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Cronache

Francesca Pascale si racconta: l’amore per Berlusconi, il dolore privato e la politica che verrà

In una lunga intervista al Corriere della Sera, Francesca Pascale ripercorre il rapporto con Silvio Berlusconi, tra ricordi personali, scelte politiche, lutti familiari e uno sguardo critico sull’Italia di oggi.

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Lontana dai riflettori, immersa nella campagna senese, Francesca Pascale vive in un casale costruito “a sua immagine e somiglianza”. È qui che conserva il ricordo più intimo di Silvio Berlusconi, tra fotografie, oggetti simbolici e un ciliegio che diventa luogo di dialogo silenzioso con l’uomo che ha segnato quindici anni della sua vita. Il racconto emerge da una lunga intervista rilasciata al Corriere della Sera, in cui Pascale intreccia memoria privata e riflessione pubblica.

L’ultimo saluto e il dolore della perdita

Pascale ricostruisce il momento in cui apprese della morte di Berlusconi e il dolore improvviso, paragonato solo a quello provato per la perdita della madre. Racconta la sua presenza discreta al funerale, seduta “nell’ultima fila”, e il bisogno personale di poterlo salutare, interrogandosi se fosse davvero ciò che lui avrebbe voluto. Un dolore composto, vissuto lontano dalle polemiche.

Un rapporto mai davvero concluso

Nel racconto emerge l’idea di una relazione mai realmente finita. Pascale spiega che la separazione non fu solo politica, ma anche legata alla consapevolezza di non poter condividere fino in fondo la vecchiaia di Berlusconi. L’ultimo contatto risale a pochi mesi prima della morte, con parole semplici e sussurrate: “ti voglio bene, ti penso”.

Politica, diritti civili e fratture interne

Uno dei passaggi centrali riguarda il rapporto tra Berlusconi e i diritti civili. Pascale ricorda una fase in cui il leader di Forza Italia mostrava apertura verso un rinnovamento del linguaggio politico, coinvolgendo esponenti del mondo LGBTQ+ e partecipando a iniziative pubbliche. Una linea che, secondo il suo racconto, si sarebbe scontrata con l’ala più conservatrice del partito, rendendo sempre più fragile la sua posizione.

Il giudizio sull’eredità politica

Alla domanda su un possibile erede politico di Berlusconi, Pascale risponde senza esitazioni: “nessuno”. Esprime stima per alcune figure istituzionali, ma critica apertamente la gestione attuale di Forza Italia, auspicando un ruolo più attivo dei figli del fondatore, Marina e Pier Silvio, per rifondare il partito attraverso congressi e nuove regole.

La famiglia, le ferite personali e la scelta di stare sola

L’intervista si sposta poi su un piano più intimo. Pascale racconta un’infanzia segnata dalla violenza domestica e da un rapporto irrisolto con il padre, una ferita che ha inciso profondamente sul suo modo di vivere l’amore. Una consapevolezza che oggi la porta a scegliere la solitudine come forma di equilibrio.

Nessuna buonuscita, ma una vita privilegiata

Smentisce le voci su una “buonuscita” dopo la fine del rapporto con Berlusconi. Pascale riconosce di aver vissuto una vita di privilegi, resa possibile anche dal sostegno economico e umano ricevuto dall’ex premier, che le ha consentito indipendenza e sicurezza.

Uno sguardo critico sull’Italia di oggi

Non mancano giudizi netti sulla politica attuale: da Giorgia Meloni, definita “donna vincente” ma distante su molte idee, fino alle critiche a Matteo Salvini e alla Lega, per la quale indica Luca Zaia come possibile guida futura.

Tra memoria e impegno

L’intervista restituisce l’immagine di una donna che non rinnega il proprio passato, né personale né politico, ma che rivendica la libertà di continuare a fare politica a modo suo: partecipando alle manifestazioni, difendendo i diritti civili e parlando senza filtri. Un racconto che, nelle sue parole, non cerca assoluzioni ma restituisce complessità a una storia pubblica e privata profondamente intrecciate.

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Cronache

Rapina alle cassette di sicurezza a Napoli: cosa dice la legge e i rischi di truffe dopo il colpo

Dopo la rapina alle cassette di sicurezza all’Arenella, cresce la paura tra i correntisti. Ecco cosa prevede la legge sui risarcimenti e i rischi di truffe.

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Tensione e incertezza tra i clienti della filiale Crédit Agricole di piazza Medaglie d’Oro, nel quartiere Arenella di Napoli, dopo il furto alle cassette di sicurezza. Un colpo che ha trasformato la zona in uno scenario da film e che ora apre un fronte delicato: quello dei risarcimenti.

Chi ha subito il furto si trova davanti a un percorso complesso, che potrebbe sfociare anche in azioni legali per ottenere il riconoscimento dei danni.

Cosa prevede la normativa

La disciplina delle cassette di sicurezza è chiara: la banca garantisce la custodia dei locali e l’integrità delle cassette, ma non conosce il contenuto depositato dai clienti.

Secondo l’articolo 1839 del codice civile, l’istituto risponde per eventuali furti o rapine, salvo il caso fortuito. Tuttavia, il nodo centrale resta la prova del contenuto.

Il nodo dei risarcimenti

In caso di furto, la banca è tenuta a risarcire, ma spetta al cliente dimostrare cosa era custodito nella cassetta e il relativo valore.

Le polizze assicurative standard prevedono coperture generalmente comprese tra 5mila e 10mila euro. Per ottenere cifre superiori, è necessario fornire documentazione precisa: fotografie, fatture, certificati di autenticità.

Particolarmente complessa è la dimostrazione del denaro contante eventualmente custodito, elemento che rende il percorso risarcitorio più difficile.

Azioni legali e responsabilità

Molti correntisti stanno valutando azioni collettive. La possibilità di ottenere un risarcimento pieno dipende dall’accertamento di eventuali responsabilità della banca, come carenze nei sistemi di sicurezza o malfunzionamenti.

In assenza di tali elementi, la strada per il ristoro dei danni rischia di essere in salita.

Attenzione alle truffe: il caso spoofing

Parallelamente al furto, emerge un ulteriore rischio: quello delle truffe. Un episodio segnalato a Posillipo evidenzia un tentativo di raggiro tramite spoofing.

Un uomo, fingendosi carabiniere, ha contattato telefonicamente una vittima chiedendo informazioni su gioielli e contanti. Sul telefono compariva un numero riconducibile alle forze dell’ordine, falsificato tramite tecniche informatiche.

La vittima, insospettita, ha contattato il 112 da un altro dispositivo, scoprendo che si trattava di un tentativo di truffa.

Prudenza e verifiche

Le autorità invitano alla massima cautela: nessun appartenente alle forze dell’ordine chiede informazioni su beni personali tramite telefono.

In un contesto già segnato dal furto, il rischio è quello di una doppia esposizione: al danno economico e a ulteriori tentativi di raggiro.

Per i correntisti colpiti, oltre alla gestione della pratica di risarcimento, si apre dunque anche la necessità di difendersi da nuove minacce.

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Cronache

Napoli, riapre il Cimitero delle Fontanelle: festa alla Sanità tra memoria, cultura e rinascita

Riapre il Cimitero delle Fontanelle a Napoli: corteo, istituzioni e cittadini celebrano un simbolo di memoria e rinascita nel rione Sanità.

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Napoli restituisce alla città uno dei suoi luoghi più identitari. Il Cimitero delle Fontanelle riapre definitivamente e lo fa con una partecipazione ampia e sentita: un corteo, gonfaloni, striscioni e centinaia di persone in cammino dal cuore della Sanità fino al sito.

Un percorso simbolico, partito da largo Totò, che ha accompagnato cittadini, istituzioni e comunità verso un nuovo inizio, tra entusiasmo e commozione.

Il corteo e il protagonismo dei giovani

Ad aprire la marcia non sono state le autorità, ma i bambini del quartiere, con una maglietta e uno slogan che sintetizzano il senso della giornata: «Vien’appriess’a mme!». Un invito a seguire le nuove generazioni, protagoniste della rinascita.

Tra i presenti il sindaco Gaetano Manfredi e il cardinale Domenico Battaglia, insieme a rappresentanti istituzionali e realtà del territorio che hanno contribuito al progetto.

Un simbolo della rinascita della Sanità

La riapertura delle Fontanelle assume un valore che va oltre il culto. Rappresenta il consolidamento di un percorso di rigenerazione urbana del rione Sanità, un tempo marginale e oggi sempre più modello di sviluppo culturale e sociale.

Tra i protagonisti di questo processo anche don Antonio Loffredo e la cooperativa La Paranza, guidata da Susy Galeone ed Enzo Porzio, chiamata a gestire il sito e le attività di accoglienza.

Valorizzazione e accoglienza

Il progetto di riqualificazione ha introdotto nuovi servizi per i visitatori: biglietteria, spazi di accoglienza e servizi igienici, oltre al restyling dell’area esterna della chiesa.

Già numerose le prenotazioni da parte di turisti e visitatori, segno di un interesse crescente verso un luogo unico, sospeso tra storia, devozione e identità popolare.

Le dichiarazioni delle istituzioni

Il sindaco Manfredi ha sottolineato il valore simbolico della riapertura, definendo il sito un punto di riferimento per la memoria collettiva e per la comunità della Sanità.

Il cardinale Battaglia ha richiamato il significato spirituale delle “capuzzelle”, parlando delle Fontanelle come di un luogo capace di unire memoria e speranza, trasformando il dolore in occasione di rinascita.

Accesso e prospettive

L’ingresso al sito avviene ora tramite prenotazione online e pagamento di un biglietto, anche se è allo studio una modalità di accesso gratuito per i residenti e per i fedeli in specifici giorni.

Un modello di collaborazione

La riapertura è stata resa possibile anche grazie al contributo di partner privati, tra cui fondazioni e realtà del terzo settore. Un esempio di collaborazione tra pubblico e privato che punta a generare sviluppo, occupazione e coesione sociale.

Il Cimitero delle Fontanelle torna così a essere non solo un luogo di culto e memoria, ma anche un motore di crescita culturale ed economica per l’intero territorio.

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Cronache

Foggia, omicidio Dino Carta: riaperta pista su morte del 2023, indagini in corso

Omicidio Dino Carta a Foggia: gli investigatori valutano un collegamento con una morte del 2023. Analisi su video, audio e cellulare.

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Proseguono le indagini sull’omicidio di Dino Carta, ucciso a Foggia la sera del 13 aprile con colpi di arma da fuoco mentre si trovava nei pressi della propria abitazione.

Gli investigatori stanno cercando di ricostruire il movente di un delitto che, al momento, appare privo di spiegazioni immediate, anche alla luce del profilo della vittima.

Riaperto un fascicolo del 2023

Tra le piste al vaglio, la Procura avrebbe riaperto un fascicolo relativo a una morte avvenuta nell’ottobre 2023. Un uomo precipitò da un’impalcatura nello stesso stabile in cui vive la famiglia Carta.

All’epoca il caso fu archiviato come incidente, ma ora si ipotizza che quell’episodio possa aver generato tensioni o risentimenti nei confronti della famiglia.

Si tratta di una linea investigativa ancora da verificare attraverso riscontri oggettivi.

Testimonianze e appello della famiglia

La moglie della vittima ha rivolto un appello pubblico affinché eventuali testimoni si facciano avanti. Secondo quanto riferito, l’uomo era uscito per una breve passeggiata con il cane e non è più rientrato.

Le indagini si concentrano anche sulle relazioni personali e sulle ultime ore della vittima.

Video e analisi tecniche

Gli inquirenti stanno esaminando i filmati delle telecamere di sorveglianza, che avrebbero ripreso una persona con il volto coperto a bordo di una bicicletta poco prima dell’omicidio.

Sono in corso anche accertamenti sul telefono cellulare della vittima e una perizia su un audio registrato nella zona, che potrebbe contenere elementi utili alla ricostruzione dei fatti.

Accertamenti medico-legali

È prevista l’autopsia sul corpo della vittima, che potrà fornire ulteriori elementi utili alle indagini.

L’inchiesta resta aperta e ogni ipotesi è al vaglio degli investigatori, in attesa di sviluppi concreti.

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