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Gli insulti a Gattuso in Napoli-Lazio: questo calcio è sempre più becero

Marina Delfi

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Chi pensava che davvero la pandemia, il ‘lockdown’, i brutti momenti passati avrebbero cambiato il mondo, cambiato in meglio le persone, purtroppo non ci ha azzeccato niente. Altrimenti episodi come quello accaduto al San Paolo con un personaggio della panchina della Lazio di Inzaghi non sarebbero potuti accadere. L’ insulto razziale, come chiamare ‘terrone di m….’ Rino Gattuso è un esempio di beceritudine tipico purtroppo del calcio nostrano e fa il paio con quanto accaduto a Bergamo poco più di una settimana fa… Insomma si continua sulla stessa strada.  E allora? Certo, questo calcio a porte chiuse, dove si gioca a favore di telecamera e solo perché c’è un problema di diritti tv sinceramente non fa onore ad una disciplina sportiva tra le più belle e interessanti.

Anche sentire le bestemmie di Inzaghi e di molti altri in questo calcio senza rumori di fondo degli spettatori è davvero brutto, diseducativo, altro che sport. Però se davvero venissero multati o squalificati per qualche turno i soggetti che dimostrano una propensione al vituperio o all’insulto razziale, perché anche dire ‘terrone di m….’ è un insulto razziale, allora forse smetterebbero di farlo o forse ci sarebbero meno episodi del genere. Quante alle multe, ben vengano quelle salate: in un mondo così venale toccare il portafogli fa sempre male e forse può servire a qualcosa. 

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La Juventus non perde a Roma grazie ad un super Ronaldo

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Dopo la scoppiettante esordio contro la Sampdoria, la Juventus di Andrea Pirlo ha compreso che in questo campionato non le verra’ tutto facile. Quello ottenuto all’Olimpico contro la Roma e’ infatti un punto guadagnato contro una rivale che ha giocato meglio dei bianconeri, spinta da un Veretout in stato di grazia e con Mkhitaryan ispirato, e che non ha vinto solo perche’ il solito Cristiano Ronaldo con una prodezza delle sue, uno stacco imperioso dei suoi su cross di Danilo, ha inventato la rete del 2-2. In difficolta’ con lo sviluppo del gioco e con un Morata ancora alieno dal gioco che vuole l’allenatore, la Juve si e’ trovata di fronte un avversario di caratura migliore rispetto alla squinternata Sampdoria di una settimana fa, e ha patito anche una carenza evidenziatasi gia’ nella scorsa stagione, ovvero la mancanza di qualita’ a centrocampo, dove Ramsey non ha replicato la bella prestazione contro i doriani e con problemi di costruzione nella manovra. Non ci fosse stato CR7, i bianconeri questa sera non avrebbero praticamnete mai tirato in porta. In vista del prossimo, non facile, impegno contro il Napoli Pirlo avra’ preso nota, comprendendo anche il fatto che non e’ riuscito l’esperimento di Cuadrado a sinistra. La sensazione e’ che la Roma abbia perso un’occasione, anche per il fatto che la Juve ha giocato in dieci l’ultima mezzora, per l’espulsione di Rabiot (doppio giallo). La difesa, di cui molti temevano il naufragio, ha retto bene l’urto, mentre Dzeko si e’ dato molto da fare ma ha mancato una chance enorme colpendo il palo esterno anziche’ segnare a porta spalancati. Per gli uomini di Fonseca e’ stata una vittoria (di prestigio) buttata via: non a caso a fine partita Ronaldo ha sottolineato che “questo e’ stato un punto importante”.

I primi due gol della partita arrivano su calcio di rigore, entrambi netti, il primo di Rabiot su conclusione di Veretout e l’altro di Pellegrini su Ronaldo. Il francese e il potoghese hanno pi trasformato i successivi penalties. Ma Veretout, nel recupero del primo tempo, ha aggiunto una pennellata d’autore, segnando la seconda rete dei suoi finalizzando al meglio un’azione cominciata da un pallone recuperato a centrocampo, con Dzeko che aveva fatto partire un contropiede rifinito da Mkhitaryan e finalizzato ancora da Veretout. La Roma e’ in fiducia e in avvio di ripresa sfiora il 3-1 con Dzeko, che colpisce il palo con un sinistro a giro davanti a Szczesny. Poi Pirlo cambia inserendo Douglas Costa e Arthur al posto di Morata e McKennie, oggi non piu’ ‘nuovo Davids’.

Cinque minuti dopo Rabiot prende la seconda ammonizione per un intervento scomposto su Mkhitaryan, mentre al 20′ Dzeko ha una seconda grande occasione, ma anche questa volta sbaglia il tiro e Szczesny para. Poco dopo la Juve punisce l’errore dei giallorossi e al 24′ st trova il 2-2 con un bellissimo colpo di testa di Ronaldo su cross di Danilo. Fonseca prova a cambiare inserendo Diawara per Pellegrini, ma il finale dei padroni di casa e’ confuso e il pari lascia alla Roma la sensazione di un’occasione mancata. Fonseca ha comunque ancora delle carte da giocare, e Rangnick e Allegri dovranno attendere.

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Calcio, in Europa crollano le grandi: sconfitte pesanti per Manchester City e Bayern Monaco

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Nel campionato dell’era Covid arrivano le sorprese: in Premier League, dove il Manchester City di Pep Guardiola viene clamorosamente sconfitto in casa per 5 a 2 dal Leicester, e in Bundesliga dove a cedere sotto i colpi del poco blasonato Hoffenheim che ha battuto nientedimeno per 4 a 1 il Bayern Monaco che così ha perso la prima partita del 2020.

I ragazzi di Guardiola sono anche andati in vantaggio per primi, dopo soli 4 minuti con Mahrez ma poi al 37′ inizia la rimonta del Leicester: una tripletta di Vardy travolge i padroni di casa. Il risultato è quasi tennistico e il Leicester diventa primo in classifica con l’Everton di Ancelotti a punteggio pieno dopo tre partite.

In Bundesliga i campioni d’Europa del Bayern non perdevano un match dal 7 dicembre 2019: i bavaresi sono andati subito in svantaggio, sul 2 a 0 hanno accorciato le distanze con Kimmich. Neppure l’ingresso in campo di Lewandoski, che era in panchina per l’esordio del giovanissimo Zirkzee è bastato ed è arrivata la pesante sconfitta.

 

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Il Napoli gioca a tennis col Genoa, 6 gol bellissimi nel San Paolo deserto

Il Napoli ha battuto il Genoa 6-0 nell’incontro valido per la seconda giornata di Serie A. Successo deciso dalla doppietta di Lozano (10′ e 65′) e dalle reti di Zielinski (46′), Mertens (57′), Elmas (69′) e Politano (72′).

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Genoa al San Paolo senza Perin per il Covid. Giornata piovosa e fredda. Stadio, ovviamente, quasi deserto. Forse ci sono un migliaio di persone in tutto. Non è un match facile. Gattuso però vuole vincere a tutti i costi e schiera in campo un Napoli a trazione offensiva con Lozano, Osimehn, Mertens e Insigne in attacco.

Il Napoli va in gol al 19 minuto con Lozano, al termine di una azione corale dell’attacco e con assist bellissimo in area di Dries Mertens. Il capitano Insigne, nemmeno il tempo di esultare, e al 22 minuto è costretto ad uscire per un problema al flessore della gamba destra. Forse niente di grave. La partita è sempre saldamente nelle mani del Napoli. Il Genoa difende bene e prova a pungere in attacco con qualche folata offensiva del duo di attacco ligure, Destro e Pjaca. Ma fino alla fine del primo tempo, Alex Meret, non  ha mai visto un attaccante genoano tirare.

Nel secondo tempo il Napoli comincia con un gol spettacolo appena 26 secondi dopo l’inizio. Palla a centrocampo a Zielisnky, passaggio a Elmas sulla sinistra che smista al centro per Osimehn. Il nigeriano di tacco libera sempre il centrocampista polacco al centro. Zielinsky scarta un genoano, libera il tiro e mette alle spalle di Marchetti. Gol bellissimo. Al 52 minuto ancora un bel duetto, questa volta tra Osimehn e Lozano.

Il messicano prova a piazzare sul palo destro, Marchetti si salva in angolo. Passano pochi minuti e al 57 minuto Zielinsky ruba una palla nella metàcampo del Genoa, mette al centro dell’area dove Mertens con calma piazza la palla alla sinistra di Marchetti. Per il campione belga è il gol 126, top scorer assoluto in azzurro. Il Genoa è in bambola. E al minuto 64 Hirving Lozano, imbeccato da Mertens che recupera un’altra palla in attacco, fa il 4 gol. Una doppietta per il messicano che viene chiamato in panchina anche per riscuotere gli applausi dei pochi presenti al San Paolo.

Al minuto 68 è Elmas, entrato al posto di Lozano, che lanciato in area da Hyjsaj piazza la palla alle spalle di Marchetti. Al 71 minuto altro grandissimo gol, questa volta di Politano che ha rilevati Mertens. Politano scende in area da destra, tira e da posizione angolata mette dentro. I liguri sembrano in bambola.

Certo non dev’essere stata una settimana facile per loro. Prima la positività di Perin, poi i tamponi, quindi la partenza solo in mattinata per Napoli con alcuni calciatori lasciati  a casa precauzionalmente. E poi l’imbarcata di gol. Il Napoli era certamente troppo forte per il Genoa, ma va detto che giustificazioni ne hanno i liguri. Eccellente la lettura della partita da parte di Gattuso che ha azzeccato tutte le sostituzioni: sia Elmas che Politano hanno peraltro fatto gol pochi minuti dopo essere entrati in campo. Alla fine saltano i nervi ai genoani che smettono di giocare a calcio e cominciano a prendere a calci gli azzurri. L’arbitro dispensa cartellini gialli a Masiello, Destro e anche all’incolpevole Osimehn.

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