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Harry e Meghan demoliscono la Casa Reale inglese: erano preoccupati per il colore della pelle di nostro figlio

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“Quasi due miliardi di persone guardarono in tv il loro matrimonio, dall’esterno sembrava come una favola, poi sbalordirono il mondo rinunciando alle loro cariche reali”. Comincia così, la voce ferma di Oprah Winfrey l’attesissima e temutissima intervista ai duchi del Sussex Meghan e Harry sulla Cbs. La principessa ha voluto che fosse precisato subito che non sono stati pagati per la conversazione con la famosa anchor americana.

La duchessa Meghan ha detto che era ingenua prima delle sue nozze nel 2018 con il principe Harry e non capì cosa stava abbracciando entrando nella famiglia reale britannica. “Direi che vi entrai ingenuamente perchè sono cresciuta sapendo poco della famiglia reale”, ha spiegato a Oprah Winfrey.

“Non ha fatto piangere Kate, fu lei a farmi piangere” ha raccontato Meghan a Oprah Winfrey, sostenendo che la storia che aveva fatto piangere la moglie del principe William fu un punto di svolta con i media britannici. “Speravo che Kate volesse correggere la storia”, ha aggiunto con tono rammaricato. Ma Kate non sentì mai il dovere di dire la verità.

“Se sono stata in silenzio o silenziata? La seconda”  ha risposto Meghan ad una domanda di Oprah Winfrey. “La regina Elisabetta mi fece sentire benvenuta” ha detto’ Meghan, ma ha voluto fare una distinzione: “c’è la famiglia reale e ci sono le persone che gestiscono l’istituzione, sono due cose separate ed è importante essere in grado di dividerle perchè la regina, per esempio, è sempre stata meravigliosa con me”.

Nell’intervista a Oprah Winfrey, Meghan ha sostenuto che non solo non fu protetta dalla casa reale britannica ma che le persone che vi operavano desideravano mentire per proteggere altri. Meghan ha poi rivelato ad Oprah Winfrey che lei e Harry si sposarono tre giorni prima della cerimonia ufficiale.

“La famiglia reale non voleva che mio figlio Archie fosse principe o ricevesse protezione” ha detto Meghan nell’intervista a Oprah Winfrey . Cominciò una “vera campagna denigratoria” ha continuato la duchessa di Sussex Meghan, spiegando che i reali non volevano che suo figlio Archie diventasse principe perche’ “c’erano preoccupazioni e conversazioni su quanto scura sarebbe stata la sua pelle quando fosse nato”. “Nei mesi in cui ero incinta le conversazioni erano “Non sarai garantita la sicurezza (al bambino), non gli verrà dato un titolo’, e anche preoccupazioni e conversazioni su quanto sarebbe stata scura la sua pelle quando fosse nato”, ha raccontato Meghan, senza precisare chi parlasse del colore della pelle del bimbo, ma riferendo di averlo saputo attraverso Harry.

Meghan ha raccontato nell’intervista trasmessa dalla Cbs che ebbe pensieri suicidi quando entrò a Buckingham Palace. La duchessa di Sussex ha riferito che implorò aiuto alla famiglia reale e rivelò di essere preoccupata per la sua salute mentale ma che non fu fatto nulla per aiutarla. Meghan ha detto che si sentì “disperatamente sola e abbandonata”, ha detto ad un certo punto.  Harry ha raccontato nell’intervista a Oprah Winfrey di non aver mai tenuto all’oscuro la regina Elisabetta delle sue decisioni. “Ho troppo rispetto per lei”, ha detto. Quando la coppia era in Canada ebbe una conversazione con la regina e con suo padre, il principe Carlo, “prima che smettesse di rispondere alle mie telefonate”.   “Ce ne siamo andati per carenza di sostegno e comprensione”: cosi’ il principe Harry ha sintetizzato i motivi che lo hanno spinto a lasciare la casa reale insieme alla moglie Meghan. Harry ha citato anche il costante fuoco di fila dei media inglesi. “Ero in trappola ma non sapevo di esserlo” ha detto Harry. “Intrappolato nel sistema, come il resto della mia famiglia. Mio padre, mio fratello sono in trappola”, ha spiegato.  Il principe Harry ha criticato i media britannici per il loro inconsapevole pregiudizio nei confronti di Meghan. “Chiesi ai tabloid britannici di calmarsi: una volta come fidanzato, una volta come marito e una volta come padre”, ha raccontato nell’intervista a Oprah Winfrey.

La copertura dei media, a causa delle loro allusioni razziali, cambio’ il livello della minaccia per la coppia facendola diventare mortale: lo ha detto Meghan nell’intervista a Oprah Winfrey.  “Cosa penserebbe la principessa Diana della nostra decisione di lasciare la famigli reale? Penso che sarebbe molto arrabbiata e triste per come tutto questo è andato a finire ma anche che vorrebbe che fossimo felici” ha detto il principe Harry nell’intervista trasmessa dalla Cbs ad una domanda sulla madre. “C’e’ un ‘contratto invisibile’ tra la famiglia reale e i tabloid: se come famiglia offri vino e cena alla stampa ottiene una copertura migliore”: lo ha detto il principe Harry nell’intervista a Oprah Winfrey. Ce’ un livello di “controllo tramite la paura, ha proseguito, sostenendo che i tabloid controllano la famiglia reale.

“La mia famiglia mi ha tagliato fuori finanziariamente” ha denunciato Harry nell’intervista a Oprah Winfrey. Il principe di Sussex ha spiegato che i contratti milionari con Netflix e Spotify non facevano parte del piano quando abbandonarono la casa reale ma che la famiglia lo ha tagliato fuori finanziariamente nella prima meta’ del 2020 e che con Meghan doveva trovare un modo per pagare le misure di sicurezza, revocate da Buckingham Palace.

Il principe Harry si è detto “deluso” dal padre, il principe Carlo, che dopo la sua decisione di abbandonare la casa reale non prendeva più le sue telefonate. “Sono deluso perchè ha passato qualcosa di simile, sa cosa si prova col dolore”, ha confidato nell’intervista a Oprah Winfrey. “Lo amerò sempre ma sono successe molte cose che fanno male”, ha aggiunto.  “Sono triste che sia accaduto ciò che è accaduto ma so che abbiamo fatto tutto il possibile” per restare nella casa reale: così il principe Harry a conclusione dell’intervista a Oprah Winfrey. “O mio Dio, abbiamo fatto tutto cio’ che potevamo per proteggerli”, ha aggiunto Meghan.

Alla fine dell’intervista con Oprah Winfrey, Harry ha assicurato di non aver alcun rammarico mentre Meghan ha detto di averne uno nei confronti della casa reale: “credere loro quando dissero che sarei stata protetta”.  “Se Meghan mi ha salvato? Senza dubbio”: cosi’ Harry ha risposto a Oprah Winfrey. Ma la moglie è intervenuta affermando che Harry “ha salvato entrambi”. In ogni caso, ha concluso, la loro storia ha “un lieto fine”.

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Sabotato l’impianto nucleare iraniano, sospetti su Israele

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C’e’ l’ombra di Israele sul misterioso incidente di questa mattina al complesso di arricchimento dell’uranio di Natanz, fulcro del programma nucleare iraniano, dove ieri sono state inaugurate nuove centrifughe vietate dall’accordo del 2015. Il “sabotaggio” ha riguardato la rete elettrica dell’impianto di Chahid-Ahmadi-Rochan e non ha causato ne’ vittime ne’ fughe di materiale radioattivo. E’ un “atto di terrorismo”, ha accusato Ali Akbar Salehi, capo dell’agenzia atomica iraniana, invocando una presa di posizione della “comunita’ internazionale e dell’Aiea (Agenzia internazionale per l’energia atomica)”. Da Israele e’ stata la televisione pubblica israeliana Kan a rivendicare la paternita’ dello Stato ebraico sull’attentato chiamando in causa imprecisate “fonti di intelligence” secondo le quali si e’ trattato di “una cyber-operazione israeliana in cui e’ stato coinvolto il Mossad”. Sempre secondo le fonti, il danno provocato all’impianto e’ superiore a quanto riferito da Teheran. Intanto e’ stato convocato per domenica prossima il Consiglio di difesa del governo israeliano, dopo una pausa di due mesi, per esaminare le crescenti tensioni con l’Iran. Dal premier Benyamin Netanyahu e’ arrivata una sorta di dichiarazione di guerra che suona come una conferma. “La lotta contro l’Iran e le sue metastasi, contro le armi di Teheran, e’ un enorme compito. La situazione come esiste oggi non e’ detto che esista necessariamente anche domani”, ha detto sibillinamente ai capi della sicurezza nel corso di un brindisi in vista del Giorno dell’Indipendenza. “Noi – ha aggiunto – siamo sicuramente una potenza regionale ma in qualche maniera anche globale. Mi auguro per tutti noi che continuiate a tenere la spada di Davide nelle vostre mani”. Dopo l’esplosione del luglio 2020 sempre a Natanz e l’uccisione nel novembre scorso dello scienziato Mohsen Fakhrizadeh, di cui l’Iran ha attribuito la responsabilita’ a Israele, i fatti di oggi rialzano la tensione in un teatro mediorientale dove la nuova amministrazione Usa tenta di riaffermare un ruolo di moderazione senza abdicare, anzi tutt’altro, alla storica alleanza con Israele. L’incidente di oggi, giunto per di piu’ al termine di una settimana di colloqui a Vienna per salvare l’accordo sul nucleare del 2015, suona come un avvertimento dopo il lancio, ieri, di nuove centrifughe per arricchire piu’ rapidamente l’uranio. E’ stato il presidente Hassan Rohani ad inaugurare a Natanz una linea di 164 centrifughe IR-6 e un’altra delle delle 30 IR-5 con una cerimonia in videoconferenza trasmessa dalla televisione di Stato. Nella stessa giornata in cui da Washington e’ arrivata la precisazione che l’amministrazione Biden non rimuovera’ tutte le sanzioni economiche imposte da Donald Trump ma, eventualmente, solo quelle che non sono in linea con l’intesa del 2015. “Un pugno di ferro dentro un guanto di velluto”, e’ stata la risposta a stretto giro del capo di stato maggiore delle forze armate iraniane, il general maggiore Mohammad Hossein Bagheri, che ha precisato che “la linea politica strategica dell’Iran e’ solo una piena rimozione delle sanzioni”.

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Sabato prossimo i funerali di Filippo: Harry ci sarà, Meghan no

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Una settimana per “celebrare una vita rimarchevole”, poi un funerale in stile: senza pompe cerimoniali da esequie di Stato, secondo le dettagliatissime volonta’ del defunto, e con una presenza ristretta di familiari e poche altre persone imposta anche dalle cautele dell’emergenza Covid. Sara’ sabato 17 il giorno dell’ultimo addio al principe Filippo, consorte della regina Elisabetta II e testimone di un secolo per lui tutt’altro che breve, spirato ieri quasi centenario nel castello di Windsor. E fra i presenti, con Elisabetta e i quattro figli in testa, ci sara’ spazio per il prediletto nipote-ribelle Harry, in arrivo dall’autoesilio californiano, ma non per sua moglie Meghan, fermata ufficialmente dal veto dei medici per lo stato di gravidanza avanzato e il precedente dell’aborto spontaneo di un anno fa. Il programma e’ stato formalizzato oggi dalla corte, dopo l’approvazione della regina e il via libera del governo di Boris Johnson, sullo sfondo di una giornata di lutto nazionale – la seconda di otto, stando alle consuetudini – in cui l’omaggio piu’ suggestivo e’ giunto dalle forze armate, con le 41 salve di cannone di rito sparate dalla Torre di Londra e da basi e unita’ militari sparse fra l’isola e i territori d’Oltremare in memoria del principe-reduce di guerra. Il feretro di Filippo sara’ trasportato su una Land Rover modificata ad hoc su progetto dello scomparso e seguito per il breve tragitto fra il castello e l’adiacente cappella di St George da un piccolo corteo guidato dal principe Carlo, suo primogenito ed erede al trono della regina Elisabetta. La quale ultima – “incredibile” nella sua forza d’animo alla soglia dei 95 anni, come assicura d’averla trovata oggi la nuora Sofia, contessa di Wessex, in barba a chi paventa scenari di abdicazione – aspettera’ invece in chiesa. Vi sara’ un minuto di silenzio nazionale, osservato in tutto il Regno in contemporanea con l’inizio del rito, ma nessuna camera ardente, espressamente rifiutata dal duca, la cui bara verra’ coperta solo dallo stendardo personale, da una corona di fiori e dal suo berretto e dalla sua spada di ufficiale veterano della Royal Navy, la Marina britannica: all’insegna del richiamo a quel “no fuss” (niente clamore) di cui Prince Philip aveva fatto un marchio di vita. Un’assenza di clamore che le restrizioni della pandemia contribuiscono del resto a suggellare. Obbligando la Royal Family – pur decisa in questo “momento di tristezza” ad esaltare “il vasto contributo” alla nazione del principe e “la sua durevole eredita’” per la monarchia e la nazione – ad invitare i sudditi a restare a casa. Visto che il funerale si svolgera’ “su scala ridotta” e senza “accesso del pubblico”. Nella cappella, dove la liturgia sara’ officiata dall’arcivescovo anglicano di Canterbury e dal rettore di Windsor, le linee guida attuali sulle cautele Covid permetteranno del resto l’ingresso solo a una trentina di persone: i familiari stretti e il fedelissimo segretario privato del duca, Archie Miller Bakewell. Mentre gli altri ospiti ammessi assisteranno dall’esterno. Il tutto nel segno della rigorosa adesione ai desideri di un uomo che fino all’ultimo ha voluto essere se’ stesso. Come confermano le testimonianze dei suoi giorni conclusivi partorite dai media d’oltremanica in profusione quasi monotematica. Le testimonianze su un uomo che e’ riuscito a morire nel suo letto, come voleva, e non in ospedale, rifiutandosi di restare ricoverato come pare gli suggerissero i medici sperando di permettergli magari di arrivare al 10 giugno e di girare la boa dei 100 anni in clinica. E che sembra abbia trascorso in uno stato di serena lucidita’ le ultime tre settimane a Windsor, dopo aver rifiutato con un’autoritaria battuta delle sue (“portate via quel dannato affare dalla mia vista”) la sedia a rotelle che un valletto aveva osato offrigli. Settimane durante le quali e’ stato vegliato costantemente della regina – presente anche in effigie accanto al suo letto, assieme alla madre del duca -, ha potuto ricevere uno per uno e “distanziati” i quattro figli e ha salutato per telefono i nipoti (non ancora vaccinati). Ma soprattutto si e’ congedato fra le sue cose dalla donna della quale per 73 anni e’ stato il marito e “la roccia”: Sua Maesta’ la Regina per tutti, ‘Lillibet’ per lui.

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La morte di Filippo è “un duro colpo per la regina, ma non abdicherà”

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Un colpo durissimo, dopo oltre 7 decenni di vita in comune e a due settimane dal proprio 95esimo compleanno. E’ questo, indiscutibilmente, l’effetto della morte del principe consorte Filippo sull’animo della regina Elisabetta, pur preparata all’inevitabile e sorretta dall’abituale forza agli occhi dei familiari. Un colpo che tuttavia non sembra destinato a preludere a scenari di abdicazione, almeno non a breve, nella convinzione pressoche’ unanime di esperti, commentatori e storici delle vicende reali britanniche, persuasi che il rispetto della tradizione e il senso del dovere verso l’istituzione monarchica possano prevalere ancora nella figlia di Giorgio VI sul dolore o sul contraccolpo emotivo del momento. Sposati dal 1947, la sovrana e il duca di Edimburgo hanno condiviso 73 anni di matrimonio e 69 anni di regno, iniziati con la morte prematura del padre della sovrana nel 1952. Un connubio di successo, nonostante le difficolta’ dettate dai divorzi dei figli, dagli scandali familiari, dalla pressione dei media, dagli inevitabili momenti di crisi di un tempo cosi’ lungo: ultimo dei quali, il traumatico trasloco negli Usa del nipote Harry, protagonista di recente con la moglie Meghan Markle, di un’intervista bomba che ha messo in grave imbarazzo la Casa Reale. “Posso assicurare che la regina non abdichera’ – l’opinione dello storico Hugo Vickers -. Ci sono indicazioni che sia in ottime condizioni di salute, e con un po’ di fortuna sara’ in grado di continuare ad essere la nostra sovrana per quanto le sara’ possibile”. Una resistenza fisica che l’aiuta a poter continuare a ritenere il suo ruolo di monarca al pari di una missione esistenziale. “Per la regina essere regina e’ un lavoro per tutta la vita. Non c’e’ spazio nella sua mentalita’ per l’opzione delle dimissioni, o per fare un passo indietro”, insiste Vickers. Sulla stessa lunghezza d’onda Jennie Bond, ex Royal Correspondent della Bbc, incline a escludere che l’uscita di scena del duca possa cambiare nell’immediato il corso degli eventi. “Ci sono fotografie che ritraggono i due reali assieme, nelle quali non sembrano neppure marito e moglie, ma padre e figlia – le parole di Bond -. La realta’ e’ che la loro unione andava ben oltre i loro ruoli. E per quanto alla sovrana manchera’ il sostegno del marito, non cambiera’ nulla nella sua osservanza dei doveri e del protocollo reale”. Ed e’ proprio l’irreprensibile rispetto verso la tradizione, un sentimento da tutti attribuito a Sua Maesta’, a convincere Simon Hart, altro osservatore del casato dei Windsor, che non ci siano da attendersi scossoni. Tanto meno una rinuncia, che nella visione del mondo ereditata e fatta propria dalla primogenita di Giorgio VI dopo lo shock dell’abdicazione vergognosa di Edoardo VIII somiglierebbe troppo a un tradimento dei propri doveri. “La regina Elisabetta – argomenta Hart – ha sposato la Corona qualche anno dopo il matrimonio con il principe Filippo, ma l’impegno alla fedelta’ piu’ inviolabile e’ quello con la monarchia. Un impegno che non ha mai tradito e mai tradira’: neppure adesso, nonostante la scomparsa di un coniuge davvero amato”.

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