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Giuseppe Conte tra due fronti: tensioni con Beppe Grillo e sfide per le liste in Emilia-Romagna

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Giuseppe Conte (nella foto di Imagoeconomica in evidenza) si trova a giocare una doppia partita in questo periodo cruciale per il Movimento 5 Stelle (M5S). Da un lato, si intensifica il confronto con il fondatore Beppe Grillo, dall’altro, si avvicina una resa dei conti per la composizione delle liste elettorali per le Regionali in Emilia-Romagna.

Il nodo delle liste in Emilia-Romagna

Nella giornata di ieri, Giuseppe Conte ha ricevuto a Roma il candidato governatore dell’Emilia-Romagna, Michele de Pascale, per discutere della presenza di Italia Viva nelle liste elettorali. Nonostante l’incontro si sia concluso con una “fumata nera”, de Pascale appare fiducioso che si possa raggiungere un compromesso. Il dialogo con i Cinque Stelle emiliani è avviato da tempo, e, anche se Conte ha insistito sul veto contro la presenza di Italia Viva nella coalizione, trapela cauto ottimismo. Si sta infatti lavorando a una lista civica che potrebbe includere anche i renziani.

La nuova frattura con Beppe Grillo

A rendere più tesa la situazione all’interno del Movimento 5 Stelle è Beppe Grillo, che ha recentemente attaccato la governatrice sarda Alessandra Todde, considerata vicina a Giuseppe Conte. In un post pubblicato sul suo blog dal titolo provocatorio “Chiudete i ventilatori che c’è vento”, Grillo ha ironizzato sulle politiche energetiche adottate dalla giunta Todde, criticando la moratoria di 18 mesi sulle rinnovabili. Grillo, in modo sarcastico, ha dichiarato: «Finalmente un po’ di verità su questo ambientalismo da strapazzo: ci vuole il carbone!».

Un attacco contro Conte?

Nel Movimento, molti vedono l’attacco di Grillo come un tentativo di colpire direttamente Giuseppe Conte. Il fondatore ha puntato sulla transizione ecologica, una battaglia storica per il M5S, accusando implicitamente la giunta di non rispettare pienamente gli ideali del movimento. Tuttavia, i sostenitori di Conte hanno difeso la posizione della Sardegna, sottolineando gli investimenti di un miliardo di euro per le comunità energetiche e gli impianti fotovoltaici.

Tensioni interne nel M5S

Lo scontro tra Grillo e Conte sta amplificando le tensioni interne al M5S, coinvolgendo anche figure di rilievo come Virginia Raggi. Recenti indiscrezioni, rilanciate da Adnkronos, suggeriscono che la Raggi sarebbe la mente dietro gli attacchi contro Conte, accusa che l’ex sindaca di Roma ha prontamente smentito. «Non ho mai partecipato a giochi di palazzo e non intendo farlo ora», ha dichiarato Raggi.

Il ritorno di Luigi Di Maio

A complicare ulteriormente la situazione è il ritorno di Luigi Di Maio, che ha lanciato una frecciatina a Conte, affermando: «Se ha l’ambizione di tornare a Palazzo Chigi, è chiaro che Elly Schlein ha un problema». Una dichiarazione che evidenzia come la lotta per la leadership all’interno del centrosinistra sia ancora aperta e che la figura di Conte continui a essere divisiva.

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Affari Tuoi, Sara sfiora i 100mila ma vince 50mila: finale emozionante con il gioco delle regioni

Sara da Castelsardo ad Affari Tuoi vince 50mila euro al gioco delle regioni. Sfiorato il colpo da 100mila, finale carico di emozione.

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Serata intensa ad Affari Tuoi con protagonista Sara, concorrente proveniente da Castelsardo, in provincia di Sassari.

Al suo fianco Emanuele, fidanzato e futuro marito, militare dei Bersaglieri.

La partita si è rivelata complicata sin dalle prime battute, con l’eliminazione progressiva dei premi più alti.


La svolta con il gioco delle regioni

Arrivati al momento decisivo, la coppia ha dovuto affidarsi al gioco delle regioni.

Una scelta che vale tutto: 100mila euro in caso di regione esatta, 50mila per la seconda opzione corretta.

Sara ha indicato come prima scelta l’Emilia-Romagna, mentre la seconda regione selezionata è stata la Sicilia.


Il finale tra tensione e speranza

La regione vincente non era l’Emilia-Romagna.

A quel punto la partita si è ridotta a un testa a testa tra Sicilia e Sardegna, con un finale carico di tensione.


La vittoria: 50mila euro

La regione fortunata si è rivelata la Sicilia.

Sara ed Emanuele portano così a casa 50mila euro, al termine di una partita difficile ma conclusa con un risultato positivo.


Una serata da ricordare

Una coppia affiatata, sfortunata nel gioco ma premiata nel finale.

Una vittoria che, pur lontana dal massimo, rappresenta comunque un traguardo importante e una serata da ricordare.

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Esteri

Ungheria, Mosca prudente dopo la vittoria di Magyar: “Paese non amico”

Dopo la vittoria di Peter Magyar, Mosca mantiene una linea prudente. Il Cremlino parla di “Paese non amico” ma auspica dialogo pragmatico.

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La vittoria elettorale di Péter Magyar in Ungheria provoca reazioni contrastanti in Russia. Da un lato, il consigliere del Cremlino Kirill Dmitriev ha commentato in modo critico, sostenendo che l’esito elettorale potrebbe “accelerare il collasso dell’Unione Europea”.

Si tratta di una valutazione politica, espressa sui social, che riflette una posizione personale e non un atto ufficiale del governo russo.


La linea ufficiale del Cremlino

Sul piano istituzionale prevale invece la prudenza.

Il portavoce Dmitry Peskov ha dichiarato che la Russia “rispetta la scelta” degli elettori ungheresi, auspicando la prosecuzione di rapporti pragmatici tra i due Paesi.

Mosca, tuttavia, non invierà congratulazioni al nuovo leader, definendo l’Ungheria un “Paese non amico” in quanto sostenitore delle sanzioni occidentali.


Fine della stagione Orban?

La transizione segna un cambio di scenario rispetto all’era di Viktor Orban, che negli anni aveva mantenuto un dialogo aperto con il Cremlino.

Peskov ha chiarito che il rapporto tra Orban e Vladimir Putin non era di amicizia personale, ma basato su un confronto politico pragmatico.


Magyar tra equilibrio e cautela

Il nuovo leader ungherese ha adottato una linea articolata.

Da un lato ha riconosciuto la disponibilità di Russia e Cina a rapporti pragmatici, dall’altro ha preso posizione sul conflitto ucraino, definendo Kiev “vittima” della guerra e auspicando la fine delle ostilità.

Ha inoltre escluso contatti diretti con Putin nel breve termine.


Il nodo Ucraina e l’ingresso nell’Ue

Sull’adesione dell’Ucraina all’Unione Europea, Magyar ha escluso corsie preferenziali, sottolineando la necessità di rispettare le procedure ordinarie.

Ha anche ipotizzato un eventuale referendum interno, evidenziando come l’ingresso di Kiev non sia all’ordine del giorno nel breve periodo.


Rapporti economici e dossier aperti

Nonostante le tensioni politiche, restano aperti importanti dossier economici tra Mosca e Budapest.

Tra questi, la costruzione della centrale nucleare Paks 2, progetto strategico che richiede coordinamento tra le parti.


Un equilibrio geopolitico ancora incerto

La nuova fase politica ungherese si inserisce in un contesto europeo complesso.

Tra sanzioni, guerra in Ucraina e rapporti energetici, il futuro delle relazioni tra Ungheria e Russia dipenderà dalle scelte del nuovo governo e dall’evoluzione del quadro internazionale.

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Esteri

Ungheria, Magyar attacca il presidente Sulyok e annuncia riforme: “Deve dimettersi”

Dopo la vittoria elettorale, Peter Magyar attacca il presidente Sulyok, annuncia riforme costituzionali e accusa il governo uscente di distruggere documenti.

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Dura presa di posizione di Peter Magyar all’indomani della vittoria elettorale. Nel corso della sua prima conferenza stampa a Budapest, il leader ha rivolto un attacco diretto al capo dello Stato Tamas Sulyok, accusandolo di non aver esercitato un adeguato ruolo di garanzia istituzionale e chiedendone le dimissioni.

Le dichiarazioni rappresentano una posizione politica e riflettono il clima di forte contrapposizione seguito al voto.


Accuse al governo uscente e a Szijjarto

Magyar ha inoltre accusato il ministro degli Esteri Peter Szijjarto e l’esecutivo guidato da Viktor Orban di distruggere documenti relativi alle sanzioni dell’Unione Europea contro la Russia.

Si tratta di affermazioni che, allo stato, non risultano supportate da riscontri indipendenti e che si inseriscono nel confronto politico interno.


La riforma costituzionale sui mandati

Tra i primi atti annunciati dal futuro governo figura una modifica della Costituzione.

Magyar ha confermato l’intenzione di introdurre un limite di due mandati per il primo ministro, con applicazione retroattiva, misura che potrebbe impedire a Orban di tornare alla guida del Paese.

Una proposta che, se approvata, aprirebbe un confronto rilevante sul piano giuridico e istituzionale.


Posizione sull’Ucraina e sull’Unione Europea

Sul piano europeo, Magyar ha chiarito che il suo governo non sosterrà corsie preferenziali per l’adesione dell’Ucraina all’Unione Europea.

Secondo il leader ungherese, tutti i Paesi candidati devono seguire lo stesso percorso negoziale, senza trattamenti privilegiati.


Un nuovo corso politico ad alta tensione

Le dichiarazioni segnano l’avvio di una fase politica complessa in Ungheria, caratterizzata da forti tensioni tra il nuovo esecutivo e le istituzioni legate alla precedente maggioranza.

Il percorso delle riforme e la verifica delle accuse lanciate in questa fase saranno determinanti per definire il futuro assetto politico e istituzionale del Paese.

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