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Fed Cup, Sara Giorgi non rimonta, la Svizzera elimina Italia

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La due giorni di Biel dice male alle azzurre del tennis, eliminate senza appello dalla Svizzera all’esordio stagionale nel World Group II della Fed Cup. Dopo le sconfitte subite in avvio da Sara Errani e Camila Giorgi, oggi la marchigiana ha mancato il punto che poteva far sperare in una rimonta, cedendo in due set a Belinda Bencic col punteggio di 6-2, 6-4. Ora l’Italia guarda gia’ al sorteggio di martedi’ dal quale uscira’ l’avversaria per lo spareggio che vale la permanenza nel World Group II, in programma il 20 e 21 aprile prossimi. Gli incroci possibili sono con Giappone, Olanda, Russia, Slovacchia. Il match sul veloce indoor della Swiss Tennis Arena e’ partito subito in salita per l’italiana, che ha subito il break al quinto gioco dopo essere stata avanti 40-15.

Giorgi ha avuto difficolta’ sempre maggiori a tenere lo scambio e vari errori gratuiti (17 nel primo set, 31 totali) le hanno fatto perdere la battuta anche al settimo game per poi cedere l’intera partita. La 21enne di Flawiln – attuale n.45 del ranking ma destinata a migliorarsi – e’ partita bene anche nel secondo set, prendendosi subito un altro break di vantaggio, poi ha accusato una battuta a vuoto ma la Giorgi non ne ha approfittato e il punto decisivo e’ andato alla Svizzera, rendendo inutile anche il doppio in programma tra Timea Bacsinszky-Stefanie Voegele e Sara Errani-Martina Trevisan. “Sono molto orgogliosa della mia performance – ha commentato Bencic – per quanto sono stata concentrata contro un’avversaria come Camila, che sapevo sarebbe stata molto aggressiva. Stasera festeggeremo, ma da domani ci si rimette subito in viaggio”. Con la Svizzera, invece, giochera’ in aprile nei playoff per tornare nell’elite mondiale.

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La conferenza di Ancelotti prima della partita di ritorno di Europa League con FC Zurigo

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Napoli Zurigo conferenza stampa

Pubblicato da Juorno su Mercoledì 20 febbraio 2019

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Champions, Atletico Madrid ambizioso “alla pari con la Juve”

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Mettere a frutto “la crescita degli ultimi anni” dell’Atletico Madrid, far deragliare la Juventus che puo’ vantare Ronaldo in campo, ma che “ha il punto di forza nella societa’”. Diego Simeone punge i bianconeri alla vigilia dell’andata degli ottavi contro i bianconeri, prima di correggere il tiro – “non parlo di politica, parlo di calcio” – alla vigilia della sfida al Wanda Metropolitano di Madrid. Con il dubbio Koke, che dovrebbe partire titolare nonostante la pretattica del ‘Cholo’, e con “Diego Costa senza i 90′ nelle gambe”, la pericolosita’ dei Colchoneros non accenna a diminuire: “Sento una grande voglia – prosegue Simeone -, festeggiamo il ritorno agli ottavi di Champions con una cosi’ bella partita contro un’avversaria molto forte. Favoriti? No, nessuno e’ favorito, sara’ una partita alla pari”.

Vietato parlare di “finale anticipata”, tasto dolente quando si parla di Champions League sia per la Juventus che per l’Atletico, quattro finali perse complessivamente negli ultimi cinque anni: “Non e’ una finale anticipata, sono ottavi di finale. Non si vince nessun trofeo, si passa il turno e basta”. Non solo la mezza battuta sulla forza della Juve, il rispetto di Simeone per i bianconeri affonda le radici sul campo da calcio: “Affrontiamo una squadra forte con un allenatore che lavora alla Juve da molti anni e con una squadra capace di soffrire ma anche di qualita’”. Di fronte al Cholo e alla sua armata, il nemico numero uno, Cristiano Ronaldo, 22 gol in carriera all’Atletico, sinonimo di derby fino a sei mesi fa: “Ha fatto una grande scelta, affrontare una sfida importante andando alla Juve, un gruppo gia’ consolidato. Ma noi pensiamo a Morata, Costa, Koke, Saul, calciatori che hanno grande voglia, un presente e tantissima voglia di fare una partita importante domani”.

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Tramonta anche l’era Sarri, al Chelsea anche lui è isolato e avrebbe i giorni contati

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Ormai resta solo da capire quando il Chelsea deciderà di esonerare Maurizio Sarri, epilogo inevitabile – secondo l’unanimita’ della stampa britannica – di un rapporto ormai irrimediabilmente compromesso. L’eliminazione dalla Fa Cup per mano del Manchester United e’ solo l’ultimo capitolo di una vicenda sempre piu’ tormentata, con l’ex tecnico del Napoli rimasto solo e isolato nel difendere il suo credo calcistico. Non solo le stelle dello spogliatoio – scrive oggi il Daily Mail – ma anche gli stessi tifosi del Chelsea appaiono esasperati dall’integralismo tattico di Sarri, indisponibile a qualsiasi forma di compromesso. Un’ostinazione che ha trasformato l’iniziale contestazione dei supporters dei Blues, in aperto scherno e sberleffo. Destinatario ultimo, ovviamente Sarri, insultato apertamente dai suoi stessi tifosi. Appaiono lontanissime le prime settimane della stagione durante le quali Sarri aveva inanellato 12 partite senza sconfitte. Da allora, il rendimento del suo Chelsea e’ un continuo sali-scendi, con alcuni tonfi particolarmente umilianti. Come le recenti sconfitte in Premier League contro Bournemouth (4-0) e Manchester City (6-0). Neppure l’arrivo di Gonzalo Higuain, fortemente voluto da Sarri, ha saputo invertire l’inerzia di una squadra che – di settimana in settimana – appare sempre piu’ disorientata e confusa. Per il momento, pero’, Roman Abramovich non sembra intenzionato all’immediato licenziamento. Un po’ per mancanza di alternative, un po’ perche’ tra meno di una settimana i Blues affronteranno il Manchester City nella finale di Coppa di Lega. Un trofeo minore, ma pur sempre un’occasione per arricchire la bacheca del club. A Wembley Sarri quasi certamente si giochera’ dunque una gran fetta di futuro, perche’ in caso di sconfitta e’ davvero difficile immaginare come potra’ restare sulla panchina dei Blues. Anche perche’ nel frattempo sono cominciate a circolare sui social, puntualmente riprese dai tabloid di sua Maesta’, le indiscrezioni su accesi dissidi tra lo stesso tecnico e alcuni suoi giocatori, esasperati dal “sarrismo”. Da quell’aspirazione al bel calcio che ora e’ vissuta con insolente insofferenza dal popolo dello Stamford Bridge. Dove e’ gia’ stata emessa la sentenza finale: ingaggiare Sarri e’ stata una scommessa che si e’ rivelata un disastro. Un verdetto dal quale e’ difficile, probabilmente impossibile, tornare indietro.

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