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Spettacoli

Gaga e le sue mascherine dominano i premi MTV 2020

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Lady Gaga e le sue mascherine regnano sull’edizione 2020 degli MTV Video Music Awards, i primi premi del mondo dell’entertainment da quando e’ cominciata la pandemia da coronavirus. Durante varie apparizioni, la pluripremiata cantante ha indossato una impressionante collezione di protezioni anti-Covid invitando gli spettatori degli awards a fare altrettanto. Gaga ha vinto cinque premi tra cui quelli di cantante dell’anno e canzone dell’anno. Ma anche Taylor Swift ha fatto storia, diventando la prima artista donna a vincere per la regia con il single “The Man” in cui sfida, nell’epoca del #MeToo, gli archetipi del machismo attaccando i privilegi di cui ancora godono nel mondo maschi “alpha” bianchi come Leonardo Di Caprio in “Lupo di Wall Street” o il tennista John McEnroe.

 

I premi avrebbero dovuto andare in onda senza pubblico dal Barclays Center di Brooklyn, ma all’inizio di agosto MTV aveva cambiato idea e organizzato una serie di performance dal vivo girate in esterni in vari punti della citta’. Di sfondo i temi portati alla ribalta dalle proteste Black Lives Matter: The Weeknd ha accettato i trofei per il miglior video (“Blinding Lights”) e il miglior R&B con un appello alla giustizia per Jacob Blake e per Breonna Taylor, due neri vittime della brutalita’ della polizia. Commosso l’omaggio a Chadwick Boseman, l’attore di “Black Panther” morto venerdi’ scorso di cancro a soli 43 anni che la presentatrice dei premi Keke Palmer ha definito “un vero eroe”. La serata e’ stata segnata dal Covid: poco pubblico anche nei collegamenti all’esterno e l’introduzione di due nuovi premi: per il miglior video da casa e la miglior performance in quarantena.

Mentre altri artisti hanno mandato ringraziamenti virtuali, Gaga ha dominato presentandosi di persona su un palcoscenico con drammatici cambi di costume accessoriati da mascherine “haute couture” e un tour de force di nove minuti dal suo ultimo album “Chromatica” chiuso dal duetto con Ariana Grande “Rain on Me”. La sponsorizzazione di Toyota ha fatto da contrappunto: due segmenti, quello del colombiano Maluma e della band multinazionale CNCO, sono andati in onda di fronte a un mare di automobili – forse tutte della casa giapponese – in un parcheggio di Brooklyn. New York era nella mente – ma su un green screen – del gruppo K-Pop BTS che in onda da Seul si e’ presentato sullo sfondo di una serie di iconici luoghi della citta’ – il Ponte di Brooklyn, Times Square, l’Empire – prima di spostare la performance nella capitale coreana. I sette hanno portato a casa quattro premi: miglior pop, miglior gruppo, miglior K-Pop e migliore coreografia. (

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Nicola Di Bari in rianimazione dopo operazione al cuore

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Nicola Di Bari e’ ricoverato in rianimazione all’Ospedale San Raffaele di Milano. A darne notizia e’ il suo manager, Franco Mariello. Le condizioni del cantautore pugliese si sono aggravate nelle ultime ore a seguito di un’operazione alle coronarie, a cui era stato sottoposto tre giorni fa. Di Bari, vincitore per due volte del Festival di Sanremo e autore di brani entrati nella storia della musica leggera italiana come Chitarra suona piu’ piano o La prima cosa bella, ha compiuto 80 anni il 29 settembre scorso.

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Cronache

“Striscia la Notizia” costringe il Questore a “dare i numeri” sui parcheggiatori abusivi che infestano Napoli

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Parcheggiatori abusivi? Nonostante i servizi di Striscia la Notizia, con Luca Abete. Nonostante le battaglie del consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli. E nonostante il lavoro delle forze dell’ordine, sembra che il fenomeno odioso delle estorsione ai dannai di  automobilisti per strada ad opera di parcheggiatori abusivi, spesso delinquenti con pedigree criminale di tutto rispetto, sia ben lontano dall’essere debellato.

E però, siccome Luca Abete ha deciso di non mollare e continua a martellare con i suoi servizi che vanno in onda su Canale 5, a Striscia la Notizia, ecco che il questore di Napoli, Alessandro Giuliano, ci teneva a far sapere che la polizia di Stato se ne occupa di questo fenomeno criminale. E così, senza che nessuno gliel’abbia chiesto e soprattutto senza che nessuno lo accusi di non belligeranza con i delinquenti del parcheggio abusivo, il questore di Napoli con una nota fa sapere che dal 2018 ha emesso “445 divieti di accesso alle aree urbane (Dacur)”.

Questore di Napoli. Alessandro Giuliano ha dato i numeri sui provvedimenti emessi nel contrasto al fenomeno criminale dei parcheggiatori abusivi

“I provvedimenti – è scritto nella nota – sono stati predisposti dalla Divisione Polizia Anticrimine, che ha inoltre coordinato una specifica attività dei Commissariati volta a verificare, con il contributo dell’Inps, la percezione del reddito di cittadinanza da parte dei soggetti colpiti da Dacur. La normativa prevede infatti sanzioni penali per i percettori di reddito di cittadinanza che omettono di comunicare le variazioni reddituali, pur se derivanti da attività irregolari. I Commissariati di polizia hanno dunque svolto accertamenti presso l’Inps nei confronti di 30 parcheggiatori abusivi abituali, già colpiti da più ordini di allontanamento, alcuni dei quali sanzionati decine di volte in varie aree cittadine quali i piazzali antistanti gli ospedali Monaldi, Cardarelli, ospedale del Mare e Vecchio Pellegrini, via Cesare Battisti e via Filzi, piazza Cavour, via Sedile di Porto, via Santa Maria di Costantinopoli”. Ebbene, da questa indagine della polizia è emerso che “i nuclei familiari di 27 parcheggiatori abusivi hanno indebitamente percepito oltre 190mila euro a titolo di reddito di cittadinanza. Già lo scorso luglio, un’analoga attività del Commissariato “San Ferdinando” aveva portato all’emissione, da parte della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, di 40 avvisi di conclusione delle indagini preliminari”. La speranza è che ora lo Stato possa recuperare quanto indebitamente percepito da questi signori. Operazione quasi da “mission impossible” visto che sono persone normalmente nullatenenti e senza alcun bene intestato su cui rivalersi. E allora?

E allora siccome questo odioso fenomeno dei parcheggiatori abusivi non è debellato, sembra proprio che Luca Abete e Striscia la Notizia non molleranno la presa. Gli autori di Striscia, in collaborazione con l’inviato Luca Abete, hanno “inventato” il format “i quattro parcheggianti”. Una ironica rivisitazione dei “Quattro Ristoranti” di Alessandro Borghese. Solo che i protagonisti della gara di Abete invece di quattro ristoratori che si cimentano su manicaretti, servizio a tavola, menù e prezzo, sono quattro parcheggiatori che si fanno beffe del codice penale ed estorcono soldi ad automobilisti occupando suolo pubblico abusivamente e facendo anche concorrenza sleale a garage. Il reality show di Striscia analizza i comportamenti di quattro operatori abusivi della sosta a sbafo con richieste talvolta estorsive agli automobilisti. E chi conduce meglio l’impresa criminale del parcheggio abusivo si aggiudica il titolo di parcheggiatore abusivo del giorno. Un modo ironico quello scelto da Striscia la Notizia per sottolineare la gravità di un fenomeno criminale che non è questione napoletana ma problema nazionale. Ma si sa, Napoli, anche grazie a Luca Abete, è sempre una casa di vetro trasparente dove niente passa inosservato. Soprattutto quello che non va e che dev’essere denunciato. Sotto questo profilo il programma cult della televisione italiana, inventato da Antonio Ricci, tutto è fuorché un telegiornale cosiddetto satirico. Forse è uno dei pochi telegiornali nazionali che si occupano con serietà del racconto del Paese reale con coraggio e senza sconti per nessuno.

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Spettacoli

Guerra legale tra Bosè e l’ex compagno per i 4 figli

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 Miguel Bose’ finisce in tribunale su denuncia del suo ex. La causa, che si e’ aperta oggi a Madrid, riguarda il futuro dei loro quattro figli: due coppie di gemelli, nati da due gravidanza surrogate gestite autonomamente dal cantante italo-spagnolo e da colui che e’ stato il suo compagno per 26 anni, lo scultore Nacho Palau. Dopo la loro rottura, avvenuta due anni fa, Bose’ si e’ trasferito in Messico con due gemelli, mentre gli altri sono rimasti in Spagna con Palau, che ora chiede ai giudici di dichiarare che i quattro sono fratelli e hanno pari diritti. “I bambini hanno bisogno l’uno dell’altro, tutto questo non ha senso”, ha detto Palau in un’intervista qualche giorno fa, lamentando la separazione dei figli. E ieri, alla vigilia del processo, ha pubblicato una foto sul suo profilo Instagram molto toccante che risale a quest’estate, quando i bambini si sono riuniti per la prima volta dopo due anni di lontananza: Tadeo, Diego, Ivo e Telmo, che ora hanno nove anni, camminano insieme per una strada di campagna abbracciati. ‘Fratelli per sempre’, il commento di Palau. Nel processo lo scultore dovra’ dimostrare che e’ stato il compagno di Bose’ per quasi trent’anni – anche se la loro relazione non e’ mai stata ufficializzata con un matrimonio o una dichiarazione di essere una coppia di fatto – e che i quattro bambini sono il frutto del loro desiderio di formare una famiglia. I piccoli – nati tutti nel 2011 a distanza di solo sette mesi – sebbene non siano fratelli di sangue sono cresciuti come tali fin dalla nascita. Motivo per cui lo scultore chiede di condividere la cura di tutti loro, insieme, come avveniva prima della rottura con Bose’. E che, soprattutto, abbiano gli stessi diritti. Ora la Corte dovra’ determinare la paternita’, se i bimbi siano stati concepiti come un progetto di famiglia e quale debba essere il loro luogo di residenza. Decisioni non facili per i giudici visto il vuoto legislativo del diritto di famiglia (in Spagna la maternita’ surrogata non e’ prevista dalla legge) e vista la mancanza di precedenti giudiziari in materia. Il cantante e’ stato sempre molto geloso della sua sfera privata al punto che la sua relazione con Palau e’ diventata pubblica solo al momento della rottura. Anche lui oggi era presente all’udienza, ma lontano dalle telecamere: ha preferito entrare dal parcheggio per non farsi vedere. “Confido nella giustizia”, ha detto invece Palau ai giornalisti lasciando il tribunale.

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