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Harry e Meghan scendono in campo per le presidenziali Usa e spingono per Harry e Meghan scendono in campo per le presidenziali Usa e spingono per Biden

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Dalla West Coast Harry e Meghan gettano un sasso nello stagno delle presidenziali americane e scatenano polemiche sull’altra sponda dell’Atlantico: “Basta con i messaggi di odio, la disinformazione e la negativita’ online”, ha fatto appello il figlio di Carlo e Diana mentre sua moglie ha descritto quelle di novembre come “le elezioni piu’ importanti nell’arco della nostra vita”. I Duchi del Sussex vivono ormai in pianta stabile in California. Il loro messaggio, distribuito sulla Abc in occasione del numero speciale di Time sulle 100 personalita’ piu’ influenti dell’anno, e’ stato criticato in Gran Bretagna come una infrazione al protocollo nazionale che richiede ai membri della famiglia reale di non prendere posizioni politiche. I Sussex non hanno dato appoggio a un singolo candidato ma le loro parole sono state interpretate come un implicito sostegno a Joe Biden contro Donald Trump. Prima di sposarsi Meghan era salita sulle barricate contro il tycoon, parlando di lui come un “misogino” che divideva piuttosto che unire. Il 3 novembre, essendo rimasta cittadina americana, diventera’ il primo membro della famiglia reale britannica ad esercitare pubblicamente il diritto al voto. Nel video la coppia parla dalla nuova casa di Santa Barbara. “Oggi e’ il National Voter Registration Day. Ogni quattro anni ci dicono che questa e’ l’elezione piu’ importante della nostra vita. Stavolta lo e’ davvero”, dice lei. Harry, a sua volta, ricorda agli spettatori che non potra’ votare: “Ma molti di voi non sanno che non ho potuto votare in Gran Bretagna per tutta la mia vita. Fonti vicini al nipote della Regina hanno insistito che il principe non intendeva riferirsi ad alcun candidato: “Parlava del tono del dibattito”. Cio’ nonostante le reazioni non sono tardare a arrivare. Un insider di Buckingham Palace ha detto al “Times” che Harry “e” uscito fuori dalle righe”. Su Twitter l’anchor di ITV e commentatore del Daily Mail, Piers Morgan, ha definito “inaccettabile” il comportamento del principe: “Come membro della famiglia reale non doveva mettere il naso nelle elezioni americane e dire di fatto agli americani di votare contro Trump”. E sempre col Daily Mail il biografo reale Robert Jobson ha suggerito ai Sussex di rinunciare ai loro titoli reali e a Harry di ritirarsi dalla linea di successione “per evitare ulteriori confusioni”.

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Regno Unito, il giudice rinvia di un anno il processo Meghan contro il Mail

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Un giudice dell’Alta corte di Londra ha rinviato alla seconda meta’ del 2021 il processo che vede il gruppo editoriale dei tabloid Daily Mail e Mail on Sunday citato in giudizio per violazione della privacy da Meghan Markle, ex attrice e consorte del principe Harry. Secondo il sito della Bbc, il magistrato Mark Warby ha cosi’ accettato la richiesta fatta “per ragioni confidenziali” dagli avvocati di Meghan che chiedevano di aggiornare il procedimento legale oltre il prossimo gennaio e fissare una nuova udienza nei mesi successivi. In base a quanto stabilito dal giudice, la corte deve indicare una data per riunirsi il prossimo autunno. Il caso riguarda cinque articoli apparsi sulle due testate britanniche nel febbraio 2019, nei quali erano stati ripresi ampi stralci di lettere “private e confidenziali”, scritte a mano da Meghan al padre Thomas Markle nell’agosto 2018. La duchessa di Sussex aveva denunciato la holding Associated Newspapers (ANL), che controlla i due quotidiani, per la diffusione di informazioni private, la violazione della legge sulla protezione dei dati personali e il mancato rispetto dei diritti d’autore. Il rinvio di oggi arriva dopo che il mese scorso la difesa aveva segnato un punto a proprio favore: l’Alta corte aveva stabilito che il gruppo editoriale poteva usare la biografia dedicata ai duchi di Sussex ‘Finding Freedom’, uscita nelle librerie ad agosto, per la sua difesa processuale.

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Uomo linciato e bruciato vivo per la profanazione del Corano

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Centinaia di persone hanno linciato a Burimari, in Bangladesh, un uomo accusato da loro di aver profanato il Corano. Lo riferisce l’agenzia di stampa France Presse. La folla ha intrappolato l’uomo e l’ha picchiato a morte, prima di bruciarne il corpo, ha affermato i capo della polizia del distretto, Abida Sultana. La vittima si era consegnata alla polizia, prima di essere portato via dalla folla inferocita, in cerca di protezione. L’uomo aveva 35 anni. Anche il posto di polizia è stato incendiato.

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Brahim, il tunisino arrivato in Italia sul barcone: uccideva e continuava a invocare Allah

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Continuava a gridare ‘Allah Akbar’ anche dopo il fermo, ripetendolo all’ossesso, dopo aver seminato terrore e morte nella basilica di Notre-Dame de l’Assomption. Brahim Aouissaoui, queste le generalita’ dell’attentatore tunisino, era entrato in Europa dall’isola di Lampedusa. Stamattina, poco dopo le nove, ha barbaramente ucciso tre persone, un uomo e due donne, nella basilica del centro storico di Nizza suscitando reazioni di rabbia, cordoglio e indignazione ai quattro angoli dell’Europa. Dopo l’assalto all’arma bianca, il killer su cui indaga la procura antiterrorismo e’ stato rapidamente fermato dagli agenti della polizia municipale di Nizza che hanno aperto il fuoco, ferendolo. Agli inquirenti ha detto in arabo di aver agito da solo ed ha rivendicato tutto. “Non ha smesso di ripetere all’ossesso dinanzi a noi Allah Akbar” mentre gli venivano prestate le prime cure, ha raccontato il sindaco di Nizza Christian Estrosi. Il 21enne e’ stato poi ricoverato in un vicino ospedale. Aveva su di se’ soltanto dei documenti rilasciati dalla Croce Rossa italiana, corrispondenti al nome di Brahim Aouissaoui. L’assalitore sarebbe nato in Tunisia il 29 marzo 1999 ed era in situazione irregolare dopo essere entrato nell’Unione europea attraverso l’Italia. Investigatori e 007 stanno cercando di ricostruire tutti i movimenti successivi e le modalita’ che hanno consentito all’uomo di arrivare in Francia. Secondo fonti citate dall’agenzia France Presse, era stato lasciato libero dal Centro per migranti di Bari con un foglio di via e l’obbligo di lasciare il territorio italiano. Un’altra fonte citata dai media transalpini ha precisato che Aouissaoui non ha mai presentato richiesta di asilo in Francia. Anche la sua identita’ non e’ ancora confermata formalmente perche’ gli inquirenti dispongono al momento solo del documento della Croce Rossa, che corrisponde appunto all’identita’ di Brahim Aouissaoui, ma di nessun altro documento ufficiale. Il suo passato resta per il momento avvolto dal mistero. Il deputato della regione di Nizza Eric Ciotti, che per primo su Twitter ha fatto trapelare il legame tra il killer e Lampedusa, ha affermato di aver chiesto al presidente Emmanuel Macron, in una riunione sul luogo dell’attentato, di “sospendere qualsiasi flusso migratorio e qualsiasi procedura di asilo, in particolare alla frontiera italiana”. Per lui, “con la crisi sanitaria e della sicurezza, non va piu’ tollerato nessun ingresso”. “Sospendiamo ogni procedura di asilo e di rilascio dei visti dai Paesi a rischio!”, ha scritto il deputato dei Republicains eletto nel dipartimento di Alpes-Maritimes, proprio al confine con l’Italia.

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