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Economia

Flat tax, per i dipendenti l’Irpef pesa 800% in più

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La Flat Tax? Una tassa piatta ma non equa che fa sì che su dipendenti e pensionati pesi la quasi totalità dell’Irpef versata nel paese, il 96%, e che può provocare profondi squlibri fiscali con uno scarto di imposta perfino dell’800% paragonando un autonomo con un fatturato da 85 mila euro e un dipendente con lo stesso reddito. La Uil va all’attacco contro l’imposta forfettaria con uno studio del servizio politiche fiscali secondo il quale in pratica un lavoratore autonomo verserebbe fino a 27 mila euro di Irpef in meno ogni anno rispetto ad un dipendente con lo stesso reddito. In dettaglio, secondo i dati del Mef relativi alle dichiarazioni del 2020, i dipendenti hanno versato il 61,1% del totale dell’Irpef netta, mentre i pensionati ne hanno versato il 35,2%, il 96,3% del totale, appunto. Lo studio della Uil è realizzato analizzando l’imposta sostitutiva al 15% rispetto al fatturato e rispetto al reddito imponibile dopo l’applicazione dei coefficienti di redditività per gli autonomi e lo sconto sulla contribuzione, ovvero quei parametri che si basano sui costi che devono sostenere gli autonomi per l’esercizio delle loro attività e che variano in base al settore. Lo squilibrio è evidente sia nelle fasce più alte che in quelle più basse. Così ad esempio un lavoratore autonomo che lavori nel settore immobiliare e delle costruzioni con un reddito imponibile di 73.100 euro dopo aver applicato i coefficenti di redditività, pagherà un’imposta di 8.224 euro a fronte dei 25.275 euro di un lavoratore dipendente (il 34,58%) e dei 25.365 di un pensionato (il 34,70%). Meno della metà pagherà un ambulante del settore non alimentare con un reddito di 45.900 con 5.164 a fronte della spesa a pari reddito di 12.801 per un dipendente (il 27,89%) e di 13.226 (il 28,82%) per un pensionato. E così via fino al caso limite usato dal sindacato di una differenza dell’804% calcolata però sull’Irpef pagata da un autonomo nel settore commercio alimentari e bevande con 85.000 di fatturato, cioè 3.825 euro di imposta netta e dipendenti e pensionati con lo stesso reddito: rispettivamente 30.766 e 30.906 euro. “Uno stato democratico deve fondarsi su un fisco equo e progressivo così come previsto dalla nostra Costituzione”, sottolinea il segretario generale Domenico Proietti ribadendo la necessità di una battaglia vera contro l’evasione che ogni anno “sottrae ai cittadini oltre 100 miliardi di euro, l’equivalente di 3 leggi di bilancio”.

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Economia

La Campania a Vinitaly 2026, 170 aziende insieme ‘Dove soffia l’eccellenza’

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A Verona, i riflettori della 58ª edizione di Vinitaly si sono accesi su una Campania che sceglie di raccontarsi attraverso un’immagine rinnovata e una strategia corale. All’interno del Padiglione B, uno spazio espositivo di ben 5.600 metri quadrati accoglie visitatori e addetti ai lavori con un’estetica coordinata, progettata per esaltare le eccellenze enologiche regionali in modo armonico e unitario. Al centro di questo ecosistema brilla Piazza Campania, il cuore pulsante dell’area, dove i Consorzi di Tutela si fanno custodi dei diversi territori, offrendo un fitto calendario di degustazioni e approfondimenti interamente dedicati ai vitigni autoctoni.

L’edizione di quest’anno si distingue per un suggestivo parallelismo con il mondo della vela. In vista dell’America’s cup che vedrà protagonista il litorale partenopeo, la Regione ha scelto di unire idealmente la passione per il mare alla cultura millenaria della terra sotto il claim evocativo: “Dove soffia l’eccellenza”. Questo legame simboleggia una regione dinamica, capace di navigare verso il futuro senza perdere la rotta delle proprie radici.
L’esperienza proposta si articola in un percorso di approfondimento tecnico e divulgazione. Masterclass guidate da esperti del settore permettono di esplorare la complessità dei bianchi, dei rossi, dei rosati e delle bollicine campane, lasciando spazio anche a riflessioni cruciali sul ruolo delle donne nell’agricoltura e sulle sfide della sostenibilità. A completare l’offerta, l’integrazione agroalimentare gioca un ruolo chiave: il patrimonio vitivinicolo dialoga costantemente con le eccellenze gastronomiche locali, offrendo ai visitatori un’esperienza sensoriale che celebra la tradizione culinaria della regione.


Sul fronte commerciale, la presenza di circa 170 aziende trasforma il padiglione in una potente piattaforma di rete. L’obiettivo è chiaro: favorire l’incontro tra produttori e operatori internazionali per consolidare la visibilità dei vini a marchio DOP e IGP sui mercati globali. Questa partecipazione collettiva evidenzia la ricchezza di un comparto fondato sulla biodiversità e sul lavoro quotidiano di viticoltori che, pur mantenendo le specificità delle singole province, hanno scelto di presentarsi al mondo con un’identità visiva comune e coesa.


In ogni calice e in ogni iniziativa emerge l’essenza di una terra unica, capace di unire storia e innovazione costante. La Campania si conferma così una protagonista attenta e raffinata del panorama enologico mondiale, sapendo coniugare la qualità delle sue produzioni con una sobria eleganza che punta dritta al cuore del mercato globale.

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Economia

Mps, sfida per il nuovo cda: fondi divisi tra Lovaglio e Palermo

Verso l’assemblea Mps: BlackRock sostiene la lista Lovaglio, Vanguard e altri fondi verso Palermo. Decisivi i voti dei grandi azionisti.

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Alla vigilia dell’assemblea di Banca Monte dei Paschi di Siena, chiamata a eleggere il nuovo consiglio di amministrazione, si delineano schieramenti contrapposti tra i grandi fondi.

BlackRock si è espresso a favore della lista di Plt Holding, che include l’ex amministratore delegato Luigi Lovaglio. Dall’altro lato, Vanguard e altri investitori istituzionali sarebbero orientati a sostenere la lista del cda uscente, che propone come nuovo ceo Fabrizio Palermo e come presidente Nicola Maione.

Il peso degli azionisti

BlackRock, terzo azionista del Monte, ha ridotto leggermente la propria partecipazione dopo la record date, mentre il fondo sovrano Norges Bank Investment Management aveva già espresso sostegno alla lista Lovaglio.

Sul fronte opposto, si rafforza il sostegno alla lista del cda, con l’orientamento favorevole dei proxy advisor Iss e Glass Lewis e il possibile appoggio del gruppo Caltagirone, secondo azionista della banca.

Attese per Delfin e Banco Bpm

Restano determinanti le decisioni di Delfin, primo azionista con il 17,5%, e di Banco BPM, che detiene il 3,74%. Entrambi potrebbero orientarsi verso l’astensione, contribuendo a mantenere incerto l’esito del voto.

Nel frattempo, UBS ha dichiarato una partecipazione complessiva del 5,2% attraverso strumenti finanziari, con una quota di diritti di voto pari al 2%.

Assemblea decisiva

Il Tesoro ha già fatto sapere che non depositerà il proprio 4,9%, mentre l’affluenza all’assemblea potrebbe attestarsi intorno al 70% del capitale.

La riunione di mercoledì si preannuncia decisiva per la governance del Monte dei Paschi, con un esito ancora incerto e legato agli equilibri tra i principali azionisti.

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Economia

Tim sceglie advisor per l’Opas di Poste: Del Fante difende l’offerta da 10,8 miliardi

Tim nomina advisor per valutare l’Opas di Poste Italiane. Del Fante difende l’offerta da 10,8 miliardi e parla di crescita e sinergie.

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Il consiglio di amministrazione di TIM ha conferito mandato a Evercore e Goldman Sachs come advisor finanziari per la valutazione dell’offerta pubblica di acquisto e scambio (Opas) lanciata da Poste Italiane.

Sul piano legale, il gruppo sarà assistito dagli studi Bonelli Erede e Gatti Pavesi Bianchi Ludovici.

Del Fante: “Offerta equa e orientata al mercato”

L’amministratore delegato di Poste, Matteo Del Fante, ha difeso in un’intervista al Financial Times l’offerta da 10,8 miliardi di euro, respingendo le critiche su un possibile ritorno a un modello di controllo pubblico.

Secondo Del Fante, l’operazione rappresenta “un passo verso il mercato”, con una partecipazione statale nell’entità risultante che si attesterebbe poco sopra il 50%, in calo rispetto all’attuale 65%.

Struttura dell’Opas e valutazioni di mercato

L’offerta prevede, per ogni azione ordinaria di Tim, una componente in denaro pari a 0,167 euro e una quota in azioni Poste di nuova emissione pari a 0,0218 titoli.

Del Fante ha definito il prezzo “equo”, evidenziando un premio del 9% rispetto alle quotazioni precedenti all’annuncio. In Borsa, tuttavia, si registra un leggero sconto, con Tim attorno a 0,66 euro e Poste a 22,13 euro.

Sinergie e prospettive di crescita

Il manager ha sottolineato come l’operazione punti non solo al valore immediato, ma anche alle sinergie future e a una traiettoria di crescita più solida per il gruppo integrato, offrendo agli investitori la possibilità di beneficiare di ulteriori rialzi.

Prossimi passaggi assembleari

Il dossier resta aperto anche sul piano societario: il 15 aprile i soci di Tim saranno chiamati a votare il bilancio e, nella parte straordinaria dell’assemblea, il raggruppamento delle azioni, passaggi che potrebbero incidere sull’evoluzione dell’operazione.

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