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Fca e Psa verso le nozze, “così nasce famiglia fantastica”

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Dalla fusione tra Fca e Psa nascera’ una “famiglia fantastica”: nel giorno della presentazione dei risultati di Psa, il numero uno di Peugeot-Citroen-Ds Automobiles, Carlos Tavares, plaude alla tenuta dei conti nonostante la crisi legata al coronavirus e non nasconde “eccitazione” e “grande entusiasmo” per le nozze con Fca previste entro la primavera del 2021. Un matrimonio gia’ pienamente iscritto nelle stelle, a cominciare dal nome dato alla futura entita’ che nascera’ dalla fusione, ‘Stellantis’. “Una costellazione di stelle – ha spiegato – che brillera’ di luce. Una societa’ composta da quelle 14 stelle che sono i 14 marchi (di Psa e di Fca) e che ci consentiranno di coprire l’insieme dei mercati”. Quanto ai tempi per l’unione, “andiamo avanti nella direzione prevista, secondo il calendario”, con un closing fissato entro entro marzo 2021. Rivolgendosi a cronisti ed analisti finanziari in conference call, Tavares ha ricordato che la fusione dara’ vita al terzo costruttore automobilistico globale per fatturato. Al momento ci sono “15 mesi di lavoro” e “500 persone che lavorano su questa dossier per risolvere tutti le questioni che si pongono prima delle nozze. Sono molto eccitato ed entusiasta da tutta questa dinamica e da questo processo”. Plauso anche alle “tante proposte proattive in termini di sinergie supplementari. I 3,7 miliardi di euro annuali in sinergie – ha puntualizzato – sono solo la base di quanto potra’ portare questa fusione”. Alla domanda di Bloomberg Tv se il progetto di fusione tra le due case automobilistiche possa andare avanti in base ai termini sottoscritti l’anno scorso, Tavares ritiene “prematuro parlare di questo tema se prima non vediamo quali saranno le dimensioni del rimbalzo sia da parte di Psa che di Fca” in seguito all’emergenza coronavirus. “Entro fine anno, dopo il rimbalzo, potremmo valutare il cash flow” delle societa’, ha aggiunto l’amministratore delegato di Psa, sottolineando che per i prossimi mesi sia Psa che Fca devono impegnarsi per ricostruire i propri bilanci. Mentre resta la massima apertura re la volonto’ di dialogo per rispondere a tutti gli eventuali rilievi dlel’antitrust Ue. Stellantis sara’ in ogni caso una “famiglia fantastica”, assicura il mega-manager di origini portoghesi, composta da “diversi marchi, culture, cittadinanze”, ma con la ferma volonta’ di “associare tutte queste forze e talenti” per divenire una gruppo “competitivo ed inclusivo”, forte di “tutte le sue diversita’. Diversita’ che trasformeremo in vantaggi competitivi per far fronte alle sfide del futuro”, assicura. Anche se il processo che condurra’ alla sacra unione puo’ “sembrare lungo”, e’ oggi piu’ che mai fondamentale “avanzare progressivamente, passo passo”, senza forzare le cose, avverte Tavares secondo cui una delle “forze di Stellantis e’ basata sulla complementarita’ tra Psa e Fca”. Ma per lui la fusione sara’ anche uno “scudo contro le crisi che potrebbero porsi in futuro”, incluso sul mercato europeo, e permettera’ di rispondere alle incertezze”. C’e’ poi l’impegno a proseguire gli sforzi per conseguire gli obiettivi Ue in materia di taglio di e Co2. “Un impegno etico”, puntualizza. Quanto ai risultati di Psa nel primo semestre 2020, Tavares ha reso omaggio alla “forte resilienza” di Psa. “La situazione finanziaria resta solida, il gruppo continua ad investire nei grandi progetti di mobilita’ del futuro”. La casa automobilistica mantiene la redditivita’ con 25,1 miliardi di euro di fatturato, 3,7% di margine operativo corrente per la divisione Automotive, pari a 731 milioni di euro, risultato netto quota Gruppo pari a 595 milioni di euro, 153 milioni di euro di free cash flow positivo per la divisione Automotive escluso il fabbisogno di capitale circolante. La sede principale di Stellantis – che tra i marchi in portafoglio avra’ per esempio Fiat e Chrysler, Peugeot e Citroen – sara’ in Olanda. Il titolo verra’ quotato su Euronext (Parigi), Borsa Italiana (Milano) e al New York Stock Exchange.

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Ecco il Decreto Ristori quater, 8 miliardi per rinvio tasse, indennità agli stagionali: ecco tutte le misure del Governo

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Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto-legge che introduce ulteriori misure urgenti connesse all’emergenza COVID-19. Il testo interviene con uno stanziamento aggiuntivo di risorse, pari a 8 miliardiper rafforzare ed estendere le misure necessarie al sostegno economico dei settori piu’ colpiti dalla pandemia, nonche’ con ulteriori disposizioni connesse all’emergenza in corso. Di seguito le principali misure introdotte.

Proroga del secondo acconto Irpef, Ires e Irap. Il versamento del secondo acconto di Irpef, Ires e Irap viene prorogato dal 30 novembre al 10 dicembre per tutti i soggetti esercenti attivita’ d’impresa, arte o professione. La proroga e’ estesa al 30 aprile per le imprese con un fatturato non superiore a 50 milioni di euro nel 2019 e che hanno registrato un calo del 33% del fatturato nei primi sei mesi del 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019. La proroga si applica inoltre alle attivita’ oggetto delle misure restrittive del Dpcm del 3 novembre e a quelle operanti nelle zone rosse, nonche’ per i ristoranti in zona arancione, a prescindere dal volume di fatturato e dall’andamento dello stesso.

Sospensione dei versamenti di contributi previdenziali, ritenute e Iva di dicembre. E’ prevista la sospensione dei contributi previdenziali, dei versamenti delle ritenute alla fonte e dell’Iva che scadono nel mese di dicembre per tutte le imprese con un fatturato non superiore a 50 milioni di euro nel 2019 e che hanno registrato un calo del 33% del fatturato nel mese di novembre 2020 rispetto allo stesso mese del 2019. Sono sospesi i versamenti anche per chi ha aperto l’attivita’ dopo il 30 novembre 2019. La sospensione si applica inoltre a tutte le attivita’ economiche che vengono chiuse a seguito del Dpcm del 3 novembre, per quelle oggetto di misure restrittive con sede nelle zone rosse, per i ristoranti in zone arancioni e rosse, per tour operator, agenzie di viaggio e alberghi nelle zone rosse.

Proroga del termine per la presentazione della dichiarazione dei redditi e dell’Irap. Il termine per la presentazione della dichiarazione dei redditi e dell’Irap viene prorogato dal 30 novembre al 10 dicembre 2020.

Proroga definizioni agevolate. La proroga dei termini delle definizioni agevolate prevista dal decreto “Cura Italia” (decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18) viene estesa dal 10 dicembre 2020 al primo marzo 2021. In tal modo, si estende il termine per pagare le rate della “rottamazione-ter” e del “saldo e stralcio” in scadenza nel 2020, senza che si incorra nell’inefficacia della definizione agevolata.

Razionalizzazione della rateizzazione concessa dall’agente della riscossione. Vengono introdotte modifiche per rendere piu’ organico e funzionale l’istituto della rateizzazione concessa dall’agente della riscossione. In particolare, si prevede che alla presentazione della richiesta di dilazione consegua la sospensione dei termini di prescrizione e decadenza e il divieto di iscrivere nuovi fermi amministrativi e ipoteche o di avviare nuove procedure esecutive. Per le rateizzazioni richieste entro la fine del 2021, viene alzata a 100.000 euro la soglia per i controlli e sale da 5 a 10 il numero di rate che, se non pagate, determinano la decadenza della rateizzazione. Inoltre, i contribuenti decaduti dai piani di rateizzazione o dalle precedenti rottamazioni delle cartelle esattoriali potranno presentare una nuova richiesta di rateizzazione entro la fine del 2021.

Proroga dei versamenti del prelievo erariale unico sugli apparecchi delle sale gioco. Il saldo del prelievo erariale unico (PREU) sugli apparecchi delle sale gioco di settembre-ottobre 2020 puo’ essere versato solo per un quinto del dovuto. La parte restante puo’ essere versata con rate mensili, con la prima rata entro il 22 gennaio del 2021.

Estensione codici Ateco. La platea delle attivita’ oggetto dei contributi a fondo perduto si amplia ulteriormente con l’ingresso di diverse categorie di agenti e rappresentanti di commercio.

Indennità stagionali del turismo, terme e spettacolo. Viene erogata una nuova indennita’ una tantum di 1.000 euro agli stagionali del turismo, degli stabilimenti termali e dello spettacolo danneggiati dall’emergenza epidemiologica da COVID-19, e ad altre categorie, tra i quali gli iscritti al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo in possesso di determinati requisiti, gli stagionali appartenenti a settori diversi da quelli del turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato il rapporto di lavoro involontariamente, gli intermittenti e gli incaricati di vendite a domicilio.

Associazioni sportive. E’ incrementata di 95 milioni la dotazione del Fondo unico per il sostegno delle associazioni sportive e societa’ sportive. Indennita’ per i lavoratori sportivi Per il mese di dicembre e’ erogata da Sport e Salute Spa, un’indennita’ di 800 euro per i lavoratori del settore sportivo. Si tratta dei lavoratori del mondo dello sport titolari di rapporti di collaborazione con il Coni, il Comitato Italiano Paralimpico, le Federazioni Sportive Nazionali, le Discipline Sportive Associate, gli Enti di Promozione Sportiva e le Societa’ e Associazioni sportive dilettantistiche, riconosciuti dal Coni e dal Comitato Paralimpico.

Fiere e Congressi, spettacolo e cultura. Vengono stanziati 350 milioni di euro per il 2020 per i ristori delle perdite subite dal settore delle fiere e dei congressi, tramite l’incremento del Fondo per le emergenze delle imprese e delle istituzioni culturali istituito nello stato di previsione del Ministero per i beni e le attivita’ culturali con il Decreto Rilancio. Si incrementano: di 90 milioni, per il 2021, la dotazione del fondo di parte corrente per le emergenze nei settori dello spettacolo e del cinema e audiovisivo; di 10 milioni, per il 2020, la dotazione del Fondo per il sostegno alle agenzie di viaggio e ai tour operator, le cui misure di sostegno sono estese alle aziende di trasporto di passeggeri mediante autobus scoperti (cosiddetto sightseeing). Si prevede, inoltre, che i ristori ricevuti dai fondi gia’ citati non concorrano alla formazione della base imponibile delle imposte sui redditi, non rilevino ai fini del calcolo degli interessi passivi e delle spese deducibili ne’ alla formazione del valore della produzione netta.

Sicurezza e forze armate. Vengono stanziati oltre 62 milioni di euro per la funzionalita’ delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, in particolare per pagamento delle indennita’ di ordine pubblico del personale delle Forze di polizia e per il pagamento degli straordinari dei Vigili del fuoco. Ulteriori 6,5 milioni di euro sono destinati al pagamento dei compensi accessori del personale militare, compreso quello medico e paramedico, impegnato nel contrasto dell’emergenza COVID-19.

Contributo alle Regioni per la riduzione del debito. Alle Regioni a statuto ordinario viene assegnato un contributo per il 2020 di 250 milioni di euro destinato al finanziamento delle quote capitale dei debiti finanziari in scadenza nell’anno in corso.

Sostegno alla internazionalizzazione delle imprese. Si incrementa di 500 milioni, per il 2020, la disponibilita’ del fondo rotativo per la concessione di finanziamenti a tasso agevolato alle imprese esportatrici. Fondo perequativo E’ istituito un fondo finalizzato a realizzare, nell’anno 2021, la perequazione delle misure fiscali e di ristoro concesse con i provvedimenti emergenziali adottati nell’ambito della emergenza COVID-19, da destinare ai soggetti che con i medesimi provvedimenti abbiano beneficiato di sospensione fiscali e contributive e che registrano una significativa perdita di fatturato.

Facoltà di estensione del termine di durata dei fondi immobiliari quotati. I gestori di fondi di investimento alternativi che gestiscono fondi immobiliari italiani ammessi alle negoziazioni in un mercato regolamentato o in un sistema multilaterale di negoziazione possono, entro il 31 dicembre 2020, nell’esclusivo interesse dei partecipanti, modificare il regolamento del fondo per prorogare il termine del fondo non oltre il 31 dicembre 2022, al solo fine di completare lo smobilizzo degli investimenti. Svolgimento delle elezioni suppletive per la Camera e il Senato per il 2020 Le elezioni suppletive per i seggi della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica dichiarati vacanti entro il 31 dicembre 2020 si svolgono entro il 31 marzo 2021.

Termini di permanenza dei territori negli scenari di rischio. L’accertamento della permanenza per 14 giorni in un livello o scenario di rischio inferiore a quello che ha determinato le misure restrittive, comporta l’applicazione delle misure relative allo scenario immediatamente inferiore per un ulteriore periodo di 14 giorni, salva la possibilita’, per la Cabina di regia, istituita dal Ministro della salute ai fini della valutazione dei livelli e degli scenari di rischio territoriali, di ridurre tale ultimo termine.

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Arriva il Ristori quater, rinvio tasse e nuovi aiuti

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 Maxi-moratoria fiscale, con tutte le scadenze di qui a fine anno rinviate a primavera per imprese e partite Iva in difficolta’, con attenzione in particolare ad alberghi e ristoranti. E una nuova tranche di aiuti ai lavoratori precari, dagli stagionali del turismo a quelli dello sport, altre risorse per gli straordinari della polizia impegnata a fare rispettare le norme anti-Covid e un fondo ad hoc per aiutare il settore delle fiere e dei congressi, fermo in sostanza dall’inizio della pandemia. Arriva con il via libera nell’ennesimo Consiglio dei ministri notturno il quarto decreto Ristori che conclude, con altri 8 miliardi, la ‘saga’ dei provvedimenti per compensare le attivita’ chiuse per contenere la seconda ondata dell’epidemia. E cambia il calendario del fisco anche per la rottamazione delle cartelle, fermando peraltro le ‘ganasce’ del fisco e le altre procedure esecutive per chi presenti una domanda di dilazione dei pagamenti per “comprovate difficolta’ economiche”. Il governo in realta’ sta gia’ lavorando sia a un ulteriore decreto di fine anno – che dovrebbe abbinarsi al tradizionale Milleproroghe – che conterra’ una serie di interventi che non hanno trovato posto nel quater (si era arrivati, nel lavoro preparatorio, a una settantina di articoli che dovrebbero essere piu’ che dimezzati), sia al prossimo decreto Ristori di inizio 2021, quello “finale”: in quella sede si dovrebbe chiudera’ il cerchio degli aiuti all’economia, grazie a un nuovo scostamento da almeno 20 miliardi, e introdurre un meccanismo “perequativo” per garantire piu’ sostegno a chi effettivamente ha perso di piu’ nei mesi della crisi, includendo anche i professionisti. Nell’ultimo decreto di fine anno potrebbe trovare posto sia il pacchetto di norme ‘salva-imprese’ sia una prima declinazione dell’utilizzo del fondo da 3,8 miliardi previsto con la manovra e disponibili dal primo gennaio. Intanto le imprese potranno contare sullo slittamento al 10 dicembre degli acconti di Irpef, Ires e Irap in scadenza il 30 novembre: un mini rinvio utile a rifare i calcoli delle perdite del primo semestre e vedere chi rientra nella nuova scadenza di fine aprile, prevista per quelle attivita’ (entro i 50 milioni) che abbiano registrato cali di fatturato di almeno il 33%. Per ristoranti delle zone arancioni e rosse e per tutte le attivita’ chiuse nelle zone rosse indicate nelle liste Ateco per l’accesso al fondo perduto (che dovrebbe allargarsi anche agli agenti di commercio) il rinvio si applichera’ a prescindere dai limiti di fatturato e di perdite, estendendo la norma attualmente prevista per i soggetti Isa di queste aree. Alla lista si aggiungono anche alberghi, tour operator e agenzie di viaggio delle zone rosse che potranno beneficiare della moratoria fiscale anche se non sono stati esplicitamente chiusi per Dpcm. Il decreto nella versione finale conterra’ anche una norma che fara’ salve le dilazioni fiscali per le Regioni che hanno cambiato colore giusto il giorno prima della loro entrata in vigore, come Piemonte e Lombardia diventate arancioni. Non dovra’ passare alla cassa nemmeno chi ha fermato i pagamenti delle rate della rottamazione ter e del saldo e stralcio: la scadenza del 10 dicembre viene fatta slittare al 1 marzo 2021 e nel frattempo si concede il rientro ai piani di rate anche a chi era decaduto prima dell’emergenza. Per le nuove domande di accesso alla rateizzazione ci sara’ tempo, infatti, per tutto il 2021. Nel frattempo maggioranza e governo stanno lavorando anche a una rottamazione quater, proprio per aiutare chi si ritrovera’ nuovi debiti da saldare quando ripartira’ la macchina della riscossione.

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Ex Ilva, lo Stato in campo con i sindacati: niente esuberi

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 L’accordo e’ di fatto gia’ stato raggiunto e l’annuncio ufficiale e’ atteso per domani. Lo Stato torna nel settore dell’acciaio, con Invitalia – la societa’ guidata da Domenico Arcuri – che entrera’ al 50% nella Am Investco, controllata dal colosso ArcelorMittal, per poi prendere la maggioranza dopo il 2022 quando scadra’ il contratto di affitto degli impianti. Sul tappeto rimangono due nodi da sciogliere. Il primo e’ il tema occupazionale, sul quale battagliano i sindacati metalmeccanici. Ci sono poi i risvolti ambientali, su cui fanno pressing le associazioni ambientalistiche locali e sul quale non nasconde di preferire altre soluzioni il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci. I contenuti dell’accordo, che il governo avrebbe raggiunto nei giorni scorsi direttamente con Laskhimi Mittal, sara’ illustrato dal ministro dello Sviluppo Stefano Patuanelli ai sindacati metalmeccanici convocati nella tarda mattinata nel Salone degli Arazzi del dicastero. Le richieste dei lavoratori riguardano ovviamente l’occupazione e gli investimenti. La richiesta e’ quella di non prevedere esuberi, cosi’ come indicato nel piano originario di ArcelorMittal. Ma la scalettatura ipotizzata ora e’ quella di una crescita dei volumi produttivi dalle attuali 3,3 tonnellate di acciaio alle otto tonnellate a regime nel 2025: solo allora ci sara’ la piena occupazione dei 10.700 lavoratori diretti. E’ uno scenario che preoccupa fortemente le ‘tute blu’ anche se nel prossimo quinquennio gli esuberi temporanei sarebbero coperti dagli ammortizzatori sociali dei quali lo Stato si fa garante. L’annuncio dell’accordo dovrebbe togliere il velo anche su altri aspetti.

La governance, ad esempio, sara’ inizialmente paritaria con presidente e amministratore delegato espressi l’uno da Invitalia e l’altro da Mittal. Ma bisognera’ chiarire quali sono le deleghe che verranno attribuite. Ci sono poi da indicare gli investimenti previsti, un tema sul quale i lavoratori chiedono chiarezza per comprendere la credibilita’ del progetto. Il governo non ha nascosto di puntare a parte dei fondi del Recovery Plan per innovare gli impianti e migliorare l’impatto ambientale. Ma questo e’ uno degli snodi che accende le polemiche sul territorio. Il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, alla vigilia dell’accordo parla di ‘proclami’ e dice di sentirsi ‘preso in giro’ da quanto raccontato. Ci sarebbe bisogno di almeno 5 miliardi di investimenti per introdurre tecnologie veramente ‘verdi’ e allontanare l’impianto dalla citta’, prevedendo la chiusura dell’area a caldo. Al momento invece il governo punta alla riaccensione dell’altoforno 5 fermo del 2015, alla manutenzione degli altiforni 1 e 4 e all’arrivo di forni elettrici, alimentati da preridotto, che arriva dal processo di decarbonizzazone dell’area. Per l’impianto di Taranto sara’ comunque in ritorno al passato. Nata nel 1905 l’Ilva passo’ all’Iri nel 1929 e venne ceduta ai Riva solo nel 1995, con il piano di privatizzazioni. Il commissariamento e’ poi del 2012. ArcelorMittal arriva nel 2018 e ora arriva una nuova svolta.

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