Politica
Gualtieri, dopo due anni Roma in piena trasformazione
Se l’anno scorso la parola chiave era “ripartire” quella di quest’anno è “trasformare”, perché ora “siamo nel vivo della fase realizzativa, un disegno imponente con un orizzonte decennale con l’ambizione di cambiare Roma in modo profondo”. Davanti a una platea dell’Auditorium gremita il sindaco Roberto Gualtieri presenta il suo secondo Rapporto annuale alla città. Quattro i pilastri – cultura, inclusione, innovazione, sostenibilità – per un bilancio del biennio, ma anche una raccolta di sfide per gli anni a venire: dal termovalorizzatore di cui è stata appena bandita la gara per “l’impianto meno inquinante d’Europa” che “metterà fine alla vergogna”, al rifacimento di tutte le strade della citta in dieci anni dopo aver concluso la viabilità principale, lo stadio della Roma, i grandi musei della Scienza e della Shoah. Ma soprattutto un’imponente investimento infrastrutturale da 6,5 miliardi.
Pnrr, Giubileo, opere pubbliche: un totale di 1.322 cantieri aperti in questo momento, oggi croce dei romani ma futura delizia, secondo il sindaco, perché “senza cantieri non ci sono disagi ma nemmeno futuro”. E dunque la metro: Venezia chiusa in otto anni, la linea C in dieci, e i prolungamenti della A e della B (oltre ai cantieri della D) entro il 2030. E poi i tram, il rinnovo della flotta bus, la lotta agli incidenti stradali con il 70% delle strade cittadine ‘zona 30’. La citta descritta da Gualtieri è economicamente vivace – col boom del turismo, la crescita delle imprese, gli investimenti internazionali – e pronta a Expo 2030, ma è anche una città delle fragilità e delle diseguaglianze, così come descritta dalla Caritas.
E quindi il futuro Piano welfare, l’acquisto entro fine mandato di 2000 nuove case per chi non ce l’ha. Ma per dare risposte servono risorse, rivendica al governo: una “scelta sbagliata” quella dei tagli ai Comuni che pesano su Roma per 25 milioni” così come sottofinanziato è il tpl, ed è un errore “lo sdoppiamento a cui lavora la maggioranza della figura del sindaco del capoluogo da quello metropolitano”. E a Fs e governo chiede risposte sui ritardi nei cantieri ferroviari del Giubileo. “Non siamo stati eletti per rappezzare e trascinare cose attese da anni – ha detto ancora – ma per uscire dalla stagnazione” grazie anche al rapporto con le parti sociali – col piano assunzionale del personale capitolino, 1580 nuovi dipendenti entro il 23, più 800 vigili -, la valorizzazione del mare, la nuova passeggiata archeologica e l’attenzione all’ambiente: a gennaio arriverà la prima strategia per l’adattamento climatico. Ma anche una città “dai solidi valori, la citta del pride e del riconoscimento dei figli delle famiglie omogenitoriali, la città della pace. Siamo sicuri che trasformandosi rimanendo se stessa – ha concluso Gualtieri – Roma ce la farà”.
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