Cronache
Forti esplosioni nella notte a Caracas, Maduro denuncia attacco degli Usa
Nella notte forti esplosioni e blackout a Caracas, con segnalazioni di aerei a bassa quota. Testimonianze e immagini sui social, ma mancano conferme ufficiali su cause e responsabilità.
Nelle prime ore della notte a Caracas sono state udite forti esplosioni, accompagnate da rumori simili a quelli di aerei in volo a bassa quota, secondo testimonianze raccolte da più agenzie internazionali. I boati sono stati segnalati intorno alle 2:00 locali (le 7:00 in Italia) e si sarebbero protratti per diversi minuti.
Un giornalista di France Presse riferisce di incendi visibili e colonne di fumo, diffusi sui social, senza che sia stato possibile localizzare con precisione i punti delle esplosioni, che sembrerebbero collocarsi a sud ed est della capitale. Segnalazioni analoghe arrivano da media locali e da Reuters, che parla di almeno sette esplosioni e interruzioni di corrente in alcune aree, in particolare nella zona meridionale della città, nei pressi di una grande base militare.
Secondo testimoni citati da Reuters e da CNN, dopo le esplosioni sarebbero stati uditi sorvoli aerei, mentre blackout avrebbero interessato vari quartieri. Video condivisi online indicano rumori e boati in zone come El Junquito, La Pastora, Macarao, El Hatillo, El Marqués e Los Ruices.
Il contesto resta altamente incerto. Non è stato immediatamente chiarito cosa abbia provocato le esplosioni. Il governo venezuelano, il Pentagono e la Casa Bianca non hanno fornito commenti ufficiali nelle ore immediatamente successive.
Nelle stesse ore, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva rilanciato dichiarazioni dure sul Venezuela, affermando che i giorni del presidente Nicolás Maduro sarebbero “contati” e richiamando il dispiegamento di una flottiglia navale Usa nei Caraibi. Tuttavia, non esistono al momento conferme indipendenti che colleghino direttamente le esplosioni a un’azione militare statunitense.
Dal Venezuela, il governo ha denunciato una “gravissima aggressione militare” e il presidente Maduro ha annunciato lo stato di emergenza e una richiesta di mobilitazione. Tali affermazioni, al momento non verificabili da fonti terze, vengono riportate come posizioni ufficiali di Caracas.
Un cittadino italiano residente in Venezuela ha riferito di boati molto forti e di obiettivi sensibili che sarebbero stati colpiti; anche queste testimonianze non hanno ancora riscontri indipendenti. Dal fronte regionale, il presidente colombiano Gustavo Petro ha chiesto su X una riunione urgente di Osa e Onu.
L’Italia segue l’evoluzione della situazione: il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato l’attivazione dell’Unità di crisi della Farnesina, con particolare attenzione alla comunità italiana a Caracas.
Quadro complessivo: molte segnalazioni convergono su esplosioni, sorvoli aerei e blackout, ma cause, responsabilità e bersagli restano non confermati. In assenza di riscontri indipendenti e di comunicazioni ufficiali verificabili, la prudenza è d’obbligo. Aggiornamenti nelle prossime ore.
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