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Politica

Fioramonti apre su ius culturae, Saviano contro Pd

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Lo ius culturae incassa l’appoggio del ministro della pubblica Istruzione Lorenzo Fioramonti, che sottolinea l’aspetto “dell’inclusione” che avrebbe questa riforma della cittadinanza. A movimentare il dibattito parlamentare ci pensano anche i liberal di Forza Italia, pronti a smarcarsi da “niet” di Lega, Fdi e della destra di FI, tanto è vero che tra i testi depositati ve ne e’ uno di Renata Polverini. Sui dubbi espressi dalla Dem Alessia Morani ha attaccato Roberto Saviano, che ha preso di petto l’intero Pd. Dopo che domenica il leader di M5s Luigi Di Maio aveva espresso cautela sulla legge, oggi un colpo di acceleratore è giunto da due esponenti del Movimento: prima il sottosegretario all’Istruzione Lucia Azzolina, poi il ministro Fioramonti. Prese di posizione importanti perche’ questa riforma affiderebbe proprio alla scuola il compito di integrare i figli degli immigrati nati in Italia. Posizioni, pero’, che non sono piaciute alla Lega, che ha attaccato il ministro con Paolo Grimoldi. Ad articolare il dibattito ci ha pensato l’ala liberal di Fi. Renata Polverini, come nella scorsa legislatura, aveva gia’ presentato un suo ddl, ed oggi ha fatto sapere di avere l’appoggio di molti suoi colleghi (come Andrea Causin, Franco Dal Mas, Osvaldo Napoli). “C’e’ un centrodestra – spiega Polverini – in cui non mi identifico: il centrodestra di Gasparri, che dichiara guerra ai bambini; non lo capisco, come non capisco le dichiarazioni contro i ragazzi scesi in piazza per l’ambiente. Un Partito che nasce per essere delle liberta’ e poi non sostiene i diritti e’ anacronistico”. Nel Pd il capogruppo alla Camera Graziano Delrio ha ribadito il sostegno alla legge, anche se ha spiegato che vuole condurre “questa battaglia convincendo e non forzando” Di Maio o altri esponenti della maggioranza. Per la maggioranza interna del Pd, finora cauta, si e’ espressa Enza Bruno Bossio: “lo ius culturae e’ nel Dna del Pd”. A polemizzare con i Dem ci ha pensato Roberto Saviano: su Facebook ha postato il pensiero di Alessia Morani che domenica aveva definito “inopportuna in questo momento la legge”: “con queste posizioni il Pd collassera’” ha profetizzato lo scrittore. Morani ha pero’ replicato difendendo la sua idea: “serve creare una condivisione reale su questo provvedimento poiche’ calarlo dall’alto e’ il vero favore alla destra”.

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Politica

Decreto sicurezza, corsa contro il tempo alla Camera tra tensioni politiche e fiducia annunciata

Il decreto sicurezza passa al Senato e arriva alla Camera tra tensioni politiche e tempi stretti. Governo pronto alla fiducia, opposizioni all’attacco.

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Il decreto sicurezza ottiene il primo via libera al Senato con 96 voti favorevoli e 46 contrari, al termine di una maratona parlamentare segnata da tensioni e proteste delle opposizioni. In Aula esponenti del centrosinistra hanno esposto cartelli contro quello che definiscono un intervento caratterizzato da un’impostazione eccessivamente punitiva.

Il provvedimento arriva ora alla Camera in una fase estremamente delicata, con tempi stretti per la conversione in legge.

Tempi stretti e fiducia alla Camera

Manca meno di una settimana alla scadenza del decreto e il governo si prepara a blindare il testo con il voto di fiducia, limitando così la possibilità di modifiche.

Le opposizioni denunciano una compressione delle prerogative parlamentari. Tra le iniziative politiche, la richiesta formale al presidente della Camera di intervenire sui tempi dell’esame. In assenza della possibilità di incidere sul testo, le minoranze puntano su un massiccio ricorso agli ordini del giorno per rallentare l’iter.

Le misure principali del decreto

Il testo, composto da 33 articoli, affronta diversi ambiti della sicurezza pubblica:

  • fermo preventivo fino a 12 ore prima di manifestazioni
  • estensione delle cause di giustificazione per le forze dell’ordine
  • interventi su porto di coltelli e sicurezza urbana
  • norme su stupefacenti e parcheggiatori abusivi
  • misure sui rimpatri dei migranti

Nel corso dell’esame parlamentare alcune proposte iniziali sono state modificate o accantonate, mentre altre sono state approvate, tra cui la proroga di incarichi apicali nelle forze dell’ordine.

Frizioni nella maggioranza e aggiustamenti in corsa

Il percorso del decreto è stato segnato anche da tensioni interne alla maggioranza. Alcune proposte sostenute dai partiti di governo sono state ridimensionate o trasformate in atti di indirizzo, segno di un equilibrio politico non sempre lineare.

Le modifiche introdotte durante l’iter hanno contribuito ad allungare i tempi, rendendo più complesso il passaggio finale.

Le critiche delle opposizioni

Le forze di opposizione contestano sia il merito del provvedimento sia il metodo. In particolare viene criticata l’assenza del ministro dell’Interno durante il voto al Senato, interpretata come un segnale politico.

Secondo le minoranze, il decreto rischia di avere un impatto limitato sul piano della sicurezza reale, oltre a presentare criticità sotto il profilo delle garanzie e dell’equilibrio istituzionale.

Una corsa decisiva per la conversione

Il passaggio alla Camera si preannuncia rapido e ad alta tensione. Il governo punta a chiudere entro i termini, mentre le opposizioni tenteranno di rallentare l’iter fino all’ultimo momento utile.

Il voto finale è atteso a ridosso della scadenza, in un contesto politico che resta segnato da forti divisioni sul tema della sicurezza.

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Politica

Lega in piazza a Milano, tensioni nel centrodestra e quattro cortei annunciati

La Lega scende in piazza a Milano con i Patrioti europei. Annunciati quattro cortei e tensioni nel centrodestra tra alleati e opposizioni.

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La Lega torna in piazza a Milano insieme ai Patrioti europei con una manifestazione che punta a criticare l’Unione europea, definita dal segretario Matteo Salvini “sorda se non nemica”. Il corteo partirà da Porta Venezia per concludersi in piazza Duomo, dove è stato allestito un palco con maxischermi.

Accanto alla mobilitazione leghista, la giornata sarà caratterizzata da un’ampia risposta di protesta.

I controcortei e il dispositivo di sicurezza

Sono previsti tre controcortei organizzati da forze politiche di opposizione, associazioni e realtà antagoniste, con percorsi distinti che confluiranno in un punto a breve distanza dal centro della manifestazione principale. A questi si aggiunge un’ulteriore iniziativa promossa da italiani di seconda generazione all’Arco della Pace.

Considerata la contemporanea presenza di più cortei, è stato predisposto un rafforzamento del dispositivo di sicurezza con l’impiego di ulteriori contingenti delle forze dell’ordine.

Divisioni nel centrodestra

La manifestazione evidenzia tensioni all’interno della maggioranza. Una parte di Forza Italia ha sostenuto iniziative parallele, mentre altre componenti del partito hanno espresso perplessità sull’opportunità politica di una mobilitazione nello stesso giorno.

Anche nelle sedi istituzionali si sono registrate divergenze: in Consiglio comunale a Milano, le posizioni dei partiti di centrodestra non sono state univoche su una mozione relativa alla manifestazione.

Nonostante ciò, Salvini ha ribadito la compattezza dell’esecutivo sul piano dell’azione di governo.

Ospiti europei e temi della piazza

All’evento parteciperanno esponenti politici europei appartenenti all’area sovranista, insieme a rappresentanti istituzionali italiani, tra cui governatori regionali e membri dell’esecutivo.

I temi al centro della manifestazione riguarderanno:

  • politiche economiche europee
  • gestione dell’immigrazione
  • sicurezza e lavoro

Tra i punti critici sollevati dagli organizzatori, anche le regole di bilancio europee e il loro impatto sulle politiche nazionali.

Una prova di forza politica

Per la Lega, l’appuntamento rappresenta anche un test di consenso e partecipazione. La mobilitazione è stata sostenuta con l’organizzazione di trasporti dedicati e un appello alla partecipazione diretta.

Sul piano politico, la giornata milanese si configura come un momento di visibilità ma anche di confronto, sia con le opposizioni sia all’interno dello stesso schieramento di governo.

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Politica

Schillaci visita Space Factory a Napoli: “Tecnologie spaziali per nuove cure”

Il ministro Schillaci visita Space Factory a Napoli: focus su tecnologie spaziali e ricerca biopharma per nuove terapie.

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Il ministro della Salute Orazio Schillaci ha visitato a Napoli la sede del Space Factory, realtà attiva nello sviluppo di tecnologie spaziali e biopharma.

La struttura, estesa su 3.000 metri quadrati, ospita laboratori, uffici e aree dedicate alla ricerca avanzata.

MiniLab e missioni nello spazio

Tra il 2021 e il 2024, Space Factory ha realizzato cinque missioni spaziali, di cui quattro scientifiche con il sistema MiniLab sulla Stazione Spaziale Internazionale.

Le attività riguardano esperimenti in condizioni di microgravità, con applicazioni nel campo delle scienze della vita e della farmaceutica.

“Opportunità per nuove terapie”

Schillaci ha espresso apprezzamento per i risultati raggiunti, sottolineando come la ricerca nello spazio possa offrire nuove prospettive terapeutiche.

Gli esperimenti condotti in orbita consentono infatti di studiare fenomeni biologici in condizioni impossibili da replicare sulla Terra.

Un settore in crescita

Il fondatore del gruppo, Norberto Salza, ha evidenziato come la sperimentazione biopharma nello spazio sia oggi uno dei settori più promettenti dell’economia dell’orbita bassa.

Un ambito che vede l’Italia protagonista con competenze scientifiche e industriali avanzate.

Napoli hub dell’innovazione spaziale

La visita del ministro conferma il ruolo crescente del territorio napoletano nel settore spaziale.

Un sistema che coinvolge istituzioni, ricerca e industria, con l’obiettivo di trasformare l’innovazione tecnologica in applicazioni concrete per la salute e lo sviluppo economico.

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