Economia
G20 spaccato, 19 contro 1: la Cina blocca il comunicato finale
Il G20 Finanze di Asheville si chiude senza un comunicato congiunto per l’opposizione della Cina. Gli altri 19 membri sostengono la dichiarazione della presidenza Usa sulle politiche non di mercato, gli squilibri commerciali e la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz. Sullo sfondo cresce il confronto tra Washington e Pechino alla vigilia del vertice Trump-Xi.
Il G20 Finanze si chiude senza un comunicato congiunto. A far saltare l’intesa ad Asheville, in North Carolina, è stata l’opposizione della Cina ad alcuni dei passaggi centrali del documento, costringendo la presidenza americana a pubblicare una propria dichiarazione finale.
Un isolamento che il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent (nella foto) ha sintetizzato con un dato politicamente pesante: 19 contro 1. Tutti i membri hanno sostenuto l’impianto della dichiarazione tranne Pechino.
Al centro dello scontro ci sono soprattutto gli squilibri commerciali globali e quelle che Washington definisce “politiche non di mercato”. Gli Stati Uniti e gli altri partecipanti chiedono interventi contro pratiche capaci di creare una dipendenza eccessiva dalle esportazioni e distorcere la concorrenza internazionale. La formulazione era chiaramente destinata a chiamare in causa il modello economico cinese, anche senza trasformare l’intero documento in un atto d’accusa esplicito contro Pechino.
La Cina ha contestato proprio il riferimento alle “politiche non di mercato”, oltre ad alcuni passaggi sulle catene globali di approvvigionamento di energia, alimentari, fertilizzanti e minerali critici. Pechino si è opposta anche alla richiesta di rafforzare attraverso Fmi e Ocse gli strumenti di analisi delle politiche che possono determinare squilibri commerciali.
Dietro il confronto c’è soprattutto l’enorme surplus commerciale cinese, considerato da Washington e da diversi partner uno dei principali fattori di squilibrio dell’economia mondiale. Bessent ha accusato la Cina di avere il maggiore e, a suo giudizio, insostenibile surplus delle partite correnti al mondo.
Anche l’Europa ha sollevato il problema. Il commissario Ue all’Economia Valdis Dombrovskis ha indicato la Cina come una delle principali fonti degli squilibri economici globali, sottolineandone dimensioni e persistenza.
Ma la frattura non si è limitata al commercio. Pechino ha espresso obiezioni anche sul passaggio relativo allo Stretto di Hormuz, mentre gli altri partecipanti hanno sostenuto la necessità di garantire una navigazione libera, sicura e prevedibile e di ridurre le interruzioni del commercio energetico.
Il tema è particolarmente delicato perché la crisi nello Stretto sta producendo conseguenze sull’intera economia mondiale. Il Fondo monetario internazionale stima per il 2026 una crescita globale intorno al 3%, ma avverte che lo shock energetico non è terminato e che Hormuz resta in larga parte chiuso.
“I giorni in cui ci si accontentava di una crescita mediocre sono finiti”, ha dichiarato Bessent al termine della riunione. Il segretario al Tesoro ha però lasciato aperta la porta al dialogo con Cina e Russia, anche sulle iniziative americane destinate ad aumentare la pressione economica sull’Iran.
La spaccatura di Asheville assume un significato ancora maggiore per il momento in cui arriva: a poche settimane dal previsto incontro a Washington tra Donald Trump e Xi Jinping. Il confronto sugli squilibri commerciali rischia così di diventare uno dei dossier centrali del vertice tra i due presidenti.
E mentre negli Stati Uniti Pechino si ritrova isolata al tavolo del G20 Finanze, dall’altra parte del mondo la Cina mostra un volto completamente diverso. Al vertice della Shanghai Cooperation Organization a Bishkek, Xi ha incontrato tra gli altri Vladimir Putin e il presidente iraniano Masoud Pezeshkian.
Due immagini quasi contemporanee che raccontano bene la fase attraversata dagli equilibri mondiali: una Cina sotto pressione nel sistema economico guidato dall’Occidente e una Cina che prova contemporaneamente a consolidare attorno a sé un diverso polo di potere internazionale.
Economia
Salone del Mobile 2027, il Contract per rilanciare il legnoarredo
Il Salone del Mobile 2027 punta sul debutto del Salone Contract per offrire nuove opportunità alle imprese del legnoarredo. La piattaforma, con masterplan di Rem Koolhaas e David Gianotten/OMA, sarà dedicata alle grandi forniture integrate. Dal 13 al 18 aprile torneranno anche Euroluce e Salone Raritas. Il tour internazionale accompagnerà le aziende sui mercati esteri, mentre Federlegnoarredo segnala le difficoltà del settore e la concorrenza cinese.
Grandi forniture per hotel, abitazioni, uffici e spazi pubblici: il Salone del Mobile punta sul Contract per aprire nuove opportunità alle imprese del legnoarredo, alle prese con un mercato in contrazione. La nuova piattaforma debutterà nella 65ª edizione, in programma dal 13 al 18 aprile 2027 a Fiera Milano Rho, mentre il settore si avvia verso una chiusura d’anno negativa.
La flessione indicata nell’aggiornamento a giugno è del 4,5%. Il bilancio definitivo del 2026 deve ancora essere consolidato, ma le aspettative illustrate da Federlegnoarredo restano prudenti.
Salone Contract, dal mobile al progetto completo
Il Salone Contract sarà dedicato alle commesse che richiedono progettazione, produzione, fornitura e coordinamento di arredi e servizi.
È un mercato nel quale la competitività dipende dalla capacità di gestire progetti complessi: dall’allestimento di un albergo agli ambienti di lavoro, fino agli sviluppi residenziali e agli spazi collettivi.
«Il Salone del Mobile del 2027 può innovare con il Salone Contract e aprire nuove prospettive per le aziende», ha spiegato la presidente Maria Porro (foto Imagoeconomica), richiamando anche il possibile contributo delle imprese al tema della casa.
Il masterplan di Rem Koolhaas e David Gianotten
A dare forma alla piattaforma sarà il masterplan firmato da Rem Koolhaas e David Gianotten dello studio OMA.
Il progetto prevede spazi espositivi e luoghi di confronto tra committenti, architetti, produttori e operatori. L’obiettivo è favorire incontri professionali e nuove collaborazioni lungo le diverse fasi delle commesse.
Per le aziende italiane, il Contract rappresenta la possibilità di valorizzare insieme design, manifattura e competenze progettuali.
Un mercato potenziale da 80 a 100 miliardi
Le elaborazioni presentate stimano tra 80 e 100 miliardi di euro il valore potenziale globale delle forniture Contract considerate nell’analisi. Si tratta di una stima di mercato, non del valore delle commesse già disponibili per le imprese italiane.
Le Americhe costituiscono l’area più consistente, con un intervallo compreso tra 34,8 e 42,6 miliardi di euro, seguite dall’Asia Pacifico, tra 27,9 e 34,2 miliardi.
Per destinazione d’uso, il segmento residenziale vale circa 40-49 miliardi, seguito dagli uffici con 17-21 miliardi, dal retail con 15-18 miliardi e dall’ospitalità con 7-9 miliardi.
Tornano Euroluce e Salone Raritas
L’edizione 2027 vedrà il ritorno di Euroluce, la manifestazione biennale dedicata al design dell’illuminazione.
È confermata anche la seconda edizione di Salone Raritas, la piattaforma riservata a pezzi unici, edizioni limitate, antiquariato e alta manifattura creativa.
Il programma affiancherà così ai grandi progetti Contract la ricerca sulla luce e le produzioni d’autore.
Il tour internazionale e la tappa di Riyad
Prima dell’appuntamento milanese, il Salone porterà le proprie iniziative in diversi mercati internazionali, con l’obiettivo di accompagnare le aziende nella ricerca di interlocutori e opportunità commerciali.
In Europa sono previste tappe a Londra, Parigi, Madrid e Amburgo. In Asia il percorso comprende Singapore, Seoul, Shanghai, Hong Kong, New Delhi e Bangalore. Restano centrali Stati Uniti e Canada, mentre Riyad, Lagos, Cape Town e Città del Messico figurano tra le destinazioni sulle quali sviluppare nuove relazioni.
La tappa saudita è indicata per gennaio 2027, rispetto all’originaria previsione di novembre. Porro ha collegato lo spostamento alle difficoltà del quadro internazionale, ribadendo l’intenzione di realizzare il progetto fieristico compatibilmente con le condizioni.
La collaborazione con Art Basel rafforza inoltre la presenza del Salone negli appuntamenti di Miami Beach e Hong Kong.
Federlegnoarredo chiede attenzione alla concorrenza cinese
Alla ricerca di nuovi mercati si affianca la preoccupazione per la pressione competitiva sulle imprese italiane.
Il presidente di Federlegnoarredo, Claudio Feltrin, ha segnalato sia le difficoltà delle vendite verso la Cina sia la crescente concorrenza dei produttori cinesi sul mercato europeo.
«Oltre che essere diventata un cattivo cliente, sta purtroppo diventando un concorrente agguerrito», ha dichiarato, chiedendo un intervento dell’Europa.
L’appello esprime la posizione della rappresentanza industriale. Nel frattempo, la strategia del Salone punta ad ampliare le occasioni commerciali attraverso grandi commesse, relazioni internazionali e servizi integrati.
Economia
Salone Nautico Genova, oltre 138mila visitatori: crescita dell’11,3%
La 66ª edizione del Salone Nautico Internazionale di Genova si conclude con 138.273 visitatori, in crescita dell’11,3%, mille imbarcazioni esposte e 4.600 prove in mare. Formenti rivendica il primato internazionale della manifestazione e annuncia un confronto con FederlegnoArredo. Il prossimo appuntamento è dal 30 settembre al 5 ottobre 2027.
Oltre 138mila visitatori in sei giorni, mille imbarcazioni esposte e 4.600 prove in mare: il Salone Nautico Internazionale di Genova chiude la 66ª edizione con una crescita dell’11,3% rispetto al 2025. Il bilancio conclusivo indica 138.273 visitatori e rafforza le ambizioni internazionali della manifestazione organizzata da Confindustria Nautica nel Waterfront di Levante.
Annunciate anche le date della prossima edizione: il 67° Salone Nautico si svolgerà dal 30 settembre al 5 ottobre 2027.
I numeri dell’edizione 2026
Il bilancio della manifestazione comprende 225 novità, una presenza internazionale da 45 Paesi e 580 incontri con buyer provenienti da 35 Paesi.
Sono stati inoltre organizzati 90 forum scientifici e dibattiti istituzionali. Sul fronte dell’informazione, risultano 1.287 giornalisti accreditati e 6.207 articoli pubblicati.
Le pagine social hanno registrato 11.649.960 visualizzazioni tra il 15 settembre e il 6 ottobre. È un indicatore di esposizione dei contenuti, distinto dal numero delle persone raggiunte e dai visitatori della fiera.
Formenti rivendica il primato mondiale
Il presidente di Confindustria Nautica, Piero Formenti, ha espresso una valutazione particolarmente positiva sul posizionamento di Genova rispetto alle altre grandi manifestazioni del settore.
«Giro saloni in tutto il mondo per il mio lavoro, non c’è niente di così bello e grande come a Genova», ha dichiarato. Guardando ai concorrenti di Fort Lauderdale e Düsseldorf, ha aggiunto: «Secondo me quest’anno possiamo dire di essere già primi al mondo».
Si tratta della valutazione del presidente degli organizzatori: il confronto tra fiere richiede criteri omogenei su pubblico, espositori, superfici e attività commerciali.
Il Waterfront e i progetti ancora da completare
La manifestazione si è svolta negli spazi del Waterfront di Levante disegnato da Renzo Piano, ancora in via di completamento. I canali navigabili collegati al mare aperto rappresentano uno degli elementi caratterizzanti dell’area espositiva.
Tra gli interventi previsti figurano il Centro del Mare, destinato all’innovazione nella blue economy, i parcheggi nel nuovo parco della Foce, un albergo a cinque stelle e il collegamento con il Porto Antico, attraverso le aree dello Yacht Club Italiano e delle riparazioni navali.
Sono prospettive di sviluppo che dovranno tradursi in opere completate e servizi operativi, con l’obiettivo di rafforzare l’accessibilità e l’offerta dell’area.

Il dialogo con FederlegnoArredo
Formenti ha annunciato l’avvio di un’interlocuzione con FederlegnoArredo per portare al Salone Nautico le grandi firme del Salone del Mobile.
Il confronto punta ad ampliare il rapporto tra nautica, arredamento e progettazione degli interni. Al momento si tratta di un percorso avviato, senza un programma definitivo annunciato.
Bucci: «Imprese, lavoro e innovazione»
Il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, ha sottolineato il valore economico e internazionale della manifestazione.
«I numeri del Salone ci riempiono di orgoglio e raccontano la forza di una manifestazione sempre più internazionale, capace di far crescere insieme imprese, lavoro, innovazione e opportunità», ha commentato.
Salis: «Possiamo fare sempre meglio»
La sindaca di Genova, Silvia Salis, ha definito l’edizione un successo, richiamando il lavoro del Comune per l’organizzazione dei servizi cittadini.
«È stato un Salone da record a detta di tutti gli espositori, il Salone più di successo degli ultimi quindici anni», ha dichiarato.
«Possiamo fare tanto e sempre meglio, è il nostro obiettivo», ha aggiunto, indicando nel completamento e nella valorizzazione degli spazi una delle prospettive per consolidare il ruolo internazionale di Genova.
Economia
Stellantis, produzione in Italia +28,3%: allarme Cassino
Nei primi nove mesi del 2026 Stellantis ha prodotto in Italia 340.745 veicoli, il 28,3% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. La Fim Cisl stima circa 450mila unità a fine anno, ma segnala il calo del 37,1% a Cassino e le difficoltà di Mirafiori. Nel confronto del 15 ottobre il sindacato chiederà nuove produzioni e chiarimenti sulle prospettive di Termoli.
La produzione italiana di Stellantis torna a crescere, ma la ripresa non raggiunge tutti gli stabilimenti: nei primi nove mesi del 2026 i volumi aumentano del 28,3%, mentre Cassino perde il 37,1%. Il quadro emerge dal rapporto Fim Cisl, presentato dal segretario generale Ferdinando Uliano, che segnala anche le difficoltà di Mirafiori e chiede nuove assegnazioni produttive.
Il confronto è con un 2025 particolarmente negativo. Il recupero rappresenta quindi un’inversione di tendenza, ma lascia ancora distante l’obiettivo di un milione di veicoli prodotti in Italia, richiamato nei tavoli ministeriali.
Oltre 340mila veicoli nei primi nove mesi
Da gennaio a settembre sono stati prodotti 340.745 veicoli, contro i 265.490 dello stesso periodo del 2025.
La crescita riguarda sia le autovetture, con un incremento del 36,7%, sia i veicoli commerciali, in aumento del 17,3%.
Per l’intero 2026 la Fim Cisl prevede una produzione intorno ai 450mila veicoli, dei quali oltre 250mila automobili. È una stima, che dovrà essere verificata con i risultati dell’ultimo trimestre.
La Fiat 500 rallenta le aspettative
La previsione di chiusura resta inferiore alle attese illustrate in precedenza dal sindacato. A incidere è soprattutto il rallentamento della Fiat 500, tra problemi nelle forniture e una domanda più debole.
Uliano ha indicato «fermi per mancanza di materiale» e «meno ordinativi», che hanno portato alla richiesta di due settimane di cassa integrazione in ottobre.
«Siamo lontani dall’obiettivo dichiarato nei tavoli ministeriali di un milione di veicoli», ha sottolineato il segretario generale della Fim Cisl.
Cassino perde oltre un terzo della produzione
La situazione più critica riguarda Cassino, dove il calo del 37,1% si aggiunge alla debolezza dei volumi già registrata nel 2025.
Per Uliano, la condizione dello stabilimento laziale «è sempre più grave». Il sindacato chiede un rafforzamento delle produzioni e risposte sulle prospettive industriali del sito.
La distanza tra il risultato nazionale e quello di Cassino mostra quanto la ripresa rimanga disomogenea.
Mirafiori, la richiesta di una seconda vettura
Anche per Mirafiori la Fim Cisl segnala difficoltà, pur nel recupero rispetto all’anno precedente. Secondo la valutazione di Uliano, la produzione del polo torinese potrebbe attestarsi intorno alle 60mila unità nel 2026, al di sotto del target aziendale richiamato dal sindacato.
«Lo stabilimento torinese non può sostenersi basandosi su un unico modello, la 500. Pensiamo sia indispensabile assegnare una seconda vettura», ha dichiarato.
La richiesta punta a diversificare l’attività dello stabilimento e a ridurre la dipendenza dall’andamento di un solo modello.
Ammortizzatori sociali in calo, ma restano criticità
Nei primi nove mesi l’utilizzo degli ammortizzatori sociali è diminuito di oltre il 30%, anche per effetto dei nuovi lanci produttivi.
Per il 2026 il sindacato prevede una riduzione della cassa integrazione e dei contratti di solidarietà in diversi siti. Restano però criticità a Cassino, Pomigliano e Mirafiori.
Il miglioramento complessivo, dunque, non descrive allo stesso modo le condizioni di tutti gli impianti e dei loro lavoratori.
Il confronto del 15 ottobre e il futuro di Termoli
Il 15 ottobre i sindacati incontreranno la direzione di Stellantis per fare il punto sulla produzione e sull’avanzamento del piano industriale.
La Fim Cisl chiederà un rafforzamento delle attività italiane, in particolare a Mirafiori e Cassino. Tra le priorità figura anche Termoli, che per il sindacato deve restare tra i siti destinati alla futura produzione di batterie, qualora la domanda di vetture elettriche torni a crescere.
È una richiesta sindacale sulle prospettive dello stabilimento, non un’assegnazione produttiva già confermata.
Filosa tra Torino e il Salone di Parigi
Nei prossimi giorni l’amministratore delegato Antonio Filosa è atteso a Torino insieme a John Elkann per Tech Wave by Vento, l’evento organizzato dalla società di venture capital di Exor.
Seguirà il Salone dell’Auto di Parigi, dove il gruppo presenterà nove concept car e oltre sessanta vetture di otto marchi. Gli appuntamenti offriranno occasioni di confronto sulle strategie di Stellantis e sulle possibili partnership, mentre il sindacato attende indicazioni concrete per gli stabilimenti italiani.


