Collegati con noi

Cronache

Garante Privacy, i vertici non si dimettono: “Proseguiamo nel mandato, piena fiducia nella magistratura”

I vertici del Garante Privacy confermano la volontà di proseguire nel mandato. I legali parlano di ipotesi investigative embrionali e ribadiscono la fiducia nella magistratura.

Pubblicato

del

Il presidente Pasquale Stanzione, la vicepresidente Ginevra Cerrina Feroni e il componente Agostino Ghiglia hanno confermato la ferma volontà di proseguire nello svolgimento delle funzioni istituzionali all’interno del Garante per la protezione dei dati personali, dichiarando di aver sempre agito “in piena trasparenza e correttezza”.

La nota dei legali

La posizione è stata formalizzata in una nota firmata dagli avvocati Giuseppe Della Monica, Vittorio Manes, Gianluca Tognozzi e Alberto De Sanctis. I difensori chiariscono che le ipotesi investigative richiamate sono allo stato “del tutto embrionali” e traggono origine da inchieste giornalistiche ritenute in evidente conflitto con l’operato dell’Autorità.

Verifiche affidate alla magistratura

Secondo i legali, tali ipotesi dovranno essere oggetto di particolare verifica, con scrupolosa attenzione, da parte della magistratura, nei cui confronti viene espressa piena e totale fiducia. È nelle sedi giudiziarie competenti, si sottolinea, che devono essere accertati i fatti ed eventuali responsabilità in uno Stato di diritto.

Presunzione di innocenza e tutela dell’Autorità

I difensori giudicano inaccettabile che “i delicati equilibri di una Autorità indipendente di primario rilievo costituzionale” siano esposti a un processo mediatico improprio, denunciando una violenza comunicativa ritenuta lesiva della presunzione di innocenza e della dignità delle persone. La scelta dei componenti del Collegio, concludono, mira a garantire continuità istituzionale e rispetto delle regole democratiche.

Advertisement

Cronache

Caivano, minacce a don Patriciello e Meloni: il sindaco Angelino “Lo Stato non arretra”

Il sindaco di Caivano Antonio Angelino esprime solidarietà a don Maurizio Patriciello e alla premier Giorgia Meloni dopo nuove minacce. “Lo Stato non arretra”, scrive sui social.

Pubblicato

del

“Voglio esprimere con forza personalmente e a nome dell’amministrazione comunale la piena solidarietà al nostro parroco padre Maurizio Patriciello e al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni per le ulteriori indegne, sconcertanti minacce subite”.

Lo scrive sui social il sindaco di Caivano, Antonio Angelino, ribadendo la vicinanza dell’amministrazione comunale al parroco del Parco Verde.

“Totale abiura di illegalità e camorra”

Nel messaggio, il primo cittadino sottolinea la “totale abiura ad ogni forma di illegalità, soprusi, violenza, camorra”, affermando che lo Stato non arretra e che il processo di cambiamento avviato per restituire dignità alla comunità non si fermerà davanti alle intimidazioni.

Angelino richiama il percorso di rinascita e riscatto sociale intrapreso da istituzioni, associazioni, comunità ecclesiastiche e cittadini, ribadendo che Caivano non tornerà “nel clima buio” del passato.

“La città è pronta a reagire”

Il sindaco conclude assicurando che la città è a disposizione per qualsiasi iniziativa si voglia organizzare in risposta alle intimidazioni.

Le minacce richiamate nel post si inseriscono in un contesto già segnato da tensioni e attenzione istituzionale sul territorio. Resta alta la vigilanza delle autorità competenti.

Continua a leggere

Cronache

Tentato furto da un milione in hotel di lusso a Milano, arrestato 36enne

Tentato furto da un milione di euro in un hotel di lusso a Porta Venezia, Milano. Arrestato un 36enne colombiano per furto aggravato dopo essere stato sorpreso dal cliente.

Pubblicato

del

Tentato furto dal valore stimato in circa un milione di euro in un hotel di lusso nella zona di Porta Venezia, a Milano.

Un uomo di 36 anni, di nazionalità colombiana, è stato arrestato dalla Polizia locale con l’accusa di furto aggravato.

Sorpreso dal cliente nella stanza

Secondo la ricostruzione, il 36enne sarebbe entrato in una camera al secondo piano approfittando della porta lasciata momentaneamente aperta dall’ospite, un cittadino americano.

L’uomo avrebbe agito insieme a un complice e sarebbe stato sorpreso dallo stesso cliente mentre tentava di impossessarsi di orologi e gioielli custoditi nella stanza.

Il tentativo di fuga e l’arresto

Colto sul fatto, il presunto ladro avrebbe tentato di fuggire, ma è stato immediatamente bloccato dal personale dell’hotel e dagli addetti alla sicurezza.

Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia locale che hanno proceduto all’arresto.

La posizione dell’indagato sarà ora valutata dall’autorità giudiziaria competente. Come previsto dalla legge, l’uomo è da considerarsi non colpevole fino a eventuale sentenza definitiva.

Continua a leggere

Cronache

Sparatoria a Verona, caso Moussa Diarra: video diffuso da Ilaria Cucchi, la Procura chiede l’archiviazione

Pubblicato il video degli ultimi istanti di Moussa Diarra, ucciso a Verona da un agente della Polfer. La Procura chiede l’archiviazione per legittima difesa, familiari si oppongono.

Pubblicato

del

Un video che mostra gli ultimi momenti di vita di Moussa Diarra, migrante maliano ucciso a colpi di pistola da un agente della Polizia ferroviaria a Verona, è stato pubblicato sui social da Ilaria Cucchi.

Nel filmato si vede l’uomo a terra, ferito, mentre l’agente chiede l’intervento di un’ambulanza. Nelle immagini Diarra tiene ancora in mano l’oggetto che avrebbe innescato la reazione armata, definito da Cucchi come una posata da tavola.

Le dichiarazioni di Ilaria Cucchi e il riferimento politico

Nel post, Ilaria Cucchi richiama anche alcune dichiarazioni del ministro Matteo Salvini, riportando che avrebbe affermato che “non ci mancherà” e aggiungendo un riferimento al confronto con il contesto statunitense.

Secondo Cucchi, il giovane sarebbe stato in preda a una crisi psichiatrica legata alle difficoltà burocratiche incontrate per il rinnovo del permesso di soggiorno, necessario per mantenere il lavoro in Italia e sostenere la famiglia in Mali.

Sempre nel racconto pubblicato sui social, si sostiene che fosse stato ipotizzato un intervento sanitario obbligatorio per il ragazzo, descritto come in evidente stato di difficoltà, dopo danneggiamenti ad auto e vetrine nella zona della stazione.

La dinamica e la posizione della Procura

Secondo quanto ricostruito nell’ambito delle indagini, l’agente della Polfer avrebbe esploso tre colpi di pistola durante l’inseguimento. Uno avrebbe colpito il giovane al torace.

La Procura di Verona ha concluso le indagini chiedendo l’archiviazione del procedimento nei confronti dell’agente, ritenendo che si sia trattato di un caso di legittima difesa.

I familiari di Moussa Diarra si sono opposti alla richiesta di archiviazione. Nel corso dell’udienza del 12 febbraio, il giudice per l’udienza preliminare si è riservato la decisione.

La vicenda resta dunque al vaglio dell’autorità giudiziaria. Come previsto dall’ordinamento, ogni valutazione definitiva spetta al giudice e l’agente coinvolto è da considerarsi non colpevole fino a eventuale sentenza definitiva.

Continua a leggere

In rilievo

error: Contenuto Protetto