Un colloquio riservato durato circa un’ora a Palazzo Chigi per tentare di chiudere una vicenda che ha provocato tensioni profonde dentro Fratelli d’Italia e nel governo.
Protagonisti Giorgia Meloni e Alessandro Giuli.
Secondo le ricostruzioni, sarebbe stato Giuli a chiedere l’incontro dopo le polemiche esplose intorno al licenziamento di due figure molto vicine al partito, Emanuele Merlino ed Elena Proietti.
“Ho capito di aver sbagliato, di aver provocato un problema al governo e al partito”, avrebbe detto il ministro alla premier.
Meloni: “Basta errori, così aiuti la sinistra”
La presidente del Consiglio avrebbe ascoltato le spiegazioni del ministro, invitandolo però a evitare nuovi incidenti politici.
Il senso del richiamo sarebbe stato chiaro: con tensioni interne, faide e polemiche si rischia soltanto di favorire le opposizioni.
“Ora cerchiamo di ripartire, ma basta con questi errori”, sarebbe stata la linea espressa da Meloni durante il confronto.
Il caso che agita Fratelli d’Italia
La vicenda ha provocato forti malumori nei vertici della maggioranza.
Dietro le quinte, diversi dirigenti della cosiddetta “Fiamma magica” — il cerchio ristretto meloniano — avrebbero giudicato la gestione del caso da parte di Giuli un vero “harakiri politico”.
Il riferimento ironico, riportato nei retroscena, richiama la passione del ministro per lo scrittore giapponese Yukio Mishima.
Fazzolari difende Merlino
Particolarmente delicata la questione relativa a Emanuele Merlino, figura molto vicina al sottosegretario Giovanbattista Fazzolari.
Dal suo entourage sono filtrate parole di stima nei confronti dell’ex dirigente del ministero della Cultura.
“Di gente come lui ce ne sarà sempre bisogno”, sarebbe stato il messaggio fatto trapelare dagli ambienti vicini a Fazzolari.
La Lega resta alla finestra
Sul caso ha scelto di non intervenire direttamente Matteo Salvini.
Secondo fonti leghiste, il Carroccio non avrebbe intenzione di “gettare altra benzina sul fuoco”.
Dietro le quinte, però, viene sottolineato come Giuli sia circondato da molti avversari politici e interni.
Il futuro politico del ministro
Dopo il chiarimento, il governo punta ora a chiudere rapidamente la vicenda e concentrarsi sui dossier più delicati, a partire dal tema del tax credit cultura.
Ma il caso lascia comunque strascichi politici.
Secondo diversi retroscena, Meloni non sarebbe soddisfatta del rendimento politico del ministro, tanto che dentro Fratelli d’Italia già circolano dubbi sul suo futuro nelle prossime candidature parlamentari.
Per ora, però, la linea ufficiale resta quella della ricomposizione interna.
Il viaggio saltato per Bruxelles
Terminato l’incontro a Palazzo Chigi, Giuli è tornato al ministero della Cultura con l’intenzione di partire per Bruxellesper il Consiglio europeo dei ministri della Cultura. Ma il suo volo è stato cancellato a causa dello sciopero del trasporto aereo.
Un finale quasi simbolico per una giornata politicamente complicata.