Tecnologia
Gli ammassi stellari più grandi nascono prima: la scoperta del telescopio James Webb
Uno studio internazionale basato sui dati dei telescopi James Webb e Hubble rivela che gli ammassi stellari più massicci disperdono più rapidamente le nubi di gas e polveri nelle quali nascono. La scoperta può aiutare a comprendere l’evoluzione delle galassie e la formazione dei pianeti.
Le culle stellari più grandi riescono a liberarsi prima dal velo di gas e polveri che le nasconde. Gli ammassi stellari più massicci emergono infatti dalle loro nubi natali più rapidamente di quelli di massa inferiore, secondo una ricerca internazionale pubblicata sulla rivista scientifica Nature Astronomy.
Lo studio è stato guidato da Alex Pedrini e Angela Adamo dell’Università di Stoccolma e si basa sui dati raccolti dal programma FEAST, dedicato all’osservazione delle prime fasi di vita degli ammassi stellari nelle galassie vicine.
Alla ricerca ha partecipato per l’Italia Michele Cignoni, docente e ricercatore del Dipartimento di Fisica dell’Università di Pisa e associato alla sezione pisana dell’Istituto nazionale di fisica nucleare.
Analizzati quasi 8.900 ammassi stellari
Gli studiosi hanno combinato le osservazioni nell’infrarosso del telescopio spaziale James Webb con le immagini ottiche raccolte dal telescopio Hubble.
Sono stati analizzati circa 8.900 giovani ammassi stellari presenti nelle galassie M51, M83, NGC 628 e NGC 4449.
La capacità del James Webb di osservare attraverso le polveri cosmiche ha permesso di individuare anche gli ammassi più giovani, ancora avvolti dal gas ionizzato e dal materiale nel quale si sono formati.
Le immagini di Hubble hanno invece consentito di confrontarli con ammassi già visibili alle lunghezze d’onda ottiche, ricostruendo una vera e propria sequenza evolutiva.
La massa regola i tempi di nascita
Secondo i risultati, gli ammassi stellari più massicci disperdono il materiale circostante in circa cinque milioni di anni.
Gli ammassi meno massicci possono invece impiegare tra sette e otto milioni di anni prima di emergere completamente dalla nube natale.
La massa dell’ammasso avrebbe dunque un ruolo decisivo nel determinare la durata della fase iniziale della sua evoluzione.
«Questo lavoro rappresenta uno dei censimenti più ampi delle prime fasi di vita degli ammassi stellari», ha spiegato Michele Cignoni, sottolineando come i risultati dimostrino su base statistica che la massa regola il tempo necessario per liberarsi dalla nube originaria.
Il ruolo della radiazione delle stelle
Gli ammassi più massicci contengono un numero maggiore di stelle grandi, giovani e luminose, capaci di produrre un’intensa radiazione.
Questa energia riscalda, ionizza e spinge verso l’esterno il gas circostante, favorendo la progressiva dissoluzione della nube molecolare.
Più grande è l’ammasso, più rapidamente la sua radiazione riesce a ripulire l’ambiente nel quale le stelle sono nate.
La scoperta permette quindi di comprendere meglio anche il cosiddetto feedback stellare, cioè l’insieme dei processi attraverso i quali le stelle modificano il gas, le polveri e le future attività di formazione stellare nelle galassie.
Nuove informazioni sull’evoluzione delle galassie
Gli ammassi stellari giovani hanno un ruolo fondamentale nell’evoluzione delle galassie. La loro radiazione può trasformare il materiale interstellare, disperdere le nubi molecolari e influenzare la nascita di nuove generazioni di stelle.
Comprendere quanto tempo occorra a un ammasso per emergere consente agli astronomi di valutare meglio la quantità di radiazione capace di propagarsi all’interno di una galassia.
I risultati potranno contribuire anche a migliorare i modelli utilizzati per ricostruire la storia della formazione stellare nell’universo.
Le conseguenze sulla nascita dei pianeti
La ricerca apre nuove prospettive anche per lo studio della formazione dei sistemi planetari.
I pianeti nascono all’interno dei dischi di gas e polveri che circondano le giovani stelle. Negli ammassi più massicci, però, questi dischi vengono esposti prima alla forte radiazione ultravioletta prodotta dalle stelle vicine.
La radiazione può disperdere più rapidamente il materiale disponibile, riducendo il tempo durante il quale polveri e gas possono aggregarsi e dare origine ai pianeti.
Negli ambienti stellari più grandi e densi, la finestra temporale per la formazione planetaria potrebbe quindi essere più breve.
Il James Webb osserva le stelle nascoste
Il risultato conferma il ruolo decisivo del telescopio James Webb nello studio delle regioni cosmiche oscurate dalla polvere.
La sua sensibilità nell’infrarosso consente di vedere ciò che per i telescopi ottici resta nascosto, osservando gli ammassi nelle fasi immediatamente successive alla loro formazione.
L’integrazione con i dati di Hubble offre così agli astronomi una visione più completa: dalle stelle ancora immerse nelle loro nubi fino agli ammassi ormai emersi e visibili.
Una sequenza che aiuta a ricostruire non soltanto come nascono le stelle, ma anche come la loro energia trasforma le galassie e condiziona la possibile nascita dei pianeti.
In Evidenza
Instagram e Facebook, l’Ue accusa Meta: «Design che favorisce la dipendenza, soprattutto tra i minori»
La Commissione europea ritiene in via preliminare che Instagram e Facebook violino il Digital Services Act perché dotati di funzioni capaci di favorire un utilizzo compulsivo. Meta contesta le conclusioni e rischia una sanzione fino al 6% del fatturato mondiale.
Video che partono automaticamente, scroll infinito, notifiche, contenuti continuamente aggiornati e algoritmi capaci di proporre a ogni utente materiale fortemente personalizzato.
Sono alcune delle caratteristiche di Instagram e Facebook che, secondo le conclusioni preliminari della Commissione europea, potrebbero favorire un utilizzo compulsivo delle piattaforme e mettere a rischio il benessere fisico e mentale degli utenti, in particolare dei minori.
Bruxelles ritiene, in questa fase, che Meta non abbia rispettato gli obblighi previsti dal Digital Services Act, il regolamento europeo che impone alle grandi piattaforme digitali di individuare e ridurre i rischi sistemici prodotti dai propri servizi.
L’indagine aperta nel 2024
Il procedimento formale era stato avviato nel maggio del 2024 per verificare se i sistemi di Facebook e Instagram, compresi gli algoritmi di raccomandazione, potessero stimolare forme di dipendenza comportamentale e creare il cosiddetto effetto “tana del coniglio”, spingendo gli utenti verso una fruizione sempre più prolungata e ripetitiva.
L’indagine riguarda anche l’efficacia dei sistemi utilizzati da Meta per verificare l’età degli iscritti e impedire l’accesso ai bambini con meno di tredici anni, limite previsto dalle condizioni delle due piattaforme.
La Commissione aveva già contestato in aprile a Meta di non avere adottato strumenti sufficienti per individuare e rimuovere tempestivamente gli account aperti da minori di tredici anni.
«Le misure adottate non sono sufficienti»
Secondo Bruxelles, gli strumenti messi a disposizione da Meta per limitare il tempo trascorso online non sarebbero abbastanza efficaci.
Le funzioni che ricordano agli utenti di fare una pausa, i limiti temporali e le pagine dedicate alla salute mentale potrebbero infatti essere facilmente ignorati, disattivati o aggirati.
Anche i sistemi di controllo parentale non garantirebbero una protezione adeguata, mentre l’impostazione complessiva delle piattaforme continuerebbe a privilegiare il coinvolgimento degli utenti e la permanenza davanti allo schermo.
La Commissione ritiene quindi che Meta debba modificare il design di Instagram e Facebook. Tra le possibili misure vengono indicate la disattivazione automatica dello scroll infinito e dell’autoplay, pause più efficaci e sistemi di raccomandazione meno orientati alla massimizzazione dell’interazione.
L’attenzione sui minori
Il principale motivo di preoccupazione riguarda bambini e adolescenti, considerati più vulnerabili agli effetti di un utilizzo eccessivo dei social network.
Il Digital Services Act stabilisce che le piattaforme accessibili ai minori debbano garantire elevati livelli di tutela della loro sicurezza, della privacy e del benessere psicologico.
Le linee guida europee sulla protezione dei minori, pubblicate nel 2025, indicano esplicitamente il design capace di creare dipendenza tra i rischi che le piattaforme devono contrastare.
La replica di Meta
Meta ha respinto le conclusioni preliminari della Commissione, sostenendo che non terrebbero adeguatamente conto degli interventi realizzati negli ultimi anni per proteggere gli adolescenti.
La società richiama in particolare l’introduzione degli account dedicati ai teenager, dotati di impostazioni più restrittive, controlli per i genitori, limitazioni ai contatti e possibilità di bloccare l’accesso notturno o ridurre il tempo giornaliero di utilizzo.
Il gruppo afferma di condividere l’obiettivo europeo di garantire ai ragazzi esperienze online più sicure e di voler continuare a collaborare con le autorità di Bruxelles.
Meta rischia una multa miliardaria
Le conclusioni comunicate dalla Commissione non costituiscono ancora una decisione definitiva. Meta potrà esaminare gli atti, presentare osservazioni e proporre ulteriori misure correttive.
Qualora la violazione fosse confermata, la Commissione potrebbe imporre alla società una sanzione fino al 6 per cento del fatturato mondiale annuo, oltre a ordinare modifiche strutturali alle piattaforme.
Considerati i ricavi globali di Meta, l’importo potrebbe raggiungere diversi miliardi di dollari. Il procedimento europeo potrebbe dunque incidere direttamente sul funzionamento di Instagram e Facebook per gli utenti dell’Unione.
Le cause negli Stati Uniti
Le contestazioni europee si inseriscono in un dibattito più ampio sugli effetti dei social network sulla salute mentale dei giovani.
Negli Stati Uniti, Meta e altre società tecnologiche sono coinvolte in numerosi procedimenti promossi da famiglie, scuole e amministrazioni locali. Le accuse riguardano anche YouTube, TikTok e Snapchat, ritenuti da alcuni ricorrenti corresponsabili dell’aumento di ansia, depressione e altri disagi tra bambini e adolescenti.
La responsabilità giuridica delle piattaforme dovrà essere accertata nei rispettivi processi. La valutazione preliminare di Bruxelles rafforza però il principio secondo cui la sicurezza online non dipende soltanto dai contenuti pubblicati, ma anche dal modo in cui i servizi digitali vengono progettati per catturare e mantenere l’attenzione.
In Evidenza
La scuola italiana sul podio mondiale della robotica: Catania e Giarre brillano alla Robocup
La scuola italiana sale sul tetto del mondo della robotica educativa. Ai mondiali Robocup, appena conclusi in Corea del Sud, gli studenti siciliani hanno conquistato risultati di grande rilievo, confermando la qualità del lavoro svolto negli istituti italiani sui temi dell’innovazione, della programmazione e dell’intelligenza artificiale.
Il Boggio Lera di Catania primo nella OnStage Advanced
Il risultato più importante arriva dal Liceo Scientifico “Boggio Lera” di Catania, primo classificato nella categoria OnStage Advanced, una disciplina che unisce robotica, recitazione, musica e spettacolo.
Il team composto da Emma Oddo, Simone Previti, Andrea Consalvo e Giovanni Misenti, guidato dai docenti Carmelo Maccora e Massimo Marletta, ha portato in gara la performance “Revenant”, ispirata agli Avengers. Sul palco non solo robot, ma un progetto complesso costruito con stampa 3D, schede elettroniche, videocamere, programmazione e algoritmi di intelligenza artificiale.
Terzo posto per il Fermi-Guttuso di Giarre
Sul podio anche l’Istituto Tecnico Industriale Statale “Fermi-Guttuso” di Giarre, in provincia di Catania, terzo classificato nella categoria Rescue Simulation.
Si tratta di una prova tecnica in cui i robot virtuali devono esplorare ambienti complessi, simulare scenari di soccorso, individuare vittime e affrontare percorsi con difficoltà crescenti. È una delle competizioni che più avvicinano la robotica educativa alle applicazioni concrete della ricerca e della protezione civile. La RoboCupJunior descrive infatti la Rescue Simulation come una sfida in cui il robot virtuale deve esplorare e mappare un labirinto, identificando le vittime lungo il percorso.
Valditara invita studenti e docenti al Ministero
Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara si è congratulato con le scuole vincitrici e ha invitato studenti e docenti al Ministero.
“È un grande risultato per la scuola italiana”, ha dichiarato il ministro, sottolineando come il percorso dei ragazzi dimostri che impegno, talento e passione possono portare a traguardi importanti.
Una competizione mondiale tra scuola, ricerca e futuro
I mondiali Robocup si sono svolti dal 30 giugno al 6 luglio al Songdo Convensia di Incheon, nei pressi di Seul. La RoboCup è una iniziativa internazionale nata per far avanzare lo sviluppo della robotica intelligente e autonoma.
La sezione Junior promuove la robotica e l’intelligenza artificiale tra gli studenti attraverso competizioni di robot autonomi, progettati e programmati dai ragazzi.
Per la scuola italiana, e in particolare per quella siciliana, il doppio podio in Corea del Sud è molto più di una medaglia: è il segnale di una didattica capace di trasformare la tecnologia in competenza, creatività e futuro.
Tecnologia
I super manager tornano a guadagnare centinaia di milioni: l’Intelligenza artificiale riaccende la corsa ai mega stipendi
Nel 2025 tornano i compensi record per i manager americani. Spinta da intelligenza artificiale, cybersicurezza e data center, la corporate America riscopre gli stipendi da centinaia di milioni di dollari.
La rivoluzione dell’intelligenza artificiale non sta cambiando soltanto aziende e mercati. Sta riportando in auge anche una figura che sembrava appartenere al passato: il manager da centinaia di milioni di dollari l’anno.
Secondo la tradizionale classifica pubblicata dal Wall Street Journal sulla base dei dati elaborati da MyLogIQ, il 2025 segna il ritorno dei mega-compensi nella corporate America. Un fenomeno alimentato dalla corsa all’intelligenza artificiale, ai semiconduttori, alla cybersicurezza e alle infrastrutture digitali.
Dopo Musk, il record di Shankh Mitra
Al vertice assoluto continua a restare Elon Musk, il cui pacchetto retributivo potenziale da 158 miliardi di dollari rappresenta un caso unico nella storia del capitalismo moderno.
Dietro di lui emerge però una nuova generazione di super manager. Al secondo posto della classifica figura Shankh Mitra, amministratore delegato di Welltower, con un pacchetto da 821 milioni di dollari.
Seguono George Kurtz con 248 milioni, Hock Tan con 205 milioni e David Zaslav con 165 milioni.
Il ritorno dei “moonshot packages”
Alla base di questi numeri non ci sono semplicemente stipendi e bonus tradizionali. La nuova frontiera sono i cosiddetti moonshot packages, giganteschi piani di incentivazione in azioni che maturano soltanto al raggiungimento di obiettivi straordinariamente ambiziosi.
In molti casi i premi saranno effettivamente incassati solo tra cinque o dieci anni e solo se le aziende continueranno a sovraperformare il mercato.
Nel caso di Welltower, gran parte del compenso assegnato a Mitra dipende proprio dalla capacità della società di continuare a generare rendimenti superiori rispetto ai concorrenti.
L’effetto dell’intelligenza artificiale
La crescita dei compensi si concentra soprattutto nei comparti più direttamente coinvolti nel boom dell’AI. Aziende come Broadcom, CrowdStrike e altri gruppi tecnologici stanno beneficiando della domanda crescente di chip, data center, software e sistemi di sicurezza informatica.
I piani retributivi sono costruiti sulla convinzione che l’intelligenza artificiale genererà nei prossimi anni una crescita dei ricavi senza precedenti. Gli azionisti accettano quindi di promettere compensi enormi purché il valore delle aziende aumenti in misura ancora maggiore.
Mai così alti i compensi dei CEO americani
Il fenomeno non riguarda soltanto i vertici assoluti della classifica. Secondo il Wall Street Journal, il numero di amministratori delegati che ha superato i 100 milioni di dollari di compenso è tornato ai livelli più elevati degli ultimi anni.
Quasi una dozzina di manager ha oltrepassato la soglia dei 200 milioni di dollari, mentre la retribuzione mediana dei ceo delle società appartenenti all’indice S&P 500 ha sfiorato i 18 milioni di dollari nel 2025, il livello più alto mai registrato dall’indagine.
La nuova età dell’oro dei manager
Dopo anni caratterizzati da maggiore prudenza retributiva, la corporate America sembra essere entrata in una nuova fase. Gli investitori scommettono che l’intelligenza artificiale possa trasformare profondamente l’economia e sono disposti a premiare i manager che riusciranno a guidare questa transizione.
La domanda aperta è se questi compensi si tradurranno davvero in una creazione di valore proporzionata oppure se la corsa all’AI stia già alimentando una nuova stagione di euforia finanziaria simile a quelle che in passato hanno preceduto le grandi bolle speculative.


