Collegati con noi

Ben'essere

I nuovi look per il trucco di Chiara Ferragni e Lancôme: colori più audaci e originali

Avatar

Pubblicato

del

I nuovi look per il trucco portano due firme inconfondibili: Lancôme e Chiara Ferragni, di nuovo insieme  dopo il grande successo dell’anno scorso, con i colori rosa scintillanti, tornano con il blu neon.
La nuova collezione consente una moltitudine di look, più audaci e “instagrammabili”. Sono prodotti che chiedono di essere raccontati e orgogliosamente condivisi con il mondo dei social media, immaginati e sviluppati dalla stessa Chiara Ferragni; in collaborazione con Lisa Eldridge.

Le parole di Chiara: “Volevo disegnare una collezione in grado di trascrivere l’energia creativa e l’entusiasmo della settimana della moda. Collaborando con Lancôme, ho potuto giocare con i colori, finiture audaci e originali. Questa edizione si rivolge a tutte le donne che vogliono osare truccarsi in modo deciso, rispecchiando il loro stile personale “.
La collezione comprende tutti gli accessori per il trucco come: una palette contenente 8 ombretti, 1 fondotinta, 2 illuminanti, 1 polvere abbronzante, 1 blush, 3 rossetti esclusivi e un mascara a lunga durata.
Un magnifico trucco per le vacanze di fine anno. Da utilizzare anche per un Capodanno più intimo, causa Covid, ma vissuto con intensità.

Advertisement

Ben'essere

A scuola di mozzarella Dop ci sono anche due giovani donne: online si diplomeranno “casare”

Avatar

Pubblicato

del

mozzarella corso casari

Ci sono anche due giovani donne fra gli ‘studenti’ del corso per diventare casari: giunto alla quarta edizione è promosso dalla Scuola di formazione lattiero casearia del Consorzio di Tutela Mozzarella di bufala campana Dop, in collaborazione con il gruppo “FormaMentis”. Per garantire il rispetto di tutte le disposizioni delle autorità in tema di contrasto al Covid19, per la prima volta le lezioni si terranno on line, grazie all’utilizzo di una piattaforma tecnologica che garantirà i collegamenti con tutti gli studenti.

L’obiettivo è creare tra i giovani le figure-chiave del comparto, per rendere sempre più moderno il settore. “Sold out” il nuovo anno di studi: è stato infatti raggiunto il tetto previsto di 20 studenti, provenienti sia dall’Italia che dall’estero. In particolare, tra gli iscritti del 2020 c’è un giovane proveniente da Israele e un altro dall’India, e ci sono le due donne che hanno scelto di intraprendere il corso e sognano un futuro da ‘casare’ nei caseifici della filiera. Altri studenti arrivano da Roma, Sanremo, Bari, Napoli e diverse zone della Campania.

mozzarella corso casari

 

Gli alunni affronteranno 500 ore di lezione, tra nozioni di chimica, microbiologia, legislazione e tanta pratica sul campo. Il corso prevede infatti nella prossima primavera un’ampia fase di stage nelle aziende aderenti al Consorzio. Finora sono 38 i giovani diplomatisi alla Scuola, in possesso della qualifica ufficiale di “operatore della lavorazioni lattiero-casearie”. Il placement del corso è molto alto, circa il 93% degli studenti trova subito un lavoro oppure apre una propria attività nel comparto.

domenico raimondo mozzarella

Domenico Raimondo

 

“Formazione è la parola d’ordine per rafforzare il ruolo da protagonisti della mozzarella di bufala campana Dop nel panorama dell’agroalimentare di eccellenza del Paese. In un mondo completamente cambiato dalla pandemia, noi vogliamo costruire una filiera preparata al mercato”, spiega il presidente del Consorzio, Domenico Raimondo.

Pier maria saccani mozzarella

Pier Maria Saccani

L’accreditamento del Consorzio di Tutela della Mozzarella di bufala campana Dop nel sistema formativo regionale ha colmato un gap del Mezzogiorno. “Quel progetto ha compiuto tre anni – fa sapere il direttore del Consorzio, Pier Maria Saccani – e sta offrendo sbocchi sociali e occupazionali a tanti ragazzi all’interno di una filiera dinamica e sempre più giovane e rosa. Il 39% degli oltre 11mila addetti nel comparto è under 32, mentre il 30% è rappresentato da donne. Giovani, formazione, ricerca e innovazione tecnologica sono proprio gli asset strategici su cui investire ancora”.

Continua a leggere

Ben'essere

Miglior panettone milanese tradizionale? L’ischitano Alessandro Slama eccellenza del Re Panettone

Avatar

Pubblicato

del

Vincitore del titolo di miglior panettone artigianale del mondo nel 2019, Alessandro Slama, giovane pasticciere ischitano di origini tunisine, titolare di Ischia Pane, ha incassato ieri un altro riconoscimento importante. A Milano, con cerimonia di premiazione in diretta Facebook, si è celebrata la nona edizione del premio I PanGiusoideato da Re Panettone, la più importante manifestazione italiana del tipico dolce milanese. Da cinque anni la manifestazione, nata a Milano nel 2008, si svolge anche a Napoli.

Due le categorie premiate: il panettone milanese tradizionale e il dolce lievitato innovativo. A Slama è andata la menzione per il suo panettone tradizionale, aggiudicandosi così il secondo posto.

Sono molto contento che sia stata riconosciuta la bontà del mio lavoro – commenta Alessandro -; eravamo ventotto partecipanti da tutta Italia, non era facile. Di solito la manifestazione si svolge alla presenza dei più grandi pasticcieri dItalia, è un bel momento di confronto ed è anche possibile acquistare i panettoni. Questanno, a causa del Covid, s’è tenuta solo la premiazione per via telematica.

Per Slama il riconoscimento arriva in un momento estremamente complesso dal punto di vista lavorativo. “È una fase dura, inutile negarlo. Con gli ordini online stiamo continuando a lavorare, ma è venuta mano la grande distribuzione, quelli che di solito ordinano cento o duecento pezzi alla volta; questanno non vogliono rischiare di acquistare prodotti che potrebbero restare invenduti. Si procede a rilento. Per Ischia poi il momento è molto buio, leconomia sullisola è ferma. Anche la stagione estiva è stata blanda e concentrata solo in due mesi, luglio e agosto.

Il premio – spiega lideatore dellevento Stanislao Porzio –  nasce con lobiettivo di gratificare gli sforzi dei pasticcieri e promuovere la cultura del panettone artigianale, un dolce sapientemente preparato, realizzato con ingredienti naturali e di ottima qualità; il panettone è poi anche espressione del pasticciere che lo realizza e attraverso colori, profumi e sapori ci parla di sé e della sua terra. Il panettone è realizzato tassativamente con lievito madre, canditi di agrumi, uva passa in sospensione e un taglio a croce in cima. Fondamentale è limpiego di ingredienti naturali e il ricorso a tecniche artigianali.

Levento è per Porzio anche loccasione per lanciare uniniziativa ambiziosa. Le conoscenze legate alla preparazione di questo dolce sono un tesoro prezioso, tramandato da generazioni di pasticcieri, che per questo motivo va preservato. Mi sono impegnato in un progetto un pofolle: provare a far riconoscere dallUnesco larte del panettone come patrimonio immateriale dellumanità. Per sostenere la candidatura si può firmare sul sito di Re Panettone.

Continua a leggere

Ambiente

Dieta Mediterranea sostenibile e salutare, è il regime alimentare del futuro: i temi del convegno per celebrare il riconoscimento Unesco

Avatar

Pubblicato

del

“I patrimoni immateriali sono riconosciuti quando c’è una comunità che li detiene e li fa vivere: oggi qui celebriamo la festa della comunità della dieta mediterranea”. Così Lucio D’Alessandro, rettore dell’Università Suor Orsola Benincasa, apre il convegno “Fico Mediterranean Lecture”, trasmesso ieri alle 18 in diretta Facebook sulla pagina del Suor Orsola Benincasa, per celebrare il decennale del riconoscimento Unesco della dieta mediterranea come patrimonio immateriale dell’umanità. Giunta ormai alla sua quinta edizione, la “Fico Mediterranean Lecture” è l’appuntamento annuale con il ciclo di lezioni magistrali ideato dal MedEat Research del Suor Orsola Benincasa, il primo centro di ricerca universitario italiano dedicato agli studi sulla dieta mediterranea, insieme alla Fondazione Fico di Bologna.

Sono due coniugi americani, gli scienziati Ancel e Margaret Keys, i primi a scoprire e codificare la dieta mediterranea. Studenti ad Oxford, scoprono che a Napoli l’incidenza delle malattie cardiovascolari è molto bassa. Affascinati da questo dato, partono alla volta della Campania. Siamo negli anni Cinquanta. I due scienziati si stabiliscono nel Cilento, dove scoprono i benefici per salute e longevità di quella che chiameranno dieta mediterranea. “Oggi festeggiamo la scoperta di due grandi scienziati innamorati del nostro Paese, che fecero del Cilento la loro terra d’elezione”, commenta Pier Luigi Petrillo, titolare della prestigiosa cattedra Unesco sui patrimoni culturali immateriali presso l’Università degli Studi di Roma Unitelma Sapienza. “Nel mondo quando si parla di pizza, gelati, caffè, si pensa subito a Pizza Hut, Haagen Dazs, Starbucks. Se tre prodotti tipici della cultura gastronomica italiana sono ricondotti a delle multinazionali, significa che c’è un problema. Credo che convegni come questo debbano servire proprio a riscoprire e valorizzare il nostro immenso patrimonio culturale”, commenta il professor Petrillo. Sull’importanza di valorizzare la dieta mediterranea e i suoi prodotti verte anche l’intervento di Tommaso Pellegrino, presidente del Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni.

Tommaso Pellegrino. Presidente del Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni

“Negli ultimi anni abbiamo finalmente preso coscienza del fatto che la dieta mediterranea può diventare un’opportunità per il territorio. Gli indicatori dei flussi turistici ci dicono che la possibilità di mangiare prodotti tipici del territorio è uno dei fattori che maggiormente orienta la scelta del turista – spiega Pellegrino -. Noi siamo riusciti ad ottenere il marchio di territorialità del Parco nazionale del Cilento; oggi abbiamo più di 150 aziende a marchio Parco e più di 50 ristoratori che sono rientrati nella Rete del Gusto, presso i quali è possibile trovare i prodotti tipici della dieta mediterranea. È solo un esempio di come la dieta può diventare una straordinaria opportunità di lavoro e sviluppo per il territorio; se lavoriamo tutti in sinergia abbiamo la possibilità di fare quel salto di qualità che ancora ci manca”.

Pier Luigi Petrillo. Titolare della prestigiosa cattedra Unesco sui patrimoni culturali immateriali presso l’Università degli Studi di Roma Unitelma Sapienza

Sulla stessa lunghezza d’onda anche il sindaco di Pollica Stefano Pisani. “Per noi di Pollica la sfida è costruire un modello di sviluppo a partire dalla dieta mediterranea, un modello sostenibile di sviluppo globale. Vogliamo raccontare al mondo l’importanza della biodiversità, della qualità della vita, dell’alimentazione, ma soprattutto vogliamo raccontare che è possibile costruire il nostro futuro attraverso la riscoperta del passato”. Proprio a Pollica, più precisamente nella frazione di Pioppi, si stabilirono Ancel e Margaret Keys per portare avanti i loro studi sullo stile di vita mediterraneo. 

Marino Niola. Antropologo della contemporaneità

Dopo la tavola rotonda, moderata da Marino Niola, condirettore del MedEatResearch, il cuore del convegno è rappresentato dalla lecture “Agriculture and Future”, tenuta da Matteo Lorito, professore ordinario di Patologia Vegetale e neo rettore della Federico II. La lezione del professor Lorito è un viaggio fra passato e futuro dell’agricoltura, a partire dalle origini, quando interi raccolti erano spesso rovinati dalle malattie, sino ai giorni nostri, caratterizzati dall’abuso di pesticidi – ne impieghiamo circa due miliardi e mezzo di chili all’anno -; un modello alimentare sempre più insostenibile per il pianeta e per la nostra salute. “L’agroalimentare è un settore contraddistinto da profonde contraddizioni – spiega Lorito -; un miliardo e mezzo di persone sono sovrappeso, mentre circa un miliardo di individui sono sottoalimentati, l’80% dei quali lavora nell’industria del cibo per produrre, raccogliere o confezionare gli alimenti”. 

Stefano Pisani. Sindaco di Pollica

Fra gli effetti indesiderati generati dall’attuale sistema alimentare vi è la dipendenza dai combustibili fossili, il degrado del suolo, la perdita di biodiversità. Proprio quest’ultima gioca un ruolo cruciale nel favorire la diffusione di virus come Covid-19. “Il Covid – chiarisce il neo rettore – è un fenomeno naturale che deriva da una alterata interazione dell’uomo con la natura. Gli habitat delle specie selvatiche da cui hanno origine i virus sono sempre più ridotti e invasi dalle attività umane; la loro distruzione aumenta i contatti fra uomo e animali, facilitando lo spillover, il salto di specie. La perdita di biodiversità favorisce la possibilità che il virus si imbatta nell’ospite perfetto e rende più probabile lo spillover. Viceversa, una maggiore biodiversità significa molti e diversi ospiti per il virus e quindi maggiore probabilità che questo finisca in un ospite “vicolo cieco”. 

Matteo Lorito. Professore ordinario di Patologia Vegetale e neo Rettore della Federico II

Per Lorito la nostra è una dieta “sostenibile, che esercita una pressione ridotta sull’ambiente e preserva la biodiversità. La dieta mediterranea è uno stile di vita che coniuga benessere, convivialità e tipicità dei prodotti; aumenta le difese immunitarie, previene patologie cardiovascolari, diabete ed ipertensione. È un’eccellenza italiana, nonché un importante attrattore turistico in grado di favorire lo sviluppo del territorio e della sua economia. Ancora oggi – conclude Lorito – la dieta mediterranea è considerata la migliore dieta del mondo fra oltre trenta regimi alimentari e contribuirà in maniera sempre più significativa ai regimi alimentari del futuro”.

Continua a leggere

In rilievo

error: Contenuto Protetto