Cronache
Fisco, scoperti 86mila evasori totali sconosciuti all’erario: la leva della compliance vale fino a 0,3 punti di Pil
L’Agenzia delle Entrate individua 86mila soggetti del tutto sconosciuti al fisco. Upb: più compliance riduce il debito. Le novità annunciate a Telefisco.
In Italia ci sono 86mila contribuenti, tra persone fisiche e imprese, completamente sconosciuti al fisco. È il dato emerso a Telefisco, il tradizionale appuntamento annuale organizzato da Il Sole 24 Ore, e illustrato dal direttore dell’Agenzia delle Entrate, Vincenzo Carbone.
Un numero che equivale, per dimensioni, a una piccola città che non versa alcuna imposta.
Chi sono gli evasori totali
Nel 2024 l’Agenzia delle Entrate ha analizzato complessivamente 17 milioni di posizioni. Da questa attività sono stati individuati circa 200mila evasori totali tra contribuenti e imprese.
Di questi, il 57 per cento, pari a 116mila soggetti, non aveva presentato alcuna dichiarazione. Il restante 43 per cento, 86mila posizioni, risultava del tutto ignoto all’amministrazione finanziaria.
Nel dettaglio, 49mila sono persone fisiche, mentre 37mila riguardano società o enti.
Il peso dell’evasione su conti pubblici e debito
La posta in gioco è rilevante anche sul piano macroeconomico. Secondo le stime dell’Ufficio parlamentare di bilancio, se la tendenza storica di recupero del gettito osservata tra il 2002 e il 2023 proseguisse fino al 2028, le entrate aumenterebbero strutturalmente fino a 0,3 punti percentuali di Pil.
Nel medio-lungo periodo, al 2041, il rapporto debito/Pil potrebbe ridursi di oltre 4 punti percentuali, passando dal 122,5 al 118 per cento. Per questo l’Upb sollecita il rafforzamento delle politiche di stimolo alla compliance.
La strategia dell’Agenzia: controlli mirati e collaborazione
Secondo Carbone, non tutte le posizioni analizzate si traducono in controlli. La linea dell’Agenzia punta a un utilizzo selettivo degli strumenti, senza automatismi.
“Non esiste alcun automatismo rispetto ai controlli. Non esiste l’intelligenza artificiale generativa”, ha chiarito il direttore. In parallelo, l’amministrazione invierà oltre 2,4 milioni di lettere di compliance, concepite come richiami preventivi ai contribuenti per favorire l’adempimento spontaneo.
Le linee della riforma fiscale annunciate dal Governo
Nel corso dell’incontro è intervenuto anche il viceministro dell’Economia Maurizio Leo, che ha ribadito la necessità di una riforma del fisco fondata su risorse certe.
“Non possiamo fare ricorso al deficit come in passato”, ha affermato, rivendicando il miglioramento dello spread e l’uscita dalla procedura europea per deficit eccessivo.
Tra le novità tecniche annunciate, l’obiettivo di superare le limitazioni territoriali per consentire l’accesso all’iperammortamento anche per investimenti effettuati fuori dal perimetro dell’Unione europea.
Il nodo degli investimenti e delle rendite
La misura sull’iperammortamento è stata accolta positivamente dal presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti Elbano de Nuccio, che ha sottolineato come l’agevolazione favorisca l’acquisto di beni strumentali innovativi e interconnessi, orientati alla transizione digitale.
Sulla tassazione delle rendite, Leo ha annunciato un prossimo decreto omnibus per completare la riforma, puntando al superamento della tassazione sul maturato in favore del principio del realizzato, legato all’effettiva disponibilità del reddito.
I ritardi della pubblica amministrazione nei pagamenti
Infine, resta aperto il tema dei pagamenti della pubblica amministrazione. Il presidente del Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro Rosario De Luca ha evidenziato come i ritardi della Pa contribuiscano a consolidare situazioni debitorie, con parcelle pagate in ritardo sia a livello centrale sia negli enti locali.
Un elemento che, secondo i professionisti, rischia di indebolire gli sforzi di riforma e di collaborazione tra fisco e contribuenti.
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Terremoto alle Isole Eolie: scossa di magnitudo 3.7 registrata al largo di Messina
Una scossa di terremoto di magnitudo 3.7 è stata registrata alle Isole Eolie, nel Messinese. Il sisma è stato localizzato dall’INGV a 21 chilometri di profondità.
Un terremoto di magnitudo 3.7 è stato registrato nel pomeriggio nell’area delle Isole Eolie, in provincia di Messina.
Il sisma è avvenuto alle 19:25:37 ora italiana di oggi, 14 marzo 2026, ed è stato rilevato dalla Sala Operativa dell’INGV di Catania.
Epicentro e profondità del sisma
Secondo i dati diffusi dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, l’epicentro è stato individuato in mare con coordinate 38.5000 di latitudine e 14.6440 di longitudine.
La scossa si è verificata a una profondità di circa 21 chilometri.
Monitoraggio della situazione
Al momento non si segnalano danni a persone o cose. L’evento rientra nella normale attività sismica che interessa l’area delle Eolie, una zona caratterizzata da una costante attività geologica e vulcanica.
Le autorità continuano a monitorare l’area attraverso la rete di rilevazione sismica dell’INGV.
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