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Formula 1, l’uomo Fiat Cristiano Ronaldo fa festa con Hamilton alla Mercedes che va forte

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Il ricordo di Niki Lauda e la festa ai box Mercedes per l’arrivo di Cristiano Ronaldo. La prima giornata della Formula 1 in pista a Montecarlo scatta nel segno della malinconia per la morte della leggenda austriaca per poi tornare al glamour tipico del Gp di Monaco contrassegnato dallo sbarco di CR7 ai box della scuderia campione del mondo. Una incursione quella dell’asso della Juventus combinata con la giornata perfetta dell’amico Lewis Hamilton: l’inglese ha infatti dettato il passo in entrambe le sessioni concludendo con il miglior tempo assoluto di 1’11”118 staccando la Ferrari del rivale Sebastian Vettel di ben sette decimi. Tedesco dietro anche all’altra Freccia d’Argento di un Valtteri Bottas sempre piu’ a suo agio nella scuderia tedesca e l’unico in grado, per ora, di impensierire il compagno di squadra e campione del mondo. Molto piu’ in dietro rispetto a Vettel Charles Leclerc che davanti al suo pubblico non e’ andato oltre il decimo tempo: il pilota monegasco e’ stato frenato dal traffico nei suoi tentativi lanciati e si e’ quindi fermato a 1’12″350. Una giornata nel segno di Hamilton celebrato ai box dall’intera famiglia CR7 sbarcata a Montecarlo per abbracciare il campione del mondo ed assistere al giovedi’ di libere. Se la moglie di CR7 Giorgina si e’ limitata ad una passeggiata nel paddock, il figlio di Cristiano Ronaldo si e’ divertito a intrufolarsi nell’abitacolo della monoposto del campione del mondo. Sorrisi e selfie che hanno fatto da contraltare alla prima volta in pista della Mercedes dopo la morte di Lauda: “Come potete immaginare – ha detto il team principal, Toto Wolff – questo e’ un momento molto difficile per il team, per tutti noi e per me, come suo amico. Lewis e Niki erano molto legati anche perche’ entrambi erano multi-campioni del mondo. Pochissimi esseri umani hanno provato quello che han provato loro: vincere per molti anni, lottando con i migliori”. Da parte sua la Ferrari ricordera’ Lauda ponendo sulla SF90 un adesivo che celebra il passato ferrarista del campione austriaco scomparso nella notte fra lunedi’ e martedi’ e i cui funerali con l’omaggio pubblico nella Cattedrale di Vienna di terranno mercoledi’ 29 maggio. Vettel, invece, e’ sceso in pista con un casco celebrativo, molto simile a quello rosso che Niki ha impiegato per quasi tutta la sua carriera. L’adesivo, applicato sulle fiancate della monoposto, e’ una replica della grafica che compariva sulle Ferrari guidate da Lauda dal 1974 al 1977. Il nome, scritto in corsivo, e’ accompagnato da una linea nera in segno di lutto. ”Ancora non ho piena fiducia nella vettura – ha spiegato Vettel dopo le libere -. La giornata e’ stata complicata, noi magari fatichiamo piu’ di altri a portare le gomme nella giusta finestra. Non e’ la prima volta che ci capita nelle libere, abbiamo ancora un po’ di tempo prima di sabato, cerchiamo di migliorare”.

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Cronache

Sanità a Napoli, ancora atti vandalici al San Giovanni Bosco

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Una serratura forzata ed una vetrata danneggiata. Sono gli ultimi due atti intimidatori che hanno come bersaglio l’ospedale San Giovanni Bosco di Napoli e che, secondo il commissario dell’ASL Napoli 1 Ciro Verdoliva, “sono tentativi di marcare il territorio da parte di chi fino a poco tempo fa svolgeva attivita’ illecite o non autorizzate all’interno dell’ospedale”. Gli episodi di stanotte che hanno interessato un vetro dell’ex bar e la porta della direzione amministrativa seguono altri atti vandalici, l’ultimo dei quali l’allagamento di alcuni bagni con liquami fuoriusciti dai servizi igienici. ”Da quando abbiamo chiuso il bar che svolgeva senza autorizzazione l’attivita’, rimosso i distributori di merendine abusivamente istallarti nei reparti e allontanato i parcheggiatori abusivi che si erano appropriati dei piazzali antistanti siamo stati continuamente oggetto di queste intimidazioni. Vogliono riappropriarsi del territorio – conclude Verdoliva – ma non lo consentiremo perchè noi tutti, gli uomini e le donne che qui come altrove in citta’ svolgiamo professionalmente la nostra missione, siamo piu’ forti di loro”.

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Cronache

La sorella del capo del clan dei Casalesi Michele Zagaria non è una mafiosa, assolta dall’accusa di associazione per delinquere: è in carcere per ricettazione

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Assolta, in Appello, dal reato di associazione di stampo mafioso Beatrice Zagaria, sorella del capoclan Michele Zagaria, arrestato dopo oltre 16 anni di latitanza. E’ la sentenza emessa poco fa dalla V sezione della Corte di Appello di Napoli (presidente Luisa Toscano) nell’ambito del processo sugli “stipendi” alle cognate del boss. Beatrice Zagaria, attualmente in carcere, è stata condannata a tre anni per ricettazione. Il legale di Beatrice Zagaria, l’avvocato Angelo Raucci, ha annunciato di fare istanza di scarcerazione per la sua cliente. Nel procedimento giudiziario figuravano sul banco degli imputati anche le mogli di tre fratelli di Michele Zagaria (Pasquale Carmine e Antonio), Francesca Linetti, Tiziana Piccolo e Patrizia Martino, alle quali i giudici di secondo grado hanno inflitto una condanna a due anni di reclusione (pena sospesa) per ricettazione. Assolta anche Paola Giuliano, moglie di Aldo Nobis, ritenuto elemento di spicco del clan dei Casalesi.

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Cronache

Accusata di avere tentato di avvelenare la figlia, assolta madre

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Assolta perche’ “il fatto non sussiste” Marina Addati, la 31enne di Napoli accusata di tentato omicidio per avere somministrato alla figlia di tre anni per due volte droghe e sedativi con il biberon mentre la bimba era ricoverata all’ospedale Bambino Gesu’ di Roma. Lo hanno deciso i giudici della quinta sezione penale dopo una camera di consiglio durata quasi tre ore. La Procura aveva sollecitato una condanna a 12 anni e mezzo. Durante la lettura della sentenza la donna e’ scoppiata in lacrime abbracciando il marito. La vicenda giudiziaria per Addati,pero’, non si chiude qui: la donna e’, infatti, sotto inchiesta a Napoli in quanto accusata di avere tentato di “avvelenare” anche la sua figlia piu’ piccola usando le stesse modalita’. La donna venne arrestata nel gennaio del 2017 e il Tribunale per i minori di Napoli chiese ed ottenne la sospensione “dell’esercizio della responsabilita’ genitoriale” nei confronti della donna e del marito.

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