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Giustizia all’italiana: pena definitiva per l’ex deputato Pd Genovese ma per giudici non va in cella perchè….

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Era pronto a scontare la pena, ma si è visto rispondere “ancora è presto”. È la paradossale storia di Francantonio Genovese, ras di preferenze a Messina, ex segretario regionale del Pd ed ex deputato, condannato a 6 anni e 8 mesi per lo scandalo dei fondi Ue per la formazione professionale. Nei giorni scorsi la Cassazione ha reso definitiva la sua condanna per truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, associazione a delinquere, frode fiscale e tentata concussione, rinviando alla corte d’appello di Reggio Calabria perche’ riprocessi l’ex parlamentare solo per l’accusa di riciclaggio da cui era stato assolto in secondo grado. La Suprema Corte ha accolto il ricorso della Procura Generale di Messina e ha, dunque, ripassato la palla ai colleghi reggini, ma la condanna a 6 anni e 8 mesi e’ passata in giudicato, quindi, teoricamente, Genovese dovrebbe essere in carcere per scontarla. Secondo la Procura Generale di Reggio Calabria, che dovrebbe occuparsi dell’esecuzione della pena, pero’, e’ ancora presto. Rifacendosi a una sentenza della Cassazione che parla di inscindibilità del giudicato l’ex deputato, per scontare la pena, dovrebbe attendere la definizione del secondo processo che dovra’ celebrarsi prima in appello, poi certamente davanti ai giudici romani. Quindi per qualche anno almeno, nonostante, la parte della condanna sia ormai stata suggellata dalla conferma dei magistrati romani l’ex deputato resterà libero.

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Giovane incensurato ferito a colpi d’arma da fuoco a Napoli

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Un giovane incensurato di 20 anni nella notte è stato ferito con un colpo d’arma da fuoco all’addome. Soccorso dal personale del 118 e portato all’ospedale Cto è stato trasferito in sala operatoria e ricavato. L’operazione è terminata ed è ora fuori pericolo. I sanitari dell’emergenza erano intervenuti in piazza Cavour Dai primi accertanti effettuati dai carabinieri della compagnia Napoli Stella sembra che il 20enne, residente nel quartiere Stella, poco prima, fosse a bordo di una moto in compagnia di un amico al momento non ancora rintracciato. Mentre i due erano in via Foria sarebbero stati avvicinati da sconosciuti centauri che, per cause ancora in corso di accertamento, avrebbero sparato al 20enne. Indagini in corso da parte dei carabinieri della Napoli Stella

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Sciopero Circumvesuviana, disagi per i turisti a Ercolano

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Disagi, questa mattina, per turisti e pendolari delle linee Eav della Circumvesuviana a causa di uno sciopero aziendale proclamato dalle 8.25 alle 12.25. Alla stazione Circumvesuviana ‘Ercolano Scavi’ non pochi gruppi di turisti hanno appreso la notizia dello sciopero, comunicata anche con manifesti affissi alla biglietteria. Sul tabellone elettronico i treni diretti a Naploi, Torre Annunziata a Poggiomarino e Sorrento sono accompagnati dalla scritta ‘Soppresso’. C’è chi era diretto a Napoli chi al mare a Sorrento come una coppia di italiani che ha preferito sostare all’ esterno della stazione aspettando che terminasse lo sciopero, chi agli Scavi di Pompei e chi semplicemente ha deciso di cambiare il programma della giornata. Alcuni turisti hanno chiesto informazioni sulle mete del viaggio alla cooperativa Vesuvio’s Express e a taxisti nel piazzale stazione. In difficoltà anche molti pendolari, tra cui lavoratori della domenica rimasti spiazzati dallo sciopero che era stato comunque annunciato.

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Concorsi truccati ateneo Genova: Tar reintegra ex prorettrice

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Il Tar della Liguria ha accolto il ricorso della professoressa di Sanremo Lara Trucco, docente di Diritto costituzionale ed ex prorettrice dell’Università di Genova, con il quale chiedeva la cessazione della sospensione cautelare dal servizio e il contestuale reintegro, a seguito dell’inchiesta sui cosiddetti concorsi truccati nella quale era rimasta coinvolta. In particolare la docente chiedeva l’annullamento della nota con cui “il rettore dell’Università di Genova aveva riscontrato negativamente l’istanza di cessazione degli effetti del decreto rettorale con il quale è stata disposta la sospensione cautelare dal servizio”.

La professoressa era indagata in relazione ad alcuni procedimenti per la selezione di assegnisti di ricerca, ricercatori e docenti universitari. Inizialmente sottoposta agli arresti domiciliari, ottenne poi la misura dell’obbligo di dimora, a sua volta sostituita con la misura interdittiva della sospensione dal pubblico ufficio dell’insegnamento universitario e di presidente e componente delle commissioni giudicatrici di concorsi universitari. In giudizio si è costituita l’Università, la quale ha chiesto attraverso i propri legali l’inammissibilità del ricorso.

Istanza che è stata rigettata. “I reati contestati all’odierna ricorrente – si legge nella sentenza – riguardano esclusivamente le procedure di selezione di alcune figure della carriera universitaria. Ne consegue che non si ravvisa alcun pericolo nella ripresa dell’attività didattica e di ricerca”. Il collegio ha così accolto il ricorso, annullando il provvedimento impugnato e condannando l’Università di Genova “a reintegrare in servizio la ricorrente e a corrispondere alla stessa la retribuzione dovuta a far data dall’adozione del provvedimento impugnato”.

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