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#Fridayforfuture, migliaia di giovani in piazza per difendere il futuro di madre Terra: Napoli “occupata” dagli studenti

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Sono centinaia di migliaia i giovani che stanno prendendo parte al Friday for future in Italia. Non c’è città, paesino dove gli studenti non sono scesi in piazza per manifestare contro i cambiamenti climatici indotti da un uso smodato, scorretto, talvolta criminale della nostra natura da parte dell’uomo. A Napoli manifestazione oceanica. Alla testa del corteo di Napoli, iniziato da piazza Garibaldi, striscioni contro “chi inquina, deve pagare”. Quando la testa del corteo  è arrivata davanti alla sede centrale dell’Università Federico II, al corso Umberto, in piazza Garialdi c’erano ancora migliaia di ragazzi che faticavamo ad incolonnarsi per dare vita ad un unico corteo. E c’erano già due chilometri di fila di ragazzi colorati, chiassosi e variopinti che manifestavano. Nessuno forse si aspettava una manifestazione così partecipata. Infatti il ragazzi hanno occupato entrambe le carreggiate e il traffico è completamente sospeso. Non perchè i giovani abbiano voluto creare il caso, ma perché erano davvero troppo. E così davanti a tutti questi ragazzi, Napoli s’è fermata del tutto. Tra gli altri, c’era uno striscione enorme dedicato al ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti. Nei giorni scorsi il ministro aveva invitato i dirigenti scolastici a giustificare l’assenza a scuola degli studenti che avrebbero partecipato alla manifestazione. E i ragazzi, al ministro hanno scritto uno dei tanto pensieri di questo #fridayforfuture: “Fioramonti non ci serve il tuo permesso, il futuro ce lo riprendiamo noi”.

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Pozzuoli, cold case Campana: 4 arresti per omicidio aggravato dal metodo mafioso

A Pozzuoli risolto dopo oltre 15 anni l’omicidio di Carmine Campana: 4 persone in carcere su richiesta della DDA di Napoli, aggravante mafiosa.

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Cold case risolto dopo oltre quindici anni. I Carabinieri della Compagnia di Pozzuoli hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di quattro persone gravemente indiziate di omicidio premeditato e di detenzione e porto illegale di arma comune da sparo.

Il provvedimento è stato emesso dal Gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura Distrettuale di Napoli.

L’omicidio di Carmine Campana

Gli indagati avrebbero preso parte, in qualità di mandanti ed esecutori, all’omicidio di Carmine Campana, avvenuto a Giugliano in Campania il 15 maggio 2010.

Secondo l’impostazione accusatoria, il delitto sarebbe stato commesso per affermare il controllo del territorio in contrapposizione al gruppo criminale “Beneduce”, al quale sarebbe stata ritenuta vicina la vittima. Campana venne colpito al volto con diversi colpi d’arma da fuoco.

L’aggravante mafiosa

I reati contestati sono aggravati dal metodo mafioso e dalla finalità di agevolare il clan camorristico “Pagliuca”, ritenuto operante sul territorio di Pozzuoli.

Il provvedimento eseguito è una misura cautelare disposta nella fase delle indagini preliminari. Avverso l’ordinanza sono ammessi mezzi di impugnazione. I destinatari della misura sono persone sottoposte a indagine e devono considerarsi presunte innocenti fino a eventuale sentenza definitiva.

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Milano, accoltella il compagno: la 39enne era già stata condannata per omicidio

A Milano una donna di 39 anni arrestata per aver accoltellato il compagno: in passato era stata condannata per l’omicidio dell’ex convivente.

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Oksana Murasova, 39enne di origine lituana, è stata fermata oggi a Milano con l’accusa di aver accoltellato il compagno 50enne.

La donna si trova attualmente in Questura, in attesa delle decisioni dell’autorità giudiziaria.

Il precedente per omicidio

Secondo quanto emerso, Murasova era già stata arrestata per l’omicidio dell’allora convivente Bilous Ruslan, 31 anni, avvenuto anch’esso a Milano.

Per quel delitto aveva scontato una pena di otto anni di detenzione. Nel 2019, quando la sentenza era diventata definitiva, i carabinieri l’avevano arrestata a Copiano, in provincia di Pavia.

Le indagini in corso

Le forze dell’ordine stanno ricostruendo la dinamica dell’ultimo episodio e le condizioni del 50enne ferito.

Come previsto dalla legge, la donna è da considerarsi innocente fino a eventuale condanna definitiva.

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Cronache

Sabotaggi alle linee ferroviarie, vertice al Viminale: indagini per terrorismo

Escalation di sabotaggi sulle linee ferroviarie tra Bologna, Pesaro e Roma. Vertice al Viminale convocato da Matteo Piantedosi. Indagini per possibile terrorismo.

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Da Bologna a Pesaro fino a Roma: una serie di sabotaggi ha mandato in tilt negli ultimi giorni la circolazione ferroviaria, in particolare sulla linea dell’Alta Velocità.

Sabato, poco prima dell’alba, sono stati segnalati due danneggiamenti sulla tratta Roma-Firenze a distanza di un’ora l’uno dall’altro. Secondo gli investigatori, la pista dolosa appare evidente: sono stati trovati pozzetti manomessi, cavi bruciati e, in un caso, un innesco.

Un episodio analogo, avvenuto a Pesaro nel primo giorno dei Giochi di Milano Cortina 2026, è stato rivendicato su un blog di controinformazione anarchica. Gli inquirenti ipotizzano un possibile collegamento tra i diversi episodi, inserendoli in una stessa campagna.

Vertice al Viminale

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha convocato per domani pomeriggio al Viminale un Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica.

Al tavolo siederanno i vertici delle forze di polizia, dell’intelligence e i referenti del Ferrovie dello Stato Italiane.

Dopo una prima informativa della Digos, la Procura di Roma potrebbe aprire un fascicolo. Non si esclude che, come già avvenuto a Bologna e Ancona, si possa procedere anche per associazione con finalità di terrorismo e attentato alla sicurezza dei trasporti.

Rafforzata la vigilanza sulla rete

È stato nel frattempo innalzato il livello di attenzione sulla rete ferroviaria, con il potenziamento dei pattugliamenti lungo i binari e il monitoraggio dei nodi tecnici e delle aree meno coperte da videosorveglianza.

Lunedì sono previsti accertamenti della polizia scientifica sull’ordigno incendiario rimasto intatto nei pressi di Castel Maggiore, nel Bolognese. L’ordigno sarà confrontato con altri reperti sequestrati in precedenti attentati. Saranno inoltre ricercate eventuali tracce biologiche utili alle indagini.

Le reazioni politiche

Il ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha parlato di “odiosi atti criminali”, assicurando il massimo impegno per individuare i responsabili.

Il presidente dei senatori della Lega Massimiliano Romeo ha invitato la sinistra a prendere le distanze da simili gesti, richiamando il rischio di un clima che richiama stagioni di tensione del passato.

Le indagini sono in corso e l’eventuale qualificazione giuridica dei fatti spetterà all’autorità giudiziaria, nel rispetto delle garanzie previste dall’ordinamento.

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