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Grillo e Di Maio ora dicono “Forza Virginia” nella corsa a Roma

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Virginia Raggi incassa il sostegno del fondatore del Movimento 5 stelle, Beppe Grillo, e di Luigi Di Maio sulla sua ricandidatura a sindaca. “Roma ha bisogno ancora di te! Chi sta con Virginia, sta con il MoVimento”, ha twittato in giornata Grillo. “Forza Virginia. Siamo con te”, il post di Di Maio. Raggi pochi giorni fa aveva chiesto chiarezza sulla sua corsa per il bis in Campidoglio, chiedendo una consultazione su Rousseau. Nel pieno della bufera portata sul Movimento dal sostegno al governo Draghi, l’appello di Raggi puntava a scardinare il piano di quanti a lei avrebbero preferito un candidato unitario, espressione di Pd-5 Stelle e LeU a Roma. “Basta ambiguita’ e giochi di palazzo. Lo scorso anno, mi sono candidata in piena trasparenza. Vorrei la stessa chiarezza da parte di tutti e non leggere retroscena o assistere, come avviene ormai da anni, a trame di potere volte a isolare chi e’ scomodo”, aveva detto. E ancora: “Se qualcuno ha altri piani sulla citta’, lo dica apertamente”. Al suo fianco si erano subito schierati la ‘ribelle’ Barbara Lezzi, il fuoriuscito Alessandro Di Battista, il sottosegretario Stefano Buffagni e l’eurodeputato Fabio Massimo Castaldo. E oggi sono arrivati i rinforzi ‘pesanti’. “Voto su piattaforma e partiamo – esorta il deputato Francesco Silvestri commentando il post di Di Maio -. A Roma il Movimento 5 Stelle ha amministrato molto meglio delle giunte di centrodestra e di centrosinistra. Quindi dobbiamo lottare per proseguire quello che di buono stiamo facendo”. A Palazzo Senatorio, la maggioranza e’ da tempo in fibrillazione e, se sono parecchi i consiglieri pentastellati schierati senza dubbio alcuno a sostegno di Raggi, non manca una fronda di 4 eletti apertamente contrari alla sua ricandidatura (definita “dall’alto”) e che puntano ad un’alleanza progressista. Alla loro proposta di recente ha risposto positivamente sia Stefano Fassina, sia – indirettamente – il segretario del Pd Lazio Bruno Astorre. I dem romani sono ancora impegnati sul fronte interno, dove cresce il pressing per la candidatura dell’ex ministro dell’Economia Roberto Gualtieri. Sul fronte del centrodestra, invece, la decisione sul candidato per Roma si intreccera’ con quella delle altre amministrative per cui sembra si voglia puntare su figure civiche. Tra i nomi in pole c’e’ quello di Andrea Abodi, presidente dell’Istituto per il credito Sportivo. I prossimi giorni potrebbero essere decisivi. Anche se alla campagna elettorale potrebbero aggiungersi altri mesi: il protrarsi della pandemia e la campagna vaccinale potrebbero far slittare le urne ad ottobre.

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Pioggia e gelo, Coldiretti: coltivazioni distrutte fra Caserta e Napoli

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Gli imprevisti freddi primaverili e la coda dell’inverno, hanno duramente colpito l’area agricola al confine fra Caserta e Napoli, con gelate che hanno bruciato pomodori e frutta. Lo denuncia Coldiretti Campania, che attraverso i suoi uffici territoriali sta effettuando un monitoraggio dei danni subiti. Particolarmente grave appare la situazione nel basso casertano, dove Coldiretti Caserta stima il coinvolgimento di 1.500 ettari di terreno, di cui il 40% colpito dal gelo. Il danno per ettaro è calcolato in circa 2mila euro. Conta dei danni ancora in corso sul versante napoletano, dove anche Coldiretti Napoli segnala gelate che hanno investito le coltivazioni di ortaggi, con particolare virulenza sugli alberi da frutto. Colpiti in particolare i kiwi. “Siamo di fronte in Italia alle conseguenze dei cambiamenti climatici con una tendenza alla tropicalizzazione e il moltiplicarsi di eventi estremi con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo che ha fatto perdere oltre 14 miliardi di euro in un decennio, tra cali della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne con allagamenti, frane e smottamenti”, spiega la Coldiretti.

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Ponte di Messina, Salini (We Build): siamo pronti a realizzare un’opera da 100mila posti di lavoro

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Webuild è pronta a partire con il Ponte sullo stretto di Messina. Lo ha detto Pietro Salini, amministratore delegato di Webuild in un’intervista a Stasera Italia. “La realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina è stata affidata al nostro Gruppo molti anni fa, dopo 30 anni di analisi e valutazioni di tutti i tipi, ed una gara internazionale che abbiamo vinto. E’ stato in seguito deciso di non avviare i lavori, ma investire nell’alta velocità ferroviaria fino a Palermo non ha senso senza ponte. Oggi il progetto è pronto e noi siamo in grado di farlo partire subito, anche perché sarebbe un’occasione straordinaria per attivare 100mila posti di lavoro in un’area che soffre drammaticamente per il fenomeno della disoccupazione”, ha spiegato Salini. Il ponte, secondo Salini, è un’opera che potrebbe rientrare anche nella lista delle grandi opere finanziabili con le risorse del Recovery Plan. “Il Ponte da solo vale 2,9 miliardi di euro, valore che sale a 7,1 miliardi a costi aggiornati considerando il progetto complessivo con tutte le opere connesse nelle aree interessate”. Il riferimento è alla metro di Messina, alle opere di sistemazione idrogeologica per le montagne circostanti, le strade di accesso, le strutture per far passare treno e macchine. “Si tratta quindi di un progetto che si potrebbe realizzare anche per fasi successive, utilizzando le risorse del Recovery Plan per quanto possibile”, ha aggiunto. Grandi opere da realizzare seguendo il modello del Ponte Genova San Giorgio, realizzato dal gruppo dopo la tragedia del Morandi. “Il segreto dei record del ponte è stato crederci tutti, remando nella stessa direzione: amministrazione, società con forti competenze, cittadini. Questo – ha detto Salini – ha reso possibile la costruzione in tempo record, con un’amministrazione che ha superato ogni ostacolo con determinazione nell’assunzione delle decisioni necessarie, seguendo la normativa europea”. L’opera rimanda alla necessità di interventi di manutenzione tempestivi nel settore delle infrastrutture. “Le opere pubbliche hanno una loro vita di progetto e richiedono una manutenzione obbligatoria per tutelare la sicurezza dei cittadini e per contenere i costi, che tenderanno a lievitare se continuiamo a posticiparne i lavori. E’ dunque necessario costituire una squadra per la manutenzione delle opere del Paese sotto la regia coordinata di un general contractor. Noi ci mettiamo a disposizione del Paese, con la nostra capacità di coinvolgere tutta la filiera produttiva che gia lavora con noi, 7mila piccole e medie imprese”, ha proseguito Salini.

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Ai domiciliari prete sospeso per accusa abusi su minori

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Un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari e’ stata eseguita nei giorni scorsi – ma la notizia si e’ appresa solo oggi – nei confronti di don Gianfranco Roncone, ex parroco a Presenzano (Caserta) sospeso dalla curia alla vigilia di Natale dopo l’apertura di un’inchiesta nei suoi confronti per abusi sessuali ai danni di minori. Il gip ha accolto la richiesta di arresti domiciliari per il prete sospeso formulata dalla Procura di Napoli. La misura cautelare e’ stata eseguita dai carabinieri di Capua. Al sacerdote, originario di Sparanise, gli inquirenti contestavano l’induzione alla prostituzione. Il giudice per le indagini preliminari ha invece derubricato la contestazione in violenza sessuale. Due gli episodi ai danni di minori che vengono contestati al prete. Il vescovo di Teano-Calvi, Giacomo Cirulli, dopo avere avuto comunicazione dell’indagine, alla vigilia di Natale aveva sospeso il parroco, rendendo noto sul sito della diocesi il provvedimento di allontanamento di Roncone dalla comunita’ parrocchiale. A breve, secondo quanto rende noto l’avvocato Dario Mancino, che con il collega Renato Iappelli difende il sacerdote, don Gianfranco Roncone verra’ ascoltato dagli inquirenti. I legali assicurano che la vicenda sara’ chiarita dinanzi alla magistratura. L’avvocato Mancino annuncia un appello al Tribunale del Riesame per chiedere la revoca dei domiciliari.

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