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Economia

I lavoratori della Whirlpool di Napoli oggi in corteo al Porto, domani in piazza con le famiglie

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Ogni giorno in campo per far sentire la propria voce, perché i lavoratori della Whirlpool di Napoli che fino a pochi mesi fa veniva definito un fiore all’occhiello dall’azienda per produttività e scarso assenteismo, non mollano. Le loro vite che rischiano di essere stravolte, la ricerca di una soluzione, le mille porte alle quali bussare.  Così ieri sono andati dall’Arcivescovo di Napoli, Monsignor Sepe, che ha anche chiamato la dirigenza Whirlpool, oggi hanno manifestato al porto, davanti alle navi e domani scendono di nuovo in strada. Stavolta con tutte le famiglie, con le istituzioni e le associazioni territoriali.

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Economia

Dipendenti statali, nel 2021 ci saranno più dipendenti in pensione che al lavoro

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La pubblica amministrazione ha sempre più i capelli grigi. L’età media del personale è di 51 anni circa (50,7 anni per la precisione), con il 16,9% di dipendenti over 60 e appena il 2,9% di under 30. È questo il quadro del lavoro pubblico nel nostro paese secondo una ricerca presentata ieri in apertura di “Forum Pa 2020 – Resilienza digitale”. La ricerca riferisce che già nel 2021 avremo (forse) più pensionati che sono stati dipendenti pubblici che dipendenti pubblici attivi.
Non si fanno concorsi (o quasi, il blocco del turnover è durato anni), non si fanno assunzioni, il personale invecchia, norme come Quota 100 ne favoriscono l’ esodo verso la pensione. Il risultato secondo lo studio non può che essere il sorpasso dei colletti grigi su quelli bianchi attivi.
In Italia ad oggi ci sono 3,2 milioni di impiegati pubblici (pochi, se facciamo il confronto con gli altri paesi europei, visto che in termini assoluti quelli italiani sono il 59% in meno di quelli francesi, il 65% di quelli inglese, il 70% di quelli tedeschi), mentre i pensionati “pubblici” sono già 3 milioni. Considerando la folla dei “pensionabili” – 540mila che hanno già compiuto 62 anni di età, e 198 mila che hanno superato 38 anni di anzianità – sono tanti quelli che possono sperare nell’ agognato pensionamento. Un processo accelerato in effetti dal varo di Quota 100, che nel 2019 ha fatto uscire 90mila pubblici, che hanno raggiunto la folla (il 57,7% del totale) dei pensionati pubblici che hanno sfruttato un occasione per il ritiro anticipato.
Del resto, dal 2018 a oggi sono andati in pensione 300mila dipendenti pubblici, a fronte di circa 112mila nuove assunzioni e 1.700 stabilizzazioni di precari. Le procedure per i concorsi sono lente, e in media ci vogliono quattro anni fra la scoperta del “buco” da riempire e l’ effettiva assunzione dei vincitori dei concorsi. L’ emergenza Covid ha complicato ulteriormente le cose, e da settembre del 2019 a oggi sono state messe a concorso meno di 22mila posizioni lavorative. Di questo passo ci vorrebbero oltre dieci anni a recuperare i posti persi.
Ieri, partecipando al Forum (online, ovviamente), il ministro della Pubblica Amministrazione Fabiana Dadone ha detto di avere presente il problema, e che “se vogliamo una pubblica amministrazione smart dobbiamo avere un personale altrettanto smart. Dobbiamo avere molta lucidità per immettere nuove competenze – ha detto – oggi non possiamo permetterci di produrre competenze non più adeguate alle esigenze dell’ amministrazione di domani». E a proposito dei concorsi, ha ribadito «la necessità di dislocare le prove sui territori con una informatizzazione completa, dalla fase dell’ iscrizione fino allo svolgimento delle prove che devono essere svolte su pc”.

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Economia

Uber si mangia Postmates, accordo da 2,6 miliardi

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Uber si mangia Postmates e si rafforza nei pranzi e cene a domicilio, ampliando allo stesso tempo il suo portafoglio di offerte con anche le consegne della spesa a casa. Un accordo tutto in azioni dal valore di 2,65 miliardi di dollari con il quale Uber diventa il secondo colosso sul mercato americano per i pasti consegnati. L’annuncio mette le ali ai titoli Uber, che arrivano a guadagnare il 5%. Vola anche la rivale Grubhub, che sale del 3,5% segnalando come gli investitori vedono positivamente un consolidamento nel settore delle consegna al momento altamente frammentato. L’app per auto con conducente spiega di essere stata attirata da Postmates per la sua ampia presenza nelle citta’ americane del sud e sulla costa occidentale e per la sua efficienza. Uber East infatti ha una presenza piu’ internazionale che americana rispetto alle societa’ concorrenti e con Postmates puo’ rafforzarsi a Los Angeles, Las Vegas e Phoenix. L’acquisizione consente a Uber anche l’occasione di attirare un maggior numero di clienti al suo servizio di auto conducente, in forte crescita fino al coronavirus e alle chiusure che ha imposto. Con Postmates Uber si lancia sul mercato della consegna della spesa a domicilio, settore che ha subito un’impennata con la pandemia: prevedendo che la concorrenza per le consegne di pranzi e cene a domicilio durera’ per anni, Uber ha deciso di guardare alle consegne di altri beni, quali la spesa, anche se questo si traduce in uno scontro con Amazon e Walmart. La competizione nella consegna di pranzi e cene e’ forte a livello mondiale e Uber nei mesi scorsi ha cercato di imporsi sul mercato avanzando un’offerta per Grubhub. Una mossa caduta pero’ nel vuoto a causa del prezzo non ritenuto sufficiente e soprattutto per i timori di Grubhub che l’intesa potesse essere bocciata dalle autorita’ di regolamentazione.

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Economia

Benzina, ancora aumenti: Italia tra i paesi europei col carburante più caro

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I ritocchi ai listini di benzina e gasolio registrati nel nostro paese nelle ultime settimane portano di nuovo l’Italia ai vertici della classifica europea del caro-carburante”. Lo afferma il Codacons, che ha rielaborato i dati forniti dalla Commissione Europea relativi all’andamento dei prezzi alla pompa in tutta l’Ue nell’ultima settimana. “L’Italia si piazza al secondo posto della classifica dei paesi europei dove il gasolio costa di piu’ – denuncia il presidente Carlo Rienzi – Con una media ai distributori di 1,285 euro al litro il nostro paese si colloca in seconda posizione, preceduto solo dalla Svezia (1,359 euro/litro). Non va meglio sul fronte della benzina: con un prezzo medio alla pompa di 1,399 euro, l’Italia e’ al quarto posto in Europa, dietro Paesi Bassi, Danimarca e Grecia”. Nei calcoli dei consumatori rispetto alla media Ue la benzina costa oggi nel nostro paese l’11% in piu’, mentre per il gasolio gli italiani spendono addirittura il 14% in piu’. Una differenza quella tra i listini italiani ed europei determinata “dall’elevata tassazione che vige sui prezzi di benzina e gasolio nel nostro paese, e che raggiunge il 70% su ogni litro di carburante venduto in Italia – attacca il Codacons – Basti pensare che al netto di Iva e accise benzina e gasolio costano nel nostro paese addirittura meno della media europea (0,418 euro al litro la verde e 0,436 il diesel contro una media Ue rispettivamente di 0,432 euro e 0,452 euro)”.

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