Cronache
Frana di Casamicciola, la Procura chiede l’archiviazione: fondi spesi male, vincoli ignorati e nessun colpevole
Dopo tre anni di indagini sui 12 morti del 26 novembre 2022, la giustizia si ferma. Poche opere realizzate, piani di emergenza assenti e nessuna responsabilità penale accertata.
Tre anni dopo la tragedia, nessun colpevole per i 12 morti della frana di Casamicciola. La Procura di Napoli ha chiesto l’archiviazione del fascicolo aperto per disastro e omicidi colposi legati al disastro del 26 novembre 2022. Un evento che travolse intere famiglie e lasciò un segno profondo nella memoria dell’Isola d’Ischia. Ma le indagini dei pm Stella Castaldo e Mario Canale, contenute in una relazione di 57 pagine, non sono riuscite a individuare responsabilità penali tali da sostenere un processo.
Fondi stanziati, ma inutilizzati
Al centro delle criticità c’è la mancata spesa dei fondi pubblici stanziati per prevenire il dissesto idrogeologico. I pm scrivono che «solo una minima parte» di questi fondi è stata effettivamente utilizzata, e in ogni caso gli interventi finanziati non riguardavano le aree dove si verificarono i decessi.
Nonostante i vincoli ambientali e urbanistici presenti su gran parte del territorio comunale, poco o nulla è stato fatto per farli rispettare. Abusi edilizi diffusi, pratiche di condono pendenti e mai verificate, assenza di demolizioni e nessun piano di protezione civile operativo: questa la fotografia desolante tracciata dall’inchiesta.
Una tragedia annunciata
I magistrati ricordano che il Comune di Casamicciola non disponeva di un piano di protezione civile aggiornato: in una zona già colpita in passato da eventi simili – come l’alluvione del 2009 in cui perse la vita una ragazza di 15 anni – questa assenza rappresenta una grave responsabilità amministrativa. «In virtù di tale carenza – scrivono i pm – non si sarebbe dovuto consentire alcuna attività antropica ed economica in vaste aree del territorio comunale».
Tra le storie che emergono dall’inchiesta, anche quella di una giovane coppia morta in un edificio costruito di recente ai piedi del Monte Epomeo, simbolo di una urbanizzazione incontrollata e mai contrastata in modo efficace.
Perché l’archiviazione?
La Procura spiega che, nonostante le gravi omissioni e le evidenti inadempienze, le leggi attuali non prevedono strumenti efficaci per contrastare l’abusivismo in modo preventivo e repressivo. Le norme, denunciano i pm, hanno un carattere troppo blando, solo “sanzionatorio” e non “cautelare”.
Infine, c’è l’eccezionalità dell’evento atmosferico: quella notte su Cava Celano cadde una quantità di pioggia mai registrata prima, un fenomeno simile solo a quello del 1910, non prevedibile con gli attuali sistemi di allerta.
Le reazioni e le prossime mosse
La richiesta di archiviazione non è passata inosservata. Le oltre trenta parti offese si preparano a presentare opposizione, tra queste il Comune di Casamicciola, assistito dall’avvocato Gennaro Tortora, e numerosi cittadini rappresentati da legali come Domenico Puca, Gianluca Palomba, Giovanni Di Meglio, Aniello Palomba, Massimo Stilla, Valerio Izzo.
Se l’archiviazione sarà accolta, la tragedia di Casamicciola potrebbe chiudersi senza alcun processo. Un epilogo amaro per chi, in quella notte di fango, ha perso tutto.
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