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Giunta regionale Campania, Fico verso la chiusura: trattativa agli sgoccioli tra Pd, M5S e alleati

Roberto Fico accelera sulla formazione della Giunta regionale campana dopo l’elezione di Massimiliano Manfredi. Nodi nel Pd, equilibri di genere, deleghe e ultimi incastri politici.

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 Roberto Fico, lasciando il Consiglio regionale, fotografa lo stato dell’arte di una trattativa che entra nella fase conclusiva con poche parole ma chiare: «Siamo agli sgoccioli per le decisioni finali. A breve sarà annunciata la Giunta. Non siamo in ritardo». Dopo l’elezione di Massimiliano Manfredi a presidente della Regione, l’accordo politico ha sbloccato – non senza tensioni – il confronto nella maggioranza Pd–A testa alta.

I nodi del Partito democratico

La partita interna al Pd è rimasta congelata fino a domenica sera per il ruolo di Fulvio Bonavitacola, vicepresidente uscente e figura sostenuta dall’area che fa riferimento a Vincenzo De Luca. I deluchiani hanno spinto fino all’ultimo per Maurizio Petracca presidente del Consiglio regionale, alternativa poi accantonata in favore di Manfredi.

A mediare per superare l’impasse sono stati Piero De Luca e Teresa Armato. L’intesa finale prevede per Bonavitacola una delega di peso, probabilmente alle Attività produttive.

I nomi dem e il nodo di genere

Nel Pd prende corpo l’ipotesi di una squadra composta da Mario Casillo come vicepresidente con delega ai Trasporti, Enzo Cuomo e Andrea Morniroli, quest’ultimo indicato dalla segreteria nazionale e vicino all’area Schlein. Morniroli subentrerebbe a Roberta Santaniello, scelta che ha riaperto il tema dell’equilibrio di genere: tre uomini in quota Pd hanno generato malumori interni e la richiesta, rivolta a Casa riformista, di indicare un profilo femminile.

Il nome più accreditato resta Angelica Saggese. È invece sfumata l’ipotesi Giuseppe Staiano. Sullo sfondo, la partita è seguita direttamente da Matteo Renzi.

M5S, Bilancio e alleati

Per il Movimento 5 Stelle il nome più solido è quello della deputata Gilda Sportiello, storicamente vicina a Fico. Più complesso il dossier “Fico presidente”, intrecciato con la delicata delega al Bilancio dopo l’uscita di scena di Ettore Cinque. Restano sul tavolo i nomi di Anna Riccardi, Laura Valente e Paolo Siani, che però non sciolgono il nodo tecnico del Bilancio.

Per Noi di Centro di Clemente Mastella è in pole Maria Carmela Serluca. Confermati, infine, Fiorella Zabatta per Avs ed Enzo Maraio.

Ipotesi di composizione della Giunta e deleghe

  • Roberto Fico – Presidente della Regione

  • Massimiliano Manfredi – Presidente del Consiglio regionale

  • Fulvio Bonavitacola – Attività produttive

  • Mario Casillo – Vicepresidente, Trasporti

  • Enzo Cuomo – Urbanistica o Enti locali

  • Andrea Morniroli – Politiche sociali e contrasto alle disuguaglianze

  • Angelica Saggese – Cultura o Pari opportunità

  • Gilda Sportiello – Politiche giovanili o Welfare

  • Maria Carmela Serluca – Bilancio

  • Fiorella Zabatta – Ambiente

  • Enzo Maraio – Lavoro o Rapporti istituzionali

La definizione finale è attesa nelle prossime ore, con l’obiettivo di chiudere una fase segnata da equilibri delicati e consegnare alla Regione Campania una squadra pienamente operativa.

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Esteri

Rubio: “Gli Usa non si sottrarranno, Mosca non può raggiungere gli obiettivi iniziali”

Marco Rubio a Bloomberg dopo Monaco: gli Stati Uniti non si sottrarranno all’impegno sull’Ucraina. Mosca non può raggiungere gli obiettivi iniziali, dice.

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Il Segretario di Stato americano Marco Rubio, in un’intervista a Bloomberg News dopo il suo intervento alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco, ha affermato che gli Stati Uniti non si sottrarranno all’obbligo di contribuire alla fine della guerra in Ucraina.

Le dichiarazioni sono state riportate anche da CNN.

“Mosca non può raggiungere gli obiettivi iniziali”

Rubio ha aggiunto di non ritenere che la Russia sia in grado di raggiungere gli obiettivi che si era prefissata all’inizio dell’invasione, quasi quattro anni fa.

Secondo il Segretario di Stato, Mosca starebbe perdendo tra i 7.000 e gli 8.000 soldati a settimana nel conflitto, una stima che, ha osservato, coincide con le più recenti valutazioni fornite da Kiev.

Le parole di Rubio si inseriscono nel quadro del confronto diplomatico in corso e delle valutazioni strategiche occidentali sull’andamento del conflitto.

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Esteri

Zelensky a Monaco: “Putin come nel 1938, la pace solo con vere garanzie di sicurezza”

Alla Conferenza di Monaco Zelensky paragona Putin al 1938 e ribadisce che la pace può nascere solo da chiare garanzie di sicurezza per l’Ucraina.

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Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, intervenendo alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco, ha accusato il presidente russo Vladimir Putin di voler ripetere lo scenario del 1938.

“Sembra che Putin speri di ripetere Monaco del 1938, quando il precedente Putin iniziò a dividere l’Europa”, ha dichiarato, richiamando l’accordo che precedette la Seconda guerra mondiale e paragonando implicitamente il leader del Cremlino ad Adolf Hitler.

“La pace solo con chiare garanzie di sicurezza”

Zelensky ha ribadito che la pace può essere costruita solo su garanzie di sicurezza solide e verificabili. “Dove non esiste un chiaro sistema di sicurezza, la guerra torna sempre”, ha affermato.

Il presidente ucraino ha sottolineato che Kiev è impegnata nei negoziati e mantiene contatti con emissari statunitensi, tra cui Steve Witkoff e Jared Kushner, e che è previsto un incontro con il Segretario di Stato Marco Rubio.

Negoziati e tensioni geopolitiche

Secondo Zelensky, l’obiettivo dell’Ucraina è una “vera sicurezza e una vera pace”, non soluzioni parziali o compromessi che possano favorire Mosca.

Le dichiarazioni si inseriscono nel contesto di un confronto internazionale segnato da tensioni persistenti e dalla ricerca di un equilibrio tra sostegno militare, diplomazia e deterrenza.

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Esteri

Groenlandia, Frederiksen: “Non è in vendita, appartiene ai suoi abitanti”

La premier danese Mette Frederiksen ribadisce a Monaco che la Groenlandia non è in vendita e che i suoi abitanti vogliono restare groenlandesi.

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La Groenlandia non è in vendita. Lo ha affermato la premier danese Mette Frederiksen intervenendo alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco.

Rispondendo a una domanda sul possibile “prezzo” dell’isola artica, Frederiksen ha escluso categoricamente l’ipotesi: “No, naturalmente no. Si potrebbe dire quanto costa un pezzo della Spagna o degli Usa?”.

“Vogliono essere groenlandesi”

La premier ha ribadito che la Groenlandia fa parte del Regno danese, ma gode di ampia autonomia.

“Gli abitanti hanno detto chiaramente: non vogliamo diventare americani, vogliamo essere groenlandesi”, ha sottolineato, richiamando il principio dell’autodeterminazione.

Le dichiarazioni si inseriscono nel contesto del dibattito internazionale sul ruolo strategico dell’isola nell’Artico, area di crescente interesse geopolitico.

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