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Fiorello su twitter: Io alla Rai? Parte la “sciabbarabba” ma no a polemiche con Repubblica “

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“E’ partita la ‘sciabbarabba’. Grazie a tutti i giornali che si sono interessati a me. Di tutto questo devo ringraziare Repubblica. Io sono venuto alla festa di Repubblica all’auditorium. Ho fatto trenta minuti di spettacolo gratis… vorrei ricordare. Se Repubblica non avesse scritto ‘interrotte le trattative’ e io per il gusto di smentire non le avessi riprese, tutto questo non ci sarebbe”. Così Fiorello in un nuovo video su Instagram commenta con ironia gli articoli di giornale usciti questa mattina in edicola in merito al suo progetto per RaiPlay. “Ovviamente l’unica che non parla di tutto questo è Repubblica – prosegue -. Ieri ha lanciato il sasso ma oggi non ne parla. Già immagino la riunione di redazione in cui dicono: mi raccomando, non scrivete più o se scrivete, scrivetene male. È un classico… Comunque non c’era nessuna polemica da parte mia, solo il gusto della precisazione di fronte a cose non vere: come l’incazzatura da parte mia o la trattativa interrotta. Non c’era nessuna trattativa, quelle si fanno per i sequestri”. “L’idea del progetto per la Rai e’ di fare qualcosa per RaiPlay, perche’ in questo momento chi la guarda? Solo Salini… I contenuti saranno le esperienze degli ultimi anni tutte insieme. Quindi leggero’ giornali, faro’ interviste. E’ il vero varieta’. Abbiamo gia’ scelto la location ma non posso dirvela. Lasciate stare i guadagni e concentratevi sul prodotto che consenta di rilanciare la piattaforma. Sono una specie di testimonial di RaiPlay”. Cosi’ Fiorello in un video su Instagram in merito al progetto con la Rai.

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Cronache

Sanità a Napoli, ancora atti vandalici al San Giovanni Bosco

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Una serratura forzata ed una vetrata danneggiata. Sono gli ultimi due atti intimidatori che hanno come bersaglio l’ospedale San Giovanni Bosco di Napoli e che, secondo il commissario dell’ASL Napoli 1 Ciro Verdoliva, “sono tentativi di marcare il territorio da parte di chi fino a poco tempo fa svolgeva attivita’ illecite o non autorizzate all’interno dell’ospedale”. Gli episodi di stanotte che hanno interessato un vetro dell’ex bar e la porta della direzione amministrativa seguono altri atti vandalici, l’ultimo dei quali l’allagamento di alcuni bagni con liquami fuoriusciti dai servizi igienici. ”Da quando abbiamo chiuso il bar che svolgeva senza autorizzazione l’attivita’, rimosso i distributori di merendine abusivamente istallarti nei reparti e allontanato i parcheggiatori abusivi che si erano appropriati dei piazzali antistanti siamo stati continuamente oggetto di queste intimidazioni. Vogliono riappropriarsi del territorio – conclude Verdoliva – ma non lo consentiremo perchè noi tutti, gli uomini e le donne che qui come altrove in citta’ svolgiamo professionalmente la nostra missione, siamo piu’ forti di loro”.

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Cronache

La sorella del capo del clan dei Casalesi Michele Zagaria non è una mafiosa, assolta dall’accusa di associazione per delinquere: è in carcere per ricettazione

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Assolta, in Appello, dal reato di associazione di stampo mafioso Beatrice Zagaria, sorella del capoclan Michele Zagaria, arrestato dopo oltre 16 anni di latitanza. E’ la sentenza emessa poco fa dalla V sezione della Corte di Appello di Napoli (presidente Luisa Toscano) nell’ambito del processo sugli “stipendi” alle cognate del boss. Beatrice Zagaria, attualmente in carcere, è stata condannata a tre anni per ricettazione. Il legale di Beatrice Zagaria, l’avvocato Angelo Raucci, ha annunciato di fare istanza di scarcerazione per la sua cliente. Nel procedimento giudiziario figuravano sul banco degli imputati anche le mogli di tre fratelli di Michele Zagaria (Pasquale Carmine e Antonio), Francesca Linetti, Tiziana Piccolo e Patrizia Martino, alle quali i giudici di secondo grado hanno inflitto una condanna a due anni di reclusione (pena sospesa) per ricettazione. Assolta anche Paola Giuliano, moglie di Aldo Nobis, ritenuto elemento di spicco del clan dei Casalesi.

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Cronache

Accusata di avere tentato di avvelenare la figlia, assolta madre

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Assolta perche’ “il fatto non sussiste” Marina Addati, la 31enne di Napoli accusata di tentato omicidio per avere somministrato alla figlia di tre anni per due volte droghe e sedativi con il biberon mentre la bimba era ricoverata all’ospedale Bambino Gesu’ di Roma. Lo hanno deciso i giudici della quinta sezione penale dopo una camera di consiglio durata quasi tre ore. La Procura aveva sollecitato una condanna a 12 anni e mezzo. Durante la lettura della sentenza la donna e’ scoppiata in lacrime abbracciando il marito. La vicenda giudiziaria per Addati,pero’, non si chiude qui: la donna e’, infatti, sotto inchiesta a Napoli in quanto accusata di avere tentato di “avvelenare” anche la sua figlia piu’ piccola usando le stesse modalita’. La donna venne arrestata nel gennaio del 2017 e il Tribunale per i minori di Napoli chiese ed ottenne la sospensione “dell’esercizio della responsabilita’ genitoriale” nei confronti della donna e del marito.

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