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Politica

Green pass, Berlusconi: basta cattivi maestri, uniti sulla salute

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“Il Green pass e l’obbligo vaccinale per alcune categorie, sono strumenti di tutela della vita e della liberta’”. A dirlo il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi intervistato dal direttore di Libero Alessandro Sallusti che aggiunge: “Hanno una strana idea di liberta’ coloro che pensano di avere il diritto di contagiare gli altri. Per fortuna sono molto pochi, anche se rumorosi”. Berlusconi sottolinea: “Rispetto le opinioni di tutti, ma devo attenermi a quello che la scienza ritiene necessario per tutelare la salute e il diritto all’integrita’ fisica delle persone che lavorano con me in azienda. Il Green pass, che altro non e’ che un certificato sanitario, serve proprio a questo, nei luoghi di lavoro”. A chi invoca il diritto di opporsi a una legge considerata ingiusta che cosa risponde? “Il diritto alla ribellione esiste di fronte alle dittature, di fronte a crimini efferati, non certo nel nostro sistema che ha tanti difetti ma e’ certamente una libera democrazia – afferma Berlusconi -. Un ferroviere che avesse bloccato un treno piombato per Auschwitz sarebbe stato un eroe, un portuale che bloccasse l’attivita’ di uno scalo per non esibire il Green pass e’ solo un irresponsabile da sanzionare”. Secondo Berlusconi, “Purtroppo la storia del nostro Paese ha conosciuto tanti ‘cattivi maestri’ che facendosi scudo del loro prestigio intellettuale e invocando la liberta’ di pensiero, di ricerca, di stampa hanno diffuso idee che altri hanno tradotto in pratica con conseguenze criminali. Naturalmente la liberta’ di espressione e’ un principio assoluto che va tutelato sempre, ma fomentare la divisione del Paese su un tema che dovrebbe vedere gli italiani uniti e’ davvero irresponsabile”. A chi si riferisce? “I gruppuscoli di scalmanati che hanno scatenato incidenti hanno solo portato alle estreme conseguenze logiche le parole irresponsabili di chi ha parlato di ‘dittatura’ o ha azzardato blasfemi paragoni con la Shoah”.

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La ministra della Giustizia Marta Cartabia: mai più casi Maresca

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Un magistrato non solo deve essere imparziale ma anche sembrarlo. Il caso Maresca continua a infuriare. Catello Maresca è un magistrato per anni al lavoro a Napoli che oggi è allo stesso tempo un  magistrato a Campobasso e un politico diventato consigliere comunale del centrodestra a Napoli. “Oggi sono circolate non so sulla base di quali fonti delle informazioni sbagliate sul caso Maresca. La proposta che farò alle forze di maggioranza è come un caso come quello non possa mai più ripetersi”. Cosi’ la ministra della Giustizia, Marta Cartabia, ad Atreju, discute del caso Maresca. “Che un giudice possa svolgere contemporaneamente, anche e lontano dal suo distretto, funzioni giudiziarie e politiche non deve accadere. C’è una stella polare della magistratura che deve essere non solo praticata ma anche percepita. Non importa se si tratta di cariche elettive locali, ne’ per queste, ne’ a maggiore per quelle parlamentari”.

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Politica

Luigi de Magistris attacca Maresca: fa il magistrato a Campobasso e il politico a Napoli, è una vergogna

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 “Il candidato sindaco di Napoli Catello Maresca ritorna a esercitare le funzioni di magistrato, a Campobasso, continuando pero’ a essere contestualmente consigliere comunale e presunto capo dell’opposizione. E’ una vergogna che si possa fare il politico e il magistrato allo stesso tempo”. Lo afferma l’ex sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, che pone il tema “della questione morale perche’ mentre scrivi una sentenza detti un comunicato politico, mentre tieni una requisitoria ti prepari il comizio. Parliamo – prosegue – dello stesso magistrato che prima di mettersi in aspettativa per candidarsi nella citta’ dove aveva espletato le funzioni di pm stava facendo campagna elettorale da mesi”. De Magistris dice di provare “amarezza per i tanti magistrati e i tanti cittadini che come me vogliono credere in una magistratura autonoma e indipendente”.

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Cartabia: è imminente la riforma del Csm

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E’ “imminente” la riforma del Csm e dell’ordinamento giudiziario.Lo ha annunciato la ministra della Giustizia, Marta Cartabia . “Dal sistema giustizia i cittadini si attendono che i giudici siano indipendenti, autonomi, competenti. Si attendono che i loro diritti processuali siano pienamente rispettati e che le decisioni giudiziarie siano accurate e adeguatamente motivate – ha detto Cartabia, intervenendo da remoto, alla seconda edizione del Global Dialogue of Justice Leaders – Ma si aspettano anche che la risposta alla loro domanda di giustizia arrivi in tempi ragionevoli. Si aspettano efficienza. Queste sono le componenti fondamentali di un sistema giudiziario affidabile, credibile e meritevole della fiducia dei cittadini, per il quale il governo italiano sta lavorando”.  Quello a cui ha partecipato la ministra e’ uno degli eventi organizzati durante la Global week for justice, ospitato quest’anno dal governo della Lettonia e organizzato da Ocse, Open Government Partnership (Ogp) e Pathfinders for Peaceful, Just and Inclusive Societies. Nella riunione a cui hanno partecipato ministri della giustizia e giuristi internazionali si e’ parlato di cooperazione nazionale e globale secondo i punti tracciati dall’Agenda 2030. La Guardasigilli ha partecipato in particolare alla sessione: “People-centred justice transformation”. Sono stati ricordati i principi per le buone prassi nei sistemi di giustizia lanciati dall’Ocse che mirano a sviluppare una giustizia incentrata sui bisogni delle persone. La ministra ha sottolineato come l’Italia abbia fatto proprie tali buone pratiche nell’insieme delle riforme che il ministero della Giustizia sta portando avanti.

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