Cronache
Funerali Willy, Conte: “Ci aspettiamo condanne severe e certe”
“Mio figlio non è morto invano se è vero che ha tentato di salvare un’altra vita”. Questo è quanto avrebbe detto il padre di Willy Monteiro, Armando, all’ambasciatore di Capo Verde Jorge Jose’ de Figueiredo Goncalves, che ha reso visita alla famiglia nel pomeriggio a Paliano. A riferirlo e’ il diplomatico lasciando l’abitazione della famiglia.

Al funerale del ragazzo capoversi al ucciso da una manica di balordi violenti c’erano migliaia di persone di Paliano, Colleferro e dintorni rimasti choccati da quanto accaduto. C’erano i vertici delle istituzioni nazionali e locali ai funerali per l’addio a Willy, segno della costernazione di un Paese intero davanti al dolore della famiglia di questi ragazzi morto senza motivo, picchiato fino ad ucciderlo da giovani esperti in arri marziali.
Domani la comunità capoverdiana andrà col treno alle 14 e farà una marcia dalla stazione al luogo del delitto. “Li faro’ scortare dai vigili urbani. Martedì dovrebbe esserci una fiaccolata a Colleferro, ma stiamo aspettando l’ok della famiglia. Non ho idea se la scuola di Willy organizzerà qualcosa per lunedi’: nulla si fara’ senza il consenso della famiglia’’ ha riferito il sindaco di Colleferro Pierluigi Sanna.
“Chiediamo a Dio anche la forza per saper un giorno perdonare chi ha compiuto l’irreparabile, chiedendo loro di percorrere un cammino di rieducazione”.
La bara che lascia lo stadio accolta da un lungo applauso, i palloncini liberati in aria, gli amici di Willy con gli occhi gonfi e le t-shirt bianche addosso. Al campo sportivo di Paliano, in provincia di Frosinone, l’ultimo abbraccio a Willy Monteiro Duarte, il 21enne ucciso dalla furia del branco a Colleferro, “colpevole” di avere cercato di difendere un amico. Per via delle restrizioni anti Covid l’accesso nella struttura sportiva del paesino del Frusinate e’ stato consentito a 1300 persone, tutti rigorosamente con la mascherina e dopo la misurazione della febbre. Gia’ dalle 8 in molti hanno fatto il loro ingresso nel rettangolo di gioco scelto per dare l’ultimo saluto al giovane.
“La morte barbara ed ingiusta di Willy non cada nell’oblio” ha esortato il Vescovo di Tivoli e Palestrina Mauro Parmeggiani durante le esequie. Nella sua omelia ha chiesto “a tutte le istituzioni” un vero e proprio “patto a 360 gradi”, poi ha tuonato contro “il culto della forza, dello sballo, dell’indifferenza e della superficialita’” rimarcando le qualita’ di Willy. Rivolgendosi alla famiglia li ha infatti voluti ringraziare “per avere dato una bella educazione a vostro figlio”. Tra i presenti, a nome del governo, la ministra Luciana Lamorgese e il premier Giuseppe Conte che ha voluto stringersi al dolore dei genitori Lucia e Armando e della sorella Milena chiedendo “pene severe e certe” per un fatto che ha sottolineato non va “minimizzato o sottovalutato”. Il riferimento del presidente del Consiglio e’ al ruolo fondamentale delle scuole: “Sara’ l’anno dell’emergenza sanitaria ma anche quello dell’inclusione e della lotta al bullismo. Dobbiamo richiamare i valori principali della societa’, tra cui il rispetto della persona”. Presente anche il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, che ha voluto ribadire la vicinanza alla famiglia: “La Regione sosterra’ i familiari per le spese legali e uno degli istituti alberghieri del nostro territorio sara’ dedicato a Willy”. Il premier Conte prima di lasciare il luogo dei funerali ha chiesto agli amici di Willy di essere forti e di andare a denunciare quello che hanno visto e a collaborare con la magistratura e si è augurato “pene certe ed esemplari ai responsabili”.
Cronache
Federico II svelata: dieci anni di campus a San Giovanni a Teduccio, l’università apre le porte alla città
Dieci anni del campus della Federico II a San Giovanni a Teduccio: il 20 marzo porte aperte con ricerca, startup, robot e visite guidate per raccontare la trasformazione di Napoli Est.
Cronache
Caso del cuore trapiantato al Monaldi: verbale secretato di un infermiere chiave nell’inchiesta sulla morte del piccolo Domenico Caliendo
Inchiesta sulla morte del piccolo Domenico Caliendo dopo il trapianto al Monaldi: secretato il verbale dell’infermiere presente in sala operatoria. Indagini su trasporto dell’organo e sulle procedure seguite.
Un verbale considerato cruciale potrebbe rappresentare un punto di svolta nell’inchiesta sulla morte del piccolo Domenico Caliendo, il bimbo al quale è stato trapiantato un cuore poi risultato danneggiato dal ghiaccio secco.
È stato ascoltato dai magistrati l’infermiere specializzato Francesco Farinaceo, presente il 23 dicembre nella sala operatoria della chirurgia pediatrica dell’Ospedale Monaldi. Il suo verbale è stato secretato e al momento non è a disposizione delle parti.
Secondo quanto emerge dagli atti dell’indagine, Farinaceo sarebbe stato l’infermiere che ha materialmente aperto il contenitore nel quale era custodito il cuore proveniente da Bolzano e destinato al piccolo paziente.
Le indagini della Procura di Napoli
L’inchiesta è coordinata dal pubblico ministero Giuseppe Tittaferrante sotto la supervisione del procuratore aggiunto Antonio Ricci. Gli accertamenti sono affidati ai carabinieri del NAS, guidati dal colonnello Alessandro Cisternino.
Gli investigatori stanno ricostruendo con precisione tutte le fasi dell’intervento: prima dell’espianto, durante il trasporto dell’organo e nel momento del trapianto.
Secondo quanto riferito in testimonianza dall’infermiera Virginia Terracciano, sarebbe stato proprio Farinaceo ad aprire il contenitore con il cuore donato e ad assistere allo scambio di indicazioni tra il chirurgo e l’équipe medica presente in sala.
Il ruolo del chirurgo e i dubbi sull’avvio dell’intervento
Tra i punti centrali dell’inchiesta c’è la decisione di avviare l’intervento chirurgico sul piccolo paziente. Gli inquirenti stanno cercando di chiarire cosa abbia spinto il chirurgo Guido Oppido a procedere con l’apertura dello sterno.
Le ipotesi al vaglio sono principalmente due: la necessità di intervenire rapidamente per evitare che il cuore donato diventasse inutilizzabile allo scadere delle quattro ore successive all’espianto oppure la convinzione di aver ricevuto un via libera dai colleghi presenti in sala operatoria.
Oppido è tra i sette medici attualmente indagati nell’inchiesta ed è stato sospeso dall’ospedale al termine di una prima istruttoria interna.
La denuncia sul “clima tossico” nel reparto
Farinaceo risulta anche il primo firmatario di una lettera di denuncia inviata il 27 gennaio ai vertici dell’azienda ospedaliera. Nel documento viene segnalato un presunto “clima tossico” all’interno del reparto attribuito alla gestione del chirurgo.
Dopo la sua audizione è probabile che vengano ascoltati anche gli altri firmatari della lettera, tra cui diversi infermieri già sentiti come testimoni.
Secondo alcune testimonianze raccolte dagli investigatori, il chirurgo avrebbe iniziato il clampaggio dell’aorta prima dell’arrivo del cuore in sala operatoria. Un passaggio che gli inquirenti stanno verificando con attenzione.
Il trasporto dell’organo e il termos da spiaggia
Un altro elemento emerso nelle ultime ore riguarda un video acquisito dagli investigatori relativo al trasporto di un organo avvenuto nel 2021.
Nel filmato si vedrebbe l’utilizzo dello stesso contenitore termico artigianale da spiaggia utilizzato anche per il trasporto del cuore destinato al piccolo Domenico.
Questo dettaglio è diventato uno dei punti più controversi dell’intera vicenda.
Gli accertamenti sull’espianto a Bolzano
Parallelamente l’attenzione degli investigatori si concentra anche su quanto accaduto nell’Ospedale San Maurizio, dove è stato espiantato il cuore donato.
Secondo un report degli ispettori del Ministero della Salute, sarebbe al vaglio anche la possibilità di un errore nel dosaggio di un farmaco somministrato durante la fase di espianto.
Un eventuale errore potrebbe aver danneggiato l’organo prima del trasporto.
L’avvocato Francesco Petruzzi, legale dei genitori del piccolo Domenico, Antonio e Patrizia Caliendo, ha spiegato che questo aspetto potrà essere chiarito dagli esami autoptici sui tessuti.
Secondo il legale, tuttavia, tale eventualità non cambierebbe il quadro delle responsabilità che gli inquirenti stanno valutando in relazione alle procedure seguite dall’équipe dell’ospedale napoletano.
Cronache
Terremoto di magnitudo 2.8 nell’Avellinese: scossa registrata vicino a Forino
Scossa di terremoto di magnitudo 2.8 registrata vicino a Forino, in provincia di Avellino. Epicentro a circa 6 km di profondità secondo l’INGV.





