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I biglietti per Vasco Rossi allo stadio Maradona li hanno rubati? Due avvocati di Torre Annunziata costringono l’organizzazione a ristamparli e riconsegnarli

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Vi siete mai chiesti che cosa succede se smarrite i biglietti del concerto del vostro cantante o della vostra band del cuore? Le società che si occupano della commercializzazione dei biglietti (che di norma nulla hanno a che vedere con le pop star), quando li acquistate on line vi fanno più o meno firmare dei contratti capestro secondo cui ammesso che li perdiate, i biglietti, o diventano illeggibili o si deteriorano al punto da essere irriconoscibili, potete scordarvi di andare al concerto. A meno che non vogliate comprarne altri, di biglietti, ammesso che ce ne siano ancora in vendita. Se andate su Google e provate a capirci qualcosa, cioè a comprendere se altri siano riusciti a farsi restituire i biglietti o i soldi per aver smarrito i biglietti o perchè sono stati rubati, ebbene non ci sono casi di biglietti ristampati o denaro rimborsato. O meglio non ce n’erano. D’ora in avanti, però c’è un caso, quello sollevato da una tignosissima civilista del Foro di Torre Annunziata, l’avvocato Anna Brancaccio, che insieme alla collega Elodia Capaldo non ne hanno voluto sapere delle resistenze, delle barriere comunicative, della strafottenza di una società che (nel caso che vi raccontiamo) ha commercializzato i biglietti di ingresso ai concerti di Vasco Rossi. La storia, in breve, è questa. Quattro persone della zona vesuviana che avevano acquistato i biglietti per il concerto del 7 giugno allo stadio Maradona di Napoli di Vasco Rossi erano oramai disperati. Pur avendo comprato biglietti nominativi, ignoti li avevano rubati svaligiando la vettura in cui erano rimasti per pochi minuti incustoditi. Per ore, giorni, settimane questi 4 supporter di Vasco hanno provato a telefonare alla società emittente dei biglietti, a far capire che questi tickets erano stati rubati, che andavano ristampati.

Nulla, dall’altra parte della cornetta c’era sempre qualcuno che spiegava clausole, argomentava su contratti, termini, condizioni di acquisto che rendevano i titoli emessi non ristampabili. Non solo, alcuni solerti dipendenti della società che si è occupata della bigliettazione hanno fatto anche notare che i “titoli di ingresso” quand’anche “sia stato perduto, allo stesso modo, non sarà consentito l’accesso al Luogo dell’Evento”. Non solo. In ogni caso – spiegavano – non verrà mai sostituito “il Titolo di Ingresso nell’eventualità in cui esso risulti smarrito, perduto, deteriorato, danneggiato o distrutto ovvero se il Titolo di Ingresso sia stato rubato o risulti anche parzialmente illeggibile in quanto presentato dal Cliente non perfettamente integro”. Insomma a questi 4 fans di Vasco Rossi che avevano speso anche una bella cifra per vedere la loro pop star esibirsi al Maradona, non era stata data alcuna speranza. “I biglietti li avete persi voi, tuttalpiù potete ricomprarli”. E dove?

Gli avvocati che hanno costretto i colossi dei concerti a ristampare i biglietti di Vasco Rossi. Elodia Capaldio (a sx) e Anna Brancaccio

La data napoletana del concerto di Vasco è sold out da sette mesi. A questo punto i quattro non si sono persi d’animo e davanti ad una ingiustizia palese hanno incaricato gli avvocati Anna Brancaccio ed Elodia Capaldo di recuperare i biglietti nominativi che erano stati rubati. Come è andata a finire? A seguito di un ricorso per provvedimento di urgenza depositato dinanzi al Tribunale di Torre Annunziata, la società emittente ristampava i biglietti nominativi rubati e li riconsegnava ai legittimi acquirenti senza costi aggiuntivi. In cambio della celerità della procedura di ristampa e consegna dei biglietti, l’avvocato Brancaccio ha rinunciato a chiedere i danni. “La cosa che importava di più era riavere i biglietti e riaverli prima del 7 giugno, giorno del concerto di Vasco Rossi. Era assurdo – spiegano gli avvocati – l’atteggiamento di totale chiusura della società che emette i tickets davanti a legittime richieste di consumatori. Avremmo perso meno tempo e creato meno disagi anche al Tribunale senza questi contratti on line che sono davvero ai limiti della decenza. Essere partecipi dell’entusiasmo e della gioia dei fans mi ha riempito di soddisfazioni al di là di quella professionale” conclude l’avvocato Brancaccio. Da oggi in poi, per chi si trovasse nelle stesse condizioni dei 4 fans vesuviani di Vasco Rossi, sappiate che un Tribunale può rendervi giustizia. La strada l’ha aperta l’avvocato Anna Brancaccio.

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Nel ‘regno’ di Messina Denaro giovani ballano contro mafia

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 Un grande evento contro la mafia, al quale parteciperanno circa 15 mila giovani, a Castelvetrano, “regno” del superlatitante Matteo Messina Denaro, l’ultimo grande boss di Cosa Nostra ancora in liberta’. Testimonial d’eccezione del concerto con il dj Paul Kalkebrenner che si terra’ sabato 13 agosto nel Parco Archeologico di Selinunte, sara’ uno che della cattura di boss latitanti se ne intende: il ‘Capitano Ultimo’, nome in codice del colonnello dei carabinieri Sergio De Caprio che arresto’ Toto’ Riina. E che adesso lancia un appello rivolto soprattutto ai giovani. “Messina Denaro non e’ stato ancora catturato – spiega – perche’ e’ difficile. Chi ha la responsabilita’ di svolgere le indagini deve chiedere risorse e mezzi per farlo. L’unica cosa da non fare e’ convivere con il silenzio”. L’Unlocked Music Festival torna per la seconda volta a Selinunte. Ideatrice del progetto “Musica & Legalita’” e’ la testimone di giustizia Valeria Grasso, l’imprenditrice che ha denunciato la moglie del boss Nino Madonia, killer del generale Dalla Chiesa. Nel Parco e’ stata allestita anche una mostra dell’agenzia di stampa A.N.S.A. “L’eredita’ di Falcone e Borsellino”, in tour per ricordare il trentennale delle stragi. “Ho voluto essere al fianco di Valeria – sottolinea ‘Ultimo’ – perche’ e’ una donna che si e’ ribellata a Cosa Nostra e che vuole lanciare un messaggio di speranza alle giovani generazioni non solo attraverso la musica ma anche chiedendo alle autorita’ di non abbassare la guardia nella lotta alla mafia”. Proprio questo tema sembra scomparso dall’agenda politica dei partiti impegnati nella campagna elettorale in vista del voto del 25 settembre. “I proclami non servono a molto – osserva l’ex ufficiale del Ros – in questi anni hanno partorito un topolino, cioe’ il nulla. La lotta alla mafia deve essere una lotta della societa’ civile, dei cittadini che devono chiedere alle istituzioni di fare di piu’. La mia speranza sono proprio questi ragazzi, le loro famiglie, il mondo della scuola. Sono loro il vero esercito contro la mafia”. L’uomo che arresto’ Toto’ Riina dopo 24 anni di latitanza commenta anche le motivazioni della sentenza sulla cosiddetta trattativa Stato – Mafia che ha assolto i vertici del Ros. Secondo i giudici d’appello la mancata perquisizione della villa di Riina sarebbe stata un “segnale di buona volonta’” lanciato a Cosa Nostra. “Le sentenze si rispettano – ribatte ‘Ultimo’ – anche quando, a volte, non si capiscono. La decisione di non perquisire il covo fu presa dalla Procura, che coordina l’attivita’ della polizia giudiziaria, non certo dai carabinieri. E’ un dato oggettivo, non un opinione. Personalmente posso solo dire di essere felice che il generale Subranni, il generale Mori e il colonnello De Donno siano stati riconosciuti innocenti”.

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Ucciso a coltellate dopo lite in bar del Cremonese, un arresto

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Un 40enne, Giovanni Senatore, e’ morto nella notte all’ospedale di Crema dopo essere stato accoltellato nel corso di una lite fuori da un bar nel centro storico del comune di Castelleone, in provincia di Cremona. Il presunto aggressore Mauro Mutigli, 38 anni, e’ stato rintracciato dai carabinieri di Cremona poco dopo nel suo appartamento in paese. E’ stato arrestato con l’accusa di omicidio volontario e portato in carcere. Tutto e’ successo intorno alle 21.30 in un locale di via Roma quando Senatore e Mutigli, entrambi residenti di Castelleone, hanno avuto una violenta discussione per motivi ancora da accertare. La situazione e’ degenerata quando hanno iniziato a volare pugni e calci. Un altro cliente del bar di 33 anni si e’ intromesso tra i due nel tentativo di riportare la calma. A quel punto Mutigli si e’ allontanato per tornare poco dopo brandendo un coltello. Con l’arma da taglio ha colpito Senatore all’addome e solo superficialmente il trentatreenne. Poi la fuga dell’aggressore per le vie del centro cittadino dove era in corso una festa con artisti di strada.

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Rissa durante movida a Ischia, il sindaco chiama la Polizia che riporta ordine e denuncia tre persone

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Si e’ conclusa con una denuncia a carico di tre persone la rissa consumatasi all’esterno di un disco bar sulla Riva Destra del porto di Ischia. L’episodio si e’ verificato nella notte tra lunedi’ e martedi’ in una delle zone piu’ affollate della movida ischitana quando alcuni giovani, per ragioni in via di accertamento, sono venuti alle mani. In zona si trovava anche il sindaco di Ischia, Enzo Ferrandino, che ha allertato la pattuglia della Polizia di Stato che, come di consuetudine, presidia la riva destra del porto ischitano per tutta la notte. Gli agenti del commissariato ischitano sono subito intervenuti e dopo aver riportato la calma hanno identificato tre uomini nei cui confronti e’ stata emessa denuncia; le indagini intanto proseguono con l’aiuto dei filmati acquisiti dal sistema di video sorveglianza della Riva e nelle prossime ore potrebbero essere emessi ulteriori provvedimenti a carico di altri partecipanti alla rissa. Il ringraziamento del sindaco dell’isola d’Ischia ai poliziotti non tarda ad arrivare. “Quest’anno la polizia sta facendo un lavoro straordinario per rendere le vacanze serene agli ischitani e ai nostri carissimi ospiti” ha detto Ferrandino che ha voluto sottilineare il coordinamento degli sforzi di tutte le forze dell’ordine  in questo periodo in cui l’isola è piena di turisti.

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