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Hat Couture, l’eleganza si vede dalla testa

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L’eleganza dei cappelli e la fragranza del pane. “Hat Couture” (brand cappelli alta moda) e 16 Libbre (la nota bakery di Napoli, zona Chiaia) ripetono la contaminazione che tanto era piaciuta in occasione della collezione estiva lo scorso maggio, per lanciare adesso la linea invernale dei cappelli.

L’imprenditrice Roberta De Paola Formisano caccia dal cilindro (è il caso di dirlo) idee sempre nuove: spazio alla creatività e l’oggetto del desiderio diventa più glamour che mai. Un accessorio trendy, comodo, accessibile, che accentua la bellezza delle donne e al tempo stesso dona quel pizzico di originalità e di classe in più anche perché di modelli ce ne sono talmente tanti (berretti o a falda larga, maculati, colorati, tinta unita, impreziositi da gioielli…) che è facile trovare quello giusto e in linea con la propria personalità.

“Hat Couture” è un brand itinerante che a breve sbarcherà a Roma per un nuovo evento top ma che è già ospitato dalle location più in a Montecarlo, Milano, Roma, Londra, Parigi, Cortina, Gstaad, St moritz e Courchevel. Un brand che crea prima di tutto, grazie a Roberta, l’occasione per condividere insieme momenti piacevoli di amicizia e convivialità (IG hatcouture.it)

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Meduse risorsa alimentare del futuro, lo studio dello chef Palamaro

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Dalla ripugnanza dei bagnanti ai piatti gorumet: il passo per le meduse è davvero lungo. È questo il tema, Novel Food e ricerca: nuove risorse e nuove opportunità. Le meduse sono una nuova risorsa alimentare nel campo dei ‘novel foods’.

E’ in atto, sul tema, una attività di ricerca da parte del CNR- ISPS (Istituto Scienze delle Produzioni Alimentari) che vuole informare il pubblico sulle le opportunità, le criticità, gli aspetti di sicurezza e la qualità alimentare di queste nuove pietanze che sono diventate oggetto di attenzione anche da parte di chef importanti. È il caso di Pasquale Palamaro, chef stellato del ristorante Indaco del Regina Isabella di Lacco Ameno, Ischia e che a Città della Scienza in un vero e proprio show cooking – nel corso di Futuro Remoto a Città della Scienza – ha mostrato alla platea di studenti presenti come è possibile cucinare le meduse eduli del Mediterraneo.

Pasquale Palamaro, stella Michelin, ha fatto della sostenibilità un credo: appassionato di pesca e amante del mare, i suoi piatti spesso contengono una denuncia ambientale.
LStavolta l’oggetto dell’evento è la comunicazione delle attività di ricerca che il CNR-ISPA svolge nel campo nei novel foods, con particolare riferimento alle meduse come nuova risorsa alimentare.
Anticipato dalla spiegazione scientifica della specie marina da parte di Antonella Leone dell’Istituto di Scienze delle Produzioni Alimentari CNR-ISPA e di Silvia Mattoni, Responsabile Unità Comunicazione e Relazioni con il Pubblico CNR, lo chef Palamaro ha illustrato il piatto ribattezzato “Rhizostoma Futuro Remoto” presentando la medusa stufata e poi saltata in padella con olio, pepe e broccoli. per il piacere di chi ha potuto assaggiare.

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Guida Michelin, l’aristocrazia della gastronomia: ecco chi vince e chi perde

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Superata la prova del lockdown imposto dall’emergenza sanitaria, l’uscita della guida Michelin e’ un banco di prova importante per la ristorazione italiana e per la fortuna delle mete del turismo del gusto lungo la penisola. Perche’ l’assegnazione della stella muove viaggiatori internazionali che in quel pittogramma universale, una sorta di fiore detta stella in Italia macaron dai francesi, distinguono “una cucina ottima, meritevole di una tappa del viaggio” per le 329 insegne designate con una stella, “una cucina eccellente per la quale e’ consigliata fare una deviazione nel proprio itinerario” per i 38 ristoranti con due stelle, e “una cucina che vale un viaggio ad hoc” per le 11 Tre stelle per un totale di 378 ristoranti stellati in Italia. “Il livello e gli standard qualitativi sono talmente elevati da registrare il piu’ alto numero di stellati mai raggiunto in Italia” ha sottolineato Gwendal Poullenec, direttore internazionale della Guida Michelin nel dichiararsi “fiducioso per il futuro considerato il numero di giovani chef stellati in questa edizione”. Sprizza gioia sul palco lo chef campano Giuseppe Iannotti per le due stelle conferite al ristorante Kresios a Telese Terme (Benevento) dove gli ispettori della “rossa” hanno individuato “una cucina che sorprende per idea, studio e qualita’. E un servizio molto professionale a farne giusto contorno”. Ancora piu’ incredulo Giovanni Solofra di ristorante Tre Olivi a Paestum (Salerno) che arriva alle due stelle con un salto da zero per la sua “cucina capace di sorprendere – si legge nelle motivazioni – per finezza, gusto, idea e tecnica”.

Antonino Cannavacciuolo e’ un habitue’ delle stelle, il suo Villa Crespi sul lago d’Orta e’ un bistellato, ha poi una stella il Cannavacciuolo Cafe’ & Bistrot a Novara e ancora una per il Cannavacciuolo Bistrot a Torino. Ma la quinta stella scalda il cuore di Antonino perche’ conquistata a Ticciano, nella casa di famiglia nell’entroterra di Sorrento, per il ristorante Laqua aperto ai primi di agosto di quest’anno. In pochi mesi di attivita’ evidentemente gli ispettori hanno riscontrato la qualita’ imprenditoriale. “Un riconoscimento – commenta lo chef e star televisiva – che mi tocca il cuore, la prima stellaMichelin che arriva a Laqua Country, nella casa che racchiude tutti i miei ricordi d’infanzia, dove tutto e’ iniziato grazie ai sacrifici della mia famiglia e dove ora continua grazie alla passione dei miei ragazzi”. Soddisfatto Claudio Sadler che portera’ la giubba stellata alla brigata del “Gusto by Sadler” a San Teodoro (Sassari) nella Sardegna dove brillano altre due nuove stelle: al ristorante Fradis Minoris a Pula (Cagliari), premiato anche con la stella verde per l’impegno sulla sostenibilita’, e Somu con la cucina di Salvatore Cannedda a Arzachena/Baia Sardinia (Sassari). “Il Pagliaccio” a Roma festeggia la conferma delle due stelle con la cucina di Anthony Genovese e il premio speciale assegnato a Matteo Zappile per il servizio di sala. La stella torna nella citta’ di Palermo e la conquista, in pieno centro storico, Gagini Restaurant. Perdono invece la stella: La Stua de Michil in Alta Badia (Bolzano), L’Aria a Blevio (Como), Le Colonne a Caserta, Le Petit Bellevue a Cogne (Aosta), La Taverna a Colloredo di Monte Albano (Udine), Ora d’Aria a Firenze, Villa Giulia a Gargnano (Brescia), It a Milano, Ambasciata a Quistello (Mantova), La Fenice a Ragusa, Bistrot 64 a Roma, Il Ridotto a Venezia, Osteria da Fiore a Venezia, Il Portale a Verbania/Pallanza, Cinzia da Christian e Manuel a Vercelli.

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Guida Michelin, Napoli è il top e due nuovi Due stelle in Campania: Kresios a Telese Terme e Tre Olivi a Paestum

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Gli undici ristoranti Tre Stelle Michelin sono stati tutti confermati, ma la 67/a edizione della Guida Michelin ha riservato parecchie sorprese nel numero dei riconoscimenti che, nel 50% dei casi, ha visto premiare chef con meno di 35 anni e nella geografia, con nuovi poli gastronomici, dalla Campania a Venezia, da Genova a Porto San Giorgio, fino al tacco d’Italia a Lecce. Per la prima volta in Franciacorta il direttore internazionale delle guide Michelin Gwendal Poullennec ha assegnato le ambitissime due stelle Michelin a due realta’ campane: Kresios di Giuseppe Iannotti a Telese Terme (Benevento) e Tre Olivi a Paestum (Salerno) che segna un inedito exploit passando da zero a due stelle. Emozionatissimo Giovanni Solofra nell’essere catapultato in una schiera di indirizzi che meritano il viaggio composto da 38 ristoranti e appunto due novita. Sono invece 329 lungo la Penisola i ristoranti con una stella Michelin e tra queste 33 le novita’, mentre sono 30 i ristoranti che hanno avuto il riconoscimento della sostenibilita’ “non solo per l’emozioni del gusto – ha detto Poullennec – per il rispetto dei prodotti locali e del territorio ma perche’ ci portano a pensare in modo diverso sullo spreco a tavola e nei consumi di acqua e energia”. Ad assegnare le stelle verdi la campionessa di nuoto Federica Pellegrini. Nella classifica della stelle per regioni la Lombardia mantiene la leadership grazie ai 56 ristoranti nella “rossa” e 4 nuovi stellati. La Campania si aggiudica invece il record annuale di novita’, ben sette, issandosi al secondo posto con 48 ristoranti. Scende cosi’ di un gradino il Piemonte, con 1 novita’ e 45 ristoranti, segue la Toscana in quarta posizione e il Veneto che e’ la seconda regione piu’ premiata nell’edizione 2022 grazie a cinque nuovi ristoranti stella presenti in guida. Tra le province Napoli si conferma prima, seguita da Roma in seconda posizione, terza Bolzano davanti a Cuneo con Milano che scivola in quinta posizione con 18 ristoranti stellati.

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