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Fibrillazioni nel M5S, ora Di Battista vuole il rinvio degli Stati Generali

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Rinviare gli Stati Generali e concentrarsi sulle risposte da dare al paese, che sta sopportando drammatiche conseguenze per fare fronte alla pandemia. Dopo lo strappo a Strasburgo con il voto in dissenso dal resto del gruppo 5 Stelle sulla Pac, l’area Di Battista torna alla carica. Con una proposta choc che arriva proprio quando gli Stati Generali del Movimento, a lungo attesi, hanno preso da poco il via con le prime assemblee territoriali. Ma c’e’ l’emergenza sanitaria e le misure prese per contenerla stanno creando difficolta’ a intere categorie e dunque chi ha incarichi pubblici dovrebbe preoccuparsi di pensare solo alle soluzioni da proporre, senza farsi distrarre da questioni interne al Movimento, e’ la preoccupazione espressa da Alessandro Di Battista al suo enturage. Che si traduce nelle parole di Barbara Lezzi, la senatrice pentastellata ed ex ministro che ha abbracciato tra i primi le posizioni dell’ex deputato: “Il Paese e’ stremato, in questo momento e’ indispensabile che tutto il governo e il Parlamento lavorino senza alcuna distrazione. Rinviare gli stati generali sarebbe opportuno, quindi, vista la situazione cosi’ difficile. E in questo concordo con Alessandro Di Battista” dice. Dissente, invece, Ignazio Corrao, l’eurodeputato convinto invece dell’urgenza del “congresso” M5s anche per avviare quel “turnover” radicale nelle posizioni apicali, interne e di governo, del Movimento che “da mesi ormai agisce come copia sbiadita del Pd, senza alcuna identita’”. Gli Stati Generali “in condizioni normali, visto il ritorno della pandemia” si sarebbero potuti “anche rinviare, ma visto che il governo e’ rappresentato per 2/3 da un partito che non ha avuto alcun momento di rinnovamento e confronto interno da anni, mi sembra impensabile pensare di poter andare avanti cosi’, perche’ se non c’e’ legittimazione politica governa la burocrazia” afferma. Il Capo Politico del M5s, Vito Crimi, pero’ conferma la convocazione dell’assise nazionale per il 14 e 15 novembre, anche se rinvia di una settimana la conclusione dei lavori a livello locale (fatta eccezione per 4 regioni). “La fase difficile, di incertezza, che stiamo attraversando ci pone di fronte alla necessita’ di essere ancora piu’ solidi e compatti” dice. Intanto, in attesa di capire quale sara’ la sorte, in termini di sanzioni disciplinari, del gruppo dei dissidenti “dibattistiani” a Bruxelles, a Roma il Movimento perde altre due pedine. Alla Camera se ne va Rina De Lorenzo che passa a Leu, dopo aver denunciato nelle scorse settimane di essere finita nella “gogna” di Rousseau con la scusa delle mancate restituzioni (che invece sostiene, dati alla mano, di aver fatto) ma in realta’ per aver sostenuto le ragioni del No al referendum costituzionale. Al Senato e’ invece Tiziana Drago ad andarsene lamentando la poca attenzione alla famiglia e alla scuola. Con la sua fuoriuscita i senatori che hanno lasciato il gruppo al Senato arrivano a quota 16, anche se il suo abbandono non dovrebbe influire molto sui numeri, pur risicati, della maggioranza perche’ la senatrice ultimamente, come l’altra fuoriuscita Marinella Pacifico, ha evitato di partecipare al voto.

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Nuovo dl sicurezza Pd-M5S, Conte cancella i decreti che varò assieme a Salvini

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L’aula della Camera ha approvato con 298 si’ e 224 no la fiducia al decreto sicurezza che recepisce le osservazioni fatte da Sergio Mattarella al momento della promulgazione dei decreti Salvini sull’immigrazione, e che elimina le “norme manifesto” di questi ultimi. La maggioranza ha rivendicato la cancellazione di quelle norme, mentre il centrodestra ha accusato la maggioranza di favorire l’immigrazione clandestina. Il leader della Lega e’ stato ricevuto e’ stato ricevuto al Quirinale, dove avrebbe espresso riserve sullo strumento del decreto, si apprende in ambienti parlamentari. Il provvedimento attende il voto finale di Montecitorio, previsto nei prossimi giorni, per poi passare alla prova del nove del Senato dove la coalizione di governo puo’ contare su pochi numeri oltre la soglia della maggioranza politica di quota 161. Ecco le nuove misure:

PERMESSI: i migranti presenti sul territorio con permessi umanitari possono vedersi trasformato il permesso in quello per lavoro se hanno un impiego.

NORMA SALVA ONG: rimane il potere del Viminale (sentiti il Mit e la Difesa) di vietare l’ingresso nelle acque territoriali di navi che portano migranti – inserito dal decreto Salvinibis – ma non se queste hanno subito comunicato alle autorita’ competenti l’operazione di salvataggio.

MULTE A NAVI: Le navi che non rispettano il divieto del Viminale sono sanzionate con multe da 10mila a 50mila euro invece che da 150mila a 1 milione del decreto Salvini bis. La multa viene data solo dopo l’intervento del giudice che accerta l’eventuale reato.

LGBT: non si potranno respingere stranieri che in patria rischiano persecuzioni politiche, tortura o per ragioni di razza, sesso e religione ma anche se corrono rischi per “l’orientamento sessuale o l’identita’ di genere”. Tali persone possono chiedere un permesso umanitario.

CPR: la priorita’ al trattenimento nei Centri per i rimpatri degli stranieri che devono essere espulsi, viene data a quelli che sono “una minaccia per la sicurezza”, che sono condannati per alcuni gravi reati, oppure vengono da Paesi con cui ci sono accordi per i rimpatri (esempio, la Tunisia).

ANAGRAFE: i richiedenti asilo sono iscritti all’anagrafe comunale e possono chiedere la carta di identita’ (esclusa dal decreto Salvini 1), senza la quale non potevano iscriversi al SSN. SAI: nasce il Sistema di accoglienza e integrazione che riforma il precedente Sistema di protezione per titolari di protezione internazionale e minori non accompagnati (SIPROIMI, in precedenza SPRAR). Si articola in due livelli di prestazioni: il primo per i richiedenti asilo, il secondo destinato a coloro i quali e’ stata accolta la domanda, con servizi aggiuntivi finalizzati all’integrazione. Una volta identificato nei centri di prima accoglienza, i Cda, lo straniero che richiede l’ asilo viene inviato nei centri del SAI (o ai CPR). Questi saranno di piccole dimensioni e sparsi sul territorio, come gli SPRAR. TERRORISMO: nei Centri verranno messe in atto “misure di prevenzione e vigilanza” sulla propaganda in favore di organizzazioni terroristiche jihadiste. UTILITA’ SOCIALE: gli stranieri ospiti dei Centri possono partecipare ad “attivita’ di utilita’ sociale” decise dai Comuni.

INTEGRAZIONE: al termine del periodo di accoglienza nei centri SAI, per i rifugiati sono previsti ulteriori percorsi di integrazione incentrati sulla lingua, la conoscenza di diritti e doveri della Costituzione, orientamento al lavoro.

ARRESTO: per i reati gravi commessi nei Centri di prima accoglienza (Cda) o nei Centri per il rimpatrio (Cpr), si considera la flagranza con relativo arresto anche nelle successive 48 ore, se le prove arrivano da un video. Il processo e’ per direttissima.

DECRETO FLUSSI: se nel corso dell’anno non viene pubblicato il il Decreto programmatico con il numero massimo di immigrati regolari che possono entrare per lavoro, il presidente del Consiglio puo’ emanare comunque (in qualsiasi momento dell’anno) il decreto flussi senza doversi attenere per forza al tetto dell’anno precedente.

CITTADINANZA: le domande di cittadinanza (per matrimonio o dopo residenza regolare di 10 anni), devono avere risposta entro 24 mesi, prorogabili a 36.

CELLULARI IN CARCERE: reclusione da 1 a 4 anni per chi fornisce un cellulare a un detenuto al 41 bis (da 2 a 5 se e’ un pubblico ufficiale, un incaricato di pubblico servizio o un avvocato).

NORMA WILLY: per chi partecipa a una rissa multa fino a 2.000 euro; se in essa c’e’ un ferito o un morto, reclusione da 6 mesi a 6 anni (prima 3 mesi a 5 anni). Inoltre il questore puo’ disporre il Daspo in specifici esercizi pubblici a carico di protagonisti di episodi violenti o di persone denunciate o condannate per spaccio. La norma e’ stata pensata dopo l’uccisione di Willy Monteiro Duarte davanti a una discoteca a Colleferro.

SPACCIO SUL WEB. Il Viminale istituisce un elenco sempre aggiornato di siti web su cui vengono commessi reati legati allo spaccio. Su segnalazione del Viminale i provider di TLC devono “impedire l’accesso ai siti segnalati, avvalendosi degli strumenti di filtraggio”. Per i provider che non ottemperano multe fino a 250mila euro.

GARANTE DETENUTI: al garante vengono attribuiti i poteri per prevenire episodi di tortura nelle carceri (esempio, attraverso ispezioni). Il Garante nazionale puo’ delegare ai Garanti territoriali per 6 mesi le proprie competenze per quanto riguarda la vigilanza su Rsa, Centri di accoglienza per migranti, comunita’ terapeitiche.

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Tutti contro la patrimoniale, e resta il nodo del superbonus

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 La patrimoniale non ha le gambe lunghe. La proposta lanciata da un gruppo di parlamentari di Leu e del Pd e’ stata in 24 ore bocciata dagli alleati: sono contrari i Cinque Stelle, Italia viva e pure la maggioranza Dem. Anche sulla proroga al 2023 del superbonus non c’e’ una compatezza granitica. Tutti sono d’accordo sulla necessita’ di allungare la durata delle detrazioni fiscali al 110%, ma l’intervento e’ molto oneroso e il governo valuta l’opportunita’ di rinviarlo a quando saranno disponibili le risorse del Ricovery fund. La cosiddetta “tassa sui super-ricchi” lanciata da Nicola Fratoianni (LeU) e Matteo Orfini (Pd), primi firmatari di un emendamento alla Manovra, e’ sopravvissuta lo spazio di un giorno. L’idea e’ quella di introdurre un’aliquota crescente, partendo da uno 0,2% su patrimoni tra 500 mila euro e un milione di euro per arrivare al 2% oltre i 50 milioni. Le opposizioni hanno subito detto “No”. “Il solo pensare di tassare ora chi ha casa e risparmi e’ da arresto immediato”, ha commentato Matteo Salvini. “A Salvini – ha replicato Orfini – ricordo che la giustizia sociale non e’ un reato: lo e’ rubare 49 milioni di euro agli italiani”. Anche gran parte della maggioranza ha sparato a zero sulla patrimoniale. “E’ la solita orfinata che crea solo danni e confusione”, e’ stato il commento di un parlamentare vicino al segretario Nicola Zingaretti. “Siamo sempre stati contrari”, ha ricordato il capogruppo renziano al Senato, Davide Farone, che per una volta va d’accordo con i Cinque Stelle: “Introdurre qualsiasi tipo di patrimoniale sarebbe folle”, ha detto il ministro Luigi Di Maio. Leu continua a difendere l’impostazione dell’intervento. Il capogruppo alla Camera, Federico Fornaro, e’ primo firmatario di un altro emendamento per istituire, per il solo 2021, un ‘Contributo di solidarieta” “differente e alternativo alla cosiddetta patrimoniale”. Si tratta di un’aliquota dell’1% per ricchezze superiori a 1,5 milioni di euro, escludendo la prima casa. La battaglia si sposta in commissione, dove sono stati depositati 7 mila emendamenti. Di questi, “quasi 3 mila arrivano dai partiti di Conte, Gualtieri, Di Maio, Renzi e Speranza – ha commentato Giorgia Meloni – Se non credono loro stessi nelle leggi che scrivono, perche’ dovrebbero farlo gli italiani?”. Il presidente della Camera, Roberto Fico, ha chiesto “collaborazione e spirito di coesione, ma anche visione”. Il problema sulla proroga del superbonus sugli interventi di miglioramento antisismico ed energetico degli immobili e’ di risorse. Quelle che servono sono ingenti e superiori a quanto previsto in un primo momento. “Stiamo incontrando difficolta’ di ordine tecnico-burocratico segnalate anche dall’Agenzia delle entrate – ha aggiunto Martina Nardi (Pd), presidente della commissione Attivita’ produttive della Camera – Sara’ aperto un tavolo con il Governo per valutare tutti gli interventi necessari”. Certo e’ che il tema non potra’ essere rinviato troppo, visto che anche Forza Italia ha presentato emendamenti per una proroga al 2023 del superbonus. I voti in commissione alla Camera cominceranno il 9 dicembre. Fra le richieste di modifica, Claudio Mancini (Pd) propone uno stop per 4 mesi ai versamenti delle tasse per federazioni e societa’ sportive professionistiche che stanno continuando a giocare. Poi c’e’ quella dei Cinque Stelle per mettere i bastoni fra le ruote a un eventuale salvataggio di Mps targato Unicredit. Di fatto, l’emendamento riduce da 3 miliardi a un massimo di 500 milioni i crediti d’imposta per le aziende che si aggregano nel 2021, quindi anche per chi si facesse carico della banca senese. Mentre nel Pd ci sarebbe una certa attenzione a mantenere il radicamento toscano dell’istituto.

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Manovra economica, ora spuntano la proroga del superbonus e una richiesta di patrimoniale

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Torna in campo la proroga dei bonus al 110% e spunta una richiesta di patrimoniale. Ci sono anche proposte per prolungare l’ecobonus sull’acquisto delle auto. Nel passaggio in Parlamento, i partiti di maggioranza mirano ad aggiungere tasselli significativi alla Manovra. Poi c’e’ l’altro provvedimento, il Dl Ristori Quater, che sara’ varato dal governo nelle prossime ore. Una prima bozza prevede una serie di rinvii delle tasse e uno stop alle ganasce del fisco per chi sia in difficolta’ economiche. Le modifiche effettive alla Manovra saranno il frutto degli emendamenti che verranno approvati nelle prossime settimane in commissione Bilancio della Camera. La richiesta di una proroga al dicembre 2023 dei superbonus, cioe’ delle detrazioni fiscali al 110% per interventi di miglioramento energetico e sismico degli immobili, e’ firmata da una settantina di deputati di tutte le forze di maggioranza: M5s, Pd, Iv e Leu. Malgrado questo, il suo passaggio in Parlamento non sara’ indolore. “La misura e’ appena partita – ha spiegato la presidente della commissione Attivita’ produttive della Camera, Marina Nardi (Pd) – ma rischia di subire altri stop a causa del covid. Per questo la proroga e’ necessaria”. L’intento e’ condiviso, ma nella maggioranza e nel governo ci sono perplessita’ legate al costo. Per questo l’idea di prolungare la misura potrebbe essere messa in frigo fino all’arrivo del Recovery fund. Per rinviare la scadenza dell’ecobonus sulle auto c’e’ piu’ di una richiesta di diverse forze di maggioranza, come Iv e Pd. In questo caso, a storcere il naso e’ il M5s, che vorrebbe concentrare gli incentivi solo sulle auto elettriche, mentre gli alleati puntano anche a diesel e benzina di ultima generazione. La patrimoniale e’ contenuta in un emendamento firmato da deputati di Leu e del Pd che chiede l’abolizione dell’Imu e dell’imposta di bollo sui conti correnti e di deposito titoli, per sostituirle con un’aliquota progressiva minima dello 0,2% “sui grandi patrimoni la cui base imponibile e’ costituita da una ricchezza netta superiore a 500 mila euro”. I primi firmatari sono Nicola Fratoianni, che fa parte della componente di Sinistra Italiana in Leu, e Matteo Orfini, della minoranza Pd. La strada di questo emendamento appare in salita: non trova troppi sponsor fra gli alleati e non piace alle opposizioni: “Un nuovo episodio del serial ‘Anche i ricchi piangono'”, ha commentato la capogruppo di Forza Italia alla Camera, Mariastella Gelmini. Superbonus, ecobonus e patrimoniale. Anche un altro tema creera’ qualche tensione in maggioranza. Iv e Leu chiedono di alzare l’accisa sulle ultime arrivate fra le sigarette, quelle con tabacco ‘da inalazione senza combustione’. Anche Forza Italia vuole misure analoghe: “E’ necessario aumentare la tassazione sui prodotti del tabacco riscaldato. A prescindere dai presunti legami tra la multinazionale Philip Morris e la Casaleggio Associati”, ha detto il deputato azzurro Osvaldo Napoli, ricordando le polemiche di questi ultimi giorni. Lo stop alle ganasce contenuto nella bozza del decreto Ristori Quater prevede il blocco di pignoramenti e fermi amministrativi per chi chieda una dilazione dei ‘debiti fiscali’ per “comprovate” difficolta’ economiche. Il provvedimento comprende anche il rinvio delle scadenze fiscali del 30 novembre e nuovi aiuti una tantum per i lavoratori stagionali del turismo, dello spettacolo e per i lavoratori impiegati nel settore dello sport. “La proroga di appena dieci giorni delle scadenze fiscali per il versamento della seconda o unica rata d’acconto delle imposte sui redditi e dell’Irap e’ risibile”, ha commentato il senatore di Forza Italia Dario Damiani.

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