Cronache
Flash mob delle toghe onorarie in tutta Italia: siamo stati traditi dallo Stato
Toghe sul braccio o indossate. E in mano, vicino ai codici, rose gialle e rosse. Le prime simbolo del “tradimento dello Stato” che nega loro i “diritti basilari”, le seconde in ricordo della manifestazione dei lavoratori americani del 1912 dell’ industria tessile, a cui si sentono accomunati “per la totale assenza di garanzie lavoristiche e di giusta retribuzione”. In diverse citta’ italiane e’ andata in scena la protesta dei magistrati onorari, con flash mob davanti ai palazzi di giustizia. E per la prima volta dall’inizio della mobilitazione, cominciata dai primi di dicembre a Palermo e a Milano, oggi e’ approdata anche a Roma, in un luogo simbolo della giustizia, la scalinata della Corte di Cassazione. Protagonisti a Roma sono soprattutto i giudici di pace di tutto il Lazio. Si ritrovano in piu’ di un centinaio a gridare basta a quella che definiscono una “situazione di caporalato di Stato: smaltiamo oltre il 60% del contenzioso giudiziario in materia civile, penale e nel delicato settore dell’immigrazione clandestina, eppure siamo privi di ogni diritto assistenziale e previdenziale e senza le garanzie di base garantite dalla Costituzione ad ogni lavoratore”. E raccontano la vita da precari della giustizia: pagati a cottimo (“50 euro per una sentenza, 10 per decidere se un migrante puo’ restare o no in Italia), senza le “minime tutele spettanti a qualsiasi lavoratore per malattia, ferie e maternita’. Una situazione che la pandemia del Covid-19 ha reso ancor piu’ grave”, con magistrati che si sono ammalati e che sono rimasti a casa senza stipendio e nessuna copertura assistenziale. Concetti ribaditi nelle manifestazioni che si sono tenute nelle altre citta’, a partire da Napoli (nella foto in evidenza la protesta a Napoli), Firenze e Bologna. A Palermo due magistrati onorari, entrambe donne, Sabrina Argiolas, 55 anni, e Vincenza Gagliardotto 54 anni, sono da 12 giorni in sciopero della fame. Se n’era aggiunta una terza, malata oncologica, che per le sue condizioni ha dovuto smettere. Ma altri giudici si stanno unendo alla protesta da tutta Italia. L’ultima adesione e’ arrivata da Parma: a rifiutare il cibo stavolta un uomo, Livio Cancelliere. A tutti loro e’ arrivata la solidarieta’ dei colleghi e non solo. Se l’Associazione nazionale magistrati ha voluto esprimere con una nota il suo sostegno e ha chiesto al governo di reperire le risorse per riconoscere “le piu’ opportune tutele economiche, previdenziali e sociali” alle toghe onorarie, a Roma tre magistrati – i procuratori aggiunti Paolo Ielo e Antonello Racanelli e il segretario di Area Eugenio Albamonte – hanno dato un segno tangibile partecipando alla manifestazione dei giudici di pace. E la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni ha chiesto al governo di stabilizzare la categoria, giudicando “vergognoso” il modo in cui lo Stato “umilia” questi lavoratori.
Cronache
Federico II svelata: dieci anni di campus a San Giovanni a Teduccio, l’università apre le porte alla città
Dieci anni del campus della Federico II a San Giovanni a Teduccio: il 20 marzo porte aperte con ricerca, startup, robot e visite guidate per raccontare la trasformazione di Napoli Est.
Cronache
Caso del cuore trapiantato al Monaldi: verbale secretato di un infermiere chiave nell’inchiesta sulla morte del piccolo Domenico Caliendo
Inchiesta sulla morte del piccolo Domenico Caliendo dopo il trapianto al Monaldi: secretato il verbale dell’infermiere presente in sala operatoria. Indagini su trasporto dell’organo e sulle procedure seguite.
Un verbale considerato cruciale potrebbe rappresentare un punto di svolta nell’inchiesta sulla morte del piccolo Domenico Caliendo, il bimbo al quale è stato trapiantato un cuore poi risultato danneggiato dal ghiaccio secco.
È stato ascoltato dai magistrati l’infermiere specializzato Francesco Farinaceo, presente il 23 dicembre nella sala operatoria della chirurgia pediatrica dell’Ospedale Monaldi. Il suo verbale è stato secretato e al momento non è a disposizione delle parti.
Secondo quanto emerge dagli atti dell’indagine, Farinaceo sarebbe stato l’infermiere che ha materialmente aperto il contenitore nel quale era custodito il cuore proveniente da Bolzano e destinato al piccolo paziente.
Le indagini della Procura di Napoli
L’inchiesta è coordinata dal pubblico ministero Giuseppe Tittaferrante sotto la supervisione del procuratore aggiunto Antonio Ricci. Gli accertamenti sono affidati ai carabinieri del NAS, guidati dal colonnello Alessandro Cisternino.
Gli investigatori stanno ricostruendo con precisione tutte le fasi dell’intervento: prima dell’espianto, durante il trasporto dell’organo e nel momento del trapianto.
Secondo quanto riferito in testimonianza dall’infermiera Virginia Terracciano, sarebbe stato proprio Farinaceo ad aprire il contenitore con il cuore donato e ad assistere allo scambio di indicazioni tra il chirurgo e l’équipe medica presente in sala.
Il ruolo del chirurgo e i dubbi sull’avvio dell’intervento
Tra i punti centrali dell’inchiesta c’è la decisione di avviare l’intervento chirurgico sul piccolo paziente. Gli inquirenti stanno cercando di chiarire cosa abbia spinto il chirurgo Guido Oppido a procedere con l’apertura dello sterno.
Le ipotesi al vaglio sono principalmente due: la necessità di intervenire rapidamente per evitare che il cuore donato diventasse inutilizzabile allo scadere delle quattro ore successive all’espianto oppure la convinzione di aver ricevuto un via libera dai colleghi presenti in sala operatoria.
Oppido è tra i sette medici attualmente indagati nell’inchiesta ed è stato sospeso dall’ospedale al termine di una prima istruttoria interna.
La denuncia sul “clima tossico” nel reparto
Farinaceo risulta anche il primo firmatario di una lettera di denuncia inviata il 27 gennaio ai vertici dell’azienda ospedaliera. Nel documento viene segnalato un presunto “clima tossico” all’interno del reparto attribuito alla gestione del chirurgo.
Dopo la sua audizione è probabile che vengano ascoltati anche gli altri firmatari della lettera, tra cui diversi infermieri già sentiti come testimoni.
Secondo alcune testimonianze raccolte dagli investigatori, il chirurgo avrebbe iniziato il clampaggio dell’aorta prima dell’arrivo del cuore in sala operatoria. Un passaggio che gli inquirenti stanno verificando con attenzione.
Il trasporto dell’organo e il termos da spiaggia
Un altro elemento emerso nelle ultime ore riguarda un video acquisito dagli investigatori relativo al trasporto di un organo avvenuto nel 2021.
Nel filmato si vedrebbe l’utilizzo dello stesso contenitore termico artigianale da spiaggia utilizzato anche per il trasporto del cuore destinato al piccolo Domenico.
Questo dettaglio è diventato uno dei punti più controversi dell’intera vicenda.
Gli accertamenti sull’espianto a Bolzano
Parallelamente l’attenzione degli investigatori si concentra anche su quanto accaduto nell’Ospedale San Maurizio, dove è stato espiantato il cuore donato.
Secondo un report degli ispettori del Ministero della Salute, sarebbe al vaglio anche la possibilità di un errore nel dosaggio di un farmaco somministrato durante la fase di espianto.
Un eventuale errore potrebbe aver danneggiato l’organo prima del trasporto.
L’avvocato Francesco Petruzzi, legale dei genitori del piccolo Domenico, Antonio e Patrizia Caliendo, ha spiegato che questo aspetto potrà essere chiarito dagli esami autoptici sui tessuti.
Secondo il legale, tuttavia, tale eventualità non cambierebbe il quadro delle responsabilità che gli inquirenti stanno valutando in relazione alle procedure seguite dall’équipe dell’ospedale napoletano.
Cronache
Terremoto di magnitudo 2.8 nell’Avellinese: scossa registrata vicino a Forino
Scossa di terremoto di magnitudo 2.8 registrata vicino a Forino, in provincia di Avellino. Epicentro a circa 6 km di profondità secondo l’INGV.


