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Giochi Mediterraneo: pugilato azzurro cala tris di ori

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Il pugilato olimpico italiano è vivo e vegeto. Gli atleti piu’ attesi della truppa azzurra ai Giochi del Mediterraneo di Orano hanno vinto quasi tutti la medaglia d’oro. Giordana Sorrentino dagli ultimi Mondiali in Turchia era uscita delusa, mentre in Algeria chiude con il metallo piu’ prezioso al collo: la ragazza di Fiumicino e’ arrivata sul ring in condizioni smaglianti e ha dominato dall’inizio alla fine della manifestazione, piegando in finale Romane Moulai. E’ di colore aureo anche la medaglia di Federico Serra, re nei 52 kg uomini, dominatore dall’inizio alla fine nell’ultimo atto contro il marocchino Mortaji. L’uomo che arrivava con le aspettative piu’ alte, ossia Aziz Abbes Mouhiidine, riesce nella non facile impresa di sconfiggere il pugile di casa Moh Sai Habani: oro nei 91 kg quindi per il campione di Europa in carica. La calda serata di pugilato oranese viene chiusa purtroppo dalla sconfitta di Vincenzo Fiaschetti: il romano cede al Yousry Hafez, egiziano, nei +91 kg. Menzione speciale per l’atletica, che mette in cassaforte una doppia medaglia d’oro con le staffette 4×100 maschile e femminile. Gli sprinter Andrea Federici, Matteo Melluzzo, Diego Aldo Pettorossi e Roberto Rigali hanno chiuso primi con il tempo di 38.95, davanti alla Turchia, argento in 38.98, e alla Francia. “E’ un emozione incredibile vincere davanti a tutta questa gente – raccontano i ragazzi entusiasti – Ancora piu’ bello e’ aver battuto squadre importanti come quella francese”.. Altrettanto bene sono andate le azzurre Irene Siragusa, Gloria Hooper, Aurora Berton e Johanelis Herrera Abreu, in cima al podio (43.68) davanti alla Francia, che ha chiuso in 44.63, e a Cipro, terzo con 45.10. Se il pugilato e’ stato il grande protagonista della serata algerina, di sicuro il tiro con l’arco si e’ preso la scena nella mattinata: un oro, un tris d’argento e un bronzo. A conquistare l’alloro piu’ importante dei cinque e’ Federico Musolesi che, dopo aver vinto il derby italiano in semifinale con il vice campione olimpico Mauro Nespoli, ha superato in finale l’olimpionico Mete Gazoz per 6-4, vendicandosi della Turchia, che a inizio giornata, nella prova a squadre, aveva sconfitto 5-3 la Nazionale femminile di Tatiana Andreoli, Lucilla Boari e Chiara Rebagliati.

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Calcio, Pallone d’Oro: non c’è Messi e manco un italiano nella lista dei finalisti

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Non c’e’ Lionel Messi, che lo ha vinto sette volte, nella lista dei trenta finalisti per il Pallone d’Oro che quest’anno, a causa dei Mondiali in Qatar (20 novembre-18 dicembre) verra’ assegnato in anticipo, ovvero il 17 ottobre. Oltre alla Pulce manca il nome di un’altra stella del Psg, quel Neymar che nella scorsa stagione non ha brillato particolarmente. Nella lista dei 30 che si contenderanno il premio per il quale e’ favoritissimo Karim Benzema del Real Madrid, non ci sono nemmeno calciatori italiani, mentre gli unici rappresentanti della Serie A sono lo juventino Vlahovic e i milanisti Maignan e Rafael Leao. Questa la lista, che comprende anche il nome di Cristiano Ronaldo: Benzema, Courtois, Vinicius Junior, Modric e Casemiro (Real Madrid), Rudiger (Chelsea/Real Madrid), Nkunku (Lipsia), Van Dijk, Salah, Luis Diaz, Fabinho e Alexander-Arnold (Liverpool), Nunez (Benfica/Liverpool), Mane’ (Liverpool/Bayern Monaco), Kimmich (Bayern Monaco), Mahrez, Cancelo, Foden, De Bruyne e Bernardo Silva (Manchester City), Lewandowski (Bayern Monaco/Barcellona), Son e Kane (Tottenham), Haller (Ajax/Borussia Dortmund), Haaland (Borussia Dortmund/Manchester City), Cristiano Ronaldo (Manchester United), Mbappe’ (Paris Saint-Germain), Vlahovic (Fiorentina/Juventus), Maignan, Rafael Leao (Milan).

Non ci sono calciatori italiani, ne’ rappresentanti della Serie A, anche nella lista dei dieci finalisti per il premio Kopa, che incorona il miglior giovane della stagione. A contendersi il trofeo saranno infatti Adeyemi (Salisburgo/Borussia Dortmund), Bellingham (Borussia Dortmund), Camavinga (Real Madrid), Gavi (Barcellona), Gravenberch (Ajax/Bayern Monaco), Nuno Mendes (Paris Saint-Germain), Musiala (Bayern Monaco), Gvardiol (Lipsia), Saka (Arsenal) e Wirtz (Bayer Leverkusen). Il francese del Milan Mike Maignan e’ invece in lizza per il premio Yashin di miglior portiere, ma ha nove rivali del calibro di Alisson (Liverpool), Bono (Siviglia), Courtois (Real Madrid), Ederson (Manchester City), Lloris (Tottenham), Mendy (Chelsea), Neuer (Bayern Monaco), Oblak (Atletico Madrid) e Trapp (Eintracht Francoforte).

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Mercato: Raspadori verso Napoli, a Monza niente Icardi

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Il Tottenham e’ ancora disposto a investire sul mercato. Ecco allora che potrebbe davvero soffiare DEPAY (che sembra non piaccia troppo ad Allegri) alla Juventus e rifarsi sotto con la Roma per Zaniolo, arrivando ad offrire 45 milioni di euro. Se ne sapra’ di piu’ nei prossimi giorni, intanto il talento classe ’99 sara’ uno dei quattro ‘Fab Four’ che Mourinho schierera’ dall’inizio a Salerno. Ma gli Spurs lavorano anche in uscita, ed ecco perche’ proprio alla Roma e’ stato proposto, a prescindere dal discorso per Zaniolo, il difensore TANGANGA (ma in pole position per il reparto arretrato dei giallorossi sembra che ora ci sia LINDELOF dello United), mentre per NDOMBELE’ c’e’ un discorso con il Napoli, frenato pero’ dall’entita’ dell’ingaggio del calciatore. Un problema, questo, che poteva far saltare il trasferimento di KEYLOR NAVAS alla corte di Spalletti, visto che, bonus compresi, a Parigi il portiere del Costarica guadagna 9 milioni all’anno. Ma sembra che anche in questo caso il Psg, cosi’ colme ha fatto con Wijnaldum alla Roma sia disposto a pagare buona parte dell’ingaggio, almeno per la stagione entrante. Ma non c’e’ solo il Tottenham a voler fare la spesa in Italia. Il West Ham, dopo aver preso Scamacca dal Sassuolo, non ha ancora rinunciato alla speranza di mettere a segno il colpo ZIELINSKI del Napoli, e intanto e’ andato con decisione su KIWIOR, difensore slovacco reduce da un’ottima stagione nello Spezia: 12 milioni di euro l’offerta recapitata alla societa’ ligure. Si muove in Italia anche il neopromosso Nottingham Forest, che dopo aver peso FREULER dall’Atalanta, insiste con la Dea per avere anche MALINOVSKYI: offerti 15 milioni. Non e’ tutto, perche’ c’e’ anche un discorso in ballo con il Milan per BAKAYOKO. Il Chelsea, invece, insiste con l’Inter per avere il giovane CASADEI, ma i 10 milioni offerti finora non bastano. In Inghilterra circola la suggestione di un clamoroso ritorno di CRISTIANO RONALDO alla Juventus, ma piu’ realisticamente i bianconeri pensano a cedere RABIOT al Manchester United: anche oggi ci sono stati dei colloqui ma non c’e’ ancora nulla di deciso, e per questo i bianconeri non possono muoversi in entrata per PAREDES. Stessa situazione alla Roma per BELOTTI: finche’ non parte SHOMURODOV, il Gallo non puo’ essere messo sotto contratto. Cosi’ l’ex capitano del Torino potrebbe stancarsi di aspettare e firmare per il Nizza, che insiste per averlo. Sembra vicino l’accordo tra Sassuolo e Napoli per RASPADORI, perche’ si sta assottigliando la distanza fra le parti. L’ultima proposta del Napoli e’ di 28,5 milioni di euro piu’ 6 di bonus, i neroverdi emiliani ne chiedono 30 piu’ 5, quindi manca poco per una felice conclusione. A Monza e’ arrivato PETAGNA, e ora la societa’ brianzola fa trapelare che non e’ prevista l’acquisizione di altri rinforzi per l’attacco, come dire che sembra allontanarsi l’ipotesi ICARDI. A proposito del quale la moglie-agente Wanda Nara non ha avuto parole tenere con il Psg e ha respinto la proposta del Galatasaray. (

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Europei di nuoto: il venerdì d’oro dell’Italia

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Piovono medaglie d’oro sull’Italia al Foro Italico. Sono cinque nella seconda giornata degli Europei di nuoto, che incoronano gli azzurri padroni in vasca. Da Thomas Ceccon a Margherita Panziera, passando per Nicolo’ Martinenghi e Simona Quadarella: quattro finali e altrettanti ori, ai quali si aggiunge quello di Giorgio Minisini (Fiamma Oro come Panziera e Ceccon) nel sincro individuale. Allo stadio del nuoto, pero’, e’ la rana a farla da padrone perche’ Martinenghi batte tutti: gli avversari e la fatica, salendo sul tetto d’Europa e trascinando con se’ Federico Poggio (argento). “E’ bello condividere il podio con Fede, sono cresciuto con lui ed e’ stupendo avere avere gli italiani sui primi due gradini” commenta entusiasta Martinenghi dopo la vittoria nei 100 rana. Un successo che completa un percorso post olimpico incredibile “ma e’ presto per cantar vittoria, perche’ la stagione non e’ ancora finita” continua Nicolo’ che nel successo dei ranisti italiani vede la voglia di spronarsi l’un l’altro. “Stiamo vivendo la stessa epoca di successi, ci facciamo trascinare dalle vittorie altrui”. Ecco spiegato l’oro anche di Thomas Ceccon nei 50 rana dominando dal primo all’ultimo metro per una medaglia storica in casa azzurra essendo la prima per l’Italia nella specialita’. I successi, pero’, non si fermano qui perche’ la prima a scaldare i tifosi sugli spalti e’ stata Margherita Panziera nei 200 dorso nella citta’ che ormai l’ha adottata da tempo. La nuotatrice veneta a Roma diventa tricampionessa europea dopo Glasgow 2018 e Budapest 2021. Come lei solo la magiara Krisztina Egerszegi e la tedesca Cornelia Sirch, per un’emozione che non ha limiti. “Sono contentissima di aver vinto il terzo oro qui – dice non appena uscita dalla vasca – Sapevo di non valere un gran tempo, ma va benissimo cosi'”. Le gioie azzurre, pero’, sembrano non finire piu’ e nemmeno la pioggia, quella vera, che colpisce il Foro Italico tra le batterie delle semifinali e le prime premiazioni del pomeriggio, ha potuto fermare la caccia all’oro. Tornato a splendere il sole, infatti, e’ tornato a splendere anche il metallo piu’ lucente e questa volta sul petto di Simona Quadarella che domina incontrastata gli 800 stile libero davanti al pubblico di casa. Il suo europeo e’ comunque appena cominciato perche’ da Glasgow e’ la regina del mezzofondo con le triplette (400, 800 e 1500) fatte registrare in Scozia e Ungheria. Ora vuole ripetersi anche nella sua Roma, ma intanto rompe il ghiaccio. “Adesso mancano 1500 e 400 – sottolinea Quadarella, bronzo olimpico e mondiale in carica – Preferivo scendere sotto l’8’20 ma va bene cosi’, soprattutto in questo periodo. Sono stata costante in tutti i passaggi ed era quello che comunque mi ero imposta. Sentire il pubblico per me e’ stato emozionante; mi ha trascinata fin dalla prima bracciata”. E con la medaglia di Simona, il totale degli Azzurri da ieri fa 13 medaglie conquistate, confermando la fuga sugli altri paesi e il primo posto con un bronzo, sei argenti e altrettanti ori in attesa di quelli che potrebbero arrivare domani con Benedetta Pilato, Gregorio Paltrinieri e Lorenzo Galossi tra i tanti.

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