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Harry Styles debutta in vetta a Global Chart Spotify

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L’ex One Direction Harry Styles debutta direttamente in testa alla Global Chart di Spotify grazie all’immediato successo di “As It Was”, quasi 78 milioni e mezzo di stream nella prima settimana, brano pubblicato il 1 aprile 2022 come primo estratto dal terzo album in studio da solista “Harry’s House”. Dopo mesi in vetta alla classifica, si accomodano in seconda posizione i Glass Animals, band indie rock che si e’ formata ad Oxford nel 2015 e che ha trovato il successo mondiale attraverso la rete quasi all’istante con “Heat Waves”. Si piazza sul gradino piu’ basso del podio “Stay”, duetto tra il rapper australiano The Kid Laroi e l’icona pop Justin Bieber.

Salgono in quarta posizione gli Imagine Dragons, band cult nel panorama indie rock mondiale, il loro nuovo brano si intitola “Enemy” ed e’ stato composto, con la partecipazione del rapper J.I.D., per la colonna sonora della serie Netflix “Arcane”. Scende al quinto posto Anitta con “Envolver”, il trend relativo al brano e’ iniziato con un video che ha pubblicato la superstar brasiliana a una festa di Carnevale di fine febbraio, nel quale esegue una coreografia che online ha preso il nome di ‘El pasito di Anitta’; la #envolverchallenge ad oggi ha ormai piu’ di 2 miliardi di visualizzazioni su Tik Tok e oltre 800mila creazioni dagli utenti.

Sesta posizione per Elton John e Dua Lipa, uniti per la prima volta in un duetto dal titolo “Cold Heart”, primo singolo che anticipa il nuovo album di Elton John e che vanta la produzione del dj di fama internazionale PNAU. Settima posizione dove troviamo “Industry Baby”, brano in cui ad incrociare le rime sono i rapper statunitensi Lil Nas X e Jack Harlow, quarto estratto dall’album di esordio di Lil Nas X dal titolo “Montero”. Si accomoda all’ottavo posto “abcdefu”, la hit della cantautrice statunitense Gayle uscita lo scorso agosto ma portata al successo dalla piattaforma Tik Tok. Precipita al nono posto Paulo Londra, l’argentino piu’ ascoltato al mondo, con “Plan A”. Chiudono la top ten Becky G e KAROL G, il brano si chiama “Mamii” ed e’ la seconda collaborazione per le due pop star di fama internazionale dopo il successo di “Mi Mala” del 2018.

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“Liberato II”, ritorna il cantautore anonimo napoletano

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Stava quasi per passare il 9 maggio senza alcuna notizia di Liberato, che da anni sceglie proprio quella data per ricomparire, perlomeno con la sua musica, perche’ il suo volto non lo conosce nessuno, cosi’ come la sua identita’. Alle 23:59 invece ecco che la foto profilo sui social cambia, la rosa rossa si tinge di bianco e nero ed e’ tenuta in mano, leggiadra, da una mano, e un copy, semplice, diretto, come al solito: “Liberato canta ancora”. La stessa successione di piccoli eventi, piccoli indizi, che aveva accompagnato, nel 2019, l’uscita di “Liberato”, album d’esordio che comprendeva i primi singoli distribuiti sulla piattaforma e cinque nuovi brani presentati come cinque parti di un mediometraggio, naturalmente diretto da Francesco Lettieri, che e’ parte integrante e fondamentale del progetto Liberato, colui che ha contribuito in maniera decisiva a crearne iconografia e, di conseguenza, il mito virale. Anche questa volta i nuovi sette brani di Liberato sono presentati attraverso cinque videoclip su YouTube, un nuovo mediometraggio che ha gia’ raccolto in una decina di ore quasi centomila views. Lui si scorge solo in qualche sequenza, seduto al pianoforte, ancora protetto dal bomber nero, il cappuccio della felpa a coprire la testa e quella scritta, bianca, “Liberato”, con il font utilizzato dalla tifoseria del Napoli per gli striscioni.

Ancora una volta Liberato rifa’ il trucco al neomelodico napoletano, lo spreme fino a ricavarne l’essenza romantica, dalla bellezza antica, mixandola con sonorita’ ultramoderne che pero’ non ne alleggeriscono minimamente la poetica cruda e profonda. Chi sia Liberato e’ una domanda che ormai anche il pubblico piu’ affezionato ha smesso di porsi, si e’ parlato di Livio Cori, di Davide Panizza, fondatore dei PopX, del giovane poeta Emanuele Cerullo, chi ha ipotizzato anche potesse essere un detenuto del carcere minorile di Nisida e chi, addirittura, Calcutta. Tutte ipotesi probabilmente errate, ma che negli anni, specie all’inizio, hanno gonfiato il mito di Liberato, che quasi certamente e’ frutto del lavoro di un collettivo, voci di corridoio dicono addirittura residente all’estero e solo di lontane origini napoletane. Un segreto che ha rischiato di essere infranto quando per ben due settimane il nome di chi gode dei diritti della musica di Liberato era tranquillamente disponibile sul sito della SACEM, ovvero la SIAE francese, alla quale Liberato ha preferito affidarsi per la riscossione dei diritti relativi al suo lavoro, forse proprio per mantenere il proprio anonimato.

Ma il gioco serve solo a mantenere vivo l’interesse in un’epoca discografica durante la quale il prodotto che vendi e’ importante tanto quanto, forse anche meno, della confezione dentro la quale lo vendi. Cio’ che resta invece e’ un album che si spinge ancora una volta oltre, in un territorio musicale in Italia ancora pressocche’ sconosciuto, deserto, che disegna un immaginario epico e definitivo, semplice e popolare, cantautorale anche se elettronico e contemporaneo. In una Napoli che, dialetto a parte, rappresenta lo scenario perfetto per le storie senza tempo di Liberato, una citta’ che riesce ad essere avanguardia pura e allo stesso tempo vintage affascinante, coinvolgente, unico. Ma soprattutto il progetto Liberato toglie quel manto di mistero dai meccanismi della musica attuale, concepita, ideata, prodotta, promossa e venduta in un modo nuovo, che prevede una narrazione pop che vada oltre la musica stessa. Una modalita’ svilente da un certo punto di vista, specie per chi e’ affezionato ad un percorso piu’ classico e, soprattutto, fortemente legato al prodotto musica, un percorso che premiava chi la faceva bene e cestinava gli improvvisati; ma che oggi presenta nuove ed eccitanti forme di promozione, di comunicazione, importanti da studiare per capire alla perfezione quali sono i nuovi codici della discografia moderna.

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Addio a Marco Occhetti: era il Kim la voce dei Cugini di Campagna

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Negli ultimi anni cantava per le strade di Roma, dimenticato dal grande pubblico, ed era anche entrato in polemica con la sua ex band, ma per quasi un decennio, a cavallo degli anni ’80 e ’90, e’ stata voce inconfondibile dei Cugini di Campagna. Si e’ spento a 62 anni Marco Occhetti, in arte Kim. A darne notizia la figlia Giulia, annunciando i funerali che si sono svolti oggi alle 15 a Fiano Romano presso la Chiesa di Santo Stefano Protomartire. Nato a Roma il 24 dicembre 1959, Occhetti era stato la voce del gruppo dal 1986 al 1994, dopo aver preso il posto del cantante Paul Manners e lasciandolo poi a Nick Luciani. Con la sua voce in falsetto, caratteristica della band, e la folta capigliatura bionda, aveva portato i successi del quartetto, a partire da Anima Mia, in giro per il mondo, in numerose tourne’e. “Ringrazio tutti per i messaggi che gli avete scritto – si legge in un post della figlia su Facebook -. Papa’ era un casinaro e gli sarebbe piaciuto avere tanta gente intorno a ricordarlo”. Tanti i messaggi di cordoglio sui social dei fan che lo ricordano, nonostante non avesse preso parte al revival avviato da Fabio Fazio che porto’ poi al programma cult con Claudio Baglioni andato in onda su Rai 2 all’inizio del 1997, che prese il titolo proprio dalla piu’ nota delle canzoni della band. Nel 1994 fu lui a decidere di lasciare il gruppo per dedicarsi alla carriera solista. In un’intervista al Messaggero del 2017 spiego’ che non era piu’ in sintonia con il gruppo, perche’ chiedeva un rinnovamento, come avevano fatto ad esempio i Pooh. Non e’ pero’ piu’ riuscito ad imporsi al grande pubblico. Spesso lo si poteva incontrare a Piazza Navona o al Pantheon, ma i passanti raramente lo riconoscevano anche perche’ aveva cambiato il suo look. Aveva abbondonato gli abiti sgargianti degli anni d’oro, accompagnandosi solo con la sua chitarra. Non nascondeva le difficolta’ economiche. “Sono stato la voce solista dei Cugini di Campagna, ma adesso mi ritrovo a suonare nelle piazze di Roma, praticamente dalle stelle alle stalle, che preferisco, perche’ e’ piu’ vero. Ma e’ stata dura”, spiego’ in quell’intervista attaccando anche gli ex compagni della band: “Non mi hanno versato i contributi, si sono inventati mille sotterfugi. Sono tutti tirati con i soldi, ma a livelli estremi. Ed e’ finita male”.

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Gigi D’Alessio festeggia i “primi” 30 anni di musica il 17 giugno in piazza Plebiscito a Napoli

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Gigi D’Alessio non poteva che scegliere la sua città, la terra che l’ha sempre amato e incoraggiato nella sua carriera artistica, per celebrare i primi 30 anni di musica e i suoi più grandi successi, accompagnato per l’occasione da un’orchestra d’eccezione diretta dal Maestro Adriano Pennino. Il 17 giugno in Piazza del Plebiscito a Napoli, infatti, il grande artista partenopeo dalla fama internazionale tornerà ad emozionare il suo pubblico con “Uno come te – Trent’anni insieme”, l’evento che ripercorrerà la carriera musicale e televisiva di Gigi D’Alessio attraverso le sue canzoni, gli aneddoti e gli amici e colleghi che lo accompagneranno durante la serata. Nel luogo simbolo della sua città, scaldato dal grande abbraccio del pubblico, Gigi emozionerà e coinvolgerà i suoi fan con tutto il suo amore, alternando note e parole, raccontando le fasi della sua vita e carriera, dai suoi primi passi in musica, alle sue cinque partecipazioni al Festival di Sanremo, fino ad arrivare al successo ottenuto in America e Sud America, ricordando gli incontri più importanti e anche i momenti più “difficili”, professionali e non, della sua vita. I biglietti per la serata evento, prodotta da GGD, Friends & Partners e Arcobaleno Tre, saranno disponibili in prevendita dalle ore 16.00 di mercoledì 20 aprile nei circuiti di vendita e prevendita abituali.

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