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Esteri

Grecia: morte otto persone a bordo aereo precipitato

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Sono morte tutte le otto persone a bordo dell’aereo cargo partito ieri sera da Nis, nel sud della Serbia, e precipitato nel nord della Grecia. Lo ha detto oggi il ministro della Difesa serbo Nebojsa Stefanovic. Parlando in una conferenza stampa stamane a Belgrado, Stefanovic ha detto che il velivolo, di proprieta’ della compagnia ucraina Meridian Ltd, trasportava 11,5 tonnellate di materiale militare serbo destinato al ministero della Difesa del Bangladesh. Il volo, partito da Nis alle 20.40, aveva come destinazione finale Dacca con scalo tecnico ad Amman, in Giordania. Non risultano cittadini serbi tra le vittime. Il ministro Stefanovic ha aggiunto che il carico dell’aereo, proveniente dalla ditta privata ‘Valir’, comprendeva mine da esercitazione e mine illuminanti destinate al Bangladesh, e che il volo in questione aveva tutte le autorizzazioni previste, ed era in regola con tutte le normative internazionali, compreso l’acquirente del materiale militare a bordo – il ministero della difesa del Bangladesh. “Noi esportiamo armamenti solo in linea con le autorizzazioni internazionali, con acquirenti autorizzati, una pratica che continueremo a proseguire anche in futuro”, ha detto il ministro della difesa. Stefanovic ha al tempo stesso smentito con forza notizie apparse su vari media serbi e internazionali secondo cui sull’aereo precipitato vi fossero armamenti serbi destinati all’ Ucraina. “Si tratta di notizie assolutamente inesatte e in mala fede, e non e’ la prima volta che avviene una cosa del genere”, ha detto il ministro, secondo il quale si tratta di tentativi di danneggiare l’immagine della Serbia. Lo scorso anno, ha precisato, la Serbia ha esportato armamenti per circa 500 milioni di dollari.

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Esteri

Budanov: “Guerra ferma al fronte, ma trattative in corso. Serve un nuovo ordine mondiale”

Il capo dell’intelligence ucraina Budanov: negoziati aperti con Mosca e Usa, fronte stabile e guerra destinata a ridefinire l’ordine globale.

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Il capo dell’intelligence militare ucraina Kyrylo Budanov conferma che i contatti con Mosca sono in corso, pur senza risultati definitivi.
“Stiamo parlando con i russi e confidiamo di continuare”, afferma, sottolineando che l’attenzione è rivolta più ai risultati che alle dichiarazioni.

Sul piano umanitario proseguono gli scambi di prigionieri, mentre con gli Stati Uniti si sarebbe vicini a un’intesa sulle garanzie di sicurezza per il dopoguerra.

Fronte stabile e guerra di logoramento

Secondo Budanov, il fronte è sostanzialmente congelato dal 2023. Le operazioni si limitano a movimenti tattici senza avanzamenti significativi.

La Russia continua a puntare al controllo del Donbass e di Zaporizhzhia, ma senza risultati decisivi. Anche gli attacchi alle infrastrutture energetiche ucraine non avrebbero raggiunto gli obiettivi strategici.

Strategia asimmetrica e attacchi in Russia

Kiev, spiega, ha scelto una strategia asimmetrica: colpire in profondità il territorio russo con droni e missili a lunga gittata per compensare la disparità di forze.

Una tattica che “fa male a Mosca”, ma non è sufficiente da sola a cambiare l’esito del conflitto.

Energia, sanzioni e scenari globali

Budanov evidenzia come il rialzo del prezzo del petrolio russo e l’allentamento di alcune sanzioni possano rafforzare economicamente il Cremlino.

Sottolinea inoltre i legami tra Russia e Iran sul piano militare e tecnologico, in un contesto internazionale sempre più interconnesso.

“Sta nascendo un nuovo ordine mondiale”

Per il capo dell’intelligence ucraina, il conflitto in Ucraina e le tensioni in Medio Oriente fanno parte di un processo più ampio.

“Il vecchio ordine è morto”, afferma, delineando uno scenario in cui la guerra rappresenta una fase di transizione verso nuovi equilibri globali.

Posizioni e responsabilità

Le dichiarazioni di Budanov riflettono la posizione delle autorità ucraine nel contesto del conflitto. Gli sviluppi diplomatici e militari restano in evoluzione e soggetti a verifiche sul campo.

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Xi Jinping propone un piano in quattro punti per il Medio Oriente: focus su sovranità e diritto internazionale

Il presidente cinese Xi Jinping presenta un piano in quattro punti per la pace in Medio Oriente durante un incontro con il principe ereditario di Abu Dhabi.

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Il presidente della Cina Xi Jinping ha presentato una proposta in quattro punti per promuovere pace e stabilità in Medio Oriente durante un incontro a Pechino con Khaled bin Mohamed bin Zayed Al Nahyan.

Secondo quanto riferito dall’agenzia Xinhua, il piano si basa su principi ritenuti fondamentali per l’equilibrio della regione.

I quattro principi della proposta

La proposta cinese ruota attorno a quattro pilastri: il rispetto della coesistenza pacifica, della sovranità nazionale, dello Stato di diritto internazionale e del coordinamento tra sviluppo e sicurezza.

Xi ha ribadito in particolare che la sovranità, la sicurezza e l’integrità territoriale dei Paesi del Medio Oriente e del Golfo devono essere “sinceramente rispettate”.

Il ruolo della Cina nella regione

L’iniziativa si inserisce nel più ampio tentativo di Pechino di rafforzare il proprio ruolo diplomatico in Medio Oriente, proponendosi come interlocutore in grado di favorire stabilità e dialogo in un contesto segnato da tensioni.

Un contesto geopolitico complesso

La proposta arriva in una fase di forte instabilità regionale, con conflitti e tensioni che coinvolgono diversi attori. Il piano cinese rappresenta una posizione diplomatica che richiama principi generali del diritto internazionale, la cui attuazione resta legata agli sviluppi del quadro politico e militare nell’area.

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Esteri

Usa-Iran, nuovi contatti dopo lo stallo: possibile secondo round di colloqui

Dopo il fallimento dei colloqui in Pakistan, Usa e Iran restano in contatto. Si valuta un nuovo incontro, possibile già nei prossimi giorni.

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Gli Stati Uniti e l’Iran restano in contatto dopo lo stallo dei colloqui tenuti in Pakistan e stanno valutando la possibilità di un secondo incontro diretto. Lo riportano CNN e Associated Press, citando fonti informate sui negoziati.

Secondo le indiscrezioni, funzionari statunitensi sarebbero già impegnati nella definizione dei dettagli per una nuova tornata di colloqui.

Possibili sedi e tempistiche

Tra le sedi prese in considerazione figura nuovamente Islamabad, ma viene indicata anche Ginevra come possibile alternativa.

La data non è ancora definita, ma l’incontro potrebbe tenersi già nei prossimi giorni, forse entro giovedì.

Delegazioni e incognite

Non è ancora chiaro se ai nuovi colloqui parteciperanno le stesse delegazioni che hanno preso parte al precedente round. Le trattative restano quindi in una fase preliminare, con diversi aspetti ancora da definire.

Nessuna conferma ufficiale

La Casa Bianca non ha commentato ufficialmente l’eventualità di nuovi contatti in corso. Il quadro resta fluido, ma l’ipotesi di una ripresa del dialogo conferma la volontà delle parti di mantenere aperto un canale diplomatico nonostante le difficoltà.

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