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Franck Ribery ha deciso di vestire la maglia della Fiorentina. Oggi le visite

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Due anni di contratto a 4 milioni più bonus per alcune centinaia di migliaia di euro legato al numero di partite giocate e Franck Ribery diventa un calciatore della Fiorentina. Oggi dovrebbe arrivare la firma per vedere l’asso francese, per 12 anni bandiera del Bayern Monaco, vestire la maglia viola. Ribery è atteso questa mattina a Firenze, proveniente da Monaco dove risiede con la famiglia, a bordo di un aereo privato.

La trattativa è stata lunga ed è stata portata avanti grazie al paziente lavoro del direttore sportivo della Fiorentina di Rocco Commisso, DanielePradè. Adesso manca solo qualche dettaglio, in queste ore farà le visite mediche e poi il calciatore, che ha 36 anni, andrà a rinforzare la rosa a disposizione di mister Vincenzo Montella. A dispetto dell’età non più verde il suo fisico è integro e “vola come sempre in mezzo al campo”, parola di Gianni Bianchi, fisioterapista di Franck fin dal 2010.

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Sinner supera Spizzirri e vola al quarto turno dell’Australian Open

Jannik Sinner batte Spizzirri in quattro set e accede al quarto turno degli Australian Open, superando caldo e difficoltà fisiche.

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Jannik Sinner supera l’americano Spizzirri con il punteggio di 6-4, 3-6, 6-4, 6-4, centrando l’accesso agli ottavi di finale  degli Australian Open.

Una partita più dura del previsto

L’incontro si è rivelato più complicato di quanto dica il ranking. Spizzirri ha espresso un buon livello di tennis, approfittando anche delle difficoltà fisiche di Sinner legate alle alte temperature, riuscendo a strappare il secondo set.

La superiorità alla distanza

Nei momenti decisivi è però emersa la maggiore solidità dell’azzurro, che ha alzato l’intensità negli scambi e gestito con lucidità i game chiave, evitando il quinto set.

Sinner avanti con fiducia

Una vittoria importante sul piano mentale e fisico, che conferma la continuità di rendimento del numero due del mondo e lo proietta con fiducia al turno successivo dello Slam australiano.

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Inter-Pisa, Chivu: “La colpa è mia su Sommer, poi grande reazione della squadra”

Dopo la vittoria sul Pisa, Cristian Chivu analizza la gara: errori iniziali, responsabilità personali e orgoglio nella reazione dell’Inter.

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Dopo la vittoria contro il Pisa, il tecnico dell’Inter Cristian Chivu ha analizzato la gara ai microfoni di DAZN, soffermandosi sugli episodi iniziali e sulla reazione della squadra.

“L’approccio non è stato male – ha spiegato – abbiamo subito una ripartenza, poi ci siamo fatti gol da soli. Ma la colpa è mia, perché faccio determinate richieste al portiere e metto in difficoltà Yann Sommer. La responsabilità è mia e non sua”.

Gli episodi e la svolta mentale

Chivu ha riconosciuto i meriti degli avversari sulle palle inattive: “Poi ci hanno fatto gol su palla ferma, sono stati bravi loro”. Da quel momento, però, l’Inter ha cambiato marcia: “Dopo abbiamo messo in campo l’orgoglio”.

Secondo il tecnico, la chiave è stata la reazione mentale: “Puoi anche subire qualcosa, ma l’importante è come reagisci e come ti comporti durante il resto della partita. Potevamo subirla mentalmente e invece abbiamo continuato a fare quello che sappiamo fare”.

Il lavoro del gruppo e la crescita dei giovani

Unico rammarico, per Chivu, non aver chiuso prima la gara: “Dispiace non aver fatto prima il 4-2”. Ma il giudizio complessivo resta positivo: “Tanto di cappello a questi ragazzi, mettono tutto per fare una stagione competitiva. Lavorano sodo e cercano sempre di accontentarmi”.

Parole di apprezzamento anche per i più giovani, in particolare Pio Esposito: “Ha tanta voglia di lavorare, di dimostrare, di metterci la faccia”.

“La responsabilità è sempre mia”

Chivu ha chiuso ribadendo un concetto chiave del suo approccio: “Quando le cose non vanno bene, la colpa è mia e sarà sempre mia, perché magari esagero con determinate richieste. Ma mi seguono sempre”.

Una dichiarazione che certifica la fiducia nel gruppo e rafforza il legame tra allenatore e squadra, dopo una vittoria costruita anche attraverso una reazione di carattere.

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Pisa ko a San Siro, Gilardino: “Serata amara, poi l’Inter è stata troppo forte”

Dopo la sconfitta contro l’Inter, il tecnico del Pisa Alberto Gilardino analizza la gara: buon primo tempo, poi troppi errori e qualità superiore dei nerazzurri.

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È una serata difficile da digerire per il Pisa, travolto dall’Inter dopo un avvio che aveva fatto sperare in un risultato diverso. Al termine della gara, il tecnico Alberto Gilardino ha commentato con amarezza la sconfitta ai microfoni di DAZN.

“È una serata molto amara – ha spiegato – anche per l’ampiezza del risultato rispetto a quello che la squadra ha fatto vedere nel primo tempo. Venire qui e andare sul 2-0 contro l’Inter non è una cosa semplice né scontata”.

Il momento chiave della partita

Secondo Gilardino, la svolta del match è arrivata su due episodi precisi: “L’inerzia della partita è cambiata sul rigore e sul colpo di testa di Canestrelli sul 3-2”. Da quel momento, il Pisa ha perso compattezza e lucidità, lasciando spazio alla forza dei nerazzurri.

“Nel secondo tempo – ha aggiunto – troppo poco noi e tantissima Inter, che è una squadra fortissima”.

Errori e cambi poco incisivi

Il tecnico toscano ha poi evidenziato i limiti mostrati dalla squadra nella fase finale dell’incontro: “Quando sei sul 3-2 devi cercare di mantenere l’equilibrio fino al 90’, ma abbiamo fatto troppi errori. Chi è entrato non ci ha dato una grandissima mano”.

Una valutazione lucida, che non cerca alibi ma riconosce la differenza di qualità emersa nella ripresa.

Guardare avanti dopo una sconfitta pesante

Gilardino ha infine invitato l’ambiente a voltare pagina rapidamente: “Dobbiamo archiviare questo risultato pesante e tenere quel poco di buono che c’è stato in una serata amara”.

Parole che fotografano una sconfitta dura nel punteggio, ma che il Pisa proverà a trasformare in esperienza utile per il prosieguo della stagione.

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