COVID-19;
  • Controlli per determinare il tasso di infezione e come si sta diffondendo in tutto il paese;
  • Costruzione di un settore diagnostico “su larga scala” per raggiungere 100.000 test entro la fine di aprile.
  • Descrizione di cosa puoi e cosa non puoi fare durante il blocco a casa per il coronavirus.

Forse è superfluo aggiungere che quello che definiamo la nostra NHS sembri ancora indietro ma forse è solo colpa di Boris Johnson che come Donald Trump pensava che il virus fosse solo una passeggiata.

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Gli affanni mentali del nonnetto di Bergamo che usa soldi pubblici per sputare addosso a Napoli e al Sud

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Soffermiamoci anche oggi sulla prima pagina del quotidiano Libero. Un giornale che ha come ragione sociale quella di insultare Napoli e il Sud ed interpretare le notizie in base agli affari del proprietario più o meno occulto (ma di questo si occupa la Guardia di Finanza). L’altra particolarità di questo giornale è quella di poter scrivere la qualunque facendosela pagare con i soldi pubblici, dunque anche con le risorse dei contribuenti del Sud puntualmente offesi ad libitum. Oggi l’arzillo nonnetto bergamasco, Vittorio Feltri, si esercita con il Paese di Pulcinella. Poi piazza il titolone centrale sulla “quarantena alla napoletana” con fotone schiacciato preso da lontano. In questo caso, un bravo il fotografo,  ha usato un teleobiettivo per accentuare la sensazione di schiacciamento. È una tecnica mistificatoria usata spesso quando non si vuole dare la reale percezione delle distanze e delle presenze. I fotografi professionisti lo sanno e non ricorrono a queste tecniche. Però il nonnetto di Bergamo doveva far sembrare  i napoletani uno addosso all’altro e quella foto era ottima per l’occorrenza. E pure ci sta che si critichi l’eccessiva, inutile presenza in strada di gente, a Napoli come a Padova, come a Genova. Ci sono le misure di distanziamento sociale e devono essere rispettate da tutti. Però il nonnetto di Bergamo si diverte a sfottere i napoletani, perchè lui è fatto così, va in erezione (in senso figurato, data l’età) quando il giorno dopo sotto i suoi profili social trova gli insulti di chi ci casca nelle sue provocazioni e invece della pernacchia lo manda affanculo, magari anche con qualche kitemmuorto. Traduzione per chi risiede nelle valli padane, seriane, bergamasche: il kitemmuorto è quando qualcuno ti ricorda i morti anche lontano dalla data della giornata della loro commemorazione. E così, pure questa mattina, come fa sempre da anni, nel corso di una vita professionale di corte, e passando da una corte all’altra, servendo però sempre più o meno gli stessi padroni e padrini, nonno Vittorio si starà divertendo a commentare qualche insulto e starà godendo (ognuno gode come può) sulle presunte incazzature di napoletani e palermitani insolentiti.

 

Devo dire che le questioni che pone nonno Vittorio sono spiacevoli. Perchè di Vittorio Feltri, almeno a me, non fa più specie quel vago e disgustoso modo razzista di approcciare qualunque cosa dei napoletani e dei meridionali. A me non danno fastidio i suoi affanni mentali che poi diventano quasi sempre motivi per vomitare insulti, epiteti razzisti, espressioni squallide e luogo-comuniste su Napoli e sul Sud. No, questo è Feltri. Lui era così prima, è così anche in tempi di epidemia. L’infezione in questo caso non è il covid 19 ma il suo razzismo che purtroppo fa proselitismo.

Quello che a me infastidisce, lo ripeto, non è quello che scrive Feltri (per inciso, secondo me Crozza lo fa meglio il nonnetto bergamasco razzistello e un po’ rincoglionito dall’età e dal cicchetto ) ma il mezzo che usa e i soldi con cui viene pagato. La vergogna di questo Paese non è consentire libertà d’insulto ad un vecchietto che ha problemi seri di ossigenazione al cervello. No, il problema è consentire all’ineffabile direttore-cabarettista di Libero, bergamasco di nascita e razzista di adozione, sempre più a corto di idee, di aver percepito anche quest’anno soldi di finanziamento pubblico per il suo giornale.  Anche quest’anno, il nonnetto della bergamasca, ha incassato 5,4 milioni di euro dal Dipartimento per l’Editoria di Palazzo Chigi. E con questi soldi fa questo giornale. Questi soldi li potrà spendere per continuare ad insultare non solo Napoli, il Sud ma anche Palazzo Chigi, il Quirinale e l’intelligenza degli italiani. Tanto lui salva dal vaniloquio quotidiano fatto di turpiloquio solo i suoi padrini e padroni. Ricordo male o doveva essere abolito, o è stato abolito, il finanziamento pubblico ai giornali di partito e alle finte cooperative di giornalisti? Comunque ecco l’’elenco dei primi dieci giornali percettori di soldi:

  1. Dolomiten (6,1 milioni di euro)
  2. Avvenire (5,5)
  3. Libero (5,4)
  4. Il Manifesto (3)
  5. Il Quotidiano del Sud (2,9)
  6. Primorsky Dnevnik (2,6)
  7. Cronacaqui (2,3)
  8. Corriere di Romagna (2,2)
  9. CronacheDi (1,3)
  10. Quotidiano di Sicilia (1).

A buon intenditor, poche parole.

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Esteri

Coronavirus, in Usa 1.169 morti in 24 ore: sono 243mila casi positivi

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Con 1.169 vittime nelle ultime 24 ore, gli Stati Uniti hanno ora il triste primato del maggior numero di vittime in un giorno dall’inizio della pandemia, superando il record italiano dei 969 morti del 27 marzo. Gli Usa hanno al momento 243.453 casi positivi, più del doppio dell’Italia, e quasi 6.000 decessi, secondo i dati della Johns Hopkins University.

Gli americani sottoposti all’ordine di stare a casa sono 305 milioni, oltre il 90% della popolazione degli Stati Uniti. I dati sui contagiati negli Stati Uniti suggeriscono che un numero non sufficiente di americani rispetta le linee guida nazionali sul distanziamento sociale emanate dalla task force della Casa Bianca contro il coronavirus. Lo ha detto Deborah Birx, coordinatrice della stessa task force. Italia, Spagna, Francia e Germania hanno cominciato a “flettere le loro curve” ma, ha aggiunto, gli americani devono fare uno sforzo maggiore se vogliono ottenere gli stessi risultati.

Commovente omaggio di alcuni vigili del fuoco di New York, campioni di gesta memorabili durante l’attentato alle Torri Gemelle nel 2001, ai nuovi eroi, i medici e gli infermieri che ogni giorno combattono contro il coronavirus. Con i loro camion, i pompieri si sono presentanti davanti all’ospedale Elmhurst, nel Queens, per ringraziare il personale medico durante il cambio di turno, intorno alle 19:00, applaudendo ed esprimendo gratitudine.

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