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Giustizia, Di Matteo: la riforma Cartabia del Csm? È dannosa e inutile

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Una riforma della giustizia “divisa in due: una parte è “inutile”, l’altra e’ “dannosa e pericolosa”. E’ il giudizio del consigliere del Csm Nino Di Matteo, in un’intervista a Il Fatto Quotidiano. L’impianto della riforma di Marta Cartabia non e’ “diretto a incidere sui grandi mali della giustizia, ma a ridimensionare il ruolo del magistrato e renderlo servente nei confronti degli altri poteri dello Stato” commenta. Ai tempi dei governi Berlusconi “la magistratura si compatto’ per denunciare il pericolo di alcune norme – ricorda -. Oggi, dopo molti anni, mi sembra che l’effetto delle riforme Cartabia sia stato quello di compattare di nuovo la magistratura”. Per Di Matteo “e’ incredibile che quel disegno si stia realizzando in un momento in cui al governo non c’e’ solo il centrodestra, ma una coalizione che arriva fino al Pd e ai 5Stelle, partiti e movimenti che avevano fatto del contrasto a questo tipo di riforme un loro cavallo di battaglia politica”. La parte della riforma che il magistrato definisce inutile e’ “quella sul sistema elettorale del Csm”, una parte “gattopardesca. Si dice di voler combattere la patologia dello strapotere delle correnti e invece – sottolinea – da un certo punto di vista si potenzia il sistema delle correnti, che evidentemente fa comodo a tutti, anche alla politica”. La parte “dannosa” invece e’ “ad esempio la norma sul fascicolo del rendimento del magistrato. O quella sulla partecipazione degli avvocati ai pareri sulla professionalita’ dei giudici. Sono norme dannose perche’ provocheranno una ulteriore burocratizzazione della magistratura e una fortissima gerarchizzazione all’interno degli uffici. Renderanno i magistrati attenti a una sorta di giurisdizione che definirei difensiva”. I magistrati “saranno piu’ attenti ai numeri, alle statistiche, al gradimento degli avvocati piuttosto che a rendere giustizia”. Rispetto al possibile sciopero annunciato dai magistrati contro la riforma “io sono contrario perche’ i cittadini non capirebbero – commenta -. Lo sciopero sarebbe scambiato per un tentativo di tutelare interessi di casta”.

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Elezioni, depositato il simbolo di Palamara

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E’ stato depositato al Viminale, il simbolo dell’ex Magistrato Luca Palamara. Il contrassegno con la dea bendata della giustizia, e la scritta ‘Palamara oltre il sistema’. Palamara e’ anche indicato come capo politico. “Abbiamo depositato il simbolo di ‘Palamara oltre il sistema’ richiamandoci ai temi della giustizia equa, la dea con la bilancia e non il pugnale proprio per esprimere un punto di vista garantista e’ una visione della giustizia equa rapida scevra da inquinamenti esterni”, commenta Palamara in una nota . L’ex magistrato non venuto di persona a depositare ha poi aggiunto: “Una giustizia che venga declinata dal punto di vista sociale, del lavoro, dei diritti. Per quanto riguarda le firme credo che sia giusto sposare appieno l’iniziativa di chi come Cappato dice usiamo la tecnologia per raccogliere le firme in modo digitale “, ha sottolineato . “Altrimenti che senso ha usare la forma digitale per la burocrazia e non usarla per impedire la democrazia e agli italiani dj votare per chi vorrebbero e non per coloro che non devono raccogliere le firme e che si sono auto garantiti?”

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UCDL Unione per le Cure, i diritti e le libertà, il partito Animalista, 10 Volte Meglio fanno cartello: saremo insieme per il cambiamento e le libertà

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“Un simbolo composito per dare risposte a chi é stanco di promesse, di attese, e ha invece ben chiaro cosa vorrebbe cambiare nel nostro Paese, soprattutto al termine del Governo ‘dei migliori’, che ha fallito la gestione dell’emergenza da ogni punto di vista. Ultimo “regalo” della “vecchia politica”, una legge elettorale che vuole allontanare dalle elezioni del 25 settembre le nuove realtà, costringendo i rappresentanti dei partiti o movimenti a raccogliere migliaia di firme, nel corso del mese di agosto. Una vera prova di democrazia…”. Così, in una nota per la stampa, Erich Grimaldi, leader di UCDL, Unione per le Cure, i diritti e le libertà, ha reso noto l’accordo con il Partito animalista e 10 VolteMeglio, per poter partecipare assieme alla competizione elettorale del prossimo 25 settembre. Secondo quanto riferito nella nota stampa “la formazione politica ’10 Volte Meglio’, partito politico che ha partecipato alle elezioni del 2018 ed ha l’esonero dalle firme”, avendo costituito gruppi parlamentari prima del 31 dicembre 2021, data stabilita dal legislatore, insieme agli Animalisti e UCDL hanno già chiari gli obiettivi comuni, primo tra tutti una riforma che non permetta mai più alla democrazia di venire calpestata, aggregando decine di movimenti civici e associazioni in tutta Italia. Con questo tipo di cartello il neonato schieramento politico dovrebbe essere esonerato dalla raccolto firme.  Gli avvocati Erich Grimaldi, Enrico Maria Bozza e Cristiano Ceriello, leader dei rispettivi partiti, lanciano una nuova sfida, definendosi il “nuovo vero polo” a tutela dei diritti e delle libertà, invitando tutte le altre forze politiche, che hanno veramente a cuore l’interesse dei cittadini, ad unirsi in un’unica realtà.

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Elezioni: M5s pubblica programma,”da salario minimo a Superbonus”

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“Con il programma con cui ci presentiamo alle elezioni del prossimo 25 settembre intendiamo proseguire su questa strada e portare a termine il lavoro che abbiamo iniziato. A finte alleanze, matrimoni di comodo e balletti abbiamo preferito la serieta’. Per questo ci troverete schierati da un’altra parte: la parte giusta”. Cosi’ in un post il M5s che pubblica il programma elettorale su fb. “La parte delle lavoratrici e dei lavoratori sottopagati e precari, per cui vogliamo introdurre un salario minimo legale di 9 euro lordi l’ora e agevolare la sottoscrizione di contratti a tempo indeterminato – recita il post -. La parte dei giovani sfruttati, che vogliamo aiutare a costruire un percorso di vita indipendente attraverso l’eliminazione di stage e tirocini gratuiti e la stabilizzazione degli sgravi per l’acquisto della prima casa. La parte delle donne, a cui vogliamo garantire un’effettiva parita’ salariale. La parte della transizione ecologica e dell’ambiente, che vogliamo proteggere attraverso un nuovo Superbonus energia imprese, la stabilizzazione del Superbonus e degli altri bonus edilizi e quella del meccanismo della cessione dei crediti d’imposta, per garantire liquidita’ a cittadini e imprese. La parte delle imprese, che vogliamo sostenere con il taglio del cuneo fiscale, l’eliminazione dell’IRAP e il potenziamento del Fondo di salvaguardia. La parte della salute, che vogliamo tutelare riformando il titolo V della Costituzione per riportarla alla gestione diretta dello Stato e aumentando le retribuzioni del personale sanitario. La parte dei diritti, che vogliamo allargare attraverso il matrimonio egualitario, la legge contro l’omotransfobia e lo Ius scholae. La parte della scuola, dell’universita’ e della ricerca, per cui vogliamo aumentare i fondi e adeguare gli stipendi degli insegnanti ai livelli europei”, si legge.

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