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Formula 1, Antonelli domina le libere di Spa: Ferrari indietro, Norris secondo ma penalizzato

Kimi Antonelli chiude al comando il venerdì di prove libere del Gran Premio del Belgio. Il leader del Mondiale precede Norris e Verstappen, mentre Hamilton è quarto e Leclerc undicesimo. Due bandiere rosse condizionano la sessione.

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Kimi Antonelli batte un colpo importante nel venerdì del Gran Premio del Belgio. Dopo una prima sessione non brillante, il leader del Mondiale di Formula 1 ha trovato il giusto assetto della Mercedes e ha fatto segnare il miglior tempo nelle seconde prove libere sul circuito di Spa-Francorchamps.

Il pilota italiano ha chiuso in 1:45.944, precedendo di 190 millesimi Lando Norris e di 472 millesimi Max Verstappen. Tutti gli altri hanno accusato distacchi superiori ai sette decimi.

Antonelli veloce sul giro e nel passo gara

La Mercedes di Antonelli è apparsa competitiva sia nella simulazione di qualifica sia nei long run, offrendo indicazioni incoraggianti in vista delle qualifiche e della gara.

Più complicata la giornata del compagno di squadra George Russell, secondo nella classifica iridata a 25 punti dall’italiano. Il britannico non è riuscito a completare un giro efficace con le gomme più morbide e ha terminato soltanto all’ottavo posto. Antonelli guida il Mondiale con 179 punti, davanti a Russell a quota 154.

Ferrari quarta con Hamilton, Leclerc solo undicesimo

Le Ferrari, protagoniste nella prima sessione con il secondo posto di Lewis Hamilton e il terzo di Charles Leclerc, sono arretrate nel pomeriggio.

Hamilton ha concluso quarto, mentre Leclerc non è andato oltre l’undicesima posizione. Il lavoro delle Rosse è stato però condizionato dalle due bandiere rosse che hanno interrotto la sessione e impedito a diversi piloti di completare il proprio tentativo veloce.

«Il bilanciamento della vettura è buono, ma possiamo migliorare soprattutto nel secondo settore», ha spiegato Hamilton. Leclerc si è detto convinto che la Ferrari possa ancora trovare prestazione sul giro da qualifica.

Norris secondo, ma dovrà arretrare in griglia

La McLaren ha mostrato un buon passo soprattutto con Lando Norris, unico pilota capace di avvicinarsi realmente al tempo di Antonelli.

Il campione del mondo in carica dovrà però scontare una penalità di dieci posizioni sulla griglia di partenza. La McLaren ha montato sulla sua monoposto una quarta unità dell’elettronica di potenza, superando il limite stagionale di tre componenti consentiti. Norris, dunque, non potrà partire più avanti dell’undicesima posizione, qualunque sia il risultato ottenuto in qualifica.

Verstappen terzo dopo il miglior tempo del mattino

Max Verstappen, il più veloce nella prima ora di prove con il tempo di 1:47.070, ha chiuso la seconda sessione al terzo posto.

L’olandese ha segnalato qualche problema al cambio, ma è apparso più soddisfatto del comportamento della Red Bull dopo la decisione di tornare alla precedente configurazione dell’ala posteriore.

Buona anche la prestazione del compagno Isack Hadjar, quinto alle spalle di Hamilton. Il pilota francese dovrà tuttavia partire dal fondo dello schieramento per le penalità legate alla sostituzione di componenti della power unit.

Due bandiere rosse fermano il lavoro dei team

La seconda sessione è stata condizionata da due interruzioni. La prima è arrivata dopo circa quindici minuti, per consentire ai commissari di rimuovere la ghiaia trascinata in pista dalle monoposto.

La seconda bandiera rossa è stata provocata dall’incidente di Pierre Gasly. Il francese ha perso il controllo dell’Alpine ed è finito contro le barriere nella zona di Stavelot, riportando gravi danni alla parte posteriore della vettura.

Gasly è uscito illeso e ha tentato inizialmente di riportare la monoposto ai box senza l’ala posteriore, prima di perdere anche la ruota posteriore destra. I detriti sparsi sull’asfalto hanno costretto la direzione gara a interrompere definitivamente il lavoro sul giro veloce.

Alla ripartenza sono rimasti soltanto due minuti, sufficienti unicamente per alcune prove di partenza. Sabato le ultime libere e le qualifiche chiariranno se il vantaggio mostrato da Antonelli rappresenti il vero rapporto di forza del fine settimana o sia stato amplificato dalle interruzioni.

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Napoli, accordo per Badiashile: ad Allegri il gigante della difesa

Il Napoli chiude l’accordo con il Chelsea per Benoît Badiashile. Il difensore arriverà in prestito con diritto di riscatto per rinforzare il reparto di Allegri.

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Dopo quasi un mese di trattative, il Napoli ha raggiunto l’accordo con il Chelsea per Benoît Badiashile. Il via libera di Aurelio De Laurentiis ha sbloccato l’operazione: restano da completare lo scambio dei documenti, le visite mediche e la firma prima dell’annuncio ufficiale.

Il difensore francese, fortemente voluto dal direttore sportivo Giovanni Manna e da Massimiliano Allegri, arriverà in prestito oneroso con diritto di riscatto.

Operazione da 30 milioni più bonus

Il Napoli verserà subito tre milioni di euro al Chelsea. L’opzione per l’acquisto definitivo è stata fissata a 27 milioni, mentre un ulteriore milione di bonus sarebbe legato alla conquista dello scudetto.

L’investimento complessivo potrà quindi raggiungere i 30 milioni in caso di riscatto, salendo potenzialmente a 31 con il bonus. Manna è riuscito a evitare l’inserimento dell’obbligo di acquisto, lasciando al club la possibilità di valutare il rendimento e le condizioni fisiche del giocatore durante la stagione.

Con Badiashile sarebbe già stata raggiunta un’intesa per un contratto fino al 2031, con uno stipendio vicino ai 2,5 milioni netti all’anno, destinato a entrare pienamente in vigore in caso di riscatto.

Il francese ha scelto Napoli

Decisiva è stata la volontà del calciatore, che avrebbe respinto altre proposte provenienti dalla Premier League per aspettare gli azzurri. Badiashile aveva già conosciuto l’atmosfera dello stadio Maradona e avrebbe indicato Napoli come destinazione preferita.

Il difensore è atteso in Italia nei prossimi giorni. Le visite mediche dovrebbero svolgersi all’inizio della settimana a Villa Stuart, a Roma. Superati i controlli, potrà raggiungere Allegri a Castel Volturno.

Un rinforzo per l’emergenza difensiva

Mancino, alto 194 centimetri e dotato di una buona tecnica individuale, Badiashile può garantire forza fisica, qualità nell’impostazione e pericolosità sui calci piazzati.

Il suo arrivo assume particolare importanza considerando le assenze di Alessandro Buongiorno e Luca Marianucci e i problemi fisici che hanno rallentato la preparazione di Sam Beukema. Allegri spera di poter convocare il francese già per la prima giornata di campionato contro il Genoa.

Dopo Costantino Favasuli, il Napoli si prepara così ad accogliere il secondo rinforzo della nuova stagione e a consegnare al tecnico il centrale necessario per affrontare l’emergenza nel reparto arretrato.

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Tamberi è tornato: oro europeo nel giorno di Camilla, Sioli bronzo

Tamberi torna sul trono europeo del salto in alto a Birmingham. Oro con 2,32 metri nel giorno del compleanno della figlia Camilla; Sioli è bronzo.

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Il primo oro da papà arriva nel giorno del primo compleanno della figlia Camilla. Gianmarco Tamberi torna sul trono europeo del salto in alto conquistando a Birmingham la medaglia d’oro con 2,32 metri.

Mezza barba, pretattica e spettacolo: Gimbo ritrova i gesti e la forza mentale dei giorni migliori. Dopo un errore iniziale a 2,18, l’azzurro cresce salto dopo salto fino alla misura decisiva. L’ucraino Oleh Doroshchuk si ferma a 2,30 e conquista l’argento. Festa doppia per l’Italia grazie al bronzo di Matteo Sioli con 2,27.

«Camilla mi ha dato la forza»

Tamberi dedica il successo alla figlia e alla famiglia, presenti allo stadio insieme alla moglie Chiara.

«È tutto speciale. È stata Camilla a darmi la forza di reagire dopo Parigi, il motivo per cui ho continuato e mi sono rimesso in gioco. Non poteva continuare a vedere il “babà”, come mi chiama lei, prendere schiaffi a destra e a sinistra».

Il campione marchigiano trasforma la vittoria anche in un messaggio per chi sta affrontando un momento difficile: «Continuate a crederci e a lottare. Giocatevela sempre con voi stessi, perché chi continua a investire alla fine vince».

“Guess who’s back”

Dietro al numero di gara Tamberi aveva scritto “Guess who’s back”, indovina chi è tornato. Una profezia preparata prima di lasciare la camera d’albergo.

«Sapevo che sarebbe successo. Sentivo di stare bene, anche se in pochi mi credevano quando le gare andavano male. È come se il mio corpo aspettasse il momento che conta per venire fuori».

L’oro cancella due anni segnati dalla delusione dei Giochi di Parigi, dai problemi fisici, dai calcoli renali e da un difficile avvicinamento agli Europei. Dopo avere definito “terribili” i salti delle qualificazioni, Tamberi ha ritrovato in finale talento, coraggio e quella capacità di esaltarsi nelle grandi occasioni che ha caratterizzato la sua carriera.

«Che sollievo. Sono stati due anni difficili e non ho mai smesso di crederci. So quello che ho fatto per arrivare qui. Non faccio mai un passo indietro, ci arrivo a muso duro. Mi basta sapere che ne è valsa la pena».

Poi le capriole, il morso alla medaglia e l’abbraccio alla famiglia. Gimbo è tornato. Nel giorno più bello per papà Tamberi.

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Frattesi torna a casa: «Alla Lazio per sentirmi importante»

Davide Frattesi racconta il ritorno alla Lazio, club nel quale è cresciuto. Decisivi il rapporto con Gattuso e la volontà di giocare con continuità.

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Davide Frattesi torna alla Lazio, il club nel quale aveva cominciato il proprio percorso calcistico. Il centrocampista, arrivato dall’Inter, ha raccontato ai canali ufficiali biancocelesti le emozioni per un trasferimento atteso già da diversi mesi.

«È stata un’odissea. Torno con un’altra maturità e, a 26 anni, devo prendermi responsabilità importanti. A gennaio siamo stati vicini, poi l’operazione non si è conclusa. Questa volta ho avuto soltanto il tempo di dire sì e sistemare le carte».

Frattesi ha indicato nella necessità di sentirsi nuovamente centrale il motivo principale della scelta: «Ho bisogno di risentirmi importante. Avevo già individuato la Lazio come il luogo dove poterlo fare. Anche la società e il mister la pensano così, quindi è perfetto».

Il legame familiare con la Lazio

Il ritorno in biancoceleste ha anche un forte valore affettivo. «Papà è laziale da una vita e mi portava allo stadio a vedere la Lazio», ha ricordato il centrocampista, cresciuto nel settore giovanile del club prima di proseguire la propria formazione nella Roma.

Determinante è stato il pressing di Gennaro Gattuso: «In questi giorni ho sentito più lui che Eleonora, la mia fidanzata. Ci siamo incontrati in Nazionale, poi è andata com’è andata e sono successi episodi particolari. Sono contento di tornare a lavorare con lui perché so che persona è».

Sul fondo resta anche l’obiettivo della maglia azzurra. Frattesi ha parlato con il commissario tecnico Roberto Mancini, che gli avrebbe sottolineato l’importanza di trovare continuità: «Mi ha detto che la cosa fondamentale era giocare. Anche lui è stato decisivo nella scelta».

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