Ambiente
Groenlandia, rischio perdita ghiacci a ritmi mai visti
La Groenlandia rischia di perdere i suoi ghiacci a un ritmo accelerato, mai visto negli ultimi 12.000 anni della sua storia e per questo e’ urgente ridurre le emissioni di gas serra. Lo indica la simulazione pubblicata sulla rivista Nature dai ricercatori coordinati da Jason Briner, dell’universita’ americana di Buffalo.
“Abbiamo alterato il nostro pianeta cosi’ tanto che i tassi di scioglimento della calotta glaciale in questo secolo hanno un ritmo maggiore di qualsiasi cosa accaduta sotto la variabilita’ naturale della calotta glaciale negli ultimi 12.000 anni”, osserva Briner. La ricerca ha simulato le condizioni della calotta glaciale della Groenlandia degli ultimi 12.000 anni basandosi sui dati presenti delle carote di ghiaccio che hanno fornito dati su temperature e precipitazioni e ha previsto le condizioni future considerando i vari scenari di emissioni di gas serra del Gruppo intergovernativo di esperti sui cambiamenti climatici (Ipcc).
“Se il mondo segue una massiccia dieta energetica – osserva Briner – il nostro modello prevede che il tasso di perdita di ghiaccio della Groenlandia in questo secolo sara’ solo leggermente superiore a quello sperimentato negli ultimi 12.000 anni”. Ma, prosegue, “la cosa piu’ preoccupante, e’ che in uno scenario ad alte emissioni il tasso di perdita di ghiaccio potrebbe essere circa quattro volte quello sperimentato negli ultimi 12.000 anni”. Secondo gli esperti, alla luce di queste previsioni, e’ necessario ridurre le emissioni di gas serra per diminuire il contributo che lo scioglimento della calotta glaciale della Groenlandia dara’ all’innalzamento del livello degli oceani.
Ambiente
Veleni nelle falde della Campania, emerge un iceberg ambientale: sostanze cancerogene trovate nelle acque sotterranee
La Regione Campania ha chiesto verifiche urgenti dopo il ritrovamento di sostanze cancerogene nelle falde superficiali di diverse province. Coinvolti territori tra Caserta, Napoli, Salerno e Avellino. Gli studi coordinati dall’Università Federico II parlano di contaminazione stratificata nel tempo e aprono un nuovo fronte sul rapporto tra ambiente, salute e filiera alimentare.
Ambiente
Clima, Europa sempre più calda: il 2025 tra record di temperature e ghiacciai in crisi
Il rapporto Copernicus-WMO certifica un 2025 record per il caldo in Europa: temperature sopra media nel 95% del continente e forte perdita di ghiaccio.
Ambiente
Siccità in Europa, allarme crescente: oltre 150mila km² colpiti nel 2024
Siccità in aumento in Europa: oltre 150mila km² colpiti nel 2024. Impatti economici e sanitari pesanti, Italia tra i Paesi più esposti.
Mentre l’attenzione internazionale si concentra su aree di crisi come lo Stretto di Hormuz, un’emergenza meno visibile ma altrettanto rilevante si estende in Europa: la siccità.
Secondo i dati di Eurostat, nel 2024 sono stati colpiti 156.703 chilometri quadrati di territorio europeo. Un’area vasta quasi quanto interi Stati e in crescita rispetto a poco più di 50mila chilometri quadrati registrati dodici anni fa.
Un trend in aumento negli ultimi anni
Il fenomeno ha conosciuto picchi significativi nel 2018 e nel 2022, ma l’andamento generale nel decennio 2014-2024 evidenzia una crescita costante.
La superficie interessata rappresenta un indicatore chiave per monitorare gli obiettivi di sviluppo sostenibile, in particolare quello legato alla tutela degli ecosistemi terrestri.
Impatti economici rilevanti
La crisi idrica ha effetti diretti sull’economia. Secondo il Libro Bianco della Community Valore Acqua, in Italia il costo medio è di circa 227 euro pro capite all’anno, per un impatto complessivo di 13,4 miliardi di euro.
Il settore più colpito è l’agricoltura, con una riduzione della produzione del 7,8% nell’ultimo decennio e danni stimati in 8,5 miliardi di euro nel solo 2024.
Effetti sulla salute
Il cambiamento climatico incide anche sulla salute pubblica. Secondo il World Health Organization e l’University College London, l’Italia è tra i Paesi europei più esposti alle ondate di calore.
Nel 2024 si sono registrati 46 giorni di caldo estremo, mentre tra il 2012 e il 2021 si stimano circa 7.400 decessi annui correlati alle alte temperature, più del doppio rispetto agli anni ’90.
Le richieste alle istituzioni
Di fronte a questi dati, il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin ha sollecitato maggiori risorse durante il G7 di Parigi per contrastare desertificazione e degrado del suolo.
L’obiettivo è rafforzare le politiche di tutela delle risorse idriche, anche attraverso ricerca e innovazione.
Siccità, migrazioni e conflitti
Il tema della siccità si intreccia con dinamiche globali più ampie. Le aree più colpite da desertificazione coincidono spesso con regioni interessate da conflitti e flussi migratori.
In questo contesto, l’Italia ha avviato progetti di cooperazione internazionale, in particolare nell’area del Sahel, per contrastare il degrado ambientale e le sue conseguenze sociali.




