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Gianni Sasso, atleta paralimpico escluso per dispetto dai mondiali in Messico: faccio 250 km di cammino per Santiago de Compostela

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“Quando si va verso un obiettivo è molto importante prestare attenzione al cammino. È il cammino che ci insegna sempre la maniera migliore di arrivare, ci arricchisce mentre lo percorriamo” (Coelho).

È il pensiero di Gianni Sasso, atleta di grande spessore, campione sportivo e di vita, lo pubblica su Twitter quando con il sorriso e la serenità di sempre saluta gli amici spiegando che  il cammino di Santiago, come tutti lo chiamano perché “pellegrinare non è solo camminare e attraversare terre sconosciute fino a un santuario, è diventare migliore ogni giorno di cammino”, è quello che ha scelto di fare.

Stavolta l’impresa non porta a un trofeo, a una medaglia o a un record lui che ai trionfi nel triatlon come nel calcio per amputati ci ha fatto l’abitudine. Un percorso spirituale di grande fatica che Gianni affronta con levità come fa sempre, lui che a causa di un incidente quando era ragazzino, a Ischia, ha perso una gamba. “Ho deciso di fare il cammino, quello portoghese, direzione #SantiagodeCompostela, ha detto. Io, il mio zaino, le mie stampelle e la mia gamba”.

È il percorso più difficile, il cammino portoghese o Caminho Portugues da Costa, che parte dalla costa,  dalla cattedrale di Porto e prosegue per Vila do Conde, Esposende, Viana do Castelo e Caminha, dove si può passare in Spagna o continuare fino a Valença. Sono posti bellissimi. 150 chilometri, 7 giorni circa di camminata da Porto a Valençae,  poi ancora altri 117 km fino a Santiago de Compostela.

Un percorso che in tanti fanno per ritrovarsi, intenso, intriso di spiritualità ma per Gianni forse è anche un modo anche per smaltire l’amarezza per la ingiustificata esclusione dai mondiali di Calcio in Messico, una delusione patita da chi aveva fatto tanto per far esistere la nazionale di calcio per amputati. L’arrivo è previsto a Santiago de Compostela il 5-6 dicembre.

 

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Il paziente morto resta in reparto dell’ospedale per ore perchè l’ascensore per l’obitorio è rotto

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Era ricoverato in ospedale, dove le sue condizioni di salute si sono aggravate ed e’ morto, ma non e’ stato possibile per ore trasferire la salma in obitorio perche’ l’ascensore del reparto di Medicina era rotto. E’ un’altra storia di sanita’ alle prese con problemi irrisolti e che si ripropongono quella accaduta nell’ospedale di Serra San Bruno, che ha riguardato un pensionato sessantaseienne, residente a Fabrizia, morto ieri pomeriggio. I responsabili dell’ospedale di Serra San Bruno, dove si sono registrati problemi e criticita’ anche in passato, hanno subito contattato l’azienda che ha montato gli ascensori. E i tecnici si sono messi al lavoro per riparare il guasto. Gia’ nel dicembre scorso la stessa struttura sanitaria, riconosciuta come ospedale di montagna, era stata al centro delle cronache per un ascensore in avaria, rimasto inutilizzabile per l’ultima settimana dell’anno. A gennaio, inoltre si era registrata un’insufficienza degli spazi dell’obitorio dell’ospedale, situazione che aveva costretto alla sistemazione delle bare in un corridoio adiacente. “E’ vergognoso – ha detto il senatore di Forza Italia Giuseppe Mangialavori – quanto e’ avvenuto nell’ospedale di Serra San Bruno. La Direzione del nosocomio e i vertici dell’Azienda sanitaria provinciale di Vibo Valentia devono individuare subito le responsabilita’ e fare in modo che episodi del genere non abbiano piu’ a verificarsi”. Sulla vicenda e’ intervenuta anche Wanda Ferro, vice capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, che ha parlato di “ennesima dimostrazione della catastrofe strutturale di una sanita’ che non e’ messa nelle condizioni di rispettare le minime condizioni di dignita’ dei pazienti e delle loro famiglie, neppure di fronte al dolore della morte”. Il ministro Grillo, ha aggiunto, valuti la situazione.

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A 9 anni è già un campione con i kart, vi mostriamo passione, grinta e riflessi da grande pilota di Alessandro Scaringia

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Alessandro Scaringia ha 9 anni ed è stato il pilota più giovane a correre sul circuito internazionale di Napoli (Sarno). Un weekend impegnativo al Wsk Super Master Series 2019, uno dei più importanti eventi kartistici del mondo. Alessandro per la prima volta è sceso in pista con altri 400 i piloti, tra i più forti al mondo. Paddock da F1 e pubblico delle grandi occasioni hanno fatto da cornice all’esordio nella WSK di Alessandro Scaringia. Con lui papà Vittorio. E proprio dalla voce di Alessandro e Vittorio ascoltiamo le emozioni della pista… 

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Muore a 22 anni sul campo di calcio per un malore

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Un calciatore di 22 anni, Rogelio Maria Pizzi residente a San Giorgio di Piano, nel Bolognese, è morto  all’Ospedale Maggiore di Bologna dopo essere stato colto da un malore durante una partita del campionato seconda categoria dilettanti. Il giovane, giocatore della Polisportiva Argelatese, dopo l’inizio del match contro la squadra X Martiri, come ricostruito dai Carabinieri, si è sentito male ed è stato subito soccorso. Il 118 lo ha trasportato all’Ospedale Maggiore ma il ragazzo è deceduto. Tanti i messaggi di cordoglio apparsi in serata anche sui social come quello della Lega Nazionale Dilettanti Emilia Romagna, che in un post su Facebook ha espresso vicinanza alla famiglia del 22enne, o del sindaco di Argelato, Claudia Muzic: “Sono vicina alla famiglia, alla squadra – ha scritto – e a tutti gli amici che stanno vivendo questo incubo assurdo. Non ci sono parole solo silenzio e dolore”.

La salma del giovane è stata portata alla Medicina Legale, in attesa degli accertamenti che saranno disposti dalla Procura. A quanto si apprende, potrebbe essere eseguita un’autopsia o comunque un esame medico legale per chiarire le cause precise della morte. Nell’impianto sportivo di Argelato dove si stava svolgendo la partita c’era un defibrillatore, con personale addestrato per utilizzarlo, e le prime manovre rianimatorie sono state eseguite subito, ancora prima dell’arrivo del 118. Non risulta che il 22enne, che era stato regolarmente sottoposto alla visita sportiva, soffrisse di particolari patologie.

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