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Politica

Food for Profit, il centrodestra interroga la Rai

Il centrodestra chiede chiarimenti alla Rai sui finanziamenti ricevuti da Food for Profit. Report respinge le accuse e nega che il documentario promuova carne coltivata o prodotti a base di insetti.

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Il centrodestra apre un nuovo fronte contro Report. Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e Noi moderati annunciano interrogazioni parlamentari sui finanziamenti ricevuti da Food for Profit, il documentario di Giulia Innocenzi e Pablo D’Ambrosi trasmesso dalla trasmissione di Rai 3 il 5 maggio 2024.

Il film denuncia i finanziamenti europei destinati agli allevamenti intensivi e le conseguenze del sistema zootecnico sul benessere animale, sull’ambiente e sulla salute. La maggioranza chiede ora di accertare se la Rai conoscesse l’identità e gli interessi economici di alcuni sostenitori dell’opera.

I finanziatori contestati

Tra coloro che hanno contribuito alla realizzazione del documentario figurano imprenditori e investitori attivi nel settore dei prodotti vegetali e delle proteine alternative.

L’olandese Michiel Van Deursen, fondatore di una società che investe in imprese legate al mondo vegano, avrebbe versato 5mila euro. Tra i sostenitori viene indicato anche Sebastiano Cossia Castiglioni, imprenditore impegnato negli investimenti nel comparto plant-based.

La presenza di questi finanziatori alimenta, secondo i partiti di maggioranza, il sospetto di un possibile conflitto d’interessi. Una circostanza che non dimostra da sola l’esistenza di condizionamenti sui contenuti, ma che il centrodestra ritiene dovesse essere comunicata al pubblico e valutata dalla Rai prima della messa in onda.

Le interrogazioni del centrodestra

I componenti di Fratelli d’Italia nella commissione di Vigilanza chiedono se Sigfrido Ranucci e la redazione fossero a conoscenza delle modalità di finanziamento del documentario.

Maurizio Lupi e Mariastella Gelmini, per Noi moderati, sollecitano la Rai a chiarire quali verifiche siano state effettuate per garantire trasparenza, equilibrio e indipendenza editoriale.

La Lega accusa Report di avere trasformato il servizio pubblico nel «megafono di una lobby», mentre il presidente dei senatori di Forza Italia Maurizio Gasparri chiede un intervento immediato dell’azienda. Le accuse restano, allo stato, valutazioni politiche che dovranno essere verificate nelle sedi competenti.

La replica di Innocenzi e Report

Giulia Innocenzi sostiene di avere raccolto personalmente i circa 350mila euro necessari alla realizzazione del documentario, senza ricevere finanziamenti pubblici. La giornalista ha confermato il contributo di 5mila euro, spiegando che sarebbe stato versato a titolo personale.

Report respinge inoltre l’affermazione secondo cui Food for Profit avrebbe promosso il consumo di insetti o la carne coltivata. La trasmissione precisa che questi prodotti non vengono trattati nel documentario, dedicato invece ai rapporti tra industria della carne, lobby, politica e finanziamenti europei.

Il punto da chiarire non riguarda quindi soltanto la legittimità dei contenuti dell’inchiesta, ma la trasparenza sui finanziatori e le verifiche compiute dalla Rai prima di acquistare e trasmettere il film. Su questi aspetti dovranno ora pronunciarsi il servizio pubblico e la commissione parlamentare di Vigilanza.

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Campo largo, D’Alema boccia le primarie: «Una follia». Schlein e Conte restano in trincea

Massimo D’Alema chiede al Campo largo di evitare le primarie tra Elly Schlein e Giuseppe Conte e di trovare un candidato premier di mediazione. Nel centrosinistra restano però distanti le posizioni sulla leadership.

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Massimo D’Alema boccia senza mezzi termini le primarie per scegliere il candidato premier del Campo largo. «In questo contesto sono una follia», sostiene l’ex presidente del Consiglio, secondo il quale sarebbe necessario un «processo ordinato» per individuare una figura condivisa.

Il ragionamento è politico ed elettorale: una competizione diretta tra Elly Schlein e Giuseppe Conte rischierebbe di trasformarsi in una resa dei conti tra Pd e Movimento 5 Stelle. «Le primarie tra due leader di partito producono la crisi del partito che perde», è la convinzione di D’Alema. Una sfida combattuta potrebbe quindi indebolire la coalizione prima ancora dell’apertura delle urne.

Schlein non rinuncia alla candidatura

La segretaria del Pd, almeno per ora, non sembra intenzionata a fare un passo indietro. Nel suo gruppo dirigente prevale la convinzione che Schlein possa vincere le primarie e rivendicare così la guida dell’eventuale governo di centrosinistra.

Attorno alla contesa si muovono però interessi e ambizioni differenti. Secondo ricostruzioni interne al Pd, una candidatura di Schlein a Palazzo Chigi potrebbe modificare anche gli equilibri futuri nella corsa al Quirinale. Si tratta di valutazioni affidate a fonti anonime e non accompagnate, al momento, da prese di posizione pubbliche dei diretti interessati.

La difficile ricerca di un terzo nome

Una parte del centrosinistra continua a esplorare la possibilità di un candidato di mediazione. Tra i nomi evocati figura quello di Pier Luigi Bersani, sul quale avrebbe lavorato anche Roberto Speranza. Conte nutre stima per l’ex segretario del Pd, ma non risulta disponibile a cedergli la candidatura.

Nel dibattito vengono citati anche Ernesto Maria Ruffini, Franco Gabrielli e Paolo Gentiloni. Nessuno di loro, tuttavia, avrebbe finora manifestato la volontà di esporsi in una competizione che si annuncia particolarmente aspra.

L’area più attiva nella ricerca di una soluzione alternativa viene individuata attorno alla rivista Rinascita, guidata da Goffredo Bettini e con Andrea Orlando alla direzione scientifica. Sullo sfondo resta l’influenza politica di D’Alema.

Conte aspetta e marca le differenze

Il leader del Movimento 5 Stelle continua intanto a muoversi autonomamente sui temi più divisivi per la coalizione: politica estera, difesa, sicurezza e immigrazione. Conte si considera preparato e affidabile per tornare a Palazzo Chigi e non sembra intenzionato a rinunciare senza una vera competizione.

Il tempo, però, stringe. Il Campo largo deve ancora stabilire regole, programma e leadership. D’Alema indica la strada dell’accordo, Schlein punta sulle primarie e Conte mantiene aperta la sfida. Prima di affrontare il centrodestra, il centrosinistra dovrà decidere come evitare che la scelta del candidato si trasformi nella sua prima sconfitta.

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Politica

De Luca attacca Ranucci: «Nessuna credibilità, facciamolo commendatore»

Vincenzo De Luca ha duramente attaccato Sigfrido Ranucci durante la sua trasmissione settimanale. Senza entrare nel merito dell’inchiesta giudiziaria, il sindaco di Salerno ha contestato al giornalista i rapporti con Valter Lavitola e ha ironicamente proposto una raccolta di firme per nominarlo commendatore della Repubblica.

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«Ranucci non ha nessuna credibilità e nessun titolo per aprire bocca». Vincenzo De Luca torna all’attacco del giornalista ed ex conduttore di Report, accusando il mondo progressista di essere impegnato in un «processo di beatificazione» nei suoi confronti.

Il sindaco di Salerno è intervenuto durante la consueta trasmissione settimanale, partendo dalla fotografia che ritrae il sottosegretario Andrea Delmastro accanto a una persona indicata come esponente della criminalità.

«Niente foto con delinquenti»

«Non puoi avere né dimenticanze, né distrazioni, né fotografie in comune con delinquenti. È una ragione di stile», ha affermato De Luca, invocando maggiore attenzione da parte di chi ricopre incarichi pubblici.

Il sindaco ha poi spostato il ragionamento sulla vicenda che coinvolge Ranucci e sui suoi rapporti con Valter Lavitola, sottolineando di non voler entrare nel merito dell’inchiesta giudiziaria.

«Non dico mezza parola sulla vicenda giudiziaria, ma su una questione che riguarda lo stile personale, la credibilità e la coerenza di vita», ha precisato.

L’affondo sui rapporti con Lavitola

Secondo De Luca, Ranucci avrebbe dovuto prendere pubblicamente le distanze dalle condotte attribuite a Lavitola. «Ci si aspetterebbe che qualcuno dicesse: “Prendo le distanze da comportamenti che considero irresponsabili e criminali”», ha osservato.

Il sindaco ha quindi ricordato che il giornalista ha definito Lavitola un suo «amico fraterno», traendone un giudizio durissimo sulla sua credibilità personale.

Le valutazioni di De Luca riguardano il comportamento pubblico del giornalista e non incidono sugli accertamenti giudiziari ancora in corso.

La provocazione del commendatore

L’intervento si è concluso con una provocazione sarcastica. De Luca ha proposto di promuovere una raccolta di firme da inviare al presidente della Repubblica Sergio Mattarella per nominare Ranucci commendatore.

«Se qualcuno vuole seguirmi, facciamo un’associazione per la nomina di Ranucci a commendatore della Repubblica», ha ironizzato. Poi la chiusura: «Commendator Ranucci: suona pure bene».

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Di Battista lascia Cuba in aeroambulanza: domani il rientro a Roma

Alessandro Di Battista è partito da Cuba a bordo di un’aeroambulanza dopo l’intervento chirurgico d’urgenza subito all’Avana. L’ex parlamentare, colpito da un malore mentre realizzava un reportage, dovrebbe arrivare domani a Roma ed essere trasferito al Policlinico Gemelli per proseguire cure e riabilitazione.

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Alessandro Di Battista ha lasciato Cuba a bordo di un’aeroambulanza diretta in Italia. Dopo il tentativo di trasferimento non riuscito il 4 settembre, l’ex parlamentare del Movimento 5 Stelle è riuscito a partire dall’Avana e dovrebbe arrivare domani a Roma.

Il viaggio viene effettuato seguendo un protocollo sanitario adeguato alle sue condizioni. Secondo quanto riferito, il volo dovrebbe mantenere una quota più bassa del normale e prevedere uno o più scali.

Il malore durante il reportage

Di Battista si trovava a Cuba per realizzare un reportage quando, il 28 agosto, ha accusato forti dolori alla testa. Inizialmente è stato visitato nell’ospedale di Santa Clara, la struttura più vicina al luogo nel quale si trovava.

La serietà del quadro clinico ha successivamente reso necessario il trasferimento all’ospedale Hermanos Ameijeiras dell’Avana, dove la scorsa settimana è stato sottoposto a un intervento chirurgico d’urgenza.

L’équipe del Gemelli arrivata a Cuba

Un neurochirurgo e un rianimatore del Policlinico Agostino Gemelli avevano raggiunto Cuba per assistere Di Battista e valutarne il trasferimento. Dopo l’arrivo nella Capitale, l’ex deputato potrebbe essere accompagnato direttamente nell’ospedale romano.

Comincerà così una nuova fase del percorso sanitario, dedicata alle cure, alla riabilitazione e alla convalescenza.

I ringraziamenti ai medici cubani

In queste settimane Di Battista è stato assistito dalla compagna Sahra, con la quale ha due figli, e da Luca Di Giuseppe, amico e presidente dell’associazione Schierarsi. Quest’ultimo ha gestito anche la comunicazione, cercando di conciliare l’interesse pubblico con la richiesta di riservatezza avanzata dalla famiglia.

Prima della partenza, Schierarsi aveva ringraziato medici, infermieri e fisioterapisti cubani per l’assistenza prestata. Di Giuseppe ha poi pubblicato una fotografia dell’aeroambulanza accompagnandola con un messaggio: «Buon rientro, fratello mio. Ci rivediamo a Roma tra qualche ora».

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