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Golpe fallito in Venezuela, ma il cosiddetto Gruppo Lima intima a Maduro di lasciare il potere

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Il Gruppo di Lima, riunitosi ieri per via telematica, ha ingiunto al presidente Nicolas Maduro di mettere fine alla sua “usurpazione” del potere in Venezuela, “affinche’ possa cominciare la transizione democratica”, e nel contempo ha negato che il processo messo in atto dal leader dell’opposizione quale “presidente incaricato” sia “qualificato come colpo di Stato”. In un testo diramato dal ministero degli Esteri del Peru’ hanno ricordato la priorita’ di “una normalizzazione costituzionale e della ricostruzione economica e sociale del Venezuela”. Undici dei Paesi membri (Argentina, Brasile, Canada, Cile, Colombia, Costa Rica, Guatemala, Honduras, Panama, Paraguay, Peru), piu’ il delegato venezuelano che rappresenta Guaidò, hanno espresso il loro “pieno appoggio al processo costituzionale e popolare intrapreso dal popolo venezuelano” sotto la leadership di Guaido per “recuperare la democrazia in Venezuela”.

Dopo aver negato che il processo guidato da Guaido possa essere qualificato come “colpo di Stato”, il Gruppo esige il pieno rispetto della “vita, integrita’ e liberta’ di tutti i venezuelani, di tutti i membri della Assemblea nazionale” e “la liberazione di tutti i detenuti politici”. I Paesi firmatari rinnovano poi l’appello alla Forza armata nazionale del Venezuela a manifestare lealta’ al presidente incaricato Juan Guaidò e “cessino di servire come strumento del regime illegittimo per l’oppressione del popolo venezuelano”. Infine, chiedono alla comunita’ internazionale “di seguire con attenzione l’evoluzione degli avvenimenti” e di “offrire il suo appoggio politico e diplomatico alle legittime aspirazioni del popolo venezuelano di tornare a vivere in democrazia e liberta’”. La prossima riunione del Gruppo, di cui fa parte anche il Messico che pero’ non firma i documenti sul Venezuela, si svolgera’ il 3 maggio prossimo a Lima.

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Massacra l’intera famiglia con un’ascia e poi si suicida, l’assassino ha solo 16 anni

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Un ragazzino di 16 anni ha massacrato la sua famiglia con un’accetta e poi si è suicidato. La notizia raccapricciante è stata data da RussiaToday, secondo cui la tragedia è avvenuta ieri in un villaggio della regione russa di Ulyanovsk, nella zona del Volga. Il ragazzo ha ucciso cinque persone: la madre, la sorella, il fratellino di quattro anni e i nonni. Poi, stando alle prime ricostruzioni, si sarebbe arrampicato su una torre per telecomunicazioni e si sarebbe gettato di sotto. Secondo una fonte sentita dall’agenzia Interfax, l’adolescente avrebbe lasciato una nota in cui scriveva: “Ho deciso di lasciare questa vita e per non far stare male i miei familiari ho deciso di prenderli con me”. Il ragazzo, descritto come uno studente modello, aveva pero’ prima mandato un messaggio vocale a un amico lamentandosi per “il continuo conflitto” con sua madre, sua sorella e suo fratello. – I corpi senza vita sono stati trovati nell’abitazione dai vicini, che si erano preoccupati perche’ quel giorno non avevano visto i nonni del ragazzo nell’orto che coltivavano con cura. Secondo la testata Komsomolskaya Pravda, il 16enne non incontrava spesso il padre, che si era separato dalla madre e in passato aveva fatto abuso di alcol. I due bambini uccisi dall’adolescente erano il fratellastro e la sorellastra del ragazzo: due gemellini di appena quattro anni. Anche il padre dei due piccoli non viveva con la famiglia. Stando a fonti nel Comitato Investigativo sentite dall’agenzia Ria Novosti, e’ possibile che il ragazzo che ha fatto strage dei suoi familiari soffrisse di schizofrenia.

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Paura Brexit, Se sarà no deal a rischio stock farmaci e cibo

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Gravi carenze di cibo, medicine, carburante. Confine rigido con l’Irlanda, caos nei porti, difficolta’ per i viaggiatori britannici negli aeroporti, aumento della tensione sociale. E’ un futuro apocalittico quello che aspetta la Gran Bretagna nel caso di una Brexit senza accordo stando a un documento segreto del governo pubblicato dal Sunday Times. Un dossier “ufficiale e sensibile” diffuso secondo una fonte di Downing Street da un ex ministro proprio alla vigilia del primo viaggio all’estero da premier di Boris Johnson per due cruciali colloqui con Angela Merkel ed Emmanuel Macron in vista del summit del G7 di Biarritz. E nel giorno in cui il governo, con un gesto atteso ma con un forte valore politico, ha firmato la misura per annullare l’atto del 1972 che sanciva l’adozione delle leggi europee da parte del Regno Unito. Chiamato in codice ‘Operation Yellohammer’ (il nome in inglese di un uccellino, lo zigolo giallo), il piano era in realta’ gia’ trapelato a settembre dell’anno scorso ma solo in forma di foto rubata a qualcuno che usciva dagli uffici del governo a Whitehall tenendolo sotto il braccio. Poco si riusciva a capire dall’immagine sfocata se non che si trattava di “piani di emergenza in caso di no-deal”. E notizie di possibili carenze o aumenti vertiginosi dei prezzi di beni essenziali si erano rincorse negli ultimi mesi. Il piano rivelato dal Sunday Times, e poi anche dal Guardian, risalirebbe pero’ ad un mese fa e descrive un quadro molto piu’ dettagliato e di conseguenza piu’ preoccupante. Soprattutto alla luce del termine del 31 ottobre, data definitiva del divorzio del Regno Unito da Bruxelles, e degli incontri tra Johnson come Merkel e Macron mercoledi’ e giovedi’ prossimi. Nel documento si parla, ad esempio, del rischio che l’85% dei camion che attraversano la Manica non siano pronti per la dogana francese in caso di mancato accordo e potrebbero generare caotiche file di attesa di giorni, mandando i porti in tilt per almeno tre mesi. Dopo poco si farebbe sentire la penuria di molte merci primarie. Secondo Whitehall, la fornitura di medicinali e cibo potrebbe “essere suscettibile di gravi e lunghi ritardi”, con un aumento dei prezzi e ricadute sui redditi delle persone piu’ povere. Il documento mette in evidenza inoltre il pericolo che le imposte sulle importazioni di benzina portino alla chiusura di due raffineria con la conseguente perdita di “2.000 posti di lavoro”. Una fonte di Downing Street ha spiegato alla Bbc che il documento e’ stato diffuso da un ex ministro per “influenzare i colloqui” tra il premier e “i leader europei” ed e’ stato elaborato “quando i ministri stavano facendo ostruzionismo su cio’ che andava fatto per prepararsi all’uscita e i fondi non erano disponibili”. Michael Gove, il ministro delegato dal per intensificare preparativi dei piani di emergenza in vista dell’eventuale hard Brexit, prova a gettare acqua sul fuoco commentando su Twitter che il documento in questione si riferisce al “peggiore dei casi” ed “e’ vecchio”. Ma una fonte di Whitehall che ha parlato con il Sunday Times sostiene tutto il contrario. “Non si tratta di un ‘Progetto Paura’, ma la previsione piu’ realistica di cio’ che la gente dovra’ affrontare in caso di no deal. Si tratta di scenari ragionevoli e basilari”. Intanto 100 deputati hanno scritto una lettera al primo ministro chiedendogli di riconvocare immediatamente il parlamento e di tenerlo in seduta permanente fino al giorno in cui il Regno Unito lascera’ l’Ue. “Siamo sull’orlo di una crisi economica”, scrivono i parlamentari. “Bisogna che la voce del popolo britannico sia ascoltata e che il suo governo sia sottoposto ad un controllo adeguato”. Sull’edizione domenicale del Guardian e’ tornato a parlare il leader dell’opposizione laburista Jeremy Corbyn ribadendo che la sua nomina a premier ad interim “e’ la soluzione piu’ semplice e democratica per evitare il no deal”.

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I segreti di Lady Epstein, la moglie del miliardario pedofilo suicida in cella che custodisce mille segreti

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Lady Epstein ha gli occhi del mondo puntati addosso. Dall’Fbi alle vittime è considerata la figura chiave, la vera ‘cassaforte’ dei segreti del miliardario suicida dopo essere stato travolto dalle accuse di sesso con minori. Al momento a suo carico non pende nessun mandato o accusa formale, ma tutte le attenzioni degli investigatori sono concentrate su Ghislaine Maxwell, il cui passato non ha nulla a che invidiare, in termini di scheletri nell’armadio, al suo presente. Il padre, Robert Maxwell, è  scomparso misteriosamente dal suo yacht nel 1991 e il suo corpo è stato ritrovato nelle acque delle Isole Canarie. Dopo aver costruito un impero mediatico in Gran Bretagna, Robert Maxwell stava annegando fra i debiti quando è  morto: secondo indiscrezioni era una spia di Israele. Ghislaine Maxwell era la sua figlia predilette, tanto che lo yacht di famiglia portava proprio il suo nome anche se le sue sorelle, Isabel e Christine, avevano ottenuti risultati nel mondo del business ben piu’ soddisfacenti. Nonostante parli quattro lingue, abbia studiato a Oxford, abbia i brevetti di pilota di elicottero e di sommergibile, Ghislaine e’ sempre stata considerata, anche quando era in Gran Bretagna, una regina della mondanita’. Una mondanita’ che ha coltivato con Jeffrey Epsetin, entrando nel suo mondo e divenendone non solo parte integrante ma cruciale. Un ruolo quello nell’entourage di Epstein che la espone ora a possibili indagini e azioni legali da parte delle vittime del miliardario, molte delle quali ritengono che proprio Ghislaine Maxwell adescasse le giovani ragazze per presentarle poi al miliardario.

Mentre le indagini sul caso proseguono, con i legali di Epstein che non si ritengono soddisfatti del responso dell’autopsia, emergono nuovi dettagli sul passato del miliardario che, a suon di dollari, ha cercato di sminuire le accuse nei suoi confronti. Quasi dieci anni fa, quando fu accusato per la prima volta, i legali di Epstein fecero pressione sulle autorita’ e ottennero, dipingendolo come benefattore, che il loro cliente fosse bollato come un criminale sessuale di basso livello, ovvero colpevole di reati minori. Un risultato che aiuto’ Epstein a spuntare condizioni favorevoli nel carcere della Florida nel 2008, quando sconto’ la sua condanna. Durante i 13 mesi dietro le sbarre Epstein poteva uscire fra le 12 e le 16 ore al giorno, fu visitato per 69 volte da medici e poteva andare dal chiropratico tre volte alla settimana. Controlli talmente leggeri che Epstein ebbe anche la possibilita’ di acquistare biancheria intima da donna, di taglia da bambina.

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