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Groenlandia, il governo ringrazia l’Europa: Nathanielsen apprezza la risposta alle minacce di Trump

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Uno dei ministri più in vista del governo groenlandese, Naaja Nathanielsen, ha espresso apprezzamento per la risposta dei Paesi europei alle nuove minacce tariffarie annunciate dal presidente degli Stati Uniti sul futuro della Groenlandia. La ministra delle Risorse minerarie ha affidato il suo messaggio a un intervento pubblico, sottolineando la fiducia nel ruolo della diplomazia e delle alleanze internazionali.

Fiducia nella diplomazia e nelle alleanze

Nathanielsen ha dichiarato di essere grata per il sostegno ricevuto e convinta che il dialogo politico e le relazioni tra alleati possano prevalere sulle tensioni. Un messaggio che si inserisce in un contesto di crescente attenzione geopolitica sull’Artico e sul ruolo strategico della Groenlandia nello scenario internazionale.

Le minacce di dazi dagli Stati Uniti

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha minacciato l’introduzione di nuovi dazi sulle importazioni provenienti da otto Paesi europei. La misura, secondo quanto emerso, sarebbe legata alla presenza di truppe europee in Groenlandia, territorio considerato strategico e da tempo al centro dell’interesse di Trump.

La Groenlandia al centro delle tensioni

La Groenlandia, territorio autonomo del Regno di Danimarca, continua a essere oggetto di attenzione internazionale per la sua posizione e per le risorse naturali. Le dichiarazioni della ministra Nathanielsen confermano la volontà del governo locale di puntare su cooperazione e alleanze, respingendo pressioni economiche e politiche esterne.

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Petro denuncia un piano per ucciderlo: “Sventato attentato all’elicottero presidenziale”

Il presidente colombiano Gustavo Petro denuncia un presunto attentato contro l’elicottero presidenziale e parla di un piano per colpire anche la sua famiglia. Rafforzate le misure di sicurezza.

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Il presidente colombiano Gustavo Petro ha dichiarato di essere scampato a un attentato dopo che, nella notte, l’elicottero presidenziale non ha potuto atterrare in una località della costa caraibica per timori di un attacco armato.

“Non ho potuto atterrare perché sono stato informato che l’elicottero su cui viaggiavo con le mie figlie sarebbe stato colpito. Non hanno nemmeno acceso le luci del punto di atterraggio”, ha affermato il capo dello Stato.

Le ipotesi su un piano più ampio

La vicenda è stata rilanciata anche dal giornalista e politico colombiano Hollman Morris, secondo il quale il presidente avrebbe scoperto un presunto piano per collocare sostanze allucinogene all’interno di un veicolo. Sempre secondo Morris, tra le ipotesi al vaglio vi sarebbe anche un progetto per colpire la famiglia presidenziale.

Il governo non ha fornito dettagli sugli eventuali responsabili del presunto complotto. Le autorità hanno comunque rafforzato le misure di sicurezza attorno al presidente.

Clima teso in vista delle elezioni

L’episodio, riportato dai principali media colombiani, riaccende l’allarme sul clima di violenza politica nel Paese sudamericano. La denuncia arriva in una fase delicata, con le elezioni parlamentari previste per marzo e le presidenziali fissate a maggio.

Le verifiche sull’accaduto sono in corso. Al momento non risultano comunicazioni ufficiali su arresti o sviluppi investigativi.

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Iran, Araghchi apre agli Usa: “Se Witkoff e Kushner sono seri, lo siamo anche noi”

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi apre a una soluzione diplomatica con gli Stati Uniti: “Se Witkoff e Kushner sono seri, lo siamo anche noi”.

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Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che Teheran è pronta a una soluzione diplomatica con gli Stati Uniti, qualora vi sia una reale volontà da parte dell’amministrazione americana.

“Penso che Witkoff e Kushner stiano cercando di evitare la guerra e di trovare una soluzione diplomatica, e questa è la decisione più saggia che il presidente Trump possa prendere”, ha affermato Araghchi, secondo quanto riportato da Iran International.

“Se sono seri, lo siamo anche noi”

Il capo della diplomazia iraniana ha aggiunto che a Teheran sarebbe stato riferito che l’intenzione americana è quella di perseguire una soluzione pacifica. “Ci è stato detto che la loro intenzione è quella di trovare una soluzione pacifica: se sono seri loro, lo siamo anche noi”, ha dichiarato.

Le parole del ministro arrivano in un contesto di forte tensione regionale e di contatti indiretti tra le parti. Resta da verificare se alle dichiarazioni pubbliche seguiranno passi concreti sul piano negoziale.

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Esteri

Aida Quilcué ritrovata nel Cauca: rientra l’allarme per il presunto sequestro

La senatrice colombiana Aida Quilcué è stata ritrovata sana e salva nel dipartimento del Cauca dopo ore di allarme per un presunto sequestro. Indagini in corso.

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La senatrice colombiana Aida Quilcué è stata ritrovata sana e salva nel dipartimento del Cauca, ponendo fine a ore di forte preoccupazione per un presunto sequestro. La conferma è arrivata dal ministro della Difesa Pedro Sánchez, come riportano i principali media colombiani.

Il ritrovamento della parlamentare e del suo dispositivo di sicurezza è stato verificato dalla Guardia Indigena. “Tutti stanno bene. La forza pubblica si sta dirigendo nell’area e forniremo ulteriori informazioni appena possibile”, ha dichiarato il ministro.

La scomparsa e il ritrovamento del veicolo

L’allarme era scattato nel primo pomeriggio, quando lo staff della senatrice del Movimento delle Autorità Indigene Sociali aveva denunciato un possibile sequestro lungo la strada tra Inzá e Totoró, in una zona rurale priva di copertura telefonica.

In una prima fase le autorità avevano rinvenuto soltanto la camionetta sulla quale viaggiava Quilcué, senza tracce degli occupanti. L’episodio si sarebbe verificato in un’area considerata ad alto rischio per la presenza di gruppi armati illegali.

L’area sotto influenza delle dissidenze Farc

Secondo le autorità, la zona è interessata dall’attività delle dissidenze delle Farc del fronte Dagoberto Ramos, riconducibili ad alias Iván Mordisco. Le verifiche sono ancora in corso per chiarire la dinamica dell’accaduto.

Il presidente Gustavo Petro aveva immediatamente condannato l’episodio, definendolo “un’aggressione contro i popoli indigeni” e affermando che simili fatti “superano una linea rossa”, mettendo a rischio la sicurezza delle autorità ancestrali e il già fragile processo di dialogo nelle regioni maggiormente colpite dal conflitto armato.

Le autorità hanno annunciato ulteriori aggiornamenti nelle prossime ore per ricostruire con precisione quanto accaduto.

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