Collegati con noi

Sport

Giochi 2026: ci sono già 66 medaglie olimpiche azzurre schierate per volata finale di Milano-Cortina

Avatar

Pubblicato

del

Una schiera di campioni olimpici azzurri per un totale di 66 medaglie tra Giochi estivi e invernali. L’eccellenza degli sport invernali da Alberto Tomba a Zoeggeler, Sofia Goggia e Arianna Fontana, passando per Carlo Mornati, Diana Bianchedi e Aldo Montano, campioni di ieri alle Olimpiadi estive e molti di loro dirigenti oggi, coinvolti in prima persona nella candidatura di Milano-Cortina ai Giochi invernali del 2026. A 13 giorni dalla fatidica data del 24 giugno, quando a Losanna i membri del Comitato olimpico internazionale dovranno decidere tra la candidatura italiana e quella svedese di Stoccolma-Are, la Giunta del Coni di oggi, l’ultima prima di Losanna, ha ufficializzato la delegazione che partira’ per la Svizzera a sostenere la candidatura italiana. “Sara’ una delegazione – ha spiegato Malago’ – fortemente caratterizzata, supportata e arricchita di atleti ed atlete. Mettiamo al centro della candidatura ben 66 medaglie olimpiche e paralimpiche, tra campioni olimpici e paralimpici del passato, del presente e del futuro”. Nello specifico, si tratta di Alberto Tomba, Armin Zoeggeler, Federico Pellegrino, Giacomo Bertagnolli (paralimpico), Manuela Di Centa, Arianna Fontana, Sofia Goggia, Michela Moioli, Elisa Confortola e Francesca Porcellato (paralimpica), mentre tra gli atleti delle discipline estive figurano l’attuale segretario generale del Coni Carlo Mornati (ufficializzato anche il suo ruolo a capo della delegazione azzurra alle Olimpiadi di Tokyo 2020), Antonio Rossi, Giuseppe Abbagnale, Aldo Montano, Alessandra Sensini e Diana Bianchedi. Il Coni ha messo in campo quanto di meglio un comitato olimpico poteva proporre, nelle prossime due settimane la partita sara’ giocata tutta dalla diplomazia, la piu’ difficile nella marcia d’avvicinamento al voto e lo stesso Malago’ invita a non escludere nuove iniziative da qui al 24 giugno: “Il voto e’ a scrutinio segreto per cui ci sono molte variabili – ha aggiunto il capo dello sport italiano – Valgono molte considerazioni in questa vicenda. Penso sia estremamente importante il report fatto dalla Commissione di valutazione, perche’ finora e’ stato un argomento significativo. Penso che i voti si possano prendere sulla base di aspetti istituzionali, governativi, di sport internazionale e di rapporti personali”.

Advertisement

In Evidenza

Dal Senegal su un barcone per diventare come Koulibaly: grazie all’Afro Napoli United viene ingaggiato dalla Roma

Avatar

Pubblicato

del

Ci ha messo mesi per veder ufficializzato il suo sogno: diventare un giocatore di calcio. È arrivato a 16 anni dal Senegal, a bordo di un barcone della speranza. Un viaggio difficile e pericoloso nel quale il giovane Ndiaye Maissa Codou ha temuto di non farcela. E però quel sacro fuoco, quella voglia di diventare come Kalidou Koulibaly il suo connazionale che in Senegal è un idolo gli hanno fatto sopportare tutto. E così il sogno un bel giorno è diventato realtà grazie all’Afro Napoli United, una cooperativa sportiva dilettantistica sociale nata per la promozione dell’integrazione sociale attraverso lo sport. Il direttore sportivo dell’Afro, Pietro Varriale è uno che di calcio ne capisce: “lo abbiamo visto giocare per strada e gli abbiamo chiesto di tesserarsi per noi”. Un difensore di ottimo livello tanto da essere corteggiato da tanti: Juventus, Napoli, Benevento e la Roma e lui ha scelto quest’ultima squadra. E appena il sogno è diventato realtà – dopo aver attraversato mille pastoie burocratiche – ha fatto una video chiamata alla sua mamma in Africa con il telefonino regalato dallo staff dell’Afro United e le ha detto: “Mamma ce l’ho fatta”.

Continua a leggere

Sport

De Laurentiis: Insigne stia tranquillo! Mertens e Callejon, niente follie…Koulibaly e Ruiz? Meglio non affezionarsi

Avatar

Pubblicato

del

Aurelio De Laurentiis ne ha un po’ per tutti: da Insigne a Mertens passando per Koulibaly e Fabian Ruiz. Il momento è quello della firma della convenzione per l’utilizzo dello stadio San Paolo, a Palazzo San Giacomo dove il  presidente del Calcio Napoli si è recato.  All’incontro c’era il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, il capo di gabinetto del Comune di Napoli Attilio Auricchio e l’assessore allo Sport Ciro Borriello e ovviamente tanti giornalisti con i quali il presidente ha parlato margine dell’incontro.

“Non c’ero al summit di Insigne con Raiola e Ancelotti, ha detto DeLa a chi gli chiedeva dei rapporti fra Insigne e il Mister e dell’incontro con Mino Raiola, il problema di Insigne è che lui deve capire da grande cosa vuole fare, perché lui ha sempre avuto un atteggiamento di scomodità a Napoli”.

Lorenzino Insigne

“Insigne è un grandissimo calciatore e può essere in forma o meno in forma. Se l’allenatore non lo utilizza lui non può uscirsene con battute o con atteggiamenti quasi di sfida perché l’allenatore è un padre di famiglia che ha 60 anni e solo per questo non ti manda a quel paese. Io Insigne lo capisco e lo proteggo – ha aggiunto De Laurentiis – mi piace e mi sta simpatico pero’ lui ha sempre sentito scomoda la situazione napoletana. Bisogna che si tranquillizzi”.

Poi i cronisti hanno chiesto a De Laurentiis di Mertens e di Callejon, del rinnovo, delle voci di lusinghe cinesi…e lui ha spiegato che per il belga  e per lo spagnolo “non sono disposto a fare sforzi importanti, ogni giocatore ha un suo valore a seconda di dove gioca e che età ha. Se poi un giocatore vuole andare a fare le marchette in Cina perché viene strapagato questo è un problema suo”.

Po interviene anche sui due ‘gioielli’ del Napoli: Coulibaly e Fabian Ruiz.”Io sono affezionato a Koulibaly, ha detto, e non l’ho venduto neanche per 150 milioni, poi arriverà un momento in cui Koulibaly bisognerà venderlo per forza”.  Quanto a Fabian Ruiz e alla corte delle due big spagnole, Real Madrid e Barcellona: “Se io – ha affermato – mi convinco a pagare uno che è sconosciuto 30 milioni non sono nato ieri. Chiaramente il giocatore vale. Abbiamo Fabian Ruiz ma chissà quanti altri ne troveremo, la porta ìè sempre aperta non bisogna mai affezionarsi a un giocatore”.

Una risposta indiretta al presidente del Napoli sulla vicenda Insigne arriva dal fratello di Lorenzo, Antonio, quale commento all’incontro di ieri fra Ancelotti, Raiola e suo fratello: “ È tranquillo, sereno, disponibile a giocare ovunque, è il capitano ed il primo tifoso, vuole solo giocare e dare il tutto per tutto. Ha voglia e foga di vincere con il Napoli, non riuscendoci fino ad adesso ne soffre un po’”, ha chiarito Antonio Insigne.che ha aggiunto “Lui non mi ha mai parlato male del mister, di qualche compagno, dell’ambiente. Ovviamente non tutti possono pensarla alla stessa maniera, ad ogni modo Insigne si mette a disposizione dell’allenatore e della squadra. Dispiace che a volte il malumore venga travisato, lui è il primo tifoso, si sente un rappresentante della gente di Napoli”. “A volte può reagire, ma è solo la rabbia del momento”.

Continua a leggere

In Evidenza

Stadio San Paolo, de Magistris e De Laurentiis firmano la Convenzione per l’uso della struttura

Avatar

Pubblicato

del

Il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, ha firmato con il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, la nuova convenzione quinquennale con possibilità di prorogarla per altri cinque anni, per l’uso dello stadio San Paolo. “Mi ero fermato con la convenzione perchè avevo anticipato dei soldi che non mi venivano dati; ora abbiamo chiuso”, ha sottolineato De Laurentiis. Meno loquace il sindaco Luigi de Magistris che però è contento di aver chiuso questo capitolo che ha creato più di una tensione con De Laurentiis. Ora, per fortuna, tutto è alle spalle, debiti e crediti sono stati compensati e tra Napoli e il Napoli i rapporti sono chiariti in una Convenzione per l’uso dello stadio. Il Napoli paga un canone fisso di 850.000 euro a stagione sportiva più 50.000 euro per gli introiti degli spazi pubblicitari venduti all’interno dello stadio. Nella nuova convenzione, la società sportiva potrà usare una parte delle aree interne del San Paolo per attività commerciali o anche un museo del calcio. Una  idea che piace tanto a De Laurentiis. “Faremo un museo – ha spiegato – che racconterà la storia del calcio Napoli e della città. Non ci saranno solo le maglie, le foto e i video storici del calcio, ma anche momenti della città di Napoli. Ci pensavo da quando ho preso il Napoli ma non trovavano lo spazio adatto, il posto giusto è il San Paolo, il luogo dove hanno giocato Maradona, Cavani, Hamsik, Higuain e Mertens”. Uno stadio che a De Laurentiis piace dopo i lavori di ammodernamento per le Universiadi. Anche se ha sempre da ridire per la pista di atletica.

Continua a leggere

In rilievo