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Cronache

Fuga dai carabinieri finisce in tragedia: morto a 16 anni Andrea Procaccino, cinque minorenni in auto dopo una notte di alcol

Un ragazzo di 16 anni, Andrea Procaccino, è morto in un incidente stradale avvenuto a Orta Nova, nel Foggiano, dopo una fuga da un posto di controllo dei carabinieri. A bordo dell’auto c’erano altri quattro minorenni. Gli accertamenti hanno rilevato la presenza di alcol nel sangue di tutti i giovani coinvolti. La comunità è sotto shock e si prepara ai funerali del ragazzo.

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Una fuga iniziata per evitare un controllo dei carabinieri si è trasformata in una tragedia che ha sconvolto l’intera comunità di Orta Nova. A perdere la vita è stato Andrea Procaccino, 16 anni, passeggero di un’auto guidata da un coetaneo anch’egli minorenne.

Secondo la ricostruzione effettuata dagli investigatori, il conducente si sarebbe imbattuto in un posto di controllo dei carabinieri nelle ore notturne. Alla vista dei militari avrebbe accelerato tentando di sottrarsi all’identificazione.

Ne è nato un inseguimento durato alcuni chilometri lungo le strade della provincia di Foggia.

Lo schianto all’uscita di Orta Nova

La corsa si è conclusa in prossimità di una curva già nota per la sua pericolosità. L’auto, una Renault Megane Station Wagon con targa polacca, ha perso aderenza, si è schiantata contro il guard-rail e si è ribaltata.

Nell’incidente Andrea Procaccino ha perso la vita, mentre gli altri quattro ragazzi presenti nell’abitacolo sono rimasti feriti. Tre sono stati dimessi dopo le cure del caso, mentre un altro giovane è rimasto ricoverato in osservazione.

Gli accertamenti svolti successivamente hanno evidenziato la presenza di alcol oltre i limiti consentiti nel sangue e nelle urine di tutti i cinque ragazzi coinvolti. Due di loro sarebbero inoltre risultati positivi all’assunzione di cannabis.

Nessun contatto tra l’auto e la pattuglia

Gli investigatori hanno chiarito che non vi sarebbe stato alcun contatto tra la vettura dei carabinieri e l’auto in fuga. Secondo la ricostruzione finora emersa, la pattuglia avrebbe mantenuto una distanza di sicurezza dal veicolo inseguito.

Proprio nei pressi della curva, i militari avrebbero ulteriormente rallentato la marcia, consapevoli della pericolosità del tratto stradale.

Le indagini proseguono anche per chiarire la disponibilità dell’automobile coinvolta nell’incidente. Il veicolo risulta intestato a un cittadino polacco, non è stato segnalato come rubato e disponeva di una copertura assicurativa regolare.

Orta Nova piange Andrea

La notizia della morte di Andrea Procaccino ha gettato nello sconforto l’intera cittadina del Foggiano. Il sindaco di Orta Nova, Domenico Di Vito, ha parlato di una comunità profondamente ferita e ha invitato tutti a una riflessione sul ruolo educativo di famiglie, istituzioni e scuola.

Nel suo messaggio il primo cittadino ha sottolineato come nessuna sfida, nessuna corsa e nessun momento di leggerezza possano valere il prezzo di una vita spezzata.

Il ricordo commosso dei professori

Tra le testimonianze più toccanti c’è quella di Alfredo Coppola, docente dell’Istituto commerciale Adriano Olivetti frequentato dal ragazzo.

L’insegnante ha ricordato Andrea come un giovane pieno di entusiasmo, sorridente e legato al proprio territorio. Un ragazzo che progettava il proprio futuro senza immaginare che la sua vita si sarebbe interrotta così presto.

Particolarmente commovente anche l’appello rivolto ai compagni di scuola, invitati a restare uniti per affrontare insieme il dolore di questa perdita.

L’ultimo saluto ad Andrea

Per tutta la giornata amici, compagni di scuola e conoscenti hanno raggiunto la casa funeraria per rendere omaggio al ragazzo. Profondo il dolore della famiglia, della madre Michelina, del padre Antonio e del fratello maggiore Vito.

I funerali saranno celebrati nella chiesa Madonna di Lourdes di Orta Nova, dove la comunità si stringerà attorno ai familiari per l’ultimo saluto.

Una tragedia che interroga gli adulti

La morte di Andrea riapre il tema della sicurezza stradale, dell’abuso di alcol tra i minorenni e della responsabilità educativa degli adulti. Una vicenda che va oltre la cronaca e che richiama famiglie, istituzioni e scuola a interrogarsi sulle fragilità di una generazione spesso lasciata sola davanti a scelte pericolose.

Le indagini proseguono per accertare ogni aspetto della dinamica dell’incidente. Resta il dolore per una giovane vita spezzata e per una comunità che oggi si ritrova a piangere uno dei suoi figli.

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Cronache

Metaponto, 18enne arrestato per la presunta violenza su una 17enne: lunedì davanti al gip

Un diciottenne sarà interrogato dal gip di Matera dopo l’arresto per la presunta violenza sessuale su una minorenne nella notte di Ferragosto a Metaponto. Sequestrati indumenti e telefono.

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Sarà interrogato lunedì 17 agosto dal gip di Matera il diciottenne arrestato dai carabinieri con l’accusa di avere violentato una ragazza di 17 anni nella notte di Ferragosto, nei pressi del lungomare di Metaponto di Bernalda, in provincia di Matera.

Il giovane, di origine tunisina e regolarmente residente in Italia, dovrà rispondere alle domande del giudice durante l’interrogatorio di garanzia. Il gip sarà poi chiamato a pronunciarsi sulla convalida dell’arresto e sull’eventuale applicazione di una misura cautelare.

L’accusa formulata dalla Procura di Matera è di violenza sessuale aggravata. Le responsabilità del diciottenne dovranno essere accertate nel corso del procedimento.

Gli accertamenti dei carabinieri

Secondo quanto emerso finora, il diciottenne e la ragazza avrebbero trascorso la serata all’interno della stessa comitiva. Nelle ore successive all’arresto, i carabinieri hanno ascoltato altre persone presenti con i due giovani per ricostruire quanto sarebbe accaduto durante la notte.

Gli investigatori hanno sequestrato gli indumenti e il telefono cellulare dell’indagato. Il materiale sarà sottoposto agli accertamenti ritenuti necessari per verificare il racconto della minorenne e ricostruire la sequenza degli eventi.

Attivato il protocollo “codice rosso”

La diciassettenne è stata soccorsa e accompagnata all’ospedale Giovanni Paolo II di Policoro, dove ha ricevuto le cure e l’assistenza previste. Nei suoi confronti sono state attivate le procedure di protezione stabilite dal protocollo “codice rosso”.

Le indagini sono coordinate dalla Procura della Repubblica di Matera. La ragazza resta completamente anonima, come previsto dalle norme poste a tutela delle vittime minorenni di violenza sessuale.

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Cronache

Chiuso per caldo: sulle Alpi si scioglie anche lo sci d’estate

Le temperature troppo elevate hanno imposto la sospensione dello sci estivo sul ghiacciaio dello Stelvio. Con le chiusure già registrate al Cervino e negli altri comprensori alpini, in Europa le possibilità di sciare all’aperto sono ormai quasi scomparse.

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A tremila metri di quota l’estate ha cancellato l’inverno. Dopo il Cervino e il comprensorio di Ponte di Legno-Tonale, anche sul ghiacciaio dello Stelvio gli sci sono stati riposti: fa troppo caldo per garantire piste praticabili e condizioni di sicurezza accettabili.

La sospensione è scattata a Ferragosto e resterà in vigore fino a quando le temperature non consentiranno di preparare nuovamente il terreno. Le funivie continueranno a trasportare turisti ed escursionisti verso il ghiacciaio, ma senza sci ai piedi.

Non è più sufficiente salire oltre i tremila metri per trovare neve compatta. Le temperature restano elevate durante il giorno e scendono troppo poco nelle ore notturne. Senza il necessario rigelo, la superficie perde consistenza, aumenta il rischio di cedimenti e diventa impossibile assicurare gli standard richiesti per lo sci.

La società che gestisce gli impianti dello Stelvio continuerà a controllare quotidianamente lo stato del ghiacciaio. Una riapertura resta possibile, ma dipenderà interamente da un abbassamento delle temperature. Non c’è, quindi, una data da indicare sul calendario.

Il domino delle chiusure

Lo Stelvio è soltanto l’ultimo tassello di una crisi che coinvolge ormai l’intero arco alpino.

Sul Cervino lo sci estivo era stato fermato già all’inizio di agosto dalla società svizzera che gestisce gli impianti del ghiacciaio del Teodulo e di Plateau Rosa. Dal versante italiano le funivie in partenza da Breuil-Cervinia hanno continuato a funzionare, ma esclusivamente per escursionisti e visitatori.

Anche sul Presena, nel comprensorio Ponte di Legno-Tonale, la stagione sulla neve si è conclusa. In Austria, persino Hintertux, a lungo presentato come il ghiacciaio sul quale era possibile sciare tutto l’anno, ha sospeso l’attività estiva, rinviando la ripresa all’autunno.

Il risultato è una geografia dello sci europeo estivo ridotta praticamente a zero. Chi vuole sciare deve rivolgersi alle strutture al coperto oppure spostarsi nell’emisfero australe.

Il caldo cambia anche l’alpinismo

Le conseguenze non riguardano soltanto le piste. Sul Monte Bianco l’aumento delle temperature ha accresciuto il pericolo di frane e cadute di pietre, imponendo limitazioni agli accessi e la chiusura di rifugi lungo alcune delle vie più frequentate.

Quando il ghiaccio che tiene insieme rocce e detriti si indebolisce, interi versanti diventano instabili. Sentieri, vie di arrampicata e percorsi un tempo considerati praticabili durante l’estate possono trasformarsi in poche ore.

La montagna continua a essere accessibile, ma non alle condizioni alle quali escursionisti, guide e gestori degli impianti erano abituati. Le stagioni si accorciano, i percorsi cambiano e le decisioni devono essere prese quasi giorno per giorno.

Nove gradi a tremila metri

Le temperature rilevate in alta quota spiegano meglio di qualsiasi immagine la situazione: circa 17 gradi nella zona del ghiacciaio dei Forni, oltre i duemila metri, e nove gradi nei pressi del Passo Marinelli, a circa tremila metri.

Sono valori incompatibili con la conservazione di una superficie adatta allo sci. Ma sono anche il segnale di un problema più ampio: i ghiacciai alpini stanno perdendo massa e spessore da anni, mentre le estati calde e prolungate accelerano lo scioglimento e riducono la neve capace di proteggerli.

Una singola ondata di caldo non basta, da sola, a raccontare il cambiamento climatico. La contemporanea chiusura dei principali comprensori glaciali, però, non può essere considerata un semplice incidente stagionale.

Lo sci estivo, nato sull’idea che in alta montagna l’inverno non finisse mai, sta diventando un’attività intermittente e sempre più fragile. Il cartello “chiuso per caldo” appeso idealmente sulle Alpi non rappresenta soltanto una stagione turistica compromessa. È l’immagine concreta di una montagna che sta cambiando più rapidamente delle abitudini costruite intorno ad essa.

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Cronache

Ferragosto violento a Mondragone, rissa sulla spiaggia: cinque denunciati

Una rissa tra numerose persone è scoppiata sulla spiaggia libera di Fiumarella a Mondragone. Il video è stato pubblicato da Francesco Emilio Borrelli. I carabinieri hanno identificato e denunciato cinque persone, tra le quali un minorenne.

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Una violenta rissa ha coinvolto numerose persone nella notte di Ferragosto sulla spiaggia libera di Fiumarella, a Mondragone. Le immagini dell’accaduto, pubblicate sui social dal deputato di Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli, sono diventate rapidamente virali.

Secondo una prima ricostruzione, lo scontro sarebbe nato da un’accesa discussione tra due gruppi. In pochi istanti dalle parole si sarebbe passati alle aggressioni fisiche. La dinamica completa e le responsabilità individuali sono ancora in corso di accertamento.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri del Reparto territoriale di Mondragone. Cinque persone, tra le quali un minorenne, sono state identificate e denunciate. Le loro eventuali responsabilità dovranno essere valutate dall’autorità giudiziaria.

Borrelli: «Servono controlli più serrati»

«Una notte di festa trasformata nell’ennesimo teatro di violenza», ha commentato Borrelli, chiedendo un rafforzamento dei controlli sul litorale domizio.

Secondo il deputato, ordinanze e divieti non possono rimanere soltanto sulla carta: chi trasforma spiagge e luoghi pubblici in scenari di violenza deve essere individuato e sanzionato.

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