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Dati covid in Italia da lockdown: 15.199 positivi, 127 morti

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È record per i tamponi fatti nelle ultime 24 ore: sono stati oltre 177 mila con una incidenza rispetto ai nuovi casi pari all’8,5%. Lo si evince dai dati del ministero della Salute. È però una  giornata campale sotto il profilo dei numeri. Sono 15.199 i positivi al covid, mentre i decessi sfondano il numero dei cento. Oggi registriamo ben 127 morti. Le regioni peggiori sono la Lombardia con 4125 positivi, poi il Piemonte con 1799, la Campania con 1760, il Veneto con 1422, Lazio con 1219 positivi, In terapia intensiva ci sono quasi mille italiani.

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Covid, Speranza: pronti a vaccinare gli italiani ma occorre responsabilità perchè la terza ondata è dietro l’angolo

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“Abbiamo sottoscritto in quota parte per il 13,46% tutti i contratti che la Ue ha formalizzato, perché non vogliamo correre il minimo rischio di non poter disporre di un vaccino efficace”, ha detto Speranza in Senato, ricordando come la decisione Ue di centralizzare negoziazione e stipula dei contratti sia partita da un’iniziativa dell’Italia del giugno scorso. Queste le quote elencate dal ministro, opzionate dall’Italia per casa farmaceutica e tipologia di vaccino a partire dal primo trimestre 2021 e con completamento nel quarto trimestre: AstraZeneca, 40,38 mln di dosi; Johnson & Johnson, 26,92 milioni di dosi; Sanofi, 40,38 milioni di dosi; Pfizer-Biontec: 26,92 milioni di dosi; CureVac: 30,285 milioni di dosi; Moderna: 10,768 milioni di dosi.

Gestire in modo sicuro e trasparente la campagna di vaccinazione: si sta predisponendo un sistema informativo per ottimizzare tutti i processi organizzativi e gestionale. Dovranno essere predisposte procedure uguali per tutte le aree del Paese. Infine, l’obiettivo fondamentale è predisporre una sorveglianza monitorando gli eventi avversi ai vaccini, individuando eventuali problematiche. L’Aifa, in aggiunta alle attività di farmaco vigilanza, promuoverà alcuni studi indipendenti su vaccini covid predisporrà un comitato scientifico che per tutto il periodo della campagna vaccinale avrà il compito di analizzare i dati raccolti e nell’individuazione di possibili interventi. Importante la sorveglianza immunologica per indivduare la risposta immunitaria.

La vaccinazione sarà centralizzata, con l’individuazione di siti ospedalieri o para-ospedalieri e in unità mobili. Con l’ampliarsi della campagna saranno coinvolti ambulatori vaccinali, medici di famiglia, sanità militare. Il personale delle unità vaccinali sarà costituita da medici, infermieri e personale di supporto. Si stima un fabbisogno di 20 mila persone: a tal riguardo si pensa di agire ad un ricorso a persone presenti nel Paese, con contratti ad hoc, anche con la pubblicazione di “invito” per partecipare alla campagna di vaccinazione nonché a stipula di accordi con il ministero della Ricerca per contatti con le scuole di specializzazione medica.

In via prioritaria saranno vaccinati operatori sanitari e socio sanitari, che hanno un rischio più elevato (1,4 milioni). In secondo luogo residenti e operatori delle Rsa: i residenti di tali strutture sono ad alto rischio di malattia grave (570 mila). In terzo luogo, saranno vaccinati le persone della terza età, che sono anche quelle che hanno più spesso patologie a rischio (4,4 milioni). Poi personale scolastico, forze dell’ordine, e personale delle carceri. Se poi si sviluppassero focolai in specifiche aree del Paese, si distribuiranno vaccini anche in quei luoghi. Competenza della logistica per la distribuzione e vaccinazione sarà del commissario straordinario, con l’Esercito che interverrà per la parte pratica. Cuore della campagna vaccinale secondo le previsioni sarà tra la prossima primavera e l’estata. Per i vaccini che necessitano di catena del freddo standard ci sarà un sito nazionale di stoccaggio e siti territoriali, per i vaccini con catena del freddo estrema questi saranno consegnati da aziende presso 300 punti vaccinali.

“Siamo stati tra i primi in Europa a costruire l’alleanza per i vaccini nel mese di maggio e a porre il tema di un impegno comunitario. Serve ancora prudenza e cautela, la verità al momento – ha aggiunto – è che nessun vaccino è stato approvato, ma i segnali che arrivano sono incoraggianti”. Il ministro ha chiarito che “al momento non è intenzione del governo disporre l’obbligarietà della vaccinazione, il nostro obiettivo è quello di raggiungere al più presto l’immunità di gregge. La campagna di vaccinazione sarà imponente e richiederà uno sforzo senza precedenti”. L’immissione in commercio dovrebbe avvenire entro l’anno: ma l’Ema ha dato due date, il 29 dicembre sul vaccino Pzifer, e il 13 gennaio sul vaccino Moderna.

“Stiamo vedendo la luce in fondo al tunnel: i primi vaccini pronti da gennaio, è la svolta che aspettavamo”, ha detto Speranza al Senato. “Il primo asse è l’acquisto del vaccino centralizzato, verrà somministrato gratuitamente a tutti gli italiani. Il vaccino è un bene comune, va assicurato a tutte le persone. Il secondo asse è altrettanto importante: l’Italia ha opzionato 202 milioni e 573mila dosi di vaccino, che rappresenterebbero una scorta abbastanza per vaccinare tutta la popolazione: ma serviranno probabilmente due dosi per ciascuna persona, è per questo che la scelta è stata effettuata per la massima precauzione. Abbiamo sottoscritto tutti i contratti che l’Ue ha formalizzato, non vogliamo correre il rischio di non poter disporre di un vaccino”. Il terzo asse è “il tempo relativo all’autorizzazione dei vaccini acquistati: la corsa contro il tempo della comunità scientifica cammina con la massima sicurezza e tutti i protocolli: disporre di vaccini sicuri non può essere subordinata da qualsiasi altro interesse”.

Il ministro Speranza ha ammesso che “non bisogna farsi illusioni, se abbassiamo la guardia la terza ondata è dietro l’angolo, non dobbiamo perdere la memoria, conosciamo il virus, sappiamo i danni che fa”. Per Speranza “servono altre settimane di sacrifici”, anche alla luce di ciò che è accaduto dopo il primo lockdown, quando si è determinato un clima da “liberi tutti sbagliato e ingiustificabile”. Un “monito e un allarme” quello che arriva da Speranza, “senza polemiche”, perché non si ripetano le stesse leggerezze viste in estate.

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Linea dura su Natale: Comuni “chiusi”, ristoranti aperti

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Divieto di uscire dal proprio Comune a Natale e Capodanno, ma con la possibilita’ di andare a pranzo al ristorante. No ai ricongiungimenti con i parenti o ai viaggi verso le seconde case fuori Regione. Niente sci, niente crociere. Sono le misure che il governo dovrebbe proporre tra poche ore al Parlamento, in vista del varo del nuovo dpcm anti-Covid, che sara’ in vigore dal 4 dicembre. Una lunga riunione del premier Giuseppe Conte con i capi delegazione, conferma che nelle prossime settimane nulla cambiera’ nelle Regioni gialle, arancioni o rosse. Ma dal 21 dicembre (la data ancora non e’ “blindata”), dovrebbe entrare in vigore la “zona gialla rafforzata” per evitare che le festivita’ natalizie facciano salire la curva del contagio, precipitando il Paese nella terza ondata. Le misure sono per ore al centro di una discussione a tratti tesa tra i ministri: a confronto la linea rigorista del ministro della Salute Roberto Speranza e dei ministri Pd Dario Franceschini e Francesco Boccia, con la linea della prudenza espressa dal 5s Alfonso Bonafede, e quella piu’ ‘aperturista’ della ministra di Iv Teresa Bellanova. Il premier Giuseppe Conte, che nel pomeriggio aveva aperto alle richiesta dei capigruppo di valutare un allentamento di alcune misure, alla fine sposa la linea piu’ prudente. Unica eccezione, i ristoranti: potranno restare aperti a pranzo, nelle zone gialle, il 25 e 26 dicembre e il primo gennaio. L’ipotesi e’ che le misure piu’ restrittive per le festivita’ valgano dal 21 dicembre al 6 gennaio, ma non sono escluse variazioni dopo il confronto con il Parlamento e le Regioni. Sugli spostamenti, dopo lungo dibattito, nel governo vince intanto la linea della prudenza. Nel periodo natalizio ci si potra’ spostare tra le Regioni solo per raggiungere la propria residenza e forse anche il proprio domicilio, oltre che per provati motivi di lavoro, salute o necessita’. Non ci si potra’ invece spostare per incontrare i parenti o andare verso le seconde case fuori Regione: “Non possiamo rischiare di far ammalare i nostri nonni e non possiamo ignorare che abbiamo ancora centinaia di morti ogni giorno”, spiega un ministro rigorista. In piu’, il governo decide di blindare il Natale e il Capodanno stabilendo che il 24 e 25 dicembre e il primo gennaio non si potra’ uscire dal proprio Comune. Sulle persone da ospitare a cena o a pranzo a casa non arriveranno regole e divieti, ma raccomandazioni e l’invito a evitare di stare con persone non conviventi. In tutto il periodo, compreso il Natale, restera’ il coprifuoco dalle 22 e l’apertura dei negozi fino alle 21. La messa di Natale – ma su questo valuta la Cei – dovrebbe svolgersi alle 20. Altri nodi restano da sciogliere e lo saranno solo dopo il confronto con il Parlamento e con le Regioni: qualcosa potrebbe cambiare. Sulla chiusura degli alberghi vicini alle piste da sci, ad esempio, si dibatte a lungo ma una decisione non viene presa. Cosi’ come resta l’incognita del possibile ritorno in classe degli studenti delle superiori da dicembre. Ma ci sono alcuni punti fermi: gli impianti sciistici restano chiusi fino a gennaio (Francia e Germania dovrebbero fare come l’Italia, avrebbe detto il premier nel pomeriggio) e per evitare il contagio di ritorno da altri Paesi che hanno gli impianti aperti, dovrebbe esserci obbligo di quarantena. Le crociere dovrebbero subire uno stop, per evitare che le feste vietate a terra, si svolgano in mare.

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Covid, i dati della Campania: 48 morti e 1113 positivi

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Sono 1.113 i nuovi positivi al Covid rilevati ieri in Campania, numero lontanissimo dai dati degli ultimi giorni frutto anche della forte riduzione del numero dei tamponi, solo 9.241. Il tasso positivi-tamponi risulta del 12,04%, in aumento rispetto a ieri (11,3). Dei nuovi positivi, solo 90 risultano sintomatici. Ben 48 i nuovi decessi segnalati dall’Unita’ di crisi (32 risalenti alle ultime 48 ore e 16 avvenuti in precedenza ma registrati ieri). Vero e proprio boom di guariti, 2.713, cifra che corrisponde a una riduzione nell’occupazione di posti letto. Quelli in terapia intensiva calano di tre unita’, da 182 a 179 (su 656 disponibili): nei reparti covid i ricoveri attuali sono 2.099, contro i 2.141 di ieri.

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